Durante la gravidanza, è essenziale sapere come prendersi cura del proprio corpo e quali esami effettuare per monitorare la propria salute e quella del futuro nascituro. Ogni visita, analisi o test specifico ha un’importanza cruciale: contribuisce a garantire un andamento sereno della gravidanza e a prevenire eventuali complicazioni. In questo articolo ti guideremo attraverso le varie fasi della gravidanza, scoprendo quali esami sono raccomandati per il tuo benessere secondo le linee guida nazionali.
La prima conferma di gravidanza
Il primo esame a cui ci si sottopone, quando si sospetta di essere incinta, è il tradizionale test di gravidanza, che può essere eseguito comodamente a casa con un kit acquistabile in farmacia, o con le analisi del sangue in laboratorio per una maggiore precisione. Questi test rilevano la presenza dell’ormone gonadotropina corionica umana (hCG), prodotto all’inizio della gravidanza immediatamente dopo l’impianto dell’embrione nell’utero.
Test di gravidanza casalingo
I test di gravidanza fatti in casa rilevano la presenza dell’ormone hCG nell’urina: grazie a questo meccanismo, i test sono in grado di fornire risultati con un’affidabilità del 97%. È però importante ricordare che, se eseguiti prima del ritardo mestruale, questi test possono dare falsi negativi: ciò accade perché i livelli di hCG potrebbero essere ancora troppo bassi per essere rilevati, specialmente nei primi giorni successivi al concepimento. Di conseguenza, è bene eseguire il test di gravidanza almeno un giorno dopo il ritardo del ciclo mestruale. Questo lasso di tempo permette di garantire un risultato attendibile, con un livello positivo rilevabile dell’ormone hCG a partire da 30 mlU/ml.
Test di gravidanza in laboratorio
Per una conferma definitiva della gravidanza, a seguito di un test casalingo positivo, è consigliabile eseguire un esame del sangue per la misurazione della beta-HCG. Questo test offre una precisione superiore al 99%, grazie alla capacità di rilevare anche quantità minime di hCG; in questo modo è possibile sapere di essere incinta già da pochi giorni dopo la fecondazione, spesso prima ancora che si verifichi il ritardo mestruale. Oltre a confermare la gravidanza, l’esame del sangue misura la concentrazione esatta di ormoni hCG per monitorare lo sviluppo del feto e stimare la data del concepimento.
Visite ed esami di routine durante la gravidanza
Durante la gravidanza è essenziale programmare visite regolari con uno specialista in Ginecologia o Ostetricia, in genere una volta al mese, per monitorare la salute del feto e della donna. La frequenza e la tipologia delle visite possono variare in base a fattori di rischio specifici, al benessere della madre e al progresso della gravidanza.
Di conseguenza, anche le analisi cliniche consigliate dipendono dal trimestre, dallo stato di salute del feto e da eventuali necessità specifiche. Di seguito esaminiamo quali esami è bene fare in ogni fase della gravidanza, mese per mese e settimana per settimana.
Esami nel primo trimestre di gravidanza
Un decreto ministeriale stabilisce una serie di test ed esami fondamentali per la gravidanza, a partire dal primo fino al secondo e al terzo trimestre. In particolare, i primi esami da effettuare in gravidanza comprendono:
- Visita ginecologica di primo controllo con ecografia ostetrica.
- Esami del sangue per l’analisi dell’emocromo completo, del gruppo sanguigno, degli anticorpi anti eritrociti, del glucosio (o glicemia, per la valutazione del diabete gestazionale), test per escludere rosolia e toxoplasmosi, analisi per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, clamidia, gonorrea, epatite C).
- Esame delle urine completo con urinocoltura, per la valutazione di eventuali infezioni delle vie urinarie, che potrebbero rappresentare un rischio in gravidanza.
Oltre a questi test di routine, si suggerisce di eseguire anche:
- Esame del sangue per escludere il citomegalovirus e valutare la tiroide.
- Eventuale analisi per la fibrosi cistica (malattia genetica ereditaria, cronica ed evolutiva, che tende ad ostruire i bronchi e i dotti del pancreas).
