Cisti: Cosa Sono e Come Vengono Diagnosticate con la Risonanza Magnetica

Le cisti rappresentano una condizione comune nella pratica dermatologica e medica, caratterizzata dalla formazione di sacche o cavità all’interno dei tessuti corporei contenenti materiale fluido, semisolido o gassoso. Si tratta di una patologia eterogenea, con variazioni significative nella morfologia, nella localizzazione e nell’eziologia.

Dal punto di vista patogenetico, le cisti possono originare da una serie di processi, inclusi disordini dello sviluppo embrionale, alterazioni nel drenaggio dei fluidi corporei, ostruzioni delle ghiandole sebacee o sudoripare, nonché traumi locali. La loro manifestazione clinica può essere asintomatica, presentare sintomi di lieve entità o determinare significative complicazioni a seconda della localizzazione e delle dimensioni della cisti.

La diagnosi delle cisti è spesso basata sull’esame fisico, che può rivelare la presenza di una massa palpabile, con caratteristiche di consistenza, mobilità e sensibilità specifiche. Tuttavia, l’imaging diagnostico, come l’ecografia, la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RM), può essere utilizzato per confermare la diagnosi e valutare le caratteristiche anatomiche della cisti.

Le cisti possono interessare una vasta gamma di distretti corporei, comprese la cute e le strutture sottocutanee, le ghiandole sebacee, i follicoli piliferi, le articolazioni, i tessuti molli e gli organi interni. La loro presentazione clinica può variare notevolmente a seconda della localizzazione.

Le cisti rappresentano quindi una manifestazione clinica eterogenea e complessa, con variazioni nella presentazione clinica, nell’eziologia e nella gestione terapeutica. La loro diagnosi e gestione richiedono un approccio multidisciplinare, coinvolgendo dermatologi, chirurghi, radiologi e altri specialisti per garantire un trattamento ottimale e la riduzione del rischio di complicazioni a lungo termine.

Cisti Epatiche

Le cisti epatiche sono sacche piene di liquido che si formano nel fegato e che per fortuna, sono nella maggior parte dei casi benigne. In genere vengono rilevate accidentalmente durante esami di imaging che sono stati fatti per altri motivi. Tuttavia, in alcuni casi, possono causare sintomi o complicazioni, richiedendo ulteriori indagini.

Diagnosi e Monitoraggio delle Cisti Epatiche

Quando si tratta di diagnosticare e monitorare le cisti epatiche, tre principali tecniche di imaging vengono utilizzate: ecografia, tomografia computerizzata (TAC) e risonanza magnetica (RM).

Ecografia

L’ecografia è spesso il primo esame eseguito per valutare le cisti epatiche grazie alla sua semplicità, sicurezza e costo contenuto. L’ecografia è non invasiva e sicura: non utilizza radiazioni ionizzanti, ha un costo contenuto, è più facilmente accessibile ed è rapida da eseguire. Ha però una risoluzione meno dettagliata rispetto alla TAC e alla RM, soprattutto in pazienti obesi o con eccesso di gas intestinale.

Tomografia Computerizzata (TAC)

La TAC utilizza raggi X per creare immagini dettagliate e trasversali del fegato. Nel caso delle cisti epatiche, può offrire immagini dettagliate: dà infatti una visione più chiara delle strutture interne del fegato rispetto all’ecografia, offre un’identificazione accurata e fornisce risultati rapidamente. La TAC offre maggiori dettagli e rapidità, ma con l’uso di radiazioni.

Risonanza Magnetica (RM)

La RM utilizza campi magnetici e onde radio per creare immagini dettagliate del fegato. È particolarmente utile per caratterizzare lesioni epatiche complesse. In questo caso offre immagini ad alta risoluzione senza l’uso di radiazioni, è molto efficace nel differenziare tra cisti benigne e lesioni maligne, non utilizza radiazioni ionizzanti, rendendola sicura per ripetuti esami.

