Gli esami del sangue sono strumenti diagnostici cruciali utilizzati per valutare lo stato generale di salute, diagnosticare malattie, monitorare condizioni esistenti e aiutare nella pianificazione di interventi terapeutici. Le analisi del sangue, oppure esami del sangue, sono esami di laboratorio che per mezzo di un prelievo di sangue venoso permettono di conoscere i principali componenti ematici.
In questo contesto, il dosaggio del cobalto nel sangue assume particolare rilevanza, soprattutto per i pazienti sottoposti ad artroplastica di rivestimento dell'anca.
Artroplastica di Rivestimento dell'Anca: Un'Alternativa alla Protesi Tradizionale
L’artroplastica di rivestimento dell’anca è stata sviluppata alla fine degli anni 90 a Birmingham in Inghilterra. Parallelamente al sempre maggior successo ottenuto nel mondo anglosassone dagli interventi di rivestimento anche in Italia nei primi anni 2000 la popolarità di questo innovativo intervento, alternativo alla protesi tradizionale dell’anca, è progressivamente cresciuta. La bhr, che è stato il primo impianto di rivestimento e quello più largamente utilizzato, è da allora è immodificata. In Italia i primi interventi sono stati eseguiti all’inizio del 2000. L’artroplastica di rivestimento dell’anca è stata introdotta in Italia nel 2000. Circa il 70% degli interventi di artroplastica di rivestimento da allora ad oggi eseguiti nel nostro paese sono stati eseguiti personalmente dal Prof.
Un impianto che sta avendo molto successo negli ultimi anni è una Protesi detta di "Superficie" o di "Rivestimento". Questo impianto prevede il sacrificio di una minore porzione di osso del paziente (solo le superfici danneggiate, da qui il nome) rispetto alle protesi tradizionali, che viene sostituito mediante due componenti artificiali fatte di metallo che interagiscono tra di loro per generare il movimento dell'anca. Quindi sono protesi con "accoppiamento Metallo-Metallo e con teste di grande diametro".
Longevità degli Impianti di Rivestimento
In realtà i risultati dei registri delle protesi d’anca evidenziano come ,in pazienti di età inferiore a 55 anni, la longevità degli impianti di rivestimento sia molto superiore rispetto alle protesi tradizionali. Non stupisce quindi che i risultati dei registri internazionali delle protesi d’anca evidenziano come in pazienti di età inferiore a 55 anni, la longevità degli impianti di rivestimento sia molto superiore rispetto alle protesi tradizionali. A 20 anni dall’intervento troviamo infatti il 98% di impianti di rivestimento ancora ben funzionanti nei pazienti maschi e il 95% nelle femmine; mentre dopo un intervento di protesi tradizionale solo il 55% dei pazienti maschi arriva a 20 anni e il 50% delle femmine. A 20 anni dall’intervento troviamo infatti il 98% di impianti di rivestimento ancora ben funzionanti nei pazienti maschi e il 95% nelle femmine; mentre dopo un intervento di protesi tradizionale solo il 55% dei pazienti maschi e il 50% delle femmine arrivano indenni da reinterventi a 20 anni.
Con un intervento di rivestimento ben eseguito è possibile ottenere risulati eccellenti anche in campo sportivo. Con la bhr è possibile ottenere risulati eccellenti anche in campo sportivo. Recentemente ha fatto notizia il caso del tennista professionista Andy Murrey che dopo esser stato operato con il rivestimento è tornato a competere nel circuito tennistico professionistico (ATP). Recentemente ha fatto notizia il caso del tennista professionista Andy Morrey che dopo esser stato operato con la bhr è tornato a competere nel circuito tennistico professionistico (ATP).
Cobalto e Metallosi: Un Rischio Potenziale
La metallosi è una complicanza dovuta ad un’eccessiva usura delle componenti metalliche degli impianti di rivestimento MOM che può portare ad una reazione tessutale avversa ed alla mobilizzazione dell’impianto con necessita’ di reintervento. La metallosi è conseguenza di due fattori e cioè l’uso di un impianto di cattiva qualità e soprattutto una tecnica chirurgica non ottimale.
Con questi impianti inoltre c'è il rischio che fuoriescano tracce di metalli che poi vadano a finire nel sangue. In linea teorica, tutte le protesi metallo-metallo possono dare questa complicanza, ma generalmente rimane estremamente rara.