- Test prenatali per la valutazione del rischio di anomalie cromosomiche e difetti del tubo neurale (TRI TEST - NIPT - villocentesi - amniocentesi), eseguiti generalmente a partire dalla 10° settimana di gravidanza.
Diagnosi prenatale
Nel corso della gestazione, la futura mamma può monitorare lo sviluppo del feto attraverso esami specifici. Gli esami di diagnosi prenatale (invasivi e non invasivi) sono utili nella rilevazione di eventuali anomalie cromosomiche a carico del feto. La più importante anomalia cromosomica è la sindrome di Down (o mongolismo), che ha una frequenza che aumenta con l’età materna, essendo di circa 1:800 nella popolazione generale, 1:300 a 35 anni e 1:100 a 40 anni.
- Translucenza nucale: è una misura effettuata a livello della nuca del feto tramite un’ecografia tra l’11esima e la 14esima settimana: se tale spessore risulta aumentato rispetto ai valori normali di riferimento, aumentato risulta essere il rischio di anomalia cromosomica e di cardiopatia fetale. Pertanto non si tratta di un test diagnostico, ma statistico, di stima del rischio. Se questo risulterà elevato, si proporrà alla gestante l’esecuzione di un esame invasivo per la diagnosi del cariotipo (villocentesi o amniocentesi) e un’ecocardiografia fetale per la ricerca di malformazioni cardiache. Così facendo si riescono ad individuare tra il 75 e l’80 % dei feti down e molti casi di altre alterazioni cromosomiche o cardiache. Per aumentare l’efficacia del test si può associare la valutazione di: osso nasale, dotto venoso e rigurgito della tricuspide, ed effettuare il prelievo per la determinazione di PAPP-A e free-beta-HCG.
- Test del DNA fetale: Questo esame genetico ricerca nel sangue materno il DNA fetale, che è il costituente dei cromosomi. Richiede un semplice prelievo ematico (10 ml) effettuabile a partire dalla decima settimana compiuta di gravidanza. Oggi l’esame può essere processato in Italia. Solitamente non vengono studiate tutte le 23 coppie dei cromosomi, ma le 4 più importanti: la 21, la 18, la 13 e quella del sesso. In una settimana il test indica se il feto è affetto dalla trisomia 21 (sindrome di Down) o 18 (sindrome di Edwards) o 13 (sindrome di Patau), o dalla monosomia X (sindrome di Turner). Questi difetti complessivamente coprono la quasi totalità delle patologie cromosomiche clinicamente rilevanti che superano il primo trimestre di gravidanza. Chi lo desidera può comunque effettuare l’esame di tutte le 23 coppie di cromosomi. Assai meno richieste la ricerca delle microdelezioni e delle mutazioni di singoli geni, situazioni decisamente più rare. Comunque in caso di test che indica una cromosomopatia, il risultato andrà confermato tramite villocentesi o amniocentesi. Raramente viene segnalata la necessità di ripetere il prelievo, ovvero quando la quantità di DNA fetale è troppo piccola.
- Amniocentesi: viene effettuata a 16 settimane circa, sotto guida ecografica, e consiste in una puntura transaddominale dell’utero con prelievo di liquido amniotico: il fastidio è quello di una puntura intramuscolo.
- Villocentesi: viene effettuata tra l’11esima e la 12esima settimana di gestazione, sotto guida ecografica, e consiste in una puntura transaddominale dell’utero con prelievo di trofoblasto placentare: il fastidio è un poco superiore rispetto all’amniocentesi. Il rischio di interruzione della gravidanza legato alla procedura è dell’1%.
Esami nel secondo trimestre di gravidanza
Nel secondo trimestre, sempre secondo lo stesso decreto ministeriale, sono raccomandati ulteriori esami e analisi per garantire il monitoraggio continuo della gravidanza.
