Colonscopia con Sedazione: Tutto quello che Devi Sapere

La colonscopia è un esame invasivo utilizzato per esaminare le pareti interne del grosso intestino (colon). Questo esame permette di effettuare diagnosi su qualunque problema connesso con disturbi intestinali, che possono essere dolori addominali che non sono spiegabili, una stitichezza improvvisa, una diarrea di lunga durata, perdite di sangue attraverso il retto.

Durante la colonscopia, una sonda flessibile del diametro variabile, ma non superiore a un centimetro e mezzo, viene introdotta attraverso l'orifizio anale. Questa sonda, dotata di fibre ottiche che trasmettono le immagini a video, viene fatta risalire lungo tutto il grosso intestino (dal retto fino al cieco, ossia l'intestino crasso) e permette di esaminarne le pareti interne, la mucosa.

In base alle indicazioni, la colonscopia può essere condotta per esplorare il grosso intestino solo parzialmente (esempio rettoscopia, rettosigmoidoscopia, ecc…) o fino a visualizzare il fondo ciecale (colonscopia totale o pancolonscopia).

Sedazione durante la Colonscopia

La colonscopia può essere eseguita sia con una sedazione cosciente che con una sedazione profonda in respiro spontaneo. In Humanitas utilizziamo sempre la sedazione perché in questo modo il paziente sopporta senza problemi l’esame, che risulta più agevole anche per l’operatore. Si procede inizialmente somministrando un sedativo per via venosa.

La prima, sedazione cosciente, prevede la somministrazione di un farmaco sedativo od ipnoinducente leggero, generalmente della famiglia delle benzodiazepine, che non richiede necessariamente l’assistenza medica anestesiologica, anche se questa è sempre opportuna. Con questo tipo di sedazione, che non è una vera anestesia, il paziente, seppur sedato, avverte comunque i fastidi e gli eventuali stimoli nocicettivi provocati dalla procedura. La sedazione cosciente infatti non è un’anestesia.

Esiste, ormai da vari anni, un farmaco molto maneggevole, ma più potente delle benzodiazepine, che si chiama propofol (nome commerciale Diprivan), il quale induce una anestesia, ma con respiro spontaneo del paziente. Si chiama infatti sedazione profonda in respiro spontaneo perché induce una vera anestesia, cioè analgesia, ed induce il sonno, ma deprime poco (poco più delle benzodiazepine) i centri bulbari deputati alla respirazione.

Questa è una vera anestesia, ma non necessita l’intubazione tracheale del paziente, in quanto questi continua a respirare autonomamente. E’ necessaria però l’assistenza medica anestesiologica, per una valutazione clinica del paziente, per decidere gli opportuni dosaggi dei farmaci e per intervenire con una respirazione assistita, endotracheale o con maschera facciale, qualora i parametri fisiologici del paziente sedato lo richiedano. In genere questo farmaco è sufficiente.

Talora il medico anestesista può decidere di somministrare preventivamente per via venosa una benzodiazepina (cioè un blando sedativo) o un così detto tranquillante maggiore, della famiglia delle fenotiazine. A volte è opportuno associare un antispastico intestinale (Buscopan o Glucagone), che può essere utile in caso di colonscopia operativa.

Preparazione alla Colonscopia

Esiste poi una preparazione specifica a questo esame: innanzitutto viene prescritta una dieta, da seguire fino a quattro giorni prima dell’esecuzione della colonscopia, che prevede la riduzione e la successiva eliminazione delle fibre (frutta e verdura). Il giorno precedente l’esame si devono assumere lassativi che permettono la pulizia dell’intestino e assumere solo liquidi.

Il colon deve essere completamente pulito per ottenere una procedura accurata e completa, perciò le istruzioni contenute nel foglio di Preparazione all’esame devono essere rispettate scrupolosamente.

  • Dieta: nei giorni precedenti l’esame, si consiglia una dieta leggera e povera di fibre.
  • Gestione dei farmaci: alcuni farmaci, come anticoagulanti o integratori di ferro, potrebbero dover essere sospesi o modificati sotto indicazione medica.

Come si Svolge l'Esame

Dopo avere acquisito il consenso del paziente, generalmente si posiziona un accesso venoso periferico e si monitorizzano le frequenza cardiaca, la saturazione di ossigeno nel sangue e la pressione arteriosa.

Durante la procedura, il paziente viene sottoposto a sedazione profonda, entrando in uno stato di sonno profondo senza percepire alcun disagio. Il paziente è posizionato su un fianco per facilitare l’introduzione dello strumento. Il colonscopio è progettato per essere sottile e manovrabile, permettendo al medico di esplorare con precisione le pareti interne del colon e del retto. Se necessario, è possibile esaminare anche l’ileo terminale. Grazie alla sedazione profonda, il paziente non avverte alcun dolore o disagio durante la colonscopia.

Durante l’esame si insuffla aria in quantità adeguata per distendere le pareti degli organi da esaminare e facilitare la visione; questo può causare al paziente una sensazione di distensione addominale e meteorismo che non deve allarmare, in quanto assolutamente transitoria.

Nel corso dell’esame, il medico può ritenere opportuno prelevare piccoli frammenti di tessuto (biopsie) che vengono inviati in laboratorio per l’analisi microscopica. In corso di colonscopia è possibile eseguire se necessario prelievi per l’esame istologico -piccoli campioni di tessuto prelevati con una specifica pinza- o prelievi citologici -campioni cellulari acquisiti con un particolare spazzolino-.

