Le cisti parameniscali possono variare notevolmente in dimensioni e possono essere localizzate a contatto con il menisco o a distanza da esso, estendendosi oltre il piano capsulo-legamentoso.
Diagnosi delle Cisti Parameniscali
La diagnosi è essenzialmente clinica e viene confermata attraverso un’ecografia muscolo-tendinea del ginocchio.
Ecografia Diagnostica
L'ecografia permette di effettuare iniezioni con un'elevatissima precisione senza ricorrere a radiazioni ionizzanti, soprattutto nel caso di strutture piccole o profonde.
L'esame ecografico può evidenziare versamento nei recessi sovrapatellare e paracondiloidei e versamento nella borsa mucosa comune dei tendini gastrocnemio-semimembranoso, aiutando a identificare la presenza di cisti e altre anomalie.
Trattamento delle Cisti Parameniscali
In passato le cisti meniscali erano asportate chirurgicamente con un incisione piuttosto ampia; questa tecnica, oltre a lasciare una cicatrice poco estetica, aveva un rischio di recidiva della cisti relativamente elevato.
Negli ultimi anni invece il trattamento delle cisti meniscali è diventato sempre più artroscopico, anche per le cisti di maggiori dimensioni. Il trattamento in artroscopia, oltre ad essere un intervento molto meno invasivo, permette di ridurre i tempi di recupero dopo l’intervento, il rischio di recidiva e garantisce risultati migliori. Il trattamento in artroscopia è costituito dallo svuotamento della cisti e dalla cruentazione della parete cistica, successivamente dalla regolarizzazione o riparazione del menisco lesionato.
Opzioni di Trattamento Non Chirurgiche
- Drenaggio: Il liquido contenuto all’interno della cisti, specie se molto abbondante, può dare disturbi severi. La sua aspirazione viene eseguita dal medico mediante l’utilizzo di ago e siringa.
- Fisioterapia: Un sintomo spesso avvertito dal paziente è una sensazione di rigidità muscolare e articolare a carico del ginocchio colpito.
- Infiltrazioni con cortisonici: Hanno un grande effetto antinfiammatorio e antidolorifico. Controindicazioni relative all'utilizzo del cortisone sono il glaucoma, severa ipertensione arteriosa e diabete mellito.
- Acido ialuronico: È un componente fondamentale della cartilagine articolare e ha la capacità di legare molte molecole di acqua. Non è nocivo per i componenti articolari (anzi protettivo) e non ha controindicazioni particolari. Questa terapia è indicata per l'artrosi, per la quale è efficace soprattutto in fase iniziale ed intermedia.
Trattamento Chirurgico: Artroscopia
Artroscopia: Questa tecnica, alternativa alla chirurgia tradizionale, è meno invasiva e prevede una piccolissima incisione sopra la cisti per il passaggio di uno strumento chiamato artroscopio.
Dopo l’intervento, sia tradizionale che in artroscopia, il paziente dovrà seguire il protocollo R.I.C.E.
Cisti di Baker
La cisti di Baker è una formazione a forma di sacca, contenente liquido, che si sviluppa nella parte posteriore dell’articolazione del ginocchio, nella cavità poplitea, e per questo chiamata anche cisti poplitea.
Lo sviluppo della cisti di Baker in un bambino o in un giovane non deve destare preoccupazione: originandosi nel contesto di un’articolazione sana, infatti, quasi mai dà sintomi e si riassorbe spontaneamente nella maggior parte dei casi in un paio d’anni circa, senza richiedere terapia alcuna. Le cisti di Baker possono dare complicazioni solo raramente (interessano circa 1-2 persone su 20).
La rottura della cisti di Baker può simulare una malattia della gamba chiamata tromboflebite (detta anche trombosi venosa profonda).
Altre Condizioni e Trattamenti Correlati
Tendinopatia Calcifica di Spalla
La tendinopatia calcifica di spalla è la più frequente di queste condizioni, più spesso a carico del tendine del sovraspinato. Causa dolore ricorrente che può durare mesi o anni, e che può essere molto invalidante sia nei movimenti che la notte.
Il paziente viene disteso sul lettino, si procede ad un'accurata disinfezione in condizioni di stretta sterilità e si pratica un'anestesia locale con Lidocaina. Successivamente, sotto continuo controllo ecografico, si posizionano uno o due aghi all'interno della calcificazione e si eseguono numerosi "lavaggi" con soluzione fisiologica.
Il liquido introdotto a pressione dagli aghi viene riaspirato portando con sè i cristalli di calcio che costituiscono la calcificazione. Al termine del trattamento il paziente deve rimanere circa 30 minuti in osservazione nella sala d'attesa.
Nonostante le calcificazioni in genere non si riformino più una volta aspirate, è possibile che a distanza di 2-3 mesi dal trattamento si ripresenti una sintomatologia simile, seppur in genere meno acuta, dovuta al persistere dell'infiammazione della borsa subacromion-deltoidea (borsite cronica).
Cisti Gangliari
Le cisti gangliari sono la causa più comune di masse a livello del polso, ma possono formarsi anche in altri distretti. Consistono di raccolte di gel mucinoso a localizzazione prevalentemente peri-articolare. La maggior parte sono asintomatiche e non richiedono alcun trattamento, anzi possono risolversi spontaneamente.
Neuroma di Morton
Il trattamento consiste in una procedura di infiltrazione di corticosteroidi o in una sclero-alcolizzazione, eseguita sotto guida ecografica, ovvero iniezione con ago sottile di una miscela di alcool e anestetico nello spazio metatarsale interessato, cranialmente al neuroma.
I trattamenti possono essere ripetuti più volte, ad intervalli di 15 giorni, fino ad ottenere una riduzione del dolore e un miglioramento nella deambulazione.
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