- Dalla 14° alla 18° settimana: Esami del sangue ripetibili per escludere le possibili infezioni da rosolia e toxoplasmosi (una malattia infettiva spesso asintomatica, ma che può portare ad aborti spontanei, parti prematuri e ritardi nella crescita intrauterina); Test per il diabete gestazionale (curva da carico di glucosio), se a rischio e in base alla disposizione del professionista che sta seguendo la donna in gravidanza.
- Dalla 19° alla 23° settimana: Ecografia morfologica per la diagnosi di eventuali anomalie fetali; Esame del sangue per la toxoplasmosi.
- Dalla 24° alla 27° settimana: Esame del sangue per escludere la toxoplasmosi; Curva da carico di glucosio per diabete gestazionale; Esame delle urine completo con urinocoltura.
Uno degli esami più importanti di questo periodo è l’ecografia morfologica, anche nota come “strutturale”, che viene eseguita tra la 19ª e la 21ª settimana.
Esami nel terzo trimestre di gravidanza
Nel terzo trimestre, l’attenzione degli esami da effettuare si concentra sulla preparazione al parto e sul monitoraggio costante dello stato di salute di mamma e feto.
- Dalla 28° alla 32° settimana: Esame emocromocitometrico, con anticorpi anti eritrociti e toxoplasmosi; Ecografia ostetrica (solo in caso di patologia fetale e/o annessiale o materna).
- Dalla 33° alla 37° settimana: Emocromo completo, toxoplasmosi, test per alcune malattie sessualmente trasmissibili (sifilide, HIV, epatite B), esame delle urine completo con urinocoltura; Tampone per la valutazione della presenza dello Streptococco Beta Emolitico di gruppo B (può rappresentare un pericolo per il neonato al momento della nascita).
- Entro la 41° settimana: Ecografia ostetrica per la valutazione quantitativa del liquido amniotico; Cardiotocografia esterna, utilizzata in gravidanza per monitorare il benessere fetale in prossimità del parto e durante il travaglio.
Attorno alla 34ª settimana, si discuterà del parto: il travaglio, le opzioni per affrontare il dolore, e i contatti con l’ospedale scelto per il parto. Per gravidanze a rischio di parto pretermine, potrebbe essere consigliato un monitoraggio con cardiotocografia (CTG) anticipata, per valutare il benessere fetale e le contrazioni uterine.
Tabella riassuntiva degli esami in gravidanza
Di seguito proponiamo una tabella riassuntiva dei principali esami da fare durante la gravidanza, suddivisi per mese o settimana e tipologia di test, per agevolare il monitoraggio della salute della mamma e del feto in ogni fase di questo percorso.
| Mese o Settimana | Analisi ed Esami da fare in gravidanza |
|---|---|
| 1° mese (4-7 settimane) | Esame beta-HCG su sangue (se la conferma è necessaria). |
| 2° mese (8-11 settimane) | Ecografia transvaginale iniziale, emocromo completo, gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, rubeotest, toxotest, glicemia, test per MTS, esame urine completo e urinocoltura. |
| 3° mese (12-15 settimane) | Ecografia (translucenza nucale), TRI TEST o NIPT, esami per la fibrosi cistica (se indicato), test per malattie genetiche (se indicato). |
| 4° mese (16-19 settimane) | Ecografia morfologica, ripetizione toxotest e rubeotest (se risultati negativi in precedenza), curva da carico di glucosio (OGTT). |
| 5° mese (20-23 settimane) | Ecografia morfologica (dettagliata), emocromo e controllo emodiluizione, ripetizione esami precedenti se necessario. |
| 6° mese (24-27 settimane) | Ecografia per crescita fetale, ripetizione toxotest, curva da carico di glucosio (per donne a rischio), esame delle urine e urinocoltura. |
| 7° mese (28-31 settimane) | Emocromo completo, test di Coombs indiretto (per donne Rh negative), test di funzionalità epatica, ecografia di controllo. |
| 8° mese (32-35 settimane) | Ripetizione emocromo completo, toxotest, esami per malattie infettive, test per Streptococco Beta Emolitico, esame delle urine completo e urinocoltura. |
| 9° mese (36-40+ settimane) | Ecografia per valutazione liquido amniotico, cardiotocografia, eventuale ripetizione di esami per infezioni da MTS. |
Altri esami consigliati
Solitamente non è necessario sottoporsi ad ulteriori esami, se non specificamente richiesti dal medico specialista che segue la gravidanza. Il professionista valuterà caso per caso la necessità di altri test, basandosi su fattori di rischio individuali e sull’andamento della gravidanza, garantendo così la massima sicurezza per la mamma e per il nascituro.
L’obiettivo è evitare esami superflui che possano aumentare inutilmente lo stress, concentrandosi invece su quelli veramente necessari per il benessere della gravidanza.
Gli esami del sangue in gravidanza sono molto importanti per il monitoraggio del buon adattamento del corpo della donna alla gestazione. Ovviamente la semplice lettura dei valori del sangue in gravidanza non basta per comprendere ogni aspetto della salute di mamma e bambino durante la gestazione, ma permette di indirizzare verso eventuali ulteriori esami solo le donne che ne hanno bisogno. Questo è un aspetto molto importante da sottolineare. L’eccesso di medicalizzazione nel periodo della gravidanza può infatti accrescere nelle gestanti il senso di inadeguatezza e l’ansia verso ulteriori accertamenti.
È molto importante seguire il calendario degli esami del sangue prestabilito dal professionista che segue la gestazione. Gli esami saranno prescritti in base alla settimana di gravidanza - non ai trimestri, che rappresentano un lasso di tempo troppo esteso - e all’eventualità che la donna debba sottoporsi a ulteriori approfondimenti.
In genere, una volta ottenuto il risultato positivo del test di gravidanza fai da te, va eseguito un esame di laboratorio per confermare l’avvenuta fecondazione e iniziare il percorso di visite con uno specialista.
Ma quali sono gli esami da fare? Sono obbligatori gli esami del sangue in gravidanza? La lista degli esami del sangue raccomandati nel periodo gestazionale è determinata sulla base delle linee guida (SNLG) per la gravidanza fisiologica redatte dal ministero della Salute nel dicembre 2010.
Quali esami fare prima della gravidanza? Il DPCM del 12/01/2017 nell’Allegato 10 dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nell’ambito del percorso nascita considera l’insieme degli esami Preconcezionali (Allegato 10A), della gravidanza fisiologica (Allegato 10B) e la diagnostica prenatale invasiva (Allegato 10C). Sarebbe consigliabile, anche se abitualmente ci si pensa poco, effettuare almeno in uno dei genitori (visto il costo dell’esame) anche una ricerca prenatale di mutazione per il gene CFTR, per individuare lo stato di portatore di questo marker della fibrosi cistica, malattia autosomica recessiva, rara, ma tra le più frequenti malattie genetiche. Può essere consigliabile anche il dosaggio degli ormoni tiroidei (TSH, anticorpi anti TPO, FT3 e FT4) in epoca preconcezionale o all’inizio della gestazione.
Dagli esami del sangue si vede la gravidanza? Ma come si fa a sapere se c’è una gravidanza? Intanto non compare il ciclo mestruale. A questo punto viene effettuato un test di gravidanza, meglio se ematico perché ricerca la presenza di un ormone placentare: la beta HCG o gonadotropina corionica umana specifica della gravidanza. La beta HCG è un ormone prodotto precocemente dalla seconda settimana di sviluppo dalle cellule del sinciziotrofoblasto e risulta dunque dosabile nelle urine dopo circa 10 giorni dal concepimento e nel sangue della mamma dopo la prima settimana circa dalla fecondazione. Generalmente si suddivide la gravidanza in tre periodi corrispondenti al primo, al secondo ed al terzo trimestre. All’inizio della gravidanza si può consigliare anche di dosare gli anticorpi per il CMV(citomegalovirus) per testare la situazione di immunità materna.
