Clementina: Indice Glicemico e Carico Glicemico

Quando si parla di frutta e diabete c’è spesso confusione. Come sappiamo la frutta contiene zuccheri (carboidrati), fattore di cui deve tenere conto chi ha la glicemia alta. In natura vi sono frutti particolarmente zuccherini e altri che lo sono meno.

È da tanto tempo che si legge e si sente dire che certa frutta sarebbe da evitare o addirittura vietata quando si convive con un diabete di tipo 1. Falso! Alcuni frutti hanno un contenuto di zuccheri più elevato e un indice glicemico più alto rispetto ad altri. La frutta a basso IG è quella che spesso viene “consigliata”, infatti, essendo meno zuccherina, il consumo provoca solo un piccolo aumento della glicemia.

Convivere con il diabete di tipo 1 non significa doversi privare della frutta! Il consumo di frutta nelle persone con il diabete è consigliato in ragione di tre porzioni al giorno. Mangiare frutta fresca di stagione è molto importante, in quanto contiene nutrienti utili al benessere di tutto il nostro organismo. Chi soffre di diabete (di tipo 1 o 2) è bene che eviti i picchi glicemici postprandiali (ossia a 2 ore dal pasto).

Indice Glicemico e Carico Glicemico

Indice glicemico. Carico glicemico. È legato sia alla quantità che alla qualità di carboidrati che un determinato alimento contiene.

L'indice glicemico rappresenta un criterio di misurazione della velocità di aumento della glicemia in risposta all'assunzione per via orale di un alimento in porzione standardizzata (per contenuto di carboidrati). Da quanto esposto, pare subito logico che il "problema" non consista nella velocità di aumento della glicemia, ma nella lentezza della sua discesa a posteriori.

Recente si sta attribuendo agli alimenti a basso indice glicemico un'importanza essenziale nella buona riuscita della dieta dimagrante e, leggendo qua e là, parrebbe che questa caratteristica risulti addirittura più importante della natura chimico-nutrizionale dei cibi in oggetto (glucidi, proteine, lipidi) o delle porzioni con le quali vengono consumati.

Anche perché l'indice glicemico dei cibi subordina immediatamente all'associazione con altri alimenti (pertanto sarebbe più corretto parlare di indice glicemico del pasto) e al grado/tipo di cottura al quali sono sottoposti.

Clementine e Glicemia

Con la glicemia alta bisogna evitare di assumere le clementine perché apportano il 9% di zuccheri. Le clementine hanno un indice glicemico di 30. Per il controllo della glicemia è importante che i diabetici facciano attenzione a non eccedere nel carico. Per questo bisogna limitare le porzioni. Chi ha la glicemia alta non deve mai prendere le clementine a pranzo e cena soprattutto se consuma alimenti con alto indice glicemico.

Vanno mangiate 2 ore dopo i pasti principali. Chi ha il diabete deve assumere frutta ma non nei pasti principali se questi contengono alimenti ad elevato indice glicemico.

Un etto di clementine apporta appena 47 calorie. Sono ricche di acqua, proteine e povere di grassi e calorie. Grazie alla loro ricchezza in fibre se mangiate prima del pasto attenuano la fame. Sono agrumi dal gusto dolce.

Apportano anche delle sostanze come i sali di bromo. Sono oligoelementi dall’effetto calmante, capaci di ridurre la voglia di spizzicare, soprattutto la sera. Sono per questo un frutto che può conciliare un corretto riposo, proprio per questa loro azione leggermente sedativa sul sistema nervoso. Il succo è un ottimo snack, vitaminico, ipocalorico e antistress.

Contengono Vitamina A, C, B e PP. Hanno una buona dose di acido ascorbico, acido folico e acido citrico. Rafforzano il sistema immunitario nel periodo invernale. Favoriscono il transito intestinale e contrastano la stitichezza. Sono facilmente digeribili e riducono i livelli di colesterolo cattivo nel sangue. Non li deve mangiare chi soffre di gastrite.

Consigli Generali per il Consumo di Frutta in Caso di Diabete

  • Per le persone con DT1 (e DT2), è generalmente consigliabile mangiare frutta cruda piuttosto che trasformata. Il motivo è semplice: puree, composte, marmellate, succhi, sciroppi, sorbetti, ecc.
  • Buono a sapersi: più un frutto è maturo e più è alto il suo contenuto di zuccheri, soprattutto nel caso delle banane.
  • Per controllare nel migliore dei modi la glicemia e le dosi di insulina (indipendentemente dall’uso di un microinfusore, di una penna, ecc.), una buona abitudine è quella di distribuire il consumo delle porzioni di frutta nell’arco della giornata - ad esempio a colazione, a pranzo, come merenda, ecc.
  • Se sei una persona con il diabete e vuoi mangiare frutta senza provocare un eccessivo aumento della glicemia, è il caso che tu faccia attenzione anche al contenuto di fibre. In effetti, è noto che le fibre alimentari migliorano il controllo della glicemia.
  • Come abbiamo già detto, non è necessario eliminare del tutto la frutta più zuccherina (come banane, fichi, uva etc.), bensì ridurre le porzioni.
  • È importante stare attenti alla quantità totale di carboidrati di un pasto. È il carico glicemico dell’intero pasto (e non della sola frutta!) il responsabile di un eventuale innalzamento glicemico.

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