Chi Può Prescrivere la Risonanza Magnetica: Una Guida Completa

La risonanza magnetica (RM) è un esame diagnostico che permette di visualizzare gli organi interni e lo scheletro, utilizzato a partire dai primi anni ’80.

Tipi di Risonanza Magnetica

La Risonanza Magnetica, sia essa chiusa o aperta, è in grado di analizzare in modo dettagliato tutti gli organi e i tessuti del corpo, soprattutto molli poiché ricchi di acqua e quindi di atomi di idrogeno, il cui rilevamento consente l’acquisizione delle immagini da parte dei macchinari per la RMN.

Risonanza Magnetica Chiusa

La Risonanza Magnetica Chiusa (o ad alto campo) viene eseguita con un macchinario dalla forma cilindrica aperto soltanto alle due estremità, al cui interno è collocato un lettino scorrevole. Negli ultimi anni sono stati progettati numerosi modelli tecnologicamente avanzati, come l’apparecchio Siemens Magnetom Aera, che presenta una profondità ridotta, grazie alla quale il paziente ha gran parte del corpo fuori dal cilindro, in base alla zona da analizzare.

Risonanza Magnetica Aperta

La Risonanza Magnetica Aperta si presenta invece come un’enorme C, con i magneti installati all’interno dei due bracci che la compongono, superiore e inferiore. La sua caratteristica principale è il comfort per i pazienti, i quali godono di uno spazio quasi completamente aperto. Anche se a basso campo, i tempi d’esame non differiscono di molto rispetto alla versione chiusa, rilasciando comunque immagini diagnostiche di alta qualità.

Chi Può Prescrivere la Risonanza Magnetica?

La RM è un esame con obbligo di prescrizione medica, anche quando viene svolta in regime di solvenza (a pagamento). Può essere prescritta dal medico di medicina generale oppure dallo specialista. Nel caso in cui sia una prestazione in regime di servizio sanitario nazionale è necessario presentare l’impegnativa su ricetta elettronica.

Per svolgere una Risonanza Magnetica è obbligatoria la prescrizione del medico curante o del medico specialista presso cui si è in cura, che indichi le motivazioni dell’esame e la zona del corpo da analizzare. L’impegnativa, invece, è necessaria se si vuole usufruire della convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, pagando il ticket previsto dalla Regione in cui si svolge la RMN.

Come Prepararsi per la Risonanza Magnetica

È consigliabile indossare sempre dei capi privi di elementi metallici e comodi, che consentano di muoversi con agilità e senza restrizioni di sorta. Evitare di indossare indumenti con ganci automatici, zip o altri accessori metallici come spille e orologi. Soggetti con protesi metalliche, per evitare che i campi magnetici possano surriscaldarle o provocare il loro spostamento.

Generalmente le persone che devono sottoporsi alla risonanza magnetica vengono invitate a spogliarsi per indossare un camice e dei calzari monouso forniti dalla struttura sanitaria.

Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto

Il mezzo di contrasto viene richiesto quando c’è necessità di ottenere delle immagini ancora più nitide e dettagliate dei vasi sanguigni e degli organi interni. Non è indispensabile una preparazione specifica per l’esecuzione della risonanza con mezzo di contrasto.

Tutti coloro che devono sottoporsi alla risonanza con mezzo di contrasto devono eseguire un dosaggio della creatinina nel sangue prima dell’esame. Questo parametro è un indicatore dell’efficienza della funzione renale. Il gadolinio può avere azione nefrotossica nei pazienti con insufficienza renale.

Anche se raramente, il mezzo di contrasto può causare delle reazioni indesiderate, sia lievi che più gravose. Per le donne in fase di allattamento è consigliato raccogliere e conservare il proprio latte prima di sottoporsi all’esame, poiché il mezzo di contrasto impiega tre le 24 e le 48 ore per essere smaltito.

Esistono diversi tipi di mezzo di contrasto, lineari o macrociclici, a seconda del complesso chelante. Tuttavia, l’Agenzia Europea dei Medicinali ha vietato l’uso di quelli lineari, in via precauzionale nonostante non vi siano stati segni clinici di tossicità ma solo problemi di stabilità.

Possibili Reazioni al Mezzo di Contrasto

  • Lieve: nausea, vomito, rash cutaneo con prurito; possono comparire nell’immediato oppure fino a una settimana dal momento dell’esame. Sono effetti solitamente leggeri che si risolvono anche senza trattamento.

