Glicemia Alta: Cosa Significa, Cause, Sintomi e Rimedi

La glicemia è quel valore che misura la presenza di glucosio nel sangue ed è solitamente il primo esame che viene prescritto se si sospetta di diabete. Per glicemia si intende la quantità di glucosio presente nel sangue, ovvero la concentrazione di zuccheri che sono la principale fonte di energia delle nostre cellule. Il glucosio è uno zucchero semplice, principale fonte di energia per le cellule del nostro organismo ed è anche quella a più rapido assorbimento.

Un aumento significativo dei livelli di glucosio nel sangue indica quindi la presenza di iperglicemia. L’iperglicemia, più esattamente, è un difetto metabolico che si verifica quando si superano i valori normali di glicemia, compresi tra i 70 e i 100 milligrammi per decilitro se la misurazione avviene a digiuno. È frequente che l’iperglicemia sia asintomatica, infatti spesso i sintomi si manifestano quando il paziente presenta questa condizione ormai da anni.

Perché si misura la glicemia?

L’esame della glicemia viene solitamente richiesto per:

  • Controllare lo stato di salute di una persona diabetica.
  • Verificare un sospetto di diabete (in particolare se si presentano i sintomi di una iperglicemia o ipoglicemia).
  • Durante lo stato di gravidanza per sincerarsi che non vi sia presenza di diabete gestazionale.
  • Verificare l’assenza della malattia in soggetti con un profilo ad alto rischio di sviluppo della malattia (obesi, familiarità genetica, età superiore ai 45 anni, … ).

Dove si trova il glucosio?

La principale fonte di glucosio sono gli alimenti ma, in misura minore, esso può anche essere sintetizzato ex novo a partire da proteine e lipidi all’interno dell’organismo stesso. Il nostro corpo, infatti, possiede un sistema di regolazione intrinseco che consente di mantenere pressappoco costante la glicemia durante l’arco della giornata.

La regolazione della glicemia avviene ad opera di specifici ormoni:

  • iperglicemizzanti, che innalzano la glicemia,
  • ipoglicemizzanti, che abbassano la glicemia.

Gli ormoni che abbassano la glicemia: l’insulina

Il principale ormone ipoglicemizzante è l’insulina. Secreta dal pancreas in risposta ad uno stimolo glucidico, l’insulina si potrebbe immaginare come una chiave che apre specifiche porte che consentono al glucosio di entrare nella cellula attraverso la membrana, per poter essere utilizzato come fonte energetica nei diversi processi vitali. Quando il pancreas non produce più insulina si instaura il diabete tipo I che richiede la somministrazione di insulina esogena.

Valori Normali della Glicemia

La glicemia in un soggetto sano a digiuno dovrebbe essere compresa tra 70 e 99 mg/dL. A digiuno, i valori glicemici possono variare dai 70 ai 110 mg/dl. In un soggetto sano, che conduce una vita regolare e segue un’alimentazione corretta, nell’arco della giornata i valori della glicemia si mantengono generalmente tra i 60 e i 130 mg/dl.

La glicemia è alta quando a digiuno supera il valore di 100 mg/dL: parliamo in questo caso di iperglicemia. Un valore che non supera 126 mg/dL a digiuno può essere un forte indice di prediabete; un valore superiore a 126 mg/dL a digiuno è, nella maggioranza dei casi, un sintomo di malattia diabetica. In un momento qualsiasi della giornata un valore di glicemia che supera i 200 mg/dL è considerato segno di diabete.

Quando i valori della glicemia variano tra 100 e 125 mg/dl si tratta di condizione di alterata glicemia a digiuno (IFG): questa condizione va tenuta controllata con dieta ed esercizio fisico, e monitorata ogni 6-12 mesi ripetendo le analisi del sangue e ponendo maggior attenzione allo stile di vita.

Se il glucosio nel sangue è basso parliamo di ipoglicemia. Il valore di riferimento di una glicemia bassa è inferiore a 70 mg/dL a digiuno. La glicemia bassa è un indice importante del mal funzionamento del pancreas.

Tabella dei valori glicemici

Condizione Valore Glicemico a Digiuno (mg/dL)
Normale 70 - 99
Alterata Glicemia a Digiuno (IFG) 100 - 125
Prediabete (Indice) Fino a 126
Diabete (Sintomo) Superiore a 126
Diabete (Segno) Superiore a 200 (in qualsiasi momento della giornata)
Ipoglicemia Inferiore a 70

Quali sono le cause della glicemia alta?

La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina, oltre a altri molteplici meccanismi che sono stati individuati negli ultimi anni e che hanno consentito di mettere a punto nuovi ed efficaci farmaci. Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio.

Livelli di glucosio nel sangue superiori alla norma sono di frequente causati da:

  • scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1);
  • incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2);
  • uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.

In casi più rari, l’iperglicemia può essere causata da alcune patologie, come:

  • acromegalia (malattia causata da un eccesso di ormone della crescita);
  • sindrome di Cushing (condizione causata da un eccesso di cortisolo nel sangue);
  • pancreatite;
  • tumori del pancreas;
  • eventi stressanti acuti (ad esempio infarto del miocardio o ictus);
  • episodi infettivi acuti.

Sintomi di Glicemia Alta (Iperglicemia)

I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti. I sintomi sono molteplici e spesso poco riconoscibili, dalla sete costante all’urgenza di urinare, dalla stanchezza alla difficoltà di concentrazione. I sintomi dell’iperglicemia vengono spesso sottovalutati, perché non riconosciuti o attribuiti ad altri fattori.

In caso di iperglicemia grave il soggetto può avvertire sintomi quali:

  • Bisogno frequente di urinare (pollachiuria)
  • Aumento della diuresi (poliuria)
  • Avere tanta sete (polidipsia)
  • Stanchezza e malessere
  • Sudorazione e tremore
  • Mal di testa

Come viene diagnosticata l'iperglicemia?

Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Al dosaggio del glucosio può essere affiancata la ricerca di corpi chetonici, associati alla chetoacidosi diabetica, nel sangue e nelle urine.

Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico. Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati.

Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).

Cosa Fare in Caso di Iperglicemia

Un regime alimentare equilibrato è sicuramente un’arma fondamentale nella prevenzione e/o nella cura della iperglicemia. La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati. Il primo passo da compiere è assicurare al nostro organismo la corretta ripartizione giornaliera dei macronutrienti. La consapevolezza di come, quanto e cosa mangiare è il fondamento per vivere. Pertanto, risulta importante modificare la propria alimentazione scegliendo i giusti cibi, abbinandoli correttamente e consumarli nelle quantità adeguate al nostro stile di vita.

Sono sicuramente sconsigliati:

  • cibi con zucchero aggiunto o che abbiano un’alternativa senza zucchero;
  • preparati industriali come merendine, snack, prodotti da forno, oppure zuppe, carne lavorata, impanati, surgelati e anche yogurt, succhi di frutta e bevande gassate.

Anche se ormai in commercio esistono prodotti alimentari privi di zucchero, occorre precisare che molti di essi utilizzano delle sostanze alternative, come ad esempio l’aspartame o altri tipi di edulcoranti sintetici; pertanto, è sempre bene non esagerare con il loro consumo, poiché - anche se meno dannosi dello zucchero - possono avere effetti negativi nel lungo termine.

Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata. I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati.

Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce. E i carboidrati? Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione). Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche.

Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica. Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia. Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine.

Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress.

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