Colonscopia Operativa e Polipectomia

Non è utilizzata solo per effettuare diagnosi sulle malattie del colon, ma permette anche di essere operativi, qualora sia necessario effettuare biopsie per meglio definire la diagnosi oppure si debbano asportare polipi, formazioni pre-cancerose. La colonscopia può diventare terapeutica se il medico individua lesioni come polipi intestinali.

In caso di presenza di polipi, potrà essere effettuata la polipectomia, una tecnica endoscopica che consente l’asportazione dei polipi (escrescenze anomale che crescono dal rivestimento del colon), mediante l’utilizzo di particolari accessori che vengono collegati ad un elettrobisturi che eroga corrente diatermica.

Qualora nel corso della colonscopia si sia proceduto all’asportazione di un polipo il paziente deve evitare di assumere frutta e verdura per almeno 5 giorni, perché le fibre possono determinare la formazione di massa fecale importante e determinare la rimozione prematura accidentale della “crosta” che viene a formarsi in sede.

Rischi e Complicanze

Le possibili complicanze sono numericamente piuttosto modeste. La più seria, ma meno frequente, riguarda l’accidentale perforazione intestinale, cioè la fuoriuscita dello strumento dalle pareti dell’intestino. Questa eventualità dipende anche dalla situazione intestinale del paziente, ad esempio la presenza di diverticoli potrebbe aumentare il rischio, ma se l’esame viene effettuato con attenzione il rischio si riduce al minimo. In caso di perforazione è necessario l’immediato intervento del chirurgo.

Un’altra complicanza, meno seria, è legata alla manovra stessa e comprende il sanguinamento, qualora si facciano biopsie o asportazione di polipi. La colonscopia a sedazione profonda è generalmente sicura, ma comporta alcuni rischi associati sia alla procedura che alla sedazione.

A distanza di alcune ore si potrebbero verificare segni di complicanze tardive correlate all’esame. É importante pertanto riconoscere i segni precoci di possibili complicanze: sintomi d’allarme sono: dolore, tensione addominale, sudorazione con ipotensione, comparsa di febbre, sanguinamento con emissioni di sangue rosso vivo o scuro, alvo chiuso a feci e gas.

Nel colloquio precedente l’esame è indispensabile che il medico venga informato di eventuali malattie o allergie di cui il paziente soffre, se il paziente assume farmaci e se portatore di pacemaker o di altre apparecchiatura impiantabile che possa interferire con gli strumenti elettromedicali.

Dopo l'Esame

Dopo l’esame il paziente potrebbe avvertire il permanere di gonfiore e dolore addominale che normalmente si esauriscono in alcuni minuti senza necessità di manovre o terapie aggiuntive.

Nel caso in cui vengano effettuate manovre terapeutiche, a seconda del giudizio del Medico, può essere indicato un’osservazione clinica più prolungata.

Qualora l’esame sia eseguito in sedazione, al termine possono permanere temporaneamente sonnolenza, capogiri, visione offuscata o doppia. Se non è stata praticata alcuna sedazione il paziente potrà tornare a casa anche da solo.

Per garantire la massima sicurezza, il colonscopio viene accuratamente sterilizzato dopo ogni utilizzo, seguendo protocolli rigorosi per eliminare qualsiasi rischio di infezione.

FAQ sulla Sedazione in Colonscopia

Ecco alcune domande frequenti sulla sedazione durante la colonscopia:

  1. Devo fare una Colonscopia. E’ possibile farla in anestesia totale? Per Anestesia Generale generale (o totale) si intende una sedazione profonda, indotta da farmaci antidolorifici ed ipnoinducenti, somministrati dal medico anestesista, il quale deve contestualmente provvedere alla respirazione assistita del paziente, durante tutto il periodo dell’intervento e dell’anestesia stessa.
  2. Allora durante la Colonscopia non respirerò spontaneamente? L’anestesia generale non è necessaria per un esame endoscopico.
  3. Ma allora cosa devo fare per non sentire nulla? Esiste, ormai da vari anni, un farmaco molto maneggevole, ma più potente delle benzodiazepine, che si chiama propofol (nome commerciale Diprivan), il quale induce una anestesia, ma con respiro spontaneo del paziente.
  4. L’anestesia per la Colonscopia prevede solo l’uso di questo Diprivan? In genere questo farmaco è sufficiente. Talora il medico anestesista può decidere di somministrare preventivamente per via venosa una benzodiazepina (cioè un blando sedativo) o un così detto tranquillante maggiore, della famiglia delle fenotiazine.
  5. Dovrò fare anche una gastroscopia. Mi dicono che è un esame che può essere fastidioso. Anche per questa indagine è sufficiente il Diprivan? Potrei eseguire la colonscopia e la gastroscopia insieme? Anche per questo esame è sufficiente la sedazione profonda in respiro spontaneo indotta dal Diprivan. Certamente è possibile eseguire nella stessa seduta i due esami endoscopici, colonscopia e gastroscopia, cosicchè un unico intervento anestesiologico servirà per entrambe le procedure.
  6. Per eseguire gli esami endoscopici con l’assistenza del medico anestesista devo recarmi in una Clinica privata? Oppure è possibile anche negli Ospedali pubblici? Purtroppo lei tocca un tasto dolente.

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