Il rischio di reazione al gadolinio dipende da una predisposizione personale del soggetto. In passato sono state emesse rarissime segnalazioni di farmacovigilanza relativamente ad una malattia, la fibrosi nefrogenica sistemica, in persone con grave insufficienza renale in seguito all’uso di alcuni mezzi di contrasto con gadolinio.

Costi e Modalità di Esecuzione

Le possibilità a disposizione per ottenerla sono il pagamento del ticket con il Sistema Sanitario Nazionale, la modalità intramoenia e il rivolgersi a cliniche e strutture private.

Ticket con SSN

Il costo delle prestazioni ambulatoriali specialistiche, a cui la risonanza magnetica fa riferimento, è stato fissato dalla normativa ad un massimo di 36,15€, al quale ciascuna regione aggiunge un costo fisso sulla ricetta.

Modalità Intramoenia

Questa modalità introdotta dal Ministero della Salute negli ultimi anni prevede l’erogazione di visite specialistiche ed esami al di fuori degli orari ambulatoriali degli ospedali statali. Si tratta in sintesi di un medico privato che lavora in una struttura pubblica. In questo caso, nonostante la spesa è detraibile dalle imposte al pari delle altre prestazioni sanitarie, tuttavia prevede una tariffa superiore che varia da un minimo di 200€ sino ad un massimo di 1000€ nel caso in cui l’esame richiesto sia particolarmente dettagliato ed esteso.

Risonanza Magnetica in Struttura Privata

I costi in questo caso variano notevolmente, in relazione a diversi fattori, prima fra tutti la convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale. Rivolgersi ad una struttura pubblica risulta vantaggioso in termini di costo, ma - nella maggioranza dei casi - le liste d’attesa ti consentiranno di ricevere la prestazione solo dopo mesi dalla richiesta. Nella maggior parte dei casi questa tempistica non è compatibile con la necessità di diagnosticare la patologia e curarla nei tempi più brevi possibili.

Durata dell'Esame

Il giorno dell’appuntamento è possibile arrivare nella struttura sanitaria nella quale la procedura verrà effettuata da soli. Mediamente 30 minuti, ma può arrivare anche a 40-45.

Perché la Risonanza Magnetica Fa Rumore?

Un problema potrebbe però essere rappresentato dal rumore prodotto dal macchinario durante l’esecuzione. In alcune strutture il personale fornisce al paziente dei tappi per le orecchie o delle cuffie attraverso cui ascoltare musica, che copre il suono dell’apparecchiatura. Non è, invece, consentito portare apparecchi propri.

Claustrofobia

Un’altra criticità è legata alla sensazione di claustrofobia scatenata dal fatto di dovere stare all’interno del dispositivo per un intervallo di tempo relativamente lungo, sebbene oggi lo spazio a disposizione sia maggiore rispetto a quello delle vecchie apparecchiature. In casi particolari, il medico propone una leggera sedazione. Alcune strutture dispongono di apparecchiature per risonanza aperte sui lati. Questi dispositivi riducono il senso di claustrofobia e di ansia generato in alcune persone.

Referto

Le immagini prodotte durante la scansione vengono valutate da un radiologo (un medico specializzato nell'interpretazione nella diagnostica per immagini) ed eventualmente discusse con altri specialisti che lo supportano nell’interpretazione delle immagini nel contesto del quadro clinico del paziente. Alcune strutture consentono di scaricare il referto direttamente dal portale, quando disponibile.

Solitamente, in base al periodo di esecuzione della Risonanza Magnetica, i tempi di elaborazione del referto variano da 1 a 3 giorni lavorativi.

Anche se accompagnata da un referto scritto, è bene non trarre conclusioni sui risultati autonomamente, ma rivolgersi tempestivamente al medico che l’ha prescritta per l’interpretazione delle immagini.

Risonanza Magnetica Specifiche

Risonanza Magnetica Lombosacrale

La risonanza magnetica lombo-sacrale può essere utile per studiare i dischi intervertebrali, il midollo spinale e le vertebre del tratto lombare e di quello sacrale della colonna vertebrale. Viene generalmente prescritta a coloro nei quali si sospettano alterazioni dei dischi intervertebrali (protrusioni o ernie), del tessuto osseo e del midollo spinale.

Risonanza Magnetica al Ginocchio

La RM al ginocchio viene impiegata con lo scopo di diagnosticare problemi quali distorsioni, fratture, alterazioni della cartilagine e dei menischi (anche di origine sportiva) o del midollo osseo (come l’osteomielite).

