Cibi Fermentati e Benefici per la Salute

Spesso consumiamo certi cibi senza sapere che dietro al loro sapore e alla loro consistenza si nasconde un processo naturale: la fermentazione. Fin dai tempi più remoti, l’uomo ha imparato a sfruttare i microrganismi presenti nell’ambiente per trasformare, conservare e arricchire gli alimenti. Gli alimenti fermentati, dunque, non solo rappresentano una tradizione millenaria, ma continuano a essere importanti anche nella dieta moderna, contribuendo non solo al gusto, ma anche al benessere dell’organismo.

Cos'è la Fermentazione?

La fermentazione è una tecnica conosciuta e utilizzata dall’uomo da migliaia di anni, nata inizialmente come metodo di conservazione, ma poi apprezzata anche per i benefici sul gusto e sulla salute. Gli alimenti fermentati sono il risultato di una crescita microbica desiderata, quindi di un processo biochimico da parte di microrganismi che colonizzano l'alimento e - liberando l'energia contenuta in zuccheri e amminoacidi dell'alimento stesso - lo "trasformano".

Come Avviene la Fermentazione?

Per fermentare il cibo si parte da un prodotto (solitamente soia, verdure o latte) e si aggiungono lieviti, batteri o microrganismi che col tempo colonizzano l’alimento liberando zuccheri e aminoacidi e rendendolo più nutriente e digeribile. La fermentazione è un processo controllato che avviene in assenza di ossigeno e modifica non solo il profilo nutrizionale dell’alimento di partenza, ma anche il sapore e i tempi di conservazione.

Benefici degli Alimenti Fermentati per la Salute

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di cibi fermentati e del perché dovremmo mangiarne di più. Per lungo tempo, gli effetti benefici sulla salute degli alimenti ottenuti dalla fermentazione sono rimasti sconosciuti. I cibi fermentati hanno infatti origini antichissime: fanno parte della dieta umana da quasi 10mila anni. Le persone, per lungo tempo, hanno utilizzato la fermentazione principalmente per conservare gli alimenti, prolungarne la durata e migliorarne il sapore. Con il tempo, però, questi alimenti sono diventati una parte fondamentale della dieta in molte culture e la fermentazione è stata associata a numerosi benefici per la salute in diversi studi.

Ecco alcuni dei principali benefici:

  1. Riducono l’infiammazione: Uno dei benefici evidenziati dagli studi più recenti riguarda l'infiammazione. Questo effetto è associato a una migliore salute generale e a una riduzione dei marcatori infiammatori. Inoltre, la fermentazione migliora le proprietà nutrizionali e funzionali degli alimenti, aumentando la biodisponibilità dei nutrienti.
  2. Favoriscono la salute dell’intestino: I cibi fermentati sono ottimi alleati della salute dell'intestino per via della presenza di probiotici, ovvero di microrganismi vivi come batteri e lieviti. In particolare, migliorano l'equilibrio del microbiota intestinale, ovvero l’insieme di microrganismi che vivono nel tratto gastrointestinale. Un microbiota sano è fondamentale per la digestione.
  3. Potenziano il sistema immunitario: Un intestino sano è strettamente legato a un sistema immunitario forte, come evidenziano diversi studi e ricerche. La maggior parte delle cellule immunitarie si trova nell'intestino, quindi un microbiota intestinale equilibrato può aiutare a rafforzare le difese naturali dell'organismo.
  4. Migliorano la digestione: La fermentazione rende alcuni alimenti più facili da digerire, perché i microrganismi trasformano le sostanze complesse come gli zuccheri e le fibre in forme più semplici, facilitando l'assimilazione da parte del corpo e migliorando la mucosa intestinale. Inoltre, alcuni batteri probiotici possono produrre enzimi che facilitano ulteriormente la digestione e l’assorbimento dei nutrienti nel tratto intestinale.
  5. Maggiore digeribilità: Un altro aspetto da non sottovalutare è la maggiore digeribilità degli alimenti fermentati. Durante la fermentazione, alcuni enzimi “pre-digeriscono” i nutrienti, facilitandone l’assimilazione. Inoltre, la fermentazione aumenta la biodisponibilità di vitamine e minerali.
  6. Vantaggio ecologico: Inoltre, vi è anche un vantaggio ecologico: la fermentazione è di fatto un metodo naturale di conservazione dell’alimento: ne allunga la shelf-life senza bisogno dell’aggiunta di additivi chimici.

Esempi di Alimenti Fermentati

Sono diversi i cibi fermentati che fanno parte con regolarità dell'alimentazione quotidiana. Alcuni derivano dalla cultura orientale, altri, invece, dalla tradizione popolare occidentale e nord europea. Ecco alcuni esempi:

  • Yogurt e Kefir: Ricchi di probiotici, contengono batteri vivi che supportano la flora intestinale e facilitano la digestione. Il kefir può essere sia di latte che d’acqua. Kefir: bevanda fermentata, originaria del Caucaso, che si prepara con latte fresco e l’aggiunta di fermenti o granuli di colture vive di muffe e lieviti. Nella grande distribuzione, o nei supermercati del bio, si trovano anche yogurt e frullati a base di kefir. Ottima alternativa al latte vaccino o alle bevande vegetali a colazione. Bevanda fermentata simile allo yogurt, ma con una gamma più ampia di batteri e lieviti.
  • Kimchi e Crauti: Verdure fermentate ricche di fibre e lattobacilli, originarie rispettivamente della cucina coreana e nordeuropea, ideali per chi desidera migliorare la salute intestinale. Il cavolo (solitamente cavolo cappuccio) con il sale e un’adeguata preparazione, genera batteri lattici, probiotici e vitamine, tra le quali buone quantità di B12. Piatto coreano a base di cavolo e altre verdure fermentate, con un sapore unico e piccante.
  • Miso e Natto: Prodotti di soia fermentati contenenti enzimi e probiotici che migliorano la digestione e forniscono importanti nutrienti. Miso: è un condimento naturale fermentato ottenuto dalla soia, cereali e sale marino integrale molto utilizzato da secoli in Giappone e Cina. Si tratta di una pasta morbida dal colore bruno che va a sostituire il classico dado da cucina nella preparazione di verdure, carne o del brodo vegetale fatto in casa. Le pietanze, con una piccola aggiunta, saranno così ricche di probiotici. Pasta (composto) derivata dalla fermentazione della soia e altri cereali, è utilizzata nella cucina giapponese per zuppe e condimenti e ha varie preparazioni: mugi miso, hatcho miso, kome miso, etc.. Alimento molto popolare in Giappone a base di fagioli di soia che hanno subito un processo di fermentazione, dalla consistenza gommosa e dal sapore forte e pungente. Può essere consumato da solo, condito con la salsa di senape o abbinato al riso.
  • Gochujang: Pasta di peperoncino fermentata della cucina coreana, con benefici probiotici e un sapore unico.
  • Tempeh: Ricco di proteine, è chiamato anche “carne di soia” e ne è infatti una valida alternativa soprattutto nelle diete vegetali. Ha un sapore molto particolare e si può preparare in diversi modi. Tempeh: alimento versatile in cucina, soprattutto per l'alimentazione vegana o vegetariana, ottenuto dalla fermentazione dei fagioli di soia cotti. È un alimento fermentato a base di soia originario dell’Indonesia, con una consistenza soda simile al tofu, ma più saporito e con proteine simili alla carne.
  • Verdure fermentate: Preparabili anche in casa, apportano fibre e lattobacilli. Le verdure più adatte sono cavoli, carote, cipolle, peperoni, aglio, rape e zucchine. Si prestano alla fermentazione anche cetrioli e olive. Come fermentare gli ortaggi a casa Preparare ortaggi fermentati in casa non è poi così complicato: basta lavare, sbucciare (qualora fosse necessario), e tagliare la verdura. Le più indicate sono: cavolo, sedano, carote, cipolla. Le quantità:1 kg di verdure, 10 gr di sale grosso grezzo e 1 l di acqua. Si strizzano le verdure per eliminare i succhi, si chiudono in un barattolo di vetro sterilizzato, si chiude e si agita più volte al giorno, ma solo prima che parta la fermentazione, così da ossigenare il contenuto. Gli ortaggi saranno fermentati e da consumare dopo circa 3 settimane. Si conservano per circa un anno.
  • Riso rosso: Fermentato con il lievito Monascus purpureus contiene monacolina K, che aiuta a ridurre il colesterolo cattivo (LDL). Si consiglia di consumarlo massimo una o due volte a settimana, alternandolo con altri cereali.
  • Cioccolato: Deriva dalla fermentazione del cacao.
  • Panificati con lievito madre: Più salutari e digeribili. Lievito madre: farina, acqua acidificata alla proliferazioni di lieviti e batteri lattici che ovviamente innescano la fermentazione.
  • Papaya fermentata: Prodotta a partire da una papaya immatura, è ricca di oligosaccaridi con proprietà immunostimolanti e antiossidanti.
  • Kombucha: È una bevanda a base di tè zuccherato fermentato con “SCOBY”, una coltura di lieviti e batteri. Bevanda fermentata a base di tè, zucchero e una coltura simbiotica di batteri e lieviti (SCOBY). È ricca di probiotici, vitamina B, C, polifenoli, amminoacidi ed enzimi digestivi.

