In questo articolo parleremo delle castagne bollite, uno dei piatti italiani più caratteristici a base di questi frutti amidacei. Per “castagne” si intendono i frutti eduli prodotti da alberi e arbusti decidui, appartenenti alla Famiglia delle Fagaceae e al Genere Castanea; alcune Specie diffuse sono: alnifolia, dentata, henryi, mollissima, ozarkensis, pumila, sativa e seguinii. Nativo delle regioni temperate dell'emisfero settentrionale, in Italia il Genere Castanea è parte integrante della macchia spontanea appenninica e alpina inferiore.
I castagneti sono anche oggetto di coltivazione e rimboschimento, poiché la raccolta e la vendita delle castagne rappresenta un'ottima fonte di guadagno. Inoltre, i castagneti offrono l'ambiente adatto per lo sviluppo di alcuni funghi porcini. Oggi più che mai, queste piante sembrano soffrire in modo particolare gli sbalzi climatici, le malattie e i parassiti.
Inquadramento Nutrizionale delle Castagne Bollite
L'inquadramento nutrizionale delle castagne bollite è piuttosto complicato. Le castagne sono alimenti di origine vegetale che, dal punto di vista botanico, vengono considerati veri e propri frutti. Tuttavia, per l'ambiguità del loro contenuto nutrizionale, non sono classificate in un preciso gruppo fondamentale degli alimenti. Hanno invece più affinità con le patate, che d'altro canto sono tuberi, e con i cereali e le leguminose, che costituiscono i semi di certe piante erbacee.
Le castagne bollite sono alimenti piuttosto calorici, caratterizzati da alti livelli di carboidrati complessi. Sono anche diverse dalla frutta secca (semi oleosi), invece caratterizzata da un contenuto elevato di grassi, con poca acqua e carboidrati. Le castagne hanno invