Analisi del Sangue: Significato di Cellano Positivo e Altre Informazioni Utili

Il riscontro di macchie organiche durante un sopralluogo può innescare una lunga serie di accertamenti che hanno come obiettivo ultimo l'identificazione del soggetto da cui proviene la sostanza. Il materiale da esaminare può presentarsi ancora fluido, in gocce o in pozze più o meno grandi, per cui può essere raccolto con una pipetta. Se si presenta in macchie molli deve essere raccolto con spatole o lamette, se è essiccato, va raccolto o con nastro adesivo, se si stacca facilmente dal piano d'appoggio, o mediante raschiatura, in caso contrario.

Diagnosi Generica di Sangue

La diagnosi generica di sangue include diverse indagini per confermare la natura ematica del materiale.

  • Indagini morfologiche: Ricercano le emazie all'esame microscopico. Se possibile, è utile anche l'esame citometrico con indicazioni sulla forma e dimensioni dei globuli. Gli eritrociti vanno incontro ad una emolisi o ad una conglutinazione, restano ancora visibili al microscopio elettronico o con il metodo della ridistensione.
  • Reazioni di microcristallizzazione: Particolari reattivi confermano la natura ematica del materiale mediante la formazione di cristalli di emina ed emocromogeno che possono essere osservati al microscopio applicando un microspettroscopio.
  • Metodi chimici: L'acqua ossigenata addizionata ad una sostanza riducente (con piccole varianti a seconda se benzidina, leucoverde di malachite, fenolftaleina ecc.) si colora in presenza del gruppo prostetico dell'emoglobina che funge da catalizzatore.
  • Cromatografia ascendente su strato sottile: Su un foglio di carta speciale si mettono gocce di una soluzione del materiale da esaminare, di sangue, di pigmenti ematici e di altre sostanze di controllo (tutte trattate con idrato di ammonio). Si pone la striscia in piedi in un recipiente chiuso con nel fondo la soluzione di scorrimento, costituita, in genere, da benzene o metanolo, acetone ed acqua. La soluzione viene assorbita per capillarità e, a seconda della solubilità, si ha una migrazione differenziata sul fronte del solvente. Dopo 10 m' si toglie la carta e la si riscalda in autoclave secca a 100°C per eliminare le ossidasi vegetali, quindi si esamina con luce ultravioletta per mettere in rilievo cromogeni del rossetto o ematoporfirine, successivamente si spruzza sulla superficie una soluzione come al punto 1), si formeranno degli "spot" colorati in presenza di emoglobina. Il coefficiente di ripartizione Rf, cioè il rapporto fra il percorso effettuato e la distanza fra deposito e fronte, è costante per ogni sostanza, dipendendo dalla temperatura ed umidità ambientale.

Diagnosi Specifica di Sangue

La diagnosi specifica di sangue comprende indagini morfologiche e immunologiche.

  • Indagini immunologiche: Utilizzano dei sieri antiuomo ottenuti immunizzando animali con siero umano. Il siero antiuomo non reagisce solo con le proteine ematiche, ma anche con altri liquidi biologici e tessuti umani.
    1. Reazione zonale o precipitante: Usata dai veterinari su estratti di carne, è stata adeguata anche alle necessità medico-legali, pur rimanendo una reazione grossolana, scarsamente affidabile, di interpretazione soggettiva.
    2. Reazione di Ocitorne: E' un'evoluzione del precedente: in una provetta, fra il reattivo posto sul fondo e la soluzione da esaminare, viene messo uno strato di agar nel cui contesto si forma la precipitazione, con tante bande di intorbidamento a seconda delle dimensioni delle proteine e della loro diffusibilità nei capillari agar; si possono distinguere le albumine dalle globuline.
    3. Immunodiffusione radiale semplice o precipitazione in agar: In una piastra di agar dello spessore di 1-2 mm si scavano due pozzetti, in uno si pone una goccia di soluzione in esame, nell'altro l'antisiero. In caso di positività, nei punti d'incontro dei fronti di diffusione, si formano alcuni baffetti di precipitazione (uno solo in caso di antisiero monoclonale). E' molto sensibile e può essere letto dopo due tre ore. Il lisozima, che ha punto isoelettrico 10, può però precipitare solo in virtù di cariche elettrostatiche nell'incontro con idrato di ammonio usato come diluente.
    4. Immunoelettroforesi: In una piastra di agar si pone la soluzione da esaminare in un pozzetto, quindi si applica un campo elettrico, le componenti proteiche migreranno verso l'anodo o verso il catodo in ragione della loro carica elettrica e del pH della soluzione (a pH 8 le gamma globuline non si muovono, a pH 10 migrano in senso opposto alle albumine).
    5. Elettroferesi controcorrente o elettrosineresi: Trova applicazione soprattutto nella ricerca dell'AgAu, ma è utile anche come esame di specie: in due pozzetti di una piastra di agar si pongono l'antisiero e la soluzione da testare, si applica una forza elettrica consistente, le albumine e le alfaglobuline si muovono regolarmente, mentre le beta e le gamma globuline sono trascinate in senso opposto dalla corrente ionica dei sali, le gamma globuline dell'antisiero quindi incontrano e reagiscono con le albumine e le alfa1 ed alfa2 globuline della soluzione, mentre non raggiungono le gamma globuline della soluzione; nel punto di incontro si ha una grossa concentrazione di antigeni-anticorpi, per cui è aumentata la sensibilità della reazione.
    6. Consumo dell'antiglobulina: In una soluzione del materiale in esame si mette siero monoclonale con anticorpi antigammaglobuline, quindi si aggiunge il sistema rilevatore costituito da globuli rossi umani 0 Rh+ trattati con anticorpi antiD. Se i globuli rossi non agglutinano significa che gli anticorpi antigammaglobuline sono stati già consumati dalla soluzione, altrimenti vi è una agglutinazione parziale o totale.
    7. Deviazione del complemento.
    8. Si sono introdotte tecniche di amplificazione delle risposte marcando gli anticorpi con sostanze fluorescenti, radioattive o enzimatiche.