Risonanza Magnetica per Endometriosi

Se il medico sospetta l’endometriosi generalmente richiede inizialmente una valutazione ginecologica con ecografia. In caso il risultato sia negativo ma i sintomi permangano può prescrivere una risonanza magnetica senza mezzo di contrasto, che rappresenta l’esame gold standard non invasivo per la diagnosi di endometriosi. L’esame eseguito con una tecnica particolare, adeguata alla visualizzazione delle localizzazioni della malattia, da un radiologo esperto nella diagnosi di endometriosi permette di rilevare anche le lesioni iniziali.

Risonanza Magnetica per Sclerosi Multipla

La RM permette al neurologo specializzato nella diagnosi e nel trattamento della sclerosi multipla di individuare la malattia anche al primo episodio sospetto.

Risonanza Magnetica per Acufene

L’acufene viene studiato con la TC e con la RM, che permette di raccogliere informazioni sulle diverse strutture indagate (orecchio interno, strutture nervose retrococleari, nervo acustico), differenziando strutture liquide da strutture solide ed evidenziando la presenza di eventuali focolai infiammatori.

Risonanza Magnetica con Contrasto all’Addome

La RM all’addome viene utilizzata per studiare fegato, reni, pancreas, milza e vescica. Richiede spesso l’utilizzo del mezzo di contrasto.

Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto al Seno

La RM viene eseguita per studiare un gran numero di tessuti e patologie. La principale differenza risiede nell’uso delle radiazioni ionizzanti, assente nella RM.

Diritti del Paziente

Tre sono i fattori che incidono su un esame diagnostico prescritto ad un cittadino: l’eventuale urgenza dell’esame, i tempi di attesa per poterlo effettuare ed il costo, se è prevista l’esenzione dal ticket.

Diritto alla Risonanza Magnetica Urgente

L’eventuale urgenza di una risonanza magnetica viene stabilita in primis dal medico di base oppure dal medico che ha eseguito una visita specialistica e vuole approfondire la sua diagnosi con un esame strumentale. Per poter fare una risonanza magnetica urgente, il medico di base, nel prescrivere l’esame diagnostico, dovrà apporre il bollino verde (la cosiddetta urgenza differibile), che dà diritto ad eseguire la risonanza entro 72 ore dalla richiesta. A patto, però, che la prenotazione avvenga subito, cioè entro 48 ore dal rilascio dell’impegnativa. E che la prenotazione venga fatta di persona: gli ospedali o le strutture sanitarie non accettano questo tipo di prenotazione on line.

Tempi di Attesa

Tasto particolarmente dolente della sanità italiana è quello dei tempi di attesa per fare un esame diagnostico che non ha bisogno del bollino verde, in questo caso una risonanza magnetica. C’è, però, un limite imposto dalla legge e fissato in 60 giorni.

Se una prestazione sanitaria come una risonanza magnetica non può essere garantita entro i tempi massimi fissati dalla legge, quindi entro 60 giorni per la risonanza , il cittadino ha il diritto ad avere la stessa prestazione da medico privatamente, in intramoenia (cioè all’interno della struttura ospedaliera ma in regime di libera professione) e senza pagare alcun costo aggiuntivo rispetto al ticket sanitario già versato.

Esenzione dal Ticket

L’esenzione dal pagamento del ticket sanitario non è vincolata al tipo di visita o di esame da effettuare - in questo caso una risonanza magnetica - ma alla patologia riscontrata nel paziente, oppure al suo reddito.

Consenso Informato

Prima di fare una risonanza magnetica, la struttura sanitaria è obbligata a far firmare al paziente il modulo di consenso informato. Si tratta di un foglio in cui viene spiegato: che cos’è la risonanza magnetica; a che cosa serve; quali sono le eventuali complicanze (claustrofobia, calore, prurito, affanno, palpitazioni o sensazione di malessere); la preparazione necessaria per escludere possibili controindicazioni (non avere addosso oggetti metallici, telefonini, protesi dentarie o auditive, lenti a contatto, carte di credito o altre tessere magnetiche, ecc.).

Allegato al consenso informato c’è il questionario anamnestico, in cui il medico raccoglie una serie di informazioni che il paziente è tenuto a fornire: se soffre di claustrofobia, se ha mai avuto incidenti, se ha dei tatuaggi o dei piercing, se è in stato di gravidanza accertata o presunta, se ha mai avuto reazioni allergiche ai liquidi di contrasto, se ha mai subìto interventi chirurgici, ecc. In base a queste informazioni, il medico autorizza o meno l’esecuzione della risonanza magnetica.

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