Un nuovo approccio medico scientifico studia i rapporti fra glicemia alta, diabete e pH, rivelando che in un ambiente organico alcalino le tossine e le scorie metaboliche vengono eliminate in maniera rapida ed efficace, mentre la stessa cosa non avviene in un ambiente acido. Ma se le scorie ristagnano nei tessuti, l’acido trattenuto nel sangue può depositarsi a livello del pancreas e, nel tempo, dare come risultato l’iperglicemia e/o il diabete. Per eliminare questi metaboliti tossici, la natura ci offre una serie di alimenti da inserire con frequenza nella dieta, soprattutto se si mangia in maniera sregolata e/o in famiglia ci sono già dei casi di iperglicemia e/o diabete. Sono cibi comuni ma “curativi” che consentono di ridurre l’incidenza degli sbalzi glicemici.
Il Pomodoro e la Glicemia: Un Legame Benefico
A proposito di pomodori e glicemia, vi siete mai chiesti se effettivamente il pomodoro alza la glicemia? Argomenti quali “indice glicemico dei cibi” e “alimenti che causano i picchi glicemici” stuzzicano sempre di più l’interesse, non solo di chi ha necessità di tenere sotto controllo i livelli di zuccheri nel sangue, ma anche di chi vuole mantenersi in forma e in salute.
Il pomodoro ha un ridotto contenuto di zuccheri e, una volta entrato nel circolo sanguigno, ha un rapido effetto alcalinizzante. È una ricca fonte di licopene, un antiossidante che combatte l’accumulo di radicali liberi che contribuiscono a ridurre i livelli di acido urico e acido solforico derivanti dal metabolismo della carne. Per ottenere questo effetto riequilibrante va consumato fresco, con un filo d’olio, o appena scottato, sotto forma di sugo. Ogni giorno consuma 2-3 pomodori in insalata o come sugo; se ti risulta indigesto, elimina la pellicina. Puoi anche usare il concentrato.
«La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue» spiega Nicole De Sario, dietista del Primus Forlì Medical Center. «Quando mangiamo alimenti che contengono carboidrati, quindi zuccheri come il glucosio, questi livelli si alzano. Per controllare i livelli di glucosio, il corpo produce due ormoni essenziali, l’insulina e il glucagone: il primo è prodotto dalle cellule beta del pancreas e viene rilasciato nel sangue quando i livelli ematici di glucosio si alzano. Questo ormone viene riconosciuto da alcuni ricettori che si trovano sulle membrane delle cellule e favorisce l’ingresso di glucosio all’interno delle cellule stesse. Il glucagone invece viene prodotto dalle cellule alpha del pancreas in forma inattiva. Quando i livelli di glucosio nel sangue sono troppo bassi, il glucagone viene rilasciato in modo che i livelli di glucosio aumentino».
Ciò detto, tornando all'ortaggio re dell'estate, vediamo insieme di togliere ogni dubbio in merito alla relazione tra pomodori e glicemia. Ecco le risposte alle domande più frequenti.
Chi ha la glicemia alta può mangiare i pomodori?
«Il pomodoro come tutti gli ortaggi ha un contenuto abbastanza ridotto di carboidrati, quindi può essere consumato anche da chi ha la glicemia alta. Un etto di pomodori maturi forniscono mediamente 3,5 grammi di glucidi. Naturalmente più il pomodoro viene lavorato più questi valori aumentano. Basti pensare alla classica conserva di pomodoro al 30 per cento ne fornisce all’incirca 20 grammi oppure ai pomodori secchi che ne contengono poco più del doppio» spiega la nutrizionista Nicole De Sario.
«I pomodori inoltre hanno un indice glicemico piuttosto basso che si aggira intorno ai 30 per quelli crudi e intorno ai 45 per la salsa, quindi all’incirca quasi meno della metà rispetto a quello del pane, alimento che viene preso di riferimento per calcolare l’indice glicemico dei diversi alimenti».
Meglio il pomodoro cotto oppure crudo?
