Le analisi del sangue rappresentano un utile ausilio per la diagnosi di alcolismo, patologia che interessa una quota significativa di pazienti che si rivolgono ai Medici di Medicina Generale.
Cos'è la CDT?
La transferrina è una glicoproteina prodotta dal fegato e deputata al trasporto del ferro.
Con il termine CDT (acronimo dell'inglese "carbohydrate deficient transferrin") ci si riferisce alle isoforme (a basso o nullo grado di glicosilazione), che aumentano percentualmente a seguito di abuso alcolico.
La transferrina si ritrova in differenti stati di glicosilazione, con quantità (< 1-2 %) di acido sialico (asialotransferrina).
Infatti, il consumo giornaliero di 50-80 g di alcol etilico (corrispondenti ad una bottiglia di vino con gradazione di 11-13°) causa già dopo una settimana un incremento oltre i valori di riferimento del valore di CDT nel siero.
Significato Clinico del CDT
Il dosaggio della CDT è fondamentale in diverse aree della medicina clinica e legale.
La CDT è un indicatore affidabile ed estremamente specifico di abuso alcolico cronico.
Un aumento della CDT aiuta il medico a differenziare i disordini epatici dovuti ad abuso di alcool da altre condizioni come diabete, obesità, epatopatie e disordini ematologici.
La concentrazione serica di CDT si riduce a seguito dell'astinenza da alcol etilico; dopo l'interruzione dell’assunzione d’alcool, si dimezza, con una normalizzazione dopo 2-4 settimane.
Metodologie Analitiche per la Determinazione del CDT
Il test Capillare è utilizzato come metodo di scelta nello screening di primo livello della CDT, in quanto specifico, sensibile, riproducibile, veloce ed automatizzato.
Poiché la lunghezza d’onda utilizzata su Capillare (210 nm) non è tuttavia la più specifica per la Transferrina (405-460 nm), è consuetudine utilizzare un secondo metodo di conferma indipendente dal metodo di screening.
Il test di conferma, generalmente Cromatografia liquida o HPLC, deve utilizzare un differente principio di separazione e/o di rilevamento, per escludere interferenze analitiche da farmaci o altre componenti e ridurre il numero di falsi positivi.
Per la conferma della CDT "presumibilmente positiva" viene utilizzata la tecnica di cromatografia liquida ad alta risoluzione (HPLC).
Il campione, dopo saturazione del ferro, viene iniettato in una colonna scambio anionica a temperatura controllata (25°C) eluito attraverso una fase mobile a gradiente lineare ottenuto con quattro soluzioni tampone Bis-Tris a pH differenti.
La rilevazione avviene attraverso un rilevatore UV Vis a 460 nm.
Da alcuni anni è disponibile il test V8 New CDT (cod. 803110): questo test Capillare, associato agli ultimi aggiornamenti di software Platinum, ha consentito di ottenere dei risultati riproducibili e comparabili all’HPLC.
Valori di Riferimento e Interpretazione
Esiste di conseguenza una problematica legata ai valori soglia, o cutoff, ovvero alla distinzione tra un normale soggetto bevitore rispetto ad un bevitore cronico.
La problematica investe il sesso, l’età e la capacità di assorbimento di alcol del singolo individuo.
Orientativamente, il cutoff di un metodo HPLC è di circa 2,0%, considerando i valori superiori appartenenti ad un alcolista cronico.
Con il test Capillare i valori sono più bassi, con una zona grigia intorno a 1,3-1,7%.
In caso di positività di questi test, l’indicazione è sempre di eseguire un test di conferma con un diverso metodo (es. cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC)).
Tabella indicativa dei valori di CDT
| Valore CDT | Interpretazione |
|---|---|
| < 1.3 | Normale |
| 1.4- 1.6 | Risultato non decisivo |
Fattori che Influenzano la CDT
Esistono varianti genetiche che interferiscono sul valore della isoforma disialo-.
Inoltre, anche altre condizioni (es. forme a basso grado di glicosilazione, dell'acetaldeide, derivante dal metabolismo epatico dell’etanolo) potrebbero influire sulla determinazione.