Quali esami fare nel secondo trimestre di gravidanza? Entro la 18.ma settimana viene eseguita la glicemia con curva da carico in presenza di fattori di rischio e a 19 e 24 settimane il dosaggio degli anticorpi per toxoplasmosi. Entrambi gli esami, il toxotest e la curva da carico di glucosio andranno ripetuti entro la 28.ma settimana, in caso di negatività.
Quali esami fare nel terzo trimestre di gravidanza? Naturalmente la calendarizzazione descritta si riferisce alle linee guida di riferimento per la gravidanza fisiologica e il decreto ministeriale esenta da quote di partecipazione alla spesa. Per alcuni esami, i valori di riferimento quantitativi per ogni singolo esame devono essere riferiti all’età gestazionale e quindi possono variare nel tempo: ad esempio il valore dell’emoglobina tende ad abbassarsi generalmente con l’evolversi della gravidanza per un fenomeno di emodiluizione. Quindi i parametri vanno sempre interpretati dal medico alla luce delle condizioni della gravidanza e confrontando l’evoluzione rispetto ai valori presenti all’inizio della gestazione.
Gli esami del sangue in gravidanza sono molto importanti per il monitoraggio del buon adattamento del corpo della donna alla gestazione. Ovviamente la semplice lettura dei valori del sangue in gravidanza non basta per comprendere ogni aspetto della salute di mamma e bambino durante la gestazione, ma permette di indirizzare verso eventuali ulteriori esami solo le donne che ne hanno bisogno. Questo è un aspetto molto importante da sottolineare. L’eccesso di medicalizzazione nel periodo della gravidanza può infatti accrescere nelle gestanti il senso di inadeguatezza e l’ansia verso ulteriori accertamenti.
È molto importante seguire il calendario degli esami del sangue prestabilito dal professionista che segue la gestazione. Gli esami saranno prescritti in base alla settimana di gravidanza - non ai trimestri, che rappresentano un lasso di tempo troppo esteso - e all’eventualità che la donna debba sottoporsi a ulteriori approfondimenti.
Dalla 7^ settimana di gravidanza, esame per il gruppo sanguigno e fattore Rh, test di Coombs indiretto, esame emocromocitometrico completo con conta delle piastrine, dosaggio delle emoglobine per individuare eventuali anomalie, rubeotest, toxotest, ricerca degli anticorpi contro l’epatite C (HcVAb) e contro l’HIV (HIVAb), glicemia, e test sierologici per la sifilide (TPHA e VDRL). Oltre al prelievo di sangue sarà necessario effettuare un esame delle urine e un’urinocoltura per verificare la presenza di malattie infettive (Chlamydia trachomatis, Neisseria gonorrhoeae).I primi esami del sangue fotografano la condizione di partenza della mamma e rappresentano i livelli di riferimento per le valutazioni successive.
Tra le 9 e le 11+5 settimane di gravidanza, esami del sangue per la proteina hCG e la PAPP-A . Il dosaggio di queste due proteine placentari si esegue per calcolare il rischio di anomalie cromosomiche nel bambino, in associazione allo studio della traslucenza nucale (da eseguire durante l’ecografia del primo trimestre).
Tra le 14 e le 18+6 settimane di gravidanza. Viene ripetuto il prelievo ematico per il toxotest e rubeotest in caso al primo prelievo fossero risultati negativi.
Tra le 16 e le 18+6 settimane di gravidanza. Si analizza la curva glicemica (OGTT). Questo esame, che prevede di analizzare il dosaggio della glicemia dopo aver bevuto una soluzione molto concentrata con glucosio, serve per individuare o escludere il diabete gestazionale. Viene eseguito in questo momento della gravidanza solo alle donne con alcuni fattori di rischio nella loro storia clinica (precedente gravidanza con diabete gestazionale, obesità, valori glicemici alti a inizio gravidanza).
Tra le 19 e le 23+6 settimane di gravidanza si ripete il toxotest in caso di negatività.
