Cisti del Canale di Nuck: Istologia e Patogenesi

La cisti del canale di Nuck (CN) è un'entità raramente riscontrata, dovuta alla pervietà del dotto peritoneo-vaginale, che deve essere tenuta in considerazione nella diagnosi differenziale delle masse inguinali in pazienti di sesso femminile.

Anatomia e Patogenesi

Il canale di Nuck è un’estroflessione del peritoneo parietale che nella femmina rappresenta l’equivalente del dotto peritoneo-vaginale maschile. La cisti del canale di Nuck è una rara causa di tumefazione inguinale nelle donne, dovuta ad un’incompleta obliterazione del canale di Nuck, residuo di un’evaginazione peritoneale associata al ligamento rotondo, corrispondente al processo peritoneo-vaginale dell’uomo.

L’idrocele del dotto di Nuck deriva dalla mancata obliterazione distale del dotto peritoneo vaginale mentre la cisti di Nuck origina dalla mancata obliterazione di un tratto del dotto e non comunica con la cavità peritoneale; entrambi possono essere causa di tumefazione a sede inguinale in giovani donne.

Diagnosi

La diagnosi di patologie del canale di Nuck non è semplice per la loro rarità e necessita di una diagnosi differenziale con le più frequenti cause di tumefazione inguinale nella donna, prima fra tutte l’ernia inguinale.

La diagnosi ecografica di cisti di Nuck è spesso complicata per la rarità: le diagnosi differenziali includono numerose patologie tra cui ernia inguinale, cisti della ghiandola del Bartolini, aneurismi, linfoadenopatie, linfoceli, masse tumorali.

L’ecografia rappresenta il primo e talora l’unico esame ai fini della caratterizzazione di tale lesione, potendosi avvalere anche di prove dinamiche che ne consentono una valutazione delle eventuali variazioni morfologiche e di contenuto.

L’imaging di risonanza magnetica (RM) permette di caratterizzare la lesione e di escludere altre possibili diagnosi. Infatti, la comunicazione con il peritoneo permette di distinguere l’idrocele dalla cisti di Nuck.

In casi dubbi e ai fini di un planning preoperatorio si può procedere ad una valutazione mediante risonanza magnetica.

La diagnosi conclusiva di CN viene in genere ottenuta tramite l’esplorazione chirurgica e l’esame istopatologico.

Presentazione del Caso Clinico

Descriviamo il caso di una donna di 46 anni presentatasi presso il dipartimento di Radiologia lamentando da mesi la presenza di una tumefazione palpabile in corrispondenza della branca ileo-pubica sinistra. La paziente è stata sottoposta in prima istanza a esame ecografico della regione inguinale, il quale ha evidenziato una formazione anecogena a morfologia allungata.

Successivamente è stata eseguita RM con somministrazione di mezzo di contrasto che ha rilevato una tumefazione a contenuto fluido, iperintensa nella sequenza pesata in T2, a pareti regolari e con lineare impregnazione postcontrastografica. L’espanso si estende per circa 6,5 cm in senso cranio-caudale fino alle grandi labbra e sembra in comunicazione con la cavità peritoneale.

Una donna di 28 anni è giunta alla nostra osservazione per algie addominali diffuse e tumefazione nella regione inguinale destra, parzialmente riducibile alla palpazione. L’indagine ecografica mostrava una lesione cistica allungata, multiloculata, a contenuto anecogeno, che non si modificava durante le manovre dinamiche e non mostrava segnale vascolare all’Eco-color-Doppler, compatibile con idrocele o cisti del canale di Nuck.

La risonanza magnetica ha permesso di confermare l’assenza di una comunicazione con la cavità peritoneale, fondamentale ai fini del corretto management.

Importanza della Diagnosi Preoperatoria

Lo scopo del nostro lavoro è quello di descrivere alcune importanti caratterisiche radiologiche in grado di orientare verso una corretta diagnosi preoperatoria.

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