In un precedente articolo abbiamo spiegato nel dettaglio cosa sono i trigliceridi e perché valori troppo elevati nel sangue possono causare non pochi problemi di salute, soprattutto cardiovascolari. Di solito, quando si eseguono controlli relativi al colesterolo è opportuno analizzare anche i livelli di trigliceridi, in modo da avere un quadro più completo della situazione.
I trigliceridi sono dei grassi, che svolgono una funzione importante per il nostro organismo, ovvero immagazzinano le calorie inutilizzate e forniscono energia al corpo, questo vuol dire che non rappresentano affatto un nemico da sconfiggere a tutti i costi. Quello che è importante, piuttosto, è evitare un accumulo eccessivo di trigliceridi nel sangue, anche attraverso una corretta alimentazione. Vediamo insieme cosa mangiare per abbassare i trigliceridi e prevenire patologie cardiache, circolatorie, epatiche e renali.
I Trigliceridi Introdotti con l’Alimentazione
Prima di vedere cosa mangiare per abbassare i trigliceridi, è importante sottolineare un aspetto. I trigliceridi, infatti, sono prodotti solo in minima parte dal nostro organismo, precisamente dal fegato, ma la stragrande maggioranza della loro concentrazione nel sangue è frutto della nostra alimentazione.
Cosa vuol dire? Che, una volta escluse alcune condizioni che potrebbero favorire una loro concentrazione elevata nel sangue, come ad esempio il diabete di tipo 2 o la sindrome metabolica, in caso di ipertrigliceridemia l’indiziato principale è quasi sicuramente l’alimentazione troppo ricca di grassi, carboidrati e zuccheri. Infatti, il nostro corpo converte tutte le calorie assunte, delle quali non abbiamo bisogno immediatamente, in trigliceridi, che vengono immagazzinati nel tessuto adiposo.
Questo significa che tutte le calorie in eccesso, che non riusciamo a bruciare, hanno come effetto principale l’aumento dei valori di trigliceridi nel sangue. Quindi, il primo step da compiere per abbassare questi valori è seguire un regime alimentare corretto ed equilibrato, seguendo le indicazioni di un nutrizionista.
Cosa Mangiare per Abbassare i Trigliceridi
Per abbassare i livelli di trigliceridi il principio generale prevede una alimentazione povera di grassi, a basso contenuto di zuccheri e carboidrati semplici (patate, pasta, pane) e ridotto contenuto alcolico.
Ma cosa è consigliato mangiare?
- pesce ricco di grassi buoni, come le sardine e il salmone;
- tutte le verdure, in particolare le verdure a foglia, i fagiolini e la zucca;
- tutti i frutti, in particolare gli agrumi e le bacche, con moderazione in quanto ricchi di zuccheri (fruttosio);
- latticini a basso contenuto di grassi o senza grassi;
- cereali integrali ricchi di fibre, come quinoa, orzo e riso integrale;
- fagioli, noci e semi, che contengono fibre e grassi sani e insaturi;
- acqua, tè, tisane e bevande senza zucchero.
Come accennato, il principio generale consiste nel ridurre l’apporto di grassi, zuccheri e carboidrati, e per farlo si possono seguire alcune linee guida abbastanza semplici, come quelle indicate dal NHS, l’equivalente inglese del nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Seguire una dieta povera di grassi, con meno del 30% delle calorie giornaliere dal grasso totale. Per raggiungere questo obiettivo, si consiglia di:
- provare a cuocere a vapore, bollire o grigliare invece di arrostire e friggere;
- acquistare carni magre ed evitare le carni lavorate (es. salsicce e pancetta);
- togliere la pelle al pollame e rimuovere il grasso visibile dalla carne prima di iniziare la cottura;
- utilizzare prodotti a basso contenuto di grassi o senza grassi ove disponibili, ad es. latte scremato anziché parzialmente scremato o intero, yogurt 0% di grassi, creme spalmabili a basso contenuto di grassi anziché margarina o burro;
- evitare tutti i formaggi ad eccezione della crema di formaggio a basso contenuto di grassi e della ricotta;
- evitare o scegliere porzioni molto più piccole di cibi grassi come patatine, noci, pasticceria, torte, biscotti, panna, carne in scatola, gnocchi e sugo a base di carne;
- quando si mangiano le patate, sceglierle bollite o a purè (senza burro) piuttosto che arrosto.
Assumere Omega-3, che si trovano negli oli di pesce, in quanto possono avere un effetto benefico sulla riduzione dei livelli di trigliceridi.
Ridurre il consumo di cibi e bevande ad alto contenuto di zucchero e scegliere fonti di carboidrati non raffinati. Per farlo, l’NHS consiglia di:
- scegliere bevande senza zuccheri aggiunti o versioni non zuccherate di bibite gassate e succhi di frutta;
- provare a sostituire un cereale ad alto contenuto di zucchero con uno a basso contenuto di zucchero come i biscotti integrali ai cereali o i cereali integrali;
- ridurre il consumo di biscotti, torte, cioccolato e dolci;
- invece di aggiungere zucchero/miele alle bevande calde, usare dolcificanti artificiali o, meglio, abituarsi al gusto delle bevande senza zucchero;
- scegliere gomme o mentine senza zucchero invece delle versioni normali.
- fare uno spuntino con frutta intera invece di succhi di frutta;
- controllare le etichette degli alimenti per scegliere cibi a basso contenuto di zucchero: un prodotto a basso contenuto di zucchero ne conterrà meno di 5 g per 100 g.
Ridurre il consumo di alcolici. Il tipo di bevanda è irrilevante, perché tutte hanno il potere di aumentare i livelli di trigliceridi nel sangue.
Ovviamente, è importantissimo e raccomandato seguire le indicazioni del proprio medico, perché non esiste l’alimentazione perfetta per tutti ma va tarata sulle reali esigenze del paziente.
Cosa Non Mangiare
Abbiamo visto che per abbassare i trigliceridi è importante seguire un regime alimentare povero di grassi, zuccheri raffinati, carboidrati e alcolici, e abbiamo elencato alcuni cibi da preferire per raggiungere questo obiettivo. Ma quali sono gli alimenti e le bevande che si consiglia vivamente di non consumare?
- alcolici e superalcolici;
- bevande zuccherine come cola, acqua tonica, tè freddo, ma anche succhi di frutta, perché contengono zuccheri semplici, anche quelli “senza zuccheri aggiunti”;
- cibi da fast-food;
- zucchero bianco e zucchero di canna per dolcificare le bevande, sostituendolo eventualmente con il dolcificante;
- marmellata e miele;
- dolci;
- frutta sciroppata e candita;
- prodotti da forno con “grassi vegetali”;
- grassi animali, come burro, lardo, strutto, panna;
- frattaglie;
- insaccati e salumi;
- latte intero o condensato, yogurt intero, formaggi a elevato tenore in grassi saturi e colesterolo;
- maionese e altre salse.
Di fatto, le istruzioni per abbassare i trigliceridi con l’alimentazione sono pressoché le stesse suggerite nel nostro articolo “Come abbassare il colesterolo: alimentazione e stile di vita”. Il nostro consiglio resta comunque lo stesso: rivolgersi a un medico specialista e seguire le sue indicazioni, che possono prevedere non solo una dieta adeguata, ma anche l’eventuale assunzione di farmaci dedicati e un po’ di attività fisica.
Il Cioccolato: Un Caso Particolare
Spesso si sentono opinioni contrastanti riguardo al cioccolato: un rimedio salutare, un peccato di gola da evitare perché intralcia la dieta... Innanzitutto è necessario specificare il tipo di cioccolato in questione: il cioccolato di cui si decantano le straordinarie proprietà si tratta di cioccolato fondente che contiene almeno il 70% di cacao e una bassa quantità di zucchero.
Perché si dice che il cioccolato fondente fa bene?
Innanzitutto perché è ricco di antiossidanti, preziose sostanze che proteggono l’organismo dall'invecchiamento. Questi antiossidanti rimangono pressoché intatti se il cacao viene lavorato a basse temperature, cioè sotto i 40 gradi. Il cioccolato, inoltre, è fonte di polifenoli che hanno la funzione di proteggere le cellule e contrastare l’invecchiamento cutaneo, le infiammazioni e alcune malattie come l'ipertensione e le patologie cardiovascolari.