Monitoraggio dei Livelli di Cobalto
A seguito di un intervento di Rivestimento dell’anca i valori del Cromo e del Cobalto aumentano leggermente nei 2 anni successivi all’intervento senza creare alcun rischio per la salute, come dimostrato dalla letteratura scientifica internazionale. Se l’intervento è eseguito correttamente, utilizzando un impianto di rivestimento metallo/metallo ben funzionante, i valori del cromo e del cobalto risultano sempre inferiori a 7 mcg/l , valore questo identificato come normale dalla circolare 8/2016 RER per i portatori di protesi d’anca.
Nei pazienti che operiamo di chirurgia di rivestimento MOM consigliamo in occasione di un normale esame del sangue di eseguire il dosaggio del Cobalto fra 18 e 24 mesi dopo l’intervento e se risulterà inferiore a 7 la ripetizione non è necessaria come indicato dalla circolare 8/2016 RER per i portatori di protesi d’anca.
Valori di Riferimento del Cobalto negli Esami del Sangue
La presenza di ioni metallici nei fluidi corporei può essere misurata nel sangue, nel siero e nelle urine. Quali sono i valori di riferimento?: al momento valori di ioni Cobalto (-Co) inferiori ai 2 μg/l non destano preoccupazione clinica. Il valore soglia per possibili complicanze cliniche è compreso in un range fra 2 e 7 μg/l . L'esatto livello deve ancora essere determinato in questo range.
Insomma, valori “fuori norma” sono praticamente la COSTANTE per i portatori di protesi. Il problema è giustamente rappresentato da quella “fetta” di pazienti con valori che superano i 7 mcg/L, ma che non hanno ancora segni di complicanze locali. E che STANNO BENISSIMO!
Complicanze Post-Operatorie e Importanza del Follow-Up
Un argomento spesso sollevato dai detrattori del rivestimento è il possibile fallimento a causa dell’insorgenza di una necrosi. Il rischio di infezione è estremamene basso (0,13% nella casistica del Prof Moroni) e di gran lunga inferiore rispetto alle protesi tradizionali. La mobilizzazione nel tempo dell’impianto è un’eventualità rarissima. La lussazione è eccezionale. Nella nostra casistica sono presenti pochissimi casi sempre dovuti a traumi o cadute avvenuti nei primi giorni dopo l’intervento.
La frattura del collo del femore è la complicanza piu’ frequente (1,7%) e piu’ temibile dopo un intervento di rivestimento. Si tratta di fratture che non dipendono dalla tecnica chirurgica né dall’esperienza del chirurgo e che sono favorite da un’attività eccessiva durante la riabilitazione e da un osso di non ottimale qualità. Si verificano generalmente intorno a sei settimane dall’intervento, mai dopo sei mesi, rarissimamente in pazienti di età inferiore a 55 anni, mentre sono piu’ frequenti nei pazienti di età piu’ avanzata. Si risolvono con un intervento convertendo il rivestimento, senza asportare l’impianto acetabolare, in un’artroplastica ibrida a doppia motilita’.
Le tendiniti dell’ileo psoas, del retto anteriore e del medio gluteo (trocanterite) sono le complicazioni di gran lunga piu’ frequenti dopo un intervento protesico all’anca sia di rivestimento che tradizionale e rappresentano la più frequente causa di dolore postchirurgico. Con l’intervento infatti non si interviene né sui muscoli né sui tendini. Talora i muscoli ed i tendini infiammati dall’artrosi continuano per periodi di tempo variabili (di solito poche settimane, altre volte diversi mesi) a causare dolore e se sono accorciati dall’artrosi a ridurre la motilità articolare.
È fondamentale che il paziente sia informato riguardo ai rischi ai benefici e alle criticità degli impianti Metallo-Metallo. a. Prima di impiantare una protesi Metallo-Metallo il paziente deve essere informato sia in forma verbale che scritta riguardo i benefici, i rischi e le criticità di tali impianti. Il paziente deve essere inoltre informato riguardo all'importanza di un regolare follow‐up post‐operatorio. È preferibile fornire al paziente una stima del rischio assoluto di complicanze rispetto ad una stima del rischio relativo. Il paziente deve essere informato non solo delle criticità ortopediche relative al tipo di impianto e di intervento a cui sarà sottoposto ma anche degli aspetti tossicologici, epidemiologici, organizzativi, follow‐up). b. Le informazioni devono essere fornite in maniera comprensibile e devono comprendere benefici, rischi e criticità degli impianti Metallo-Metallo. Il paziente deve essere informato sia degli aspetti relativi al tipo di impianto che di quelli relativi alla tecnica chirurgica. Tali informazioni possono coinvolgere più figure professionali fra le quali ci deve essere collaborazione. L'accesso alle informazioni da parte del paziente deve essere il più possibile libero e chiaro senza frapposizione di ostacoli.
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