«In una dieta sana ed equilibrata vanno bene entrambi. La cottura aumenta uno dei carotenoidi presenti nel pomodoro, chiamato licopene. È stato dimostrato in alcuni studi condotti sui topi che il licopene combinato con la metformina, cioè il farmaco usato per abbassare i livelli di glucosio nel sangue nei diabetici, potrebbe aumentare il controllo della glicemia post prandiale (ovvero dopo il pasto). Il pomodoro crudo è invece una buona fonte di vitamina C, un altro antiossidante che con il calore tende a disperdersi».
Il pomodoro è una fonte rilevante di composti bioattivi, in particolare polifenoli e carotenoidi, da tempo al centro dell’interesse scientifico per i loro effetti favorevoli sulla salute. Studi preliminari condotti a livello molecolare e in vitro indicano che i polifenoli del pomodoro possono ridurre la digeribilità dell’amido sia attraverso la formazione di complessi che ne limitano l’accessibilità enzimatica, sia inibendo direttamente l’α-amilasi. Anche i carotenoidi, pur agendo in modo differente, potrebbero modulare la digestione o l’assorbimento dell’amido, oppure esercitare effetti indiretti sulla glicemia grazie alla loro attività antiossidante.
In uno studio crossover randomizzato su donne sane, l’assunzione di succo di pomodoro o di un pomodoro intero 30 minuti prima di una colazione ricca di carboidrati ha determinato un incremento significativo della glicemia postprandiale rispetto all’acqua, ma anche un miglioramento dell’insulino-resistenza in soggetti con sindrome metabolica. In un altro studio, il consumo di succo di pomodoro da parte di podisti di ultramaratona ha ridotto in modo significativo la glicemia basale rispetto a una bevanda isocalorica a base di carboidrati. Anche una bevanda contenente buccia di pomodoro ha prodotto, in soggetti normo-glicemici, livelli inferiori di glucosio e insulina a 30 minuti rispetto al controllo.
Al contrario, l’assunzione di un pasto ad alto contenuto lipidico contenente un bagel con o senza derivati del pomodoro non ha evidenziato differenze nella risposta glicemica e insulinica. Il divario tra i risultati sperimentali e quelli clinici può dipendere da vari fattori, tra cui la forma alimentare del pomodoro e le modalità di lavorazione, che influenzano la bioaccessibilità e la biodisponibilità dei composti bioattivi. Anche la presenza di lipidi e fibre solubili nel pasto contribuisce a modulare l’assorbimento dei carotenoidi, rendendo la composizione complessiva del pasto un fattore chiave nella determinazione della biodisponibilità.
Quali sono i benefici del pomodoro?
«Il pomodoro è un alimento ricco di composti bioattivi, ovvero sostanze comunemente assunte con la dieta che possono influenzare positivamente la salute, che hanno dimostrato di avere proprietà antiossidanti, quindi proteggono dai radicali liberi che sono dei prodotti di scarto instabili che si formano nel nostro corpo. Il pomodoro contiene poi molte vitamine e minerali, in particolare carotenoidi che danno il tipico colore rosso e che favoriscono la sintesi della vitamina A. Questa ha un ruolo importantissimo nella protezione della retina, aumenta le funzioni immunitarie ed è necessaria per la crescita e il differenziamento di alcuni tessuti come le ossa e per lo sviluppo embrionale» dice l’esperta. « Apporta inoltre acido ascorbico che è un potente antiossidante, le cui funzioni sono quelle della riduzione dei metalli e la sintesi di alcuni ormoni.
Il licopene è presente nei pomodori in quantità variabili da 0.5 a 5 mg/100 ml e ha un picco di crescita vertiginosa durante la fase di maturazione. Numerosi studi e metanalisi hanno documentato che il licopene ha effetti benefici nel contrastare lo stress ossidativo e il rischio cardiovascolare che risulta aumentato nella persona con diabete di tipo 2 e sovrappeso/obesità.
Nonostante oggi lo si trovi presente sui banchi dell’ortofrutta praticamente tutto l’anno, il pomodoro dà il meglio di sé in estate, quando matura…. La sua polpa succosa, invitante e rinfrescante è ricca di nutrienti e di antiossidanti, tra cui il pregiatissimo licopene. Mangiato crudo ci dà il massimo, soprattutto quando condito in modo semplice con un filo d’olio extravergine di oliva.
