Le cisti dell’epididimo sono una condizione sì patologica ma benigna dello scroto, che genera allarme vista la somiglianza con patologie ben più gravi, che evocano parallelismi, tumefazione e tumore. In ambito medico, la cisti dell'epididimo è anche nota con il nome di spermatocele.
Definizione e Localizzazione
La cisti dell'epididimo è una sacca ripiena di liquido, di dimensioni variabili, che si forma a ridosso della testa dell'epididimo o di uno dei canali costituenti la rete testis del testicolo. Le cisti dell'epididimo sono il risultato di un'estroflessione della parete costituente lo stesso epididimo, estroflessione in cui confluiscono una parte degli spermatozoi.
Epidemiologia
Le cisti dell'epididimo sono più frequenti in età prepuberale (11-17 anni).
Eziopatogenesi
Il processo fisiopatologico prevede l’iniziale presenza di un’ostruzione parziale dei condotti dell’epididimo (che contengono gli spermatozoi immersi in uno specifico liquido di sostentamento). Questa ostruzione tende ad aumentare la pressione locale e a provocare un’estroflessione della parete di questi dotti.
Sintomi
Nella maggior parte dei casi, le cisti dell’epididimo sono asintomatiche. In genere, la cisti dell'epididimo è asintomatica e viene diagnosticata accidentalmente durante una visita medica o un'ecografia testicolare. Le cisti dell’epididimo si manifestano come masse non dolenti all’interno dello scroto, che possono essere rilevate attraverso l’autopalpazione. La fase palpatoria dell'esame obiettivo avente per oggetto lo scroto ha un ruolo fondamentale nell'individuazione di una massa anomala come la cisti dell'epididimo.
Diagnosi
Se esiste un dubbio diagnostico, dopo una accurata visita uro andrologica in caso di sospetto clinico, si esegue un ecografia scrotale e si esegue l’aspirazione del liquido cistico. Gli esami strumentali vengono eseguiti subito dopo tale fase, comprendendo ecografia scrotale e trans-illuminazione, un esame che consiste nell’illuminazione con una fonte luminosa lo scroto tenuto in sospensione.
Trattamento
Nella maggior parte dei casi la condizione di spermatocele non richiede alcuna cura o trattamento, poiché tende a regredire e a risolversi spontaneamente. Le cisti dell'epididimo di piccole dimensioni non richiedono alcun trattamento. In molti casi non è necessario alcun provvedimento terapeutico: piccole raccolte liquide o cisti di modeste dimensioni possono essere monitorate nel tempo. Il più delle volte lo spermatocele non necessita di trattamento chirurgico.
Indicazioni all'intervento chirurgico
L’intervento chirurgico per una cisti dell’epididimo è necessario solo quando si ingrossa al punto da causare un ingombro significativo o fastidio durante i movimenti o la deambulazione. La rimozione di una cisti dell’epididimo è consigliata quando la cisti è di dimensioni tali da interferire con attività come la corsa, oppure se si infetta o infiamma causando dolore.
Procedura chirurgica e complicanze
La procedura di asportazione necessita di un accesso minimo di 3-4 cm sullo scroto, durante l'intervento viene aperto il sacco che contiene il testicolo denominato tunica vaginale. Le complicazioni più comuni di un intervento di rimozione dello spermatocele sono: ematoma, idrocele, infiammazioni del sacco scrotale, infezione della ferita. Si consiglia una antibioticoterapia per 5 gg, assunzione di antinfiammatori per 5-7 gg e una medicazione a sette giorni dall’intervento.
Impatto sulla Fertilità
In genere, una cisti dell’epididimo non influisce sulla fertilità maschile.
Prognosi
La prognosi per le cisti dell’epididimo è generalmente eccellente. Una cisti dell’epididimo può persistere indefinitamente se non trattata. In genere, la prognosi in caso di cisti dell'epididimo è benevola.
Diagnosi Differenziale
È importante distinguere le cisti dell'epididimo da altre condizioni scrotali. Si riportano di seguito alcune condizioni che possono essere confuse con le cisti dell'epididimo:
- Idrocele: L’idrocele, è una raccolta di liquido all’interno della tonaca vaginale propria (sottile membrana che riveste il testicolo e l’epididimo) o lungo il funicolo spermatico.
- Idrocele congenito: L’idrocele congenito è causato dalla persistenza del dotto peritoneo-vaginale, un canale che, durante lo sviluppo intrauterino, permette la discesa del testicolo dall’addome allo scroto. Può colpire uno solo o, più raramente, entrambi i lati.
- Idrocele non congenito: L’idrocele non congenito si sviluppa più comunemente in individui adulti a causa di malattie infiammatorie o traumatiche che alterano la funzione di produzione e riassorbimento della tonaca vaginale consentendo l’accumulo di liquido attorno al testicolo. A volte le cause di questa disfunzione non sono chiaramente evidenti.
- Cisti del funicolo spermatico: Le cisti dell’epididimo o del funicolo spermatico sono delle raccolte di liquido circoscritte da una sottile membrana che originano dall’epididimo o all’interno del funicolo spermatico.
- Cisti del testicolo: Una cisti del testicolo è una formazione liquida che si sviluppa all’interno o sulla superficie del testicolo, diversa dalla cisti dell’epididimo che interessa la struttura adiacente.
La resezione della tonaca vaginale associata all’evacuazione del liquido contenuto nello scroto, si impone invece per gli idroceli di grosse dimensioni.
Per doverosa informazione, si ricorda che la visita medica rappresenta il solo strumento diagnostico per un efficace trattamento terapeutico.
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