Diagnosi di Sesso

Da macchie di sangue il sesso può essere identificato partendo dai granulociti neutrofili mediante la ricerca della cromatina di Barr, corrispondente alla presenza XX, oppure colorando il cromosoma Y con cloridrato di chinacrina.

Diagnosi Individuale di Sangue

È una diagnosi delle caratteristiche gruppo-specifiche di marcatori genetici o non genetici (HBsAg) ed è pertanto una ricerca per esclusione, richiede lo studio dei caratteri eritrocitari, dei caratteri leucocitari e dei caratteri sierici. Si tratta di antigeni di membrana, enzimi, sistema HLA (determinato a livello leucocitario, ma presente in tutte le cellule dell'organismo), proteine sieriche. La variazione di un singolo aminoacido può modificare le caratteristiche elettroforetiche, enzimatiche o antigeniche dell'intera molecola. Il "polimorfismo" proteico dipende a sua volta da un "polimorfismo" del DNA secondario a mutazioni.

  • Fosf.
  • Alfa-2-glob.
  • Antigeni del sistema AB0 e dei sistemi affini.
    • Sistema AB0: A e B determinano degli antigeni che non sono specifici dell'uomo, ma sono condivisi anche da germi che possono inquinare i rilievi sulle tracce. Assenti alla nascita, in tutti i soggetti si formano, nei primi anni di vita, degli anticorpi selezionati in base allo schema genetico: il gruppo 0 possiede anticorpi anti A, anti B e anti AB; il gruppo A possiede anticorpi anti B; il gruppo B anticorpi anti A; il gruppo AB non possiede anticorpi.
    • Sistema H: Un gene H agisce su una sostanza primordiale (sostanza X del pneumococco) che porta alla sintesi della sostanza H, questa viene poi elaborata dai geni A e B per differenziare i rispettivi agglutinogeni, nel gruppo 0 la sostanza H rimane invariata. Per quanto attivi siano i geni A e B non tutta la sostanza H viene trasformata, per cui si ritrova in quantità più o meno rilevante in tutti i soggetti e nessuno produce anticorpi anti H. A Bombay, in seguito a mutazione è andato perduto il gene H, trasformato in h, incapace di agire sulla sostanza X.
    • Sistema Sese: Gli antigeni A e B possono essere dimostrati sulle membrane di numerose cellule dell'organismo umano inoltre in forma solubile nel plasma o nei secreti delle cellule mucose (saliva, sudore, sperma). La capacità di secernere la componente glicoproteica nei secreti è condizionata dalla presenza di un gene "Se", che permette l'espressione del gene H nelle secrezioni ed è dominante rispetto al gene "se".
    • Sistema Lewis: Un gene Le elabora la struttura Le(a), l'allelo "le" è amorfo. Il gene H, in presenza del gene Se, agisce su Le(a) per la sintesi della struttura composta Le(b). Questi antigeni non sono sintetizzati direttamente dall'eritroblasto, ma sono antigeni idrosolubili che si ritrovano nei secreti e vengono acquisiti passivamente dalle emazie.
    • Antigene I: L'antigene I si esprime solo nell'età adulta; sono estremamente rari i soggetti adulti I negativi, che sviluppano un alloanticorpo naturale anti I.
    • Sistema P.
  • Antigeni del sistema Rh ed affini.
    • Sistema Rhesus classico: Tutti i geni sono codominanti, e condizionano la presenza di antigeni sulle emazie, che possono essere evidenziati con l'uso di anti sieri specifici, tranne il d (identificato per esclusione di D), che è quindi ritenuto amorfo oppure responsabile di un precursore ubiquitario (analogamente al gene H) su cui agirebbero gli altri geni.
    • Sistema Kell.
    • Sistema Duffy.
    • Sistema Kidd.
  • Altri marcatori genetici con scarsa valenza clinica.
    • Sistema MNSs: Sono stati poi descritti sia antigeni satelliti (Hu, Hc, Nya, ecc.), testimonianti la presenza di subloci legati, sia alleli varianti, rari, (M1, M', Su, Mg, Mk) che agirebbero su un substrato N (sovrapponibile ad H per A e B).
    • Sistema Xg.