Il licopene è un composto nutraceutico con effetti protettivi verso diverse malattie. La sua polpa, composta per il 94% da acqua è dissetante, disintossicante e ricca di molti sali minerali (potassio, fosforo, magnesio, selenio) e di vitamine, tra cui la vitamina A, C ed E e folati. Ma il pomodoro è da tenere in considerazione soprattutto per il suo alto contenuto di carotenoidi ad attività antiossidante e in particolare per la ricchezza del potente licopene.
Il pomodoro e i prodotti a base di pomodoro rappresentano le principali fonti di licopene nei Paesi occidentali (circa 80% del consumo di licopene). Altre buone fonti sono: anguria, guava, pompelmo rosa, papaia e albicocca. Il pomodoro contiene anche altri composti attivi, vale a dire neoxantina, luteina, α-criptoxantina, α-carotene, β-carotene, ciclopoli e β-carotene 5,6-epossido. Questi componenti forniscono un effetto sinergico protettivo, ma hanno ancora bisogno di ulteriori delucidazioni da parte dei ricercatori.
Consigli Aggiuntivi per la Gestione della Glicemia
Il diabete è una malattia cronica che dipende dall’accumulo di glucosio del sangue. Per una diagnosi di diabete, è necessario effettuare la misurazione della glicemia. La glicemia esprime la concentrazione di glucosio nel sangue. Nei pazienti in cui è evidente una diagnosi di diabete, è indispensabile seguire un’alimentazione sana e bilanciata.
Diventa fondamentale quindi avere una alimentazione corretta e spalmata in 4/5 parti durante la giornata. Questo aiuta l’organismo a regolare la glicemia. Il primo consiglio per abbassare la glicemia nel sangue è quello di aumentare il consumo di fibre. Per questo, la maggior parte dei dietologi consiglia di mangiare 5 porzioni al giorno di verdura e frutta. Naturalmente bisogna scegliere i frutti e le verdure a basso contenuto glicemico: in caso contrario (alimenti ad alto contenuti glicemico) è necessario ridurre le porzioni.
Per abbassare la glicemia, in linea di massima, è necessario ridurre il consumo di grassi perché hanno un effetto negativo sul benessere del nostro cuore. Meglio consumare pesce, in particolar modo quello azzurro ricco di grassi insaturi e omega 3. Anche i condimenti sono importanti: l’alimento da prediligere è l’olio extravergine di oliva, in alternativa va bene un uso ragionevole di Grana Padano.
Bisogna fare particolare attenzione anche alla carne. Il pollame, in particolare, è un toccasana per la prevenzione del diabete mellito di tipo 2 ed è associato a un rischio minore di sovrappeso, obesità e patologie cardiovascolari. Un accorgimento importante in caso di glicemia importante è quello di mantenere sempre il corpo ben idratato. La raccomandazione per una persone adulta è quella di bere almeno 2-3 litri di acqua al giorno. Questo non vuol dire che bisogna bere tre litri di liquidi, ma che in generale bisogna assumere liquidi in queste quantità (attraverso brodo, acqua, frutta e verdura).
Esistono alimenti che per loro natura sono in grado di abbassare i livelli di glicemia nel sangue. Il più indicato è l’avocado, che possiede al suo interno un elevato contenuto di grassi che favoriscono la tolleranza al glucosio e riducono l’insulino-resistenza. Un altro alimento a ridotto contenuto di zuccheri che normalizza i livelli di glucosio nel sangue è il pomodoro, un antiossidante alcalinizzante ricco di licopene. Anche il limone abbassa la glicemia, come il lime. Alcalinizzano sangue e tessuti (come il pomodoro) e possono essere una valida alternativa a condimenti ricchi di grassi come burro, strutto e margarina.
Gli alimenti che invece hanno un effetto iperglicemizzante e che vanno evitati sono quelli che contengono zuccheri semplici come bevande zuccherine, snack, merendine, biscotti e dolci. Questi sono alimenti ad alti contenuto glicemico che hanno effetto quasi immediato sui valori della glicemia perché non sono a basso rilascio.
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