Colesterolo Alto e Caffè: Qual è la Verità?

Bere caffè fa male alla salute? Il caffè è per molti un insostituibile compagno sin dalle prime ore della giornata. Per qualcuno è indispensabile per svegliarsi, per altri per riattivare le energie nel corso della giornata. In effetti questa bevanda aiuta a mantenersi svegli, ad alleviare la fatica e a migliorare la concentrazione.

Benefici e Rischi del Consumo di Caffè

Studi più recenti sembrano puntare in tutt’altra direzione, smentendo l’esistenza di un legame tra il consumo di caffè e malattie cardiache o altre gravi patologie, tumori inclusi. Anzi, la maggior parte delle ricerche ha svelato i benefici del consumo di questa bevanda, che a quanto pare aiuta a ridurre la mortalità, inclusa quella per cause cardiovascolari. Sembra inoltre che il caffè possa aiutare a ridurre il rischio di Parkinson, di diabete di tipo 2 e di malattie epatiche. Il bilancio finale dipende però da diversi fattori individuali e nella maggior parte dei casi questi benefici superano i possibili rischi associati al consumo di caffè.Il caffè, ad esempio, non è una bevanda adatta a bambini e ragazzi molto giovani. Inoltre spesso è fondamentale la sensibilità individuale alle molecole contenute al suo interno. A dover fare particolare attenzione è chi già lotta con l’insonnia e chi assume dei farmaci che possono interagire con la caffeina (ad esempio alcuni antibiotici, i farmaci contenenti teofillina o anche fitoterapici come l’echinacea).In generale, secondo gli esperti, un adulto non dovrebbe superare i 400 mg di caffeina al giorno, dose considerata sicura per la maggior parte delle persone. L’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran, oggi CRA NUT) consiglia ad esempio agli individui in salute che seguono un’alimentazione equilibrata di non superare in una giornata i 4-5 mg di caffeina per kg di peso corporeo. A quante tazzine corrispondano esattamente dipende sia dal metodo di preparazione, sia dalla miscela utilizzata. Non bisogna poi dimenticare che la caffeina è presente anche in altre bevande, come energy drink e bibite analcoliche.

Il Legame tra Caffè e Colesterolo: Cosa Dice la Ricerca

Molti appassionati bevitori di caffè si sono chiesti se questa sacra abitudine possa in qualche modo influenzare il livello del loro colesterolo, che magari si presenta già elevato di suo. Infatti, sono in molti a ritenere che bere il caffè aumenti il livello di colesterolo nel sangue. Quando i livelli di colesterolo nel sangue arrivano a superare i 240 mg, infatti, si instaura una condizione denominata “ipercolesterolemia” che, se trascurata, può procurare seri danni all’organismo, in primis al cuore. L’origine dell’idea per la quale il caffè farebbe aumentare il colesterolo è uno studio molto noto, il “Tromsoe Hearth Study”, che ha individuato questo nesso studiando un gruppo di 14.500 norvegesi.

Lo Studio Norvegese

Apparentemente sembrerebbe di sì, quantomeno stando ai risultati ottenuti da una ricerca norvegese. Pare che gli scienziati norvegesi siano stati i primi a evidenziare la presenza di un legame tra l’assunzione del caffè e l’aumento dei livelli di colesterolo. Una ricerca norvegese ha scoperto che il caffè bollito produce due sostanze responsabili dell'aumento del colesterolo. E, oggi, chi soffre di colesterolo alto potrebbe scrivere un altro alimento nella lista dei cibi “nemici”, insieme a grassi animali, fritti e insaccati: il caffè. La ricerca ha coinvolto un gruppo di 14.500 norvegesi: dai risultati è emerso che nei partecipanti, abituati a consumare caffè bollito e non filtrato esisteva un’effettiva correlazione tra il consumo della bevanda e il livello della sostanza lipidica nel sangue.Ma perché il caffè bollito e non filtrato contribuirebbe a innalzare i livelli di colesterolo? Ebbene, la risposta è da imputare a una precisa sostanza contenuta in questa bevanda, chiamata cafestolo. Il cafestolo ha infatti il potere di inibire la produzione di alcuni acidi biliari. Parliamo pertanto di una situazione potenzialmente rischiosa, che può essere facilmente risolta alla radice evitando di assumere caffè bollito e non filtrato.Tali conclusioni, del resto, sono state confermate da un’ulteriore ricerca condotta nel 2001 e comparsa sul prestigioso “American Journal of Epidemiology”. Al contrario, come emerso da uno studio pubblicato nel 2001 sull’American Journal of Epidemiology, chi consuma caffè filtrato, solubile, espresso oppure moka non incorre in questo problema. Il rapporto tra caffè e colesterolemia, quindi, dipende dal tipo di miscela e dalla modalità di preparazione.