Alcune Metodiche di Laboratorio

L'identificazione delle tracce di sangue può essere fatta ricercando sia gli agglutinogeni che le agglutinine. La ricerca delle agglutinine AB0 non sarebbe difficile, ma la loro quantità nelle tracce è scarsa, vanno incontro facilmente ad insolubilizzazione prima ed a denaturazione poi (dopo 4 mesi non se ne trovano più). Se la macchia è fresca la specificità è assoluta, altrimenti, l'interpretazione del test diventa indaginosa.

  • Reazione assorbimento-inibizione: Antisieri accuratamente titolati in provette a diluizioni progressive, 1/2, 1/4, 1/8, 1/16, 1/32, ecc., vengono posti a contatto con il materiale in esame finemente polverizzato. Gli agglutinogeni delle emazie assorbono gli anticorpi del reattivo riducendone il titolo. La doppia titolazione è soggetta ad errori, inoltre le quantità di materiale, sempre esigue, possono determinare variazioni altrettanto esigue e quindi non significative (almeno 2-3 diluizioni).
  • Reazione assorbimento-eluizione: Il materiale in esame viene incubato con un siero ad alto titolo, in modo che la maggioranza degli anticorpi si leghi agli antigeni con un solo sito attivo. Il materiale viene quindi ripetutamente lavato per allontanare tutti gli anticorpi non legati, successivamente viene portato a 56°C a bagnomaria per 10 m' dopo l'aggiunta di qualche goccia di soluzione fisiologica. Poichè la reazione antigene-anticorpo è esotermica, il riscaldamento provoca il distacco degli anticorpi (con il doppio sito agganciato sono necessari 100 °C) nella soluzione fisiologica ed essere successivamente evidenziati da un sistema rilevatore. Il metodo può dimostrare l'antigene in 10 gamma di sangue, è talmente sensibile che in materiali come saliva e secreto vaginale finirebbe per dosare anche i germi (per tali materiali è preferibile l'assorbimento-inibizione).

Enzimi Eritrocitari e Sierici

Differenze nella struttura primaria di una singola catena polipeptidica, per la sostituzione di un solo aminoacido, determinato da una mutazione genica può comportare una modifica delle caratteristiche antigeniche e/o elettroforetiche della catena stessa; questo rappresenta la base del polimorfismo delle proteine del siero e degli enzimi eritrocitari.

  • (AcP) Fosf.
  • (C3) fatt.

Le aptoglobine sono alfa-2-glicoproteine che veicolano l'emoglobina. Il componente gruppo specifico Gc (veicola la vit.

Antigeni Leucocitari Umani (HLA)

Tutte le cellule nucleate dell'organismo presentano degli antigeni di membrana che permette il riconoscimento del "self" dal "non self" e la distruzione di quest'ultimo da parte delle cellule immunocompetenti; il più importante complesso di geni che codifica tali antigeni è definito Sistema Maggiore di Istocompatibilità e nell'uomo corrisponde al complesso HLA. Si trova nel braccio corto del cromosoma 6 ed è costituito da 3 classi fondamentali molto vicine fra di loro. I geni della II classe sono distinti in tre loci principali, DP, DQ, DR, e DZ/DO ancora poco caratterizzato.

I vari loci sono molto vicini e questo rende relativamente improbabile un crossing over (2%), per cui tutto il sistema viene trasmesso in blocco come aplotipo. Studiando le frequenze relative dei singoli alleli è stato osservato che alcune delle combinazioni possibili nei vari aplotipi aveva frequenze di gran lunga superiore a quella attesa, è presente cioè un linkage disequilibrium.