Come Integrare gli Alimenti Fermentati nella Dieta

Se mangiare fermentato non rientra tra le tue abitudini, ma i benefici appena letti ti incuriosiscono e desideri provare qualcosa di nuovo, ecco qualche consiglio per iniziare!

  • Sostituisci, anche solo qualche volta a settimana, il latte con dello yogurt o del kefir.
  • Evita il pane del supermercato, piuttosto passa dal tuo fornaio di fiducia e chiedi un pane a lievitazione naturale.
  • Di tanto in tanto preferisci alla classica pasta o al riso, del riso rosso fermentato.
  • Quando vai al ristorante giapponese ordina una zuppa di miso insieme al solito sushi. Sarà l’occasione perfetta anche per consumare delle alghe.
  • È consigliabile consumare ogni giorno yogurt, o inserire nella dieta zuppa di miso a pranzo, o crauti come contorno a cena, pane e formaggio come il Grana Padano DOP come spuntino, o bere kefir a merenda.

Precauzioni e Moderazione

Si tratta di alimenti perlopiù benefici per la salute e per l'equilibrio intestinale, ma vanno consumati sempre con la giusta moderazione. Per beneficiare degli effetti dei cibi fermentati è importante consumarli regolarmente, ma senza esagerare: ricorda che variare l’alimentazione ogni giorno è l’arma più potente che hai per una vita lunga e in salute! Quindi alterna pure queste nuove ricette a quelle più tradizionali, ascolta il tuo corpo e scegli un’alimentazione consapevole: il tuo intestino ringrazierà. Nessun alimento è escluso; vanno assunti con moderazione cibi contenenti naturalmente gas o che lo producono. Ad esempio, alimenti probiotici come i crauti o il kombucha potrebbero causare maggiormente gas intestinali a causa dei loro FODMAP (oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi e polioli), che fermentano facilmente nell'intestino. Bisogna prestare attenzione ai tempi e ai modi di conservazione e soprattutto alla tossina botulinica.

Fermentazione Domestica e Sicurezza Alimentare

Il cibo fermentato può essere preparato in casa, ma nel processo di fermentazione è cruciale mantenere un ambiente pulito, sterilizzare gli utensili e utilizzare ingredienti freschi e di qualità per ridurre il rischio di contaminazione. Ogni alimento richiede differente temperatura e tempo di fermentazione, troppo caldo o troppo freddo potrebbe impedire ai batteri benefici di prosperare e far crescere batteri patogeni. Segnali di una fermentazione riuscita includono la presenza di bolle e un odore acido non sgradevole. Attenzione al botulino. Gli alimenti fermentati possono deperire.

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