Risultati dello Studio Tromsø

Per fare ulteriore luce sull’argomento, un team di ricerca ha preso in esame i dati relativi ad oltre 21.000 adulti norvegesi che hanno partecipato alla settima edizione del Tromsø study. Lo studio prevedeva la raccolta di campioni di sangue e di informazioni su consumo di caffè e alcool, stile di vita, abitudine al fumo, livello di istruzione, nonché dei dati antropometrici dei partecipanti. I ricercatori hanno osservato che un consumo di caffè espresso compreso tra 3 e 5 tazze al giorno si associava a un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue, in media pari a circa 4 mg/L. Tra gli uomini l’aumento era lievemente maggiore (5 mg/dL).Il consumo del caffè bollito, tipico dei paesi nordici, influenzava invece la colesterolemia in misura più marcata: consumarne 6 o più tazze al giorno, rispetto a non consumarne affatto, correlava infatti con un aumento dei livelli di colesterolo sierico di circa 10 mg/dL. I ricercatori ammettono alcune criticità nella metodologia di esecuzione del loro studio, che essendo di natura osservazionale non consente tra l’altro di stabilire se le relazioni osservate siano realmente di natura causale. Ci si può inoltre chiedere se abbia significato sottolineare il piccolo effetto del caffè sulla colesterolemia totale (attorno, per il caffè espresso, al 2% circa), considerando che in molti studi il consumo del caffè stesso è stato associato ad effetti complessivi favorevoli sulla salute cardiovascolare.

Cafestolo e Kahweolo: I Diterpeni nel Caffè

Il cafestolo e il kahweolo sono diterpeni presenti nei chicchi di caffè. Diversi studi dimostrano che queste sostanze interferiscono con il metabolismo del colesterolo, aumentando i livelli di LDL nel sangue. Chi beve abitualmente caffè al mattino da macchine automatiche, magari sul posto di lavoro, potrebbe assumere più diterpeni del previsto.

Come Preparare il Caffè per Ridurre i Rischi

Noi italiani, in qualche modo, siamo “salvi”: se fatta con la moka e con le cialde, questa bevanda non provoca nessun tipo di aumento del colesterolo. Questa bevanda, anzi, può avere addirittura effetti benefici sull’organismo. Per molti è il primo gesto del mattino, ma il modo in cui beviamo il caffè può fare la differenza per la nostra salute cardiovascolare. Al momento la preparazione “all’italiana” del caffè è considerata la più salutare e non sembra far aumentare il colesterolo.

Cosa Fare se si Soffre di Colesterolo Alto

Se per curare il colesterolo fosse sufficiente bere meno caffè e rinunciarvi del tutto, al mondo ci sarebbero molte più persone sane. La verità, infatti, è che se soffri di questa patologie, il caffè dovrebbe essere l’ultimo dei tuoi problemi. Quest’ultima, infatti, presenta un rapporto decisamente stretto con il colesterolo, molto più del caffè. Aumentare l’apporto di acidi grassi essenziali omega 3. Aumentare la quantità di fibre, lecitine, fitosteroli e antiossidanti fenolici nella dieta. In altre parole, il consiglio è di prediligere i cereali integrali, mangiare più spesso legumi, rispettare le dosi quotidiane di consumo di frutta e verdura. Ciò che emerge è, dunque, la necessità di una dieta bilanciata, ricca di alimenti di origine vegetale e di fibre che possano supportare l’organismo e mantenerci in salute. Nessuno di questi elementi, tuttavia, fa riferimento al caffè e alla caffeina.