Tecniche di Tipizzazione HLA

Per la tipizzazione A,B,C di solito è sufficiente partire da 5 ml di sangue (5-10 x 106 di linfociti di individui sani), ma in caso di necessità sono sufficienti 500.000 cellule (0,5-1 ml). Se invece è necessario separare i linfociti B (tipizzazione DR, DQ) bisogna partire da almeno 10 ml di sangue.

Anticorpi anti HLA possono essere ottenuti da alloantisieri policlonali oppure mediante la produzione di anticorpi monoclonali specifici.

5=80-100% di cellule morte (r.

Un background di mortalità aspecifica elevata (30-40%) può essere superato mediante la fluorocromasia: i linfociti vengono pretrattati con diacetato di fluoresceina, solo i linfociti vivi trasformano il composto in acetato di fluoresceina, fluorescente. Le cellule che vengono uccise dalla reazione di linfocitotossicità rilasciano il composto fluorescente.

Tecniche Cellulari e Polimorfismi del DNA

Le tecniche cellulari studiano direttamente la blastizzazione e la proliferazione linfocitaria di colture miste con cellule omozigoti o indirettamente mediante l'incorporazione di timidina triziata.

Oltre ai geni codificanti, esoni, il genoma umano è costituito per il 90% da tratti non codificanti, introni. Questi vasti tratti di genoma, detti minisatelliti, sono costituiti da brevi sequenze di basi ripetute più volte denominate core e distribuiti in modo irregolare, caratteristica ed a trasmissione mendeliana nei vari minisatelliti. Il trattamento del DNA con enzimi di restrizione, la sua migrazione in un campo elettroforetico, la denaturazione a caldo e quindi l'ibridizzazione con sonde di DNA ricombinante radioattivo, specifiche anche per solo 4-5 core permette poi un'auto-radiografia, che mostra le bande del DNA secondo la distribuzione elettroforetica e la concentrazione dei core ricercati, e rappresenta una vera impronta del DNA (DNA-fingerprints), di polimorfismo eccezionalmente elevato.

Tipizzazione Gruppo Eematico

Per Tipizzazione gruppo ematico si intende l’identificazione dei principali antigeni presenti sulla membrana dei globuli rossi che caratterizzano così il nostro gruppo sanguigno. L’identificazione del sistema AB0 rileverà se siete di gruppo A,B, AB o 0. Sotto la voce Rh-D verrete indicati come positivi o negativi ovvero se i vostri globuli rossi presentano o meno l’antigene di riferimento D. Un’analisi approfondita del sistema Rh permetterà di dedurne il fenotipo.

Per capirlo bisogna precisare il significato di genotipo, ovvero l’insieme dei geni costituenti il nostro DNA, un “corredo genetico” che ereditiamo dai genitori e che garantiscono la nostra “unicità”, la diversità gli uni dagli altri ed influenzano così il nostro sviluppo; il fenotipo è invece l’insieme dei caratteri che manifestiamo in modo più o meno evidente, come il colore degli occhi, il colore dei capelli; il fenotipo è determinato dal genotipo.

A questo proposito, il sistema Rh genericamente viene anche detto semplicemente “antigene D” anche se è un sistema molto più complesso costituito da più antigeni, di importanza minore rispetto al D, che sono chiamati C,c,E ed e. Ognuno di noi possiede un diverso fenotipo Rh; se dalle vostre analisi risulta un fenotipo “CcDee” vuol dire che i vostri globuli rossi esprimono tutti questi antigeni e siete di gruppo Rh-D positivo; se possedete un fenotipo “ccdee” vuol dire che oltre ad esprimere questa varietà di antigeni avete un gruppo Rh-D negativo proprio perché convenzionalmente “d” indica non presenza dell’antigene D.

