CEA Esame del Sangue: Un Approfondimento sull'Antigene Carcino-Embrionario

I marcatori tumorali possono essere associati alla presenza di particolari forme di neoplasie. Pertanto, la valutazione di queste sostanze può aiutare ad identificare la presenza di un tumore, cioè indicare se una persona sta sviluppando una neoplasia o se c'è una ripresa della malattia, supportando altre evidenze cliniche. Di solito, la loro concentrazione viene determinata a partire dalle cellule neoplastiche circolanti nel sangue periferico, prelevato dal braccio del paziente.

Cos'è l'Antigene Carcino-Embrionario (CEA)?

L'antigene carcino-embrionario o più semplicemente CEA (acronimo dell'inglese Carcino-Embryonic Antigen) è una glicoproteina con peso molecolare approssimativo di 210.000 daltons. Viene prodotta principalmente dalle cellule fetali del tratto digerente, del fegato e del pancreas, durante i primi due trimestri di gestazione, mentre dopo la nascita è molto ridotta. Nell'adulto, piccolissime quantità di antigene carcino-embrionario vengono secrete dalle cellule del colon, dal parenchima polmonare e dal tessuto mammario durante la lattazione.

La ricerca dell'antigene carcino-embrionario serve a determinarne la presenza nel sangue. Il CEA è il marcatore specifico del tumore maligno al colon-retto.

L'antigene carcino-embrionario (CEA) è una proteina che può essere prodotta in grandi quantità dalle cellule di molte forme tumorali: colon-retto, tiroide, polmone, mammella, fegato, pancreas, stomaco ed ovaie.

A Cosa Serve il Dosaggio del CEA?

Il dosaggio dei marcatori viene utilizzato soprattutto per monitorare in maniera poco invasiva l'andamento della malattia di un tumore già diagnosticato.

Per quanto riguarda le eventuali recidive del tumore, se un marcatore è elevato prima dell'intervento terapeutico, basso dopo il trattamento, e successivamente mostra un progressivo innalzamento, allora è probabile il ritorno della malattia.

L'antigene carcino-embrionario viene misurato tramite analisi del sangue. Queste sono ripetute più volte nel corso del monitoraggio o del trattamento della malattia. Un rialzo costante della concentrazione del CEA è spesso il primo segnale di recidiva della malattia.

Se il CEA è presente in un fluido corporeo che non sia il sangue, è probabile che il tumore si sia diffuso in quell'area del corpo.

Interpretazione dei Risultati del CEA

Va considerato comunque che il suo livello ematico può aumentare anche in molte patologie croniche non neoplastiche. Diverticolosi.

Attenzione! I risultati ottenuti con il dosaggio dei marcatori tumorali devono essere valutati tenendo in considerazione anche lo stato globale del paziente, poiché possono esservi delle patologie concomitanti in grado di determinare la variazione dei livelli dei marcatori tumorali.

Tuttavia, va tenuto presente che il valore può innalzarsi anche a causa di malattie non tumorali, come epatite, poliposi intestinale, colite, enfisema e polmonite.

I valori di CEA aumentano anche in una condizione non patologica ahinoi piuttosto diffusa, che è quella dell'accanito tabagismo.

Purtroppo, non esistono valori soglia di CEA che differenzino le patologie maligne da quelle benigne, anche se in generale in quest'ultimo caso gli aumenti sono rari o comunque contenuti (sotto i 3 µg/ml).

Questa scarsa specificità e sensibilità dell'antigene carcinoembrionario ne impedisce l'utilizzo come metodica di screening per il riconoscimento precoce delle patologie neoplastiche.

Va considerato, però, che non tutti i tipi di tumore producono l'antigene carcinoembrionario, è possibile avere il cancro con valori normali di antigene carcino-embrionario. In caso di tumore di limitate dimensioni o allo stadio iniziale, si registrano spesso concentrazioni normali o poco elevate di CEA.

In definitiva, quindi, l'antigene carcino-embrionario non è specifico per alcun tipo di neoplasia, anche se valori superiori a 20 µg/ml (20 mcg/ml) sono significativamente correlati con metastasi e/o carcinoma primitivo del pancreas o del colon-retto. Tuttavia, è importante ricordare che valori negativi non escludono la presenza di una neoplasia.

Limitazioni dell'Uso del CEA

Nessuno dei marcatori tumorali attualmente disponibili è caratterizzato da sensibilità e specificità assolute. Per tale motivo, il loro dosaggio non è consigliato come screening sulla popolazione generale o per la diagnosi precoce, in assenza di manifestazioni che facciano sospettare la malattia.

Alcuni marcatori sono specifici per un certo tipo di malattia neoplastica, mentre altri sono presenti in molte forme di tumore. Di conseguenza, i marcatori tumorali non possono essere utilizzati per formulare una diagnosi definitiva di tumore.

A tal proposito, occorre precisare che difficilmente l'alterazione dei soli marcatori tumorali è sufficiente a dimostrare la presenza di una malattia neoplastica, in assenza di elementi che confermino il sospetto diagnostico.

Quest'indicatori possono risultare positivi per ragioni diverse dal cancro e, viceversa, è possibile avere una neoplasia senza che il corrispondente marcatore risulti elevato.

Aggiornamenti e Ulteriori Informazioni

Gli studi sui marker tumorali sono in continua evoluzione e le potenzialità sono sempre maggiori. Per poter consultare gli ultimi aggiornamenti è possibile visitare il sito MSD Salute.

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