Recenti studi indicherebbero alterazioni della CDT in altre patologie della glicosilazione come la malattia ostruttiva polmonare cronica o chronic obstructive pulmonary disease (COPD) o in patologie in cui l'attivita dell'enzima neuroaminidasi e aumentata, (es: malattie settiche).
Un aumento della CDT è stato ipotizzato nella anoressia nervosa.
Altri Markers Ematici di Alcolismo
Al contrario del pensare comune, l'alcolemia non rappresenta il test più specifico per la diagnosi di alcolismo.
Valutare la concentrazione di alcool nel sangue in un dato momento, infatti, aiuta semplicemente a smascherare un certo consumo di alcool nelle ore precedenti il test; potrebbe quindi trattarsi di una bevuta occasionale e in tal caso non ci si troverebbe certo di fronte a un alcolista.
Qualche indizio più suggestivo di alcolismo si raccoglie in presenza di alti livelli di alcool nel sangue (80-150 ml e oltre), in assenza dei sintomi tipici dell'ubriachezza, condizione - questa - che può evidenziare un'aumentata tolleranza nei confronti dell'alcool derivata dal forte consumo abituale di bevande alcoliche.
Particolarmente utili nell'inquadramento del bevitore a rischio sono i marker della funzionalità epatica, dal momento che il fegato rappresenta l'organo chiave nel metabolismo dell'etanolo.
L'analisi del sangue più importante e specifica riguarda il dosaggio delle Gamma-Glutamil-Transpeptidasi (GGT), i cui valori si presentano tipicamente aumentati negli alcolisti (nell'80% dei casi), ma anche in presenza di generiche disfunzioni epatiche o biliari.
Tra le analisi del sangue utili nella diagnosi dell'alcolismo e nel monitoraggio delle sue complicanze, rientra a pieno titolo anche la misura del volume globulare medio (VGM o MCV).
Questo parametro esprime le dimensioni medie dei globuli rossi, che si presentano aumentate (macrocitosi) in circa il 90% degli alcolisti.
Altri Markers ematici di alcolismo:
- Gamma glutamil-transpepetidasi (gamma-GT o GGT): enzima contenuto in molti tessuti, particolarmente utile per valutare lo stato di salute del fegato e delle vie biliari.
- MCV (volume corpuscolare medio): misura il volume medio dei globuli rossi, quindi permette di sapere se questi sono troppo piccoli, troppo grandi o normali.
Gli esami del sangue contribuiscono a valutare il profilo tossicologico e la presenza di danni al fegato (es. transaminasi) correlati all'alcolismo.
Nota: l'intervallo di riferimento per questi parametri può cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto.
Le analisi dovrebbero essere eseguite a digiuno da almeno 8-10 ore, in modo che il cibo non alteri il risultato. Durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua.
Considerazioni Conclusive
Mancando uno standard di riferimento internazionale, la quantificazione della CDT non fornisce un valore numerico confrontabile in termini di misura assoluta.
Nell'interpretare i parametri di efficienza diagnostica è dimostrato che sensibilita, specificità, valore predittivo positivo e negativo possono subire variazioni nell'ordine del 12% quando si utilizzano diversi metodi per la misura della CDT.
La sensibilita diagnostica della %CDT, come indicatore di consumo cronico di alcol, e legata ad alcuni fattori come l'eta, la massa corporea, il sesso e le abitudini verso l'alcol e il fumo.
In generale quando si confrontano popolazioni costituite una da alcolisti all'inizio del trattamento e l'altra da bevitori occasionali (i cosiddetti bevitori sociali) la sensibilità varia dal 70 al 90%.
Quando invece si paragonano bevitori occasionali con pazienti che si rivolgono al medico di medicina generale o a specialisti, la sensibilita varia da 40 al 60%.
Numerosi studi pubblicati hanno valutato la specificita diagnostica della CDT: essa è pari all' 83.6 e 94.2% nell'uomo con e senza danno epatico è rispettivamente al 96.9 e 91.9% nella donna.
Definizioni del consumo di alcol:
- (<30 g di etanolo/die)
- Consumo non moderato: tra 30 e 60 g di etanolo al giorno;
- Abuso: 60 g di etanolo al giorno.
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