La gravidanza è un'esperienza straordinaria, ma è anche un momento in cui è indispensabile rivolgere grande attenzione alla salute della futura mamma e del nascituro. Per questo motivo, nei 9 mesi che precedono il parto, la donna deve sottoporsi ad un calendario di esami importanti per assicurarsi una gestazione serena. Una delle indagini più importanti in quest’ambito è l’ecografia morfologica.
L'ecografia morfologica è un esame diagnostico che consente di valutare lo stato di salute fetale e la regolare evoluzione della gravidanza. L'ecografia morfologica, o ecografia del secondo trimestre, è un esame non invasivo di tipo ostetrico-ginecologico che valuta l’anatomia fetale, l’accrescimento (biometria) del feto, e permette l’individuazione di malformazioni fetali maggiori.
Si tratta della seconda ecografia prevista nelle indicazioni del Ministero della Salute ed è quella che scongiura la presenza di eventuali anomalie nel feto. Come suggerisce il termine stesso, l'ecografia morfologica è destinata a studiare la conformazione dei principali distretti anatomici del nascituro, allo scopo di escludere o accertare la presenza di eventuali anomalie e/o malformazioni. La morfologica è l’ecografia più importante del percorso delle analisi prenatale poiché permette una valutazione approfondita dello stato di sviluppo del nascituro, scongiurando la presenza di patologie specifiche e anomalie.
Quando Viene Eseguita?
L'esecuzione di quest'indagine viene indicata tra la diciannovesima e la ventiduesima settimana gestazionale, periodo nel quale il rapporto tra le dimensioni del bambino e il quantitativo di liquido amniotico risulta ottimale. L’ecografia morfologica si deve eseguire tra la 19esima e la 22esima settimana di gravidanza, quindi nel secondo trimestre.
Ma perché è raccomandata proprio in questa fase della gestazione? A questo punto della gravidanza, il feto ha raggiunto una dimensione sufficiente e molti degli organi e delle strutture interne sono abbastanza sviluppati da essere visibili attraverso l’ecografia.
In alcuni casi selezionati, può essere utile eseguire l’esame morfologico tra 16 e 18 settimane (pre-morfologica). Se la situazione lo richiede è possibile effettuare anche un’indagine, chiamata pre-morfologica, che però non può sostituirsi all’esame classico, e viene eseguita tra la 15esima e la 17esima settimana. Tale indagine non sostituisce l’ecografia morfologica, ma in casi ad alto rischio malformativo (ad esempio precedente nato con anomalia) fare una valutazione precoce dell’anatomia fetale può servire ad anticipare i tempi della diagnosi.
Ciò consente alla coppia di approfondire il quadro diagnostico con eventuali esami genetici, i quali richiedono sempre dei tempi più o meno lunghi. Dopo tale epoca la Legge non permette l’interruzione della gravidanza anche se il feto è affetto da gravi malformazioni.
A Cosa Serve?
L'ecografia morfologica serve a controllare l’anatomia e il benessere fetale. Quest'indagine è importante per valutare la struttura del feto e la sua biometria, monitorandone il normale sviluppo e le proporzioni al fine di escludere o accertare la presenza di malformazioni.
L'ecografia morfologica è utile per verificare la posizione del bambino e permette di individuarne i movimenti e il battito cardiaco. Permette di identificare alcune malformazioni fetali (con una sensibilità variabile tra il 20-50%), vengono misurati alcuni distretti fetali e confrontarli con le curve di riferimento per valutare lo sviluppo fetale atteso per l’epoca della gravidanza.
Strutture Valutate Durante l'Ecografia Morfologica
L’ecografia morfologica prevede la valutazione delle dimensioni del feto (biometria fetale), dell’impianto e della struttura della placenta, della quantità di liquido amniotico, del collo dell’utero, ma fornisce soprattutto uno studio analitico di tutti i distretti anatomici esplorabili nel feto.
Durante l'esame, vengono valutati i seguenti aspetti anatomici:
- Testa: viene analizzata la forma cranica, le misure del cervello e morfologia del cervelletto. Oltre a a verificare la corretta conformazione facciale, in particolare le orbite, la corretta struttura del tessuto oculare, il labbro superiore e il profilo del feto. Viene esaminata la forma del cranio, la dimensione del cervello, la presenza dei ventricoli laterali e la morfologia del cervelletto.