Il cioccolato fondente è ottimo anche per il sistema cardiovascolare; infatti, secondo uno studio, il consumo regolare di piccole quantità di cioccolato ridurrebbe del 15% il rischio di insufficienza cardiaca, del 20% di infarto, del 30% di ictus e del 40% di malattie coronariche. Ma non solo: il cacao contrasta anche l’azione del colesterolo LDL, comunemente noto come “colesterolo cattivo”, che può favorire lo sviluppo di arteriosclerosi, infarti e ictus.
Per gli sportivi il cioccolato fondente è un’ottima scelta da consumare preferibilmente dopo l’allenamento. Questo perché favorisce l'ossigenazione dei tessuti e contribuisce al recupero fisico dopo lo sforzo. Oltre a tutto questo, il cioccolato fondente contiene minerali importanti come magnesio, fosforo, potassio e ferro, oltre a una buona quantità di fibre che sono benefiche per l’intestino e contribuiscono a dare una sensazione di sazietà.
Grazie alla presenza di questi preziosi minerali, il cioccolato fondente può anche aiutare la concentrazione e ridurre la sensazione di stanchezza. Da sottolineare che il cioccolato fondente è uno stimolante grazie al suo contenuto di caffeina e teobromina, un alcaloide con effetti cardiotonici e vasodilatatori, oltre ad avere un leggero potere diuretico. E non dimentichiamo che il cioccolato può avere un effetto positivo sull’umore. Considerato un antidepressivo naturale, oltre a soddisfare il palato, può portare una sensazione di benessere grazie al contenuto di queste sostanze stimolanti.
Il cioccolato bianco e il cioccolato al latte, invece, non possono essere considerati alleati della salute a causa del loro alto contenuto di grassi e zuccheri. Pertanto, non sono raccomandati per le persone con alti livelli di trigliceridi e colesterolo nel sangue.
Cioccolato Fondente: Benefici Dimostrati dalla Ricerca Scientifica
Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha mostrato un crescente interesse verso i benefici del cacao, in particolare per quanto riguarda la salute cardiovascolare. Il cacao è noto per essere una ricca fonte di flavonoidi, composti vegetali con potenti proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie.
Le evidenze scientifiche indicano che il cacao può essere un valido alleato nella riduzione dei fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, grazie alle sue proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie. Tuttavia, è fondamentale adottare un approccio olistico alla salute, che comprenda una dieta equilibrata e uno stile di vita attivo.
Un quadratino di cioccolato fondente a merenda può avere diversi effetti positivi sulla salute cardiovascolare. Il cioccolato ad alto contenuto di cacao, infatti, diminuisce la pressione del sangue, migliora la funzionalità dei vasi sanguigni e abbassa i profili dei lipidi (i livelli di colesterolo e trigliceridi). Uno studio controllato randomizzato, condotto nel 2019 su un gruppo di giovani adulti in salute, ha dimostrato che mangiare ogni giorno per 30 giorni cioccolato fondente al 90% migliora i valori della pressione sanguigna, rispetto a quanto accade se si mangia cioccolato fondente con una concentrazione di cacao inferiore.
Per esempio, uno studio controllato randomizzato (pubblicato in un numero del 2022 del Journal of Nutritional Biochemistry) ha studiato l'effetto del cioccolato fondente sull'umore di soggetti adulti in salute, di età compresa tra i 20 e i 30 anni. I partecipanti allo studio dovevano mangiare 30 grammi di cioccolato fondente all'85% o al 70% ogni giorno per 3 settimane. Il gruppo di controllo, invece, avrebbe dovuto evitare di consumare cioccolato. I ricercatori hanno riscontrato minori livelli di stress emotivo nei soggetti che avevano consumato il cioccolato fondente all'85% rispetto al gruppo di controllo e ai partecipanti che avevano mangiato il cioccolato fondente al 70%.
Cioccolato: Le Controindicazioni
Come abbiamo visto, nel cioccolato fondente sono contenute sostanze eccitanti che possono causare una lieve dipendenza oltre che riduzione del sonno, tremori, ansia, nausea e sudorazione, sebbene in casi rari. Anche ai bambini è sconsigliato dare dosi limitate di cacao perché provoca disturbi del sonno e favorisce l’iperattività.