Per le donne di età superiore ai 35 anni, con un precedente figlio di peso superiore ai 4.500 g alla nascita, con indice di massa corporea superiore a 25, con un parente di primo grado con diabete di tipo 2 o con famiglia originaria di zone ad alta prevalenza di diabete (Asia meridionale, Caraibi, Medio Oriente), viene eseguito l’esame per analizzare la curva glicemica descritto sopra. Ripetono questo esame anche le donne risultate negative alla curva tra le 16 e le 18 settimane.
Tra le 27 e le 29+6 settimane di gravidanza si effettua un nuovo prelievo di sangue per ripetere il test di Coombs indiretto nelle donne con fattore Rh negativo.
Tra le 28 e le 32+6 settimane di gravidanza viene controllato il conteggio delle piastrine tramite l’esame emocromocitometrico e in caso di negatività si ripete il toxotest.
Tra le 35 e le 37+6 settimane di gravidanza è previsto un esame emocromocitometrico completo, un esame delle urine e si ripete il toxotest in caso di negatività. Questi sono gli ultimi esami del sangue che vengono effettuati e saranno anche quelli da presentare presso il punto nascita scelto.
L’emocromo è l’esame che permette di seguire al meglio questo cambiamento, e per tale ragione viene ripetuto più volte nel corso dei mesi. L’emodiluizione è il riflesso di una buona funzionalità placentare e il picco di questo processo risulta visibile intorno al secondo trimestre.
Nel primo trimestre, come abbiamo visto, insieme all’emocromo vengono effettuati anche esami per identificare alcune malattie infettive. In caso di positività della donna esistono percorsi dedicati che permettono di intervenire tempestivamente. La valutazione del gruppo sanguigno e del fattore Rh è necessaria invece per individuare le donne con fattore Rh negativo, che potrebbero avere problemi nelle gravidanze successive. In questi casi è prevista la somministrazione di immunoglobuline anti-Rh a 27 settimane di gravidanza circa, per impedire al sistema immunitario della mamma di sviluppare anticorpi che potrebbero danneggiare i globuli rossi del bambino, soprattutto nelle gravidanze successive.
Gli esami delle urine, eseguiti solitamente a inizio gravidanza insieme al primo prelievo del sangue, hanno invece l’obiettivo di identificare le infezioni urinarie anche asintomatiche da trattare con antibiotici, per evitare complicazioni nel corso della gravidanza.
In conclusione, possiamo dire che gli esami del sangue da fare in gravidanza sono pochi ma essenziali, e che non è necessario eseguirne di ulteriori se non prescritti.
Inoltre, vengono offerte informazioni sulle diverse possibilità di diagnosi prenatale per rilevare eventuali anomalie cromosomiche, come la sindrome di Down.
Infine, è importante ricordare che durante i nove mesi potrebbero essere prescritte anche delle terapie specifiche, a seconda delle condizioni di salute della donna e del feto, come ad esempio l’assunzione di integratori di acido folico - essenziale per la prevenzione di diverse malformazioni congenite, in particolare la spina bifida - vitamine (es.
Oltre a ciò, nell'ambito della visita dal ginecologo, verrà effettuata la misurazione del peso corporeo e della pressione arteriosa della gestante.
Emocromo completo: l'esame viene condotto su un piccolo campione di sangue, al fine di valutare la concentrazione della sua componente cellulare - altrimenti detta corpuscolata - costituita da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Quest'analisi è quindi importante per stabilire se esistono anomalie a carico delle cellule ematiche.
Trasaminasi: GOT e SGPT (AST e ALT) sono enzimi prodotti dalle cellule del fegato; di conseguenza aumentano la propria concentrazione nel sangue in presenza di un danno epatico.
Analisi per determinare il gruppo sanguigno e il fattore Rh ed eventuale test di Coombs. In caso di donne Rh negative, o comunque a rischio di immunizzazione, l'esame dev'essere ripetuto ogni mese.
Il medico può decidere di prescrivere ulteriori esami ed analisi.
Se la paziente è a rischio cardiovascolare, è consigliabile effettuare una visita cardiologica e un eventuale ECG.
Nel primo trimestre si effettua anche l'esame ecografico che serve a valutare lo stato di salute del feto.
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