- Colonna vertebrale: viene esaminata in sezione longitudinale e trasversale.
- Torace: con particolare attenzione ai polmoni e cuore, analizzando di quest’ ultimo dimensioni, struttura, il ritmo e frequenza del suo battito. con osservazione del parenchima polmonare e della posizione del cuore.
- Cuore: con studio delle 4 camere cardiache, dell’arco aortico, dell’emergenza dei grossi vasi (assi lunghi), della sezione 3 vasi, della frequenza e ritmicità del battito cardiaco fetale. Viene inoltre esaminato il flusso del sangue con il color doppler che consente di individuare con più facilità eventuali difetti interventricolari o di riempimento.
- Addome: viene analizzato l’ aspetto del fegato, stomaco, intestino, reni e vescica. Vengono analizzate la parete dell’ addome anteriore, il diaframma, il posizionamento del cordone ombelicale con i suoi tre vasi sanguigni. Viene studiata la struttura dell'apparato gastrointestinale (fegato, stomaco ed intestino) e genito-urinario (reni e vescica).
- Arti superiori ed inferiori: con visualizzazione delle ossa lunghe, dell’asse delle mani e dei piedi, della dita delle mani.
- Liquido amniotico: viene valutata la quantità.
- Placenta: viene valutata la localizzazione.
Completano l'esame le valutazioni in merito ad alcuni indicatori di rischio di cromosomopatie (detti “soft markers”), cioè delle malformazioni strutturali a carico dei diversi organi, rilevabili ecograficamente e associabili a disordini nel corredo genetico del feto.
L’ecografista osserva il feto con la maggiore attenzione possibile, visualizzando di norma i seguenti organi interni:
- Cervello con misurazione dei ventricoli laterali, del cervelletto e della cisterna magna
- Faccia con osservazione del profilo, delle labbra e delle lenti del cristallino oculare
- Flusso del sangue nell’arteria pericallosa
- Diaframma, per accertarne l’integrità, anche se i piccoli difetti a volte possono essere manifesti solo in epoche tardive
- Apparato genito-urinario, con visualizzazione dei reni, della vescica e dei genitali esterni
- Cordone ombelicale con la visualizzazione dei tre vasi che lo compongono e l’inserzione in addome ed in placenta
Come Si Esegue l'Ecografia Morfologica?
L'ecografia è una tecnica diagnostica che si esegue per via transaddominale, cioè appoggiando una specifica sonda sull'addome, preventivamente cosparso di gel per migliorare la diffusione degli ultrasuoni (onde sonore ad alta frequenza, rientranti nella fascia non udibile dall'orecchio umano).
La metodica viene eseguita da medici ginecologi, che nel corso della loro formazione professionale hanno acquisito un'esperienza specifica sulla fisiopatologia delle varie malformazioni fetali e sulla loro identificazione ecografica. L'esame ecografico consente di esplorare gli organi interni del corpo, avvalendosi di ultrasuoni, prodotti dalla vibrazione di cristalli piezoelettrici contenuti nelle sonde.
La parete dell'utero, il liquido amniotico e i tessuti fetali riflettono parte di queste onde, generando una serie di echi riflessi. Quest'ultimi sono registrati dalla sonda ecografica e vengono decodificati dall'unità centrale dell'apparato strumentale, che trasforma le informazioni acquisite in immagini bidimensionali visibili in un monitor.
Successivamente, i dati raccolti sono confrontati con quelli delle curve di riferimento: è quindi possibile accertare se le dimensioni del feto corrispondano a quelle previste. Di solito, durante un'ecografia morfologica, la ricerca delle immagini utili richiede 20-30 minuti.
Nel corso dell’esame è nostra abitudine effettuare anche lo studio della morfologia dell’onda sanguigna nell’arteria uterina materna, indicatore precoce sia di disfunzione placentare con susseguente difetto di crescita intrauterina del feto, sia di forme precoci di gestosi.
Affidabilità e Limiti dell'Ecografia Morfologica
All'ecografia morfologica viene attribuita una sensibilità variabile tra il 50% e l'80% nell'identificazione delle malformazioni fetali maggiori, ossia di quei difetti che richiedono un'assistenza medica dopo la nascita. La rilevazione delle anomalie minori non è, infatti, un obiettivo di questo esame ecografico (per le caratteristiche intrinseche della metodica).