In genere, tanto maggiore è la percentuale di cacao nell'amata tavoletta e tanto superiore è la presenza di flavonoidi. La quantità di flavonoidi contenuti nel cioccolato fondente si avvicina a quella dei frutti di bosco (alimenti antiossidanti per eccellenza), mentre sotto il profilo qualitativo rispecchia, con le sue catechine, il potere antiossidante del the verde.
D'altro canto non tutti apprezzano il gusto amaro del fondente; a scopo educativo, si consiglia di iniziare con alimenti contenenti percentuali di cacao pari o superiori al 65%, aumentando poi gradualmente tale valore per dare tempo al palato di abituarsi. Evitare i prodotti contenenti caramello o altri ripieni particolari, perché più dolci, più calorici e più poveri di flavonoidi.
Dunque, cioccolato sì, ma con moderazione. I LARN - Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (IV revisione) - consigliano una porzione media di 30 g; attenzione però! Si tratta di una quantità stabilita nel rispetto di una frequenza al consumo sporadica o “una tantum”.
Essendo ricco di ossalato, un antinutriente che complessa il calcio a livello intestinale impedendone l'assorbimento, il cioccolato andrebbe consumato con moderazione da chi soffre di osteoporosi e demineralizzazione ossea.
Il cioccolato è sconsigliato nella dietoterapia di molte affezioni a carico dell'apparato digerente come: gastrite ed ernia iatale associate a malattia da reflusso gastroesofageo (GERD). Questo alimento sembra infatti responsabile di una riduzione della capacità di contenimento dello sfintere esofageo inferiore.
Conclusioni sul Cioccolato e i Trigliceridi
Il cioccolato, in generale, può avere un posto all'interno di una dieta sana ed equilibrata. In particolare, il cioccolato fondente può avere effetti positivi sulla salute, specialmente se contiene l'80% o più di cacao.
Secondo la classificazione dettata dalla normativa D.leg.vo 12/6/2003, n. > cioccolato fondente: deve contenere una percentuale minima di cacao del 43% mentre il burro di cacao deve essere almeno 28%.
L'Importanza di uno Stile di Vita Sano
Trascurare (o sottostimare) l’importanza dei trigliceridi - mettono in guardia gli esperti - è una inavvertenza che può costare cara: rappresentano infatti un fattore di rischio per malattie del cuore, del fegato e del pancreas.
Fondamentale è dunque fare attenzione al tipo di grassi che apportiamo con la dieta: quelli saturi infatti ne aumentano i livelli, mentre quelli mono o polinsaturi svolgono una azione opposta di contenimento. Aumentare l’apporto di verdura ad almeno 3 porzioni al giorno, in quanto ricca di fibra alimentare ed antiossidante. Fare attenzione alle patate (che non sono una verdura) ed il cui consumo, meglio se con la buccia e fatte raffreddare, sostituisce pane e pasta. Inserire nella dieta il pesce almeno tre volte a settimana. Preferire alimenti con maggiore quantità di grassi mono o polinsaturi rispetto a quelli saturi.
Una attenzione va riservata anche allo stile di vita con l’abolizione del fumo, una attività fisica più regolare.
Consigli Aggiuntivi per la Prevenzione
- Bere Acqua: Dissetarsi principalmente con acqua.
- Limitare i Salumi: Consumare salumi occasionalmente ed evitare insaccati.
- Moderare la Carne Rossa: Consumare carne rossa con prudenza.
- Aumentare le Fibre: Via libera alle fibre vegetali.
- Consumare Colori a Volontà: Consumare almeno 400 grammi al giorno (suddivisi in cinque porzioni) di frutta e verdura.
- Usare Sale con Prudenza: Evitare il consumo eccessivo di sale.
- Evitare la Sedentarietà: Mantenere uno stile di vita attivo con almeno trenta minuti di cammino al giorno.
- Limitare l'Alcol: Evitare o limitare il consumo di bevande alcoliche.
Che cosa ci fa diventare sempre più in sovrappeso, finoa una vera emergenza obesità nelle nostre società del benessere? Il fatto che più niente ci costi fatica, che non si faccia movimento, che i nostri lavori siano per lo più sedentari. Forse è questa la prima risposta che viene in mente.
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