Il Canine Distemper Virus (CDV) è un virus appartenente alla famiglia Paramyxoviridae, genere Morbillivirus, molto simile al virus del morbillo umano.
Come il virus del morbillo, il CDV è dotato di envelope, un involucro esterno fosfolipidico che lo rende poco resistente nell’ambiente. Il CDV è anche strettamente correlato ai morbillivirus che infettano i mammiferi marini.
Trasmissione e Sintomi
La trasmissione del CDV avviene soprattutto per via respiratoria (per contatto diretto naso-naso e per inalazione di aerosol), anche se la presenza del virus in molti escreti e secreti rende possibile il contagio anche per contatto con questi (meno frequente).
È quindi importante ricordare che cani che non vivono in casa, ma in ambienti rurali dove possono incontrare fauna selvatica (come, per esempio, durante battute di caccia), possono infettarsi attraverso il contatto con soggetti infetti.
I sintomi rilevabili durante la visita sono variabili a seconda della risposta immunitaria del soggetto colpito, della sua età e del ceppo (lineaggio) virale coinvolto. Altri disturbi, come cheratocongiuntivite secca con perforazione della cornea e pustole cutanee, sono possibili in una seconda fase.
Le complicanze neurologiche sono i fattori principali che influenzano la prognosi.
Trattamento e Prevenzione
Come per la stragrande maggioranza delle malattie ad eziologia virale, ad oggi non sono disponibili farmaci antivirali efficaci.
Il periodo definito “finestra di vulnerabilità” è quel momento in cui le immunoglobuline materne sono ancora troppe per permettere il successo della vaccinazione ma, allo stesso tempo, sono troppo poche per difendere in modo efficace il cucciolo da una possibile infezione.
È da ricordare poi, che la risposta immunitaria verso una determinata malattia è determinata anche dalla razza. Esistono infatti soggetti di alcune razze il cui sistema immunitario è congenitamente in difficoltà a riconoscere determinati antigeni (di campo o vaccinali) e che per questo sono definiti non- o low-responder.
Diagnosi con Risonanza Magnetica (RM)
In un caso specifico, viene descritto un cane di razza American Staffordshire affetto da abiotrofia cerebellare in cui si è pervenuti alla diagnosi in vita mediante Risonanza Magnetica e successiva conferma istopatologica.
Autori del caso: Dolera M., Munda M., Molteni T., Malfassi L., Pozza.
Note sugli autori:
- 1Medico Veterinario Libero Professionista, Romanengo (CR)
- 2Medico Veterinario, Centro Diagnostico Veterinario CDV, Milano
- 3Medico Veterinario Libero Professionista, Sesto S.Giovanni (MI)
- 4Medico Veterinario Libero Professionista, Crema (CR)
- 5Medic
Anno: 2005
Riferimento: Veterinaria, Anno 19, n. 1, Febbraio 2005
Pagine: 53 - 58
La risonanza magnetica veterinaria si dimostra quindi uno strumento diagnostico essenziale per identificare patologie neurologiche complesse come l'abiotrofia cerebellare.
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