Non tutti i quadri patologici sono diagnosticabili in utero, e ciò dipende anche dall’ecogenicità della paziente (nelle pazienti magre la visibilità è decisamente migliore rispetto alle pazienti robuste), dalla quantità di liquido amniotico e dalla posizione fetale. Si può comunque affermare che se l’esame viene eseguito a regola d’arte la maggior parte dei problemi malformativi può essere identificata.
Alcuni fattori però diventano quasi delle controindicazioni alla morfologica. Ad esempio, l’obesità ostacola la diffusione degli ultrasuoni attraverso l’addome rendendo scadente la qualità dell’immagine e difficile la valutazione di ogni struttura.
Va però sottolineato che, indipendentemente dal peso della futura mamma, dalla qualità dell’ecografo e da quanto esperto sia l’operatore, ci sono patologie di cui non è possibile fare diagnosi in utero. C’è da dire però che non tutte le patologie o le anomalie possono essere scoperte nel secondo trimestre. Alcune si manifestano dopo, nel terzo, oppure direttamente alla nascita.
Quindi, pur essendo un esame molto accurato, l’ecografia morfologica non può dare la certezza assoluta che non ci siano problemi. In caso di sospetti, la coppia sarà indirizzata verso centri specializzati nella diagnosi prenatale per fare un’ecografia di secondo livello ed eventualmente altri tipi di indagini.
Alcune situazioni potrebbero costituire limiti alla morfologica:
- Sfavorevole posizione del feto nell’utero.
- Ridotta quantità di liquido amniotico.
- Cicatrici addominali.
- Gemelli.
- Nodi di mioma (fibroma).
Preparazione all'Esame
L'ecografia morfologica non prevede alcuna particolare norma di preparazione. L'ecografia morfologica non è un esame doloroso per la futura mamma e non produce effetti nocivi sul feto, anche nel lungo termine. Tuttavia, prima dell'esecuzione dell'esame, è necessario il consenso informato della paziente.
Di solito, non occorre essere a digiuno, né si deve bere prima dell'indagine, come richiesto nelle ecografie pelviche. A differenza di altri tipi di esami, l’ecografia morfologica non richiede nessuna preparazione particolare, non ci sono farmaci da assumere né viene utilizzato il mezzo di contrasto.
Non è necessario essere a digiuno né avere la vescica piena o l’intestino svuotato. Il vero protagonista è il bambino. Potrebbe solo essere sconsigliato l’uso di creme idratanti oppure di oli sul pancione: potrebbero interferire con la propagazione degli ultrasuoni. Meglio chiedere al ginecologo.
Ecografia Morfologica 3D e 4D
Oggi esiste la possibilità di sottoporsi anche alla morfologica 3D o 4D. Qual è la differenza? Le immagini. Quelle di un’ecografia tradizionale sono a sezione trasversale piatta e bidimensionale. Col 3D invece vengono analizzate in 3 dimensioni, dando una rappresentazione estremamente realistica. Il top è l’ecografia in 4D, in cui la quarta dimensione è il tempo.
Le immagini tridimensionali sono in movimento e “live”, quindi si ha la possibilità di vedere cosa fa il bambino in quel preciso istante: sbadiglia? Si succhia il pollice? Dorme? Inoltre, il vantaggio delle ecografie tridimensionali è che consentono una visione più approfondita e uno studio ancora più attento degli apparati del bebè.
Costo dell'Ecografia Morfologica
Come l’ecografia del primo trimestre (e quella del terzo in caso di malattie di mamma o bambino), la morfologica rientra nei cosiddetti Lea, i Livelli essenziali di assistenza. Si tratta di prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn), quindi gratuite per il cittadino.
Il costo della morfologica quindi è pari a zero, a patto che venga effettuata in una struttura pubblica o convenzionata e nei tempi previsti, cioè tra le settimane 19 e 21. In questo caso, l’impegnativa del medico deve riportare il codice di esenzione con la settimana di gravidanza (ad esempio, alla 18esima settimana è M18). Altrimenti, si può fare privatamente, ma in questo caso si paga.
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