Consigli per la Colazione

Ogni momento della giornata è buono per tenere sotto controllo il colesterolo ma la mattina ha l’oro in bocca e scegliere già a colazione gli alimenti più adatti alla nostra dieta è tutto di guadagnato.
  • Caffè d’orzo: Una valida alternativa al caffè può essere rappresentata da un ottimo caffè d’orzo. L’orzo non contiene caffeina (cosa che può essere utile se ti innervosisci facilmente…) ed è ricco di minerali e di preziose fibre, indispensabili per il benessere intestinale.
  • Spremuta e smoothie: Grazie al contenuto di composti bioattivi, alcuni agrumi come l’arancia possono esercitare effetti favorevoli sul metabolismo, compreso quello del colesterolo. Inoltre, le spremute, come quella d’arancia, apportano all’organismo sali minerali e una buona dose di vitamina C che aiuta a ridurre la stanchezza e l’affaticamento. Un’alternativa golosa alla spremuta sono gli smoothie!
  • : Il tè è una bevanda capace di ridurre i livelli di colesterolo cattivo, seppure moderatamente, e ha anche grandi proprietà antiossidanti. Ti consigliamo il tè verde e il tè nero, anche nella versione deteinata (ovvero senza caffeina).
  • Latte: Chi ha il colesterolo alto tende a preferire il latte scremato o parzialmente scremato, anche nella versione senza lattosio in caso di intolleranza. Durante la fase della scrematura del latte vengono infatti ridotti i lipidi, compresi i grassi saturi che possono contribuire all’innalzamento del colesterolo. Gli studi più recenti suggeriscono che in realtà questo effetto è molto piccolo (anche perché stiamo parlando di una differenza di pochi grammi di saturi, per una bella tazza di latte), e che si possono quindi seguire tranquillamente le proprie preferenze.
  • Cereali integrali: I cereali integrali ne sono ricchissimi e contengono inoltre anche piccole quantità di fitosteroli, sostanze vegetali molto simili al colesterolo dal punto di vista della struttura, che in concentrazioni elevate si sono rivelati un valido alleato contro il colesterolo LDL. I cereali che ti consigliamo sono: frumento, avena, farro, orzo e segale.
  • Frutta fresca e secca: La frutta fresca è uno dei componenti più importanti della colazione: oltre all’acqua apporta fibre, vitamine, antiossidanti e sali minerali. La frutta secca invece contiene acidi grassi polinsaturi, i cosiddetti omega 6 ed omega 3 (questi ultimi presenti solo nelle noci) che possono contribuire a mantenere i normali livelli di colesterolo.
  • Yogurt: Lo yogurt è uno dei latticini più indicati anche per chi vuole tenere sotto controllo il colesterolo. Alcuni studi mostrano infatti che un regolare consumo di yogurt può determinare una riduzione del rischio cardiovascolare.

Conclusioni

In generale, il caffè nuoce alla salute se si superano le dosi consigliate. Oppure per chi soffre di patologie gastrointestinali come la gastrite, l’ulcera o il reflusso: ciò perché il caffè è una bevanda acidificante che può aumentare la secrezione di acidi nello stomaco e, dunque, andare a peggiorare le condizioni di chi già soffre di questo tipo di malattia. Bere caffè, dunque, non fa aumentare automaticamente il valore del colesterolo nel sangue.

Tabella: Effetti del Consumo di Caffè sui Livelli di Colesterolo (Studio Tromsø)

Tipo di Caffè Consumo Aumento del Colesterolo (mg/L) Note
Espresso 3-5 tazze al giorno 4 Aumento lievemente maggiore negli uomini (5 mg/dL)
Bollito 6+ tazze al giorno 10 Tipico dei paesi nordici
Se per curare il colesterolo fosse sufficiente bere meno caffè e rinunciarvi del tutto, al mondo ci sarebbero molte più persone sane. La verità, infatti, è che se soffri di questa patologie, il caffè dovrebbe essere l’ultimo dei tuoi problemi.

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