Altri Parametri Importanti nelle Analisi del Sangue

  • Emocromo completo: Utilizzato per la valutazione del numero delle cellule del sangue ovvero i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine. Tra i globuli bianchi, detti anche leucociti, troviamo i granulociti neutrofili, granulociti eosinofili e granulociti basofili. Ognuno di questi ha funzioni specifiche all’interno del nostro organismo. Le piastrine svolgono un ruolo essenziale nella prevenzione e nell’arresto delle emorragie.
  • Sideremia: Indica la concentrazione di Ferro all’interno del sangue. Il ferro non viaggia “libero” ma legato sia ad una proteina apposita che si chiama “transferrina sia inglobato nell’emoglobina (presente nei globuli rossi). Per sideremia si intende però in modo specifico la quantità di ferro legata alla transferrina. Una sideremia bassa si può presentare in diverse situazioni, come in soggetti che hanno un insufficiente apporto alimentare di ferro (dieta vegetariana, malnutrizione..) oppure in soggetti che hanno un insufficiente assorbimento di questo minerale a livello dell’intestino (celiachia, alcolismo…).
  • Transaminasi ALT: Le transaminasi ALT sono prodotte principalmente a livello del fegato e sono indice di una corretta funzionalità epatica.
  • Colesterolo Totale: Il colesterolo è un composto organico che non ha solo effetti negativi nel nostro organismo: in condizioni normali svolge infatti numerose azioni benefiche come l’essere precursore di molti ormoni e di essere uno dei principali costituenti delle membrane delle nostre cellule. Comunemente sentiamo parlare di “colesterolo buono”,HDL e di “colesterolo cattivo”, LDL. HDL e LDL non sono altro che gli elementi incaricati di trasportare il colesterolo nel sangue. Le LDL, se in eccesso, possono depositarsi a livello dei vasi sanguigni formando delle vere e proprie “placche”provocando un serio ostacolo al flusso sanguigno.
  • Creatinina: Misura la concentrazione di creatinina presente a livello del sangue. Deriva dal metabolismo della creatina contenuta nei muscoli e partecipa attivamente all’immagazzinamento dell’ energia.
  • Urea: È indice di funzionalità renale, come la creatinina. Viene prodotta dal fegato e dopo essere stata liberata in circolo viene eliminata attraverso il rene con le urine. L’urea deriva dagli amminoacidi.
  • Protidemia totale: Rileva la quantità delle proteine più importanti circolanti a livello ematico, ad esempio l’albumina. La maggior parte di queste proteine sono prodotte dal fegato.
  • Test di Coombs indiretto: È un test molto utile in caso di trasfusione e per determinare la compatibilità tra donatore e ricevente. Consente di rilevare nel sangue del donatore la presenza di eventuali anticorpi in grado di legarsi agli antigeni dei globuli rossi presenti nel sangue del ricevente, distruggendoli.
  • Antigene superficie virus epatite B: Si ricerca nel plasma del paziente l’antigene di superficie del virus, detto HBsAg. La presenza di tali HBsAg nel sangue dimostra che siamo venuti a contatto con il virus.
  • Anticorpi anti virus epatite C: Il virus dell’epatite C (HCV), come l’epatite B, permette l’insorgenza di epatiti acute che circa nell’80% dei casi tendono a cronicizzare.
  • Anticorpi anti HIV1/2: Le infezioni virali associale all’AIDS comportano un decadimento delle difese immunitarie dell’ospite e possono interessare qualsiasi organo. Un soggetto si dice sieropositivo quando risulta positiva la ricerca di anticorpi anti-HIV nel siero: ciò significa che è venuto a contatto con il virus. Antigeni o particelle virali sono riscontrabili in tutte le secrezioni dell’organismo.
  • Anticorpi anti Treponema: Il treponema è un batterio di forma allungata con il corpo avvolto a spirale; ne esistono varie specie ed una tra le più patogene per l’uomo è il “TREPONEMA PALLIDUM”, l’agente eziologico della sifilide.

Donare il Sangue e i Suoi Benefici

L'osservanza di un corretto stile di vita e i controlli effettuati al nostro stato di salute ci porta ad avere comportamenti atti ad avere una salute migliore anche dal punto di vista psicologico. Ci porta ad avere maggiore fiducia nel futuro in quanto il nostro esempio può condizionare gli altri che potrebbero aiutarci nel caso fossimo noi ad avere bisogno di sangue.

La possibilità di socializzare con altri che hanno il nostro stesso sentimento nei confronti del prossimo può far nascere amicizie che sono utili nella vita di tutti i giorni. Per quanto riguarda la salute fisica abbiamo ad ogni donazione esami che ci danno la conferma che il nostro stile di vita è virtuoso. Se noi stiamo in buona salute lo stato non ci ringrazia, ma spende meno.

Donando il sangue abbiamo una riduzione del rischio cardiovascolare per la riduzione della ferritina tissutale e quindi di ferro che seppure utilissimo nelle giuste quantità, ma se in eccesso potrebbe portare ad avere patologie aterosclerotiche per effetto di una ridotta ossidazione delle lipoproteine a bassa densità associate al colesterolo. Una attività donazionale regolare porta a una riduzione del ferro e dei parametri dello stress ossidativo aumentando il flusso ematico arterioso.

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