Anche alla TC l’aspetto è tipico. Lo strumento mostra una zona ben demarcata rispetto al fegato circostante, omogenea al suo interno e con pareti regolari e lisce che non assumono il contrasto che viene iniettato al paziente per via endovenosa durante l’esame.

Alla Risonanza Magnetica le cisti appaiono come zone di elevata intensità (iperintense) nelle sequenze T2, senza incremento al contrasto. Anche questo aspetto è assai caratteristico e permette di distinguere molto bene le cisti sierose da altre formazioni del fegato.

La presenza di elementi radiologici aggiuntivi (presenza di setti interni, fenestrazioni, calcificazioni, pareti irregolari, cisti figlie all’interno) devono fare pensare alla presenza di altre lesioni diverse dalle cisti semplici e impongono ulteriori riflessioni.

La scelta tra ecografia, TAC e RM per la diagnosi e il monitoraggio delle cisti epatiche quindi da vari fattori, tra cui la complessità della cisti, la disponibilità delle tecnologie e le condizioni del paziente. L’ecografia è un ottimo punto di partenza per la sua sicurezza e costo, ma può non essere sufficiente per tutte le situazioni.

Cosa si deve fare con le cisti epatiche?

In linea generale, nei casi di pazienti nei quali la diagnosi di cisti sierosa del fegato è del tutto certa, si seguono queste due regole:

  • le cisti asintomatiche, che vengono rilevate occasionalmente durante esami eseguiti per altri motivi, non necessitano di alcun trattamento. Si può decidere di controllarle di tanto in tanto (ogni anno? ogni due anni?) per verificare che non aumentino di volume;
  • le cisti che causano sintomi al paziente, che hanno sanguinato, si sono rotte o si sono infettate, devono essere invece valutate per il trattamento.

E’ fortemente sconsigliato di semplicemente aspirare queste cisti: questo porta inevitabilmente alla riformazione della cisti stessa e spesso causa un peggioramento dei sintomi lamentati dal paziente.

Il trattamento di scelta è invece chirurgico, con l’apertura della cisti e l’asportazione di tutta la parete rimovibile con facilità: l’intervento può prendere il nome di fenestrazione, di marsupializzazione o di pericistectomia. Questo intervento porta alla risoluzione definitiva dei problemi in una percentuale di casi superiore al 90%.

Negli ultimi due decenni questo intervento viene condotto prevalentemente per via mini-invasiva (con la laparoscopia o con il robot chirurgico), con minore impatto sulla qualità di vita del paziente e un ridotto danno estetico.

Nei pazienti che per motivi clinici non possono essere operati e in quelli che rifiutano l’intervento chirurgico, si può proporre l’aspirazione della cisti, con una manovra di radiologia interventistica, e la successiva iniezione di alcool o di altro liquidi ad azione sclerosante. Bisogna ricordare che questo trattamento ha però un alto tasso di recidiva della cisti e non deve sostituire quello chirurgico.

Cisti Renali

Le cisti renali sono molto frequenti e spesso vengono riscontrate occasionalmente in corso di esami diagnostici eseguiti per altre ragioni. Le cisti renali, infatti, sono di diversi tipi e quelle più comuni sono benigne e si presentano come tasche ripiene di liquido che nella maggior parte dei casi non causano complicazioni.

Possono essere di piccole dimensioni (da pochi millimetri a qualche centimetro) oppure raggiungere dimensioni maggiori (anche superiori a 10 cm). Quasi mai le cisti semplici danno sintomi al paziente (ed è per questo che la diagnosi è quasi sempre casuale) né incidono sul corretto funzionamento del rene.

Alcune cisti, invece, presentano, al momento del loro riscontro, delle caratteristiche peculiari interne visibili alla Tac o Risonanza Magnetica che le rendono cosiddette “cisti complesse”. Esistono diversi gradi di complessità di una cisti (classificate in una scala che va da 1 a 4 a seconda di un progressivo grado di “malignità”). In questi casi, la cisti merita attenzione da parte dello specialista perché potrebbe nascondere cellule maligne all’interno o mettere a rischio la funzionalità del rene.

A seconda delle caratteristiche che presenta la cisti, potrebbe essere necessario seguirle nel tempo mediante ecografie o altre indagini radiologiche (come per le cisti “semplici”), oppure sottoporla ad intervento chirurgico. Alcune cisti, sebbene complesse, rimangono stabili negli anni e non necessitano di ulteriori interventi. In generale le cisti vanno rimosse quando hanno caratteristiche che le classificano nei gradini più alti della scala (3-4).

Oggi esiste anche la possibilità di utilizzare il Robot che abbina alle piccole incisioni mini-invasive tipiche della laparoscopia, la precisione del braccio robotico che permette di evitare il normale tremore fisiologico degli essere umani, di utilizzare dei binocoli in grado di magnificare la visuale delle strutture anatomiche di oltre 10 volte e di compiere movimenti a 360° non altrimenti possibili con le mani del chirurgo. L’intervento generalmente ha una durata di circa 1 ora ed il giorno dopo il paziente è in grado di mobilizzarsi, alimentarsi regolarmente e talvolta può già essere dimesso al proprio domicilio. Una volta dimesso, il paziente può generalmente tornare al lavoro ed alla propria vita nell’arco di una settimana.

Classificazione di Bosniak

Alla fine degli anni 80 il radiologo americano Morton Bosniak sviluppò una classificazione delle cisti renali, che si basava su immagini ottenute con la TAC e/o con la Risonanza Magnetica. La classificazione di Bosniak elenca cinque categorie di lesioni cistiche renali (così contrassegnate: I, II, IIF, III e IV) caratterizzate da una crescente complessità anatomica.

Per esempio la classe I include le cisti semplici, che in genere richiedono solo un monitoraggio nel tempo, mentre le cisti di classe IV (le più complesse) sono con grande probabilità di natura tumorale, Mentre dopo il riscontro di una cisti semplice di classe I la prassi prevede in genere solo una indagine ecografica a distanza di tempo, per le altre classi è in indicato eseguire altri esami di diagnostica per immagini (esami detti di secondo livello come appunto TAC o RMN).

Trattamenti e Terapie

Non esiste una terapia farmacologica per le cisti renali acquisite. Può essere necessario in certe circostanze ricorrere ad interventi attivi che possono essere procedure minimamente invasive, come il drenaggio percutaneo, o più impegnativi come l’asportazione chirurgica.

Nella stragrande maggioranza dei casi per le cisti classificate come semplici (classe I di Bosniak) non è necessario alcun intervento, ma solo un monitoraggio nel corso del tempo delle dimensioni e dell’aspetto della cisti e del suo aspetto. Molto raramente una cisti semplice si trasforma in maligna.

Solo nel caso che raggiungano dimensioni talmente grandi da determinare compressione su organi circostanti, o reale fastidio al paziente per la sensazione di ingombro, può essere necessario valutare la loro eliminazione. In questi casi la prima scelta è l’aspirazione percutanea (cioè con una puntura della cisti dall’esterno con un ago), seguita dalla iniezione nella cavità svuotata di un farmaco che salda le pareti della cisti e impedisce che si riformi (sclerosi della cisti).

Cisti Aracnoidea

Esistono due tipologie di cisti aracnoidea: la cisti aracnoidea primaria, la quale è presente fin dalla nascita e pare sia il risultato di un errato sviluppo dell'aracnoide, e la cisti aracnoidea secondaria, la quale invece è frutto di circostanze come un tumore al cervello, un'infezione delle meningi ecc.

La cisti aracnoidea tende a essere asintomatica, quando le sue dimensioni sono ridotte, mentre è sintomatica, quando ha raggiunto dimensioni importanti. La cisti aracnoidea può essere una condizione congenita, ossia presente fin dalla nascita, oppure acquisita, cioè sviluppata nel corso della vita. La cisti aracnoidea è ripiena di liquido cefalorachidiano o di un fluido molto simile.

Cisti della Tasca di Rathke

Nello specifico si tratta di una cisti piena di liquido situata nella parte posteriore della adenoipofisi. La ghiandola pituitaria o ipofisi, è una ghiandola endocrina delle dimensioni pari a quelle di un pisello.

Un cisti della tasca di Rathke è una lesione accrescitiva benigna situata sopra la ghiandola ipofisaria; nello specifico si tratta di una cisti piena di liquido situata nella parte posteriore della adenoipofisi.

Le cisti della tasca di Rathke che causano i sintomi sono lesioni relativamente poco comuni, che rappresentano meno dell’uno per cento di tutte le masse primitive all’interno del cervello. Possono presentarsi a qualsiasi età, anche se nella maggior parte dei casi sono diagnosticate in adulti.

Spesso, le cisti della tasca di Rathke non causano sintomi. Molte volte, i medici trovano la cisti mentre un paziente esegue una risonanza magnetica (RM) per un altro motivo.

  • La rimozione della parete cistica, può portare all’insufficienza ipofisaria. La tecnica endoscopica mini-invasiva è spesso utilizzata.

Cisti Pancreatiche

Le cisti pancreatiche sono comuni e può essere difficile distinguere le cisti benigne da quelle destinate a diventare cancerose. Nella maggior parte dei casi la diagnosi di cisti pancreatica viene posta incidentalmente nel corso di una risonanza magnetica o una TC effettuate per un altro motivo.

Quasi il 40% delle risonanze magnetiche dell’addome individuano delle cisti pancreatiche e la possibilità di questo riscontro aumenta con l’età.

I ricercatori del Wexner Medical Center della Ohio State University hanno scoperto che una nuova “biopsia virtuale” consente di diagnosticare la natura delle cisti del pancreas con una precisione senza precedenti. L’attuale standard prevede l’esame del liquido presente all’interno delle cisti. Questo metodo permette di identificare correttamente le lesioni benigne o precancerose nel 71% dei casi.

I ricercatori hanno scoperto che quando la biopsia virtuale viene aggiunta alla metodica standard, l’accuratezza diagnostica sale al 97%. Gli Autori contano in questo modo di poter porre la diagnosi del carcinoma del pancreas precocemente o di evitare un intervento chirurgico non necessario per una cisti pancreatica benigna.

Il metodo diagnostico testato nello studio fornisce ai medici una vista microscopica della parete della cisti, che è prodotta da un piccolo dispositivo che emette luce laser all’interno della cisti.

Sintomi delle Cisti

Le cisti possono avere essere asintomatiche così come essere caratterizzate da una sintomatologia eterogenea che può includere:

  • Dolore: Le cisti possono causare dolore che varia in intensità e caratteristiche a seconda della loro localizzazione e dimensione.
  • Gonfiore: Le cisti, specialmente se di grandi dimensioni o se infiammate, possono causare gonfiore o ingrossamento nella zona circostante.
  • Sensazione di peso o pressione: Le cisti possono esercitare pressione sui tessuti circostanti, causando una sensazione di peso o pressione nella zona interessata.
  • Sintomi gastrointestinali: Le cisti localizzate nei visceri addominali possono esercitare pressione sugli organi circostanti, causando sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, stitichezza o diarrea.
  • Alterazioni urinarie: Le cisti renali possono influenzare la funzione renale e causare sintomi urinari come dolore durante la minzione, minzione frequente o presenza di sangue nelle urine.
  • Modifiche nel ciclo mestruale: Le cisti ovariche possono influenzare il ciclo mestruale, causando irregolarità o cambiamenti nei periodi di mestruazioni.
  • Sintomi dermatologici: Le cisti cutanee possono presentarsi come protuberanze visibili sulla pelle, che possono essere chiare o pigmentate a seconda del contenuto della cisti.
  • Limitazioni funzionali: Le cisti situate in prossimità di articolazioni o strutture anatomiche importanti possono limitare il movimento e causare rigidità o dolore durante l’attività fisica.

Cause delle Cisti

Le cause delle cisti possono essere varie e dipendono spesso dalla loro localizzazione e natura specifica. Tuttavia, alcune delle cause più comuni includono:

  • Blocco delle ghiandole: Le cisti possono svilupparsi quando le ghiandole presenti nel corpo subiscono un blocco nel normale flusso di secrezioni.
  • Infiammazione: L’infiammazione dei tessuti può giocare un ruolo significativo nella formazione delle cisti.
  • Anomalie dello sviluppo embrionale: Le cisti possono formarsi a causa di anomalie nello sviluppo embrionale.
  • Ritenzione di fluidi: Le cisti si formano quando i fluidi corporei vengono intrappolati all’interno di una cavità o di un sacco.
  • Traumi: I traumi fisici possono causare danni ai tessuti del corpo, portando alla formazione di cisti.
  • Condizioni mediche preesistenti: Alcune condizioni mediche preesistenti possono aumentare il rischio di sviluppare cisti in determinate parti del corpo.
  • Fattori genetici: La predisposizione genetica può influenzare la formazione di cisti in alcune persone.

È importante sottolineare che le cisti possono avere cause multifattoriali e che spesso non è possibile identificare una singola causa specifica. In molti casi, le cisti si formano senza una causa apparente e possono essere considerate una parte normale del processo biologico del corpo. Tuttavia, se le cisti causano sintomi o complicazioni, è importante consultare un medico per una valutazione e un trattamento appropriati.

Pericolosità delle Cisti

Le cisti possono essere pericolose solo in alcuni casi specifici, ma nella maggior parte dei casi sono innocue e non rappresentano una minaccia per la salute. Ecco una panoramica su quando le cisti possono essere considerate pericolose:

  • Complicazioni associate: Le cisti possono diventare pericolose se si verificano complicazioni come l’infiammazione, la rottura o il loro ingrossamento eccessivo.
  • Infezioni: Le cisti possono diventare pericolose se si infettano.
  • Compressione di strutture vitali: Le cisti possono diventare pericolose se crescono a dimensioni tali da comprimere le strutture vitali circostanti, come il cervello, il midollo spinale o i vasi sanguigni.
  • Malignità: Anche se è raro, alcune cisti possono contenere tessuti o cellule anomali che hanno il potenziale di diventare cancerose.
  • Impatto sulla funzione degli organi: Le cisti che si sviluppano negli organi interni, come i reni o il fegato, possono diventare pericolose se interferiscono con la funzione degli organi stessi.
  • Sintomi gravi o persistenti: Le cisti possono diventare pericolose se causano sintomi gravi o persistenti che influenzano significativamente la qualità della vita del paziente.

Cisti Maligna

La ciste maligna è una formazione anomala che, a differenza delle cisti benigne, presenta caratteristiche indicative di malignità. Queste cisti possono rappresentare un tumore primario o la degenerazione di una cisti precedentemente benigna. Di seguito una descrizione dettagliata delle caratteristiche principali:

  • Definizione e origine: Le cisti maligne si sviluppano da cellule che mostrano crescita incontrollata e comportamenti aggressivi. Possono essere originate da tessuti epiteliali, connettivi o di organi specifici come ovaie, reni o fegato.
  • Aspetto e contenuto: A differenza delle cisti benigne, quelle maligne tendono ad avere pareti irregolari, spesse e calcificazioni. Possono contenere materiale solido o misto (liquido e solido) e presentare una vascolarizzazione anomala.
  • Crescita e diffusione: Le cisti maligne crescono rapidamente e possono infiltrare i tessuti circostanti, causando danni strutturali e compromissione della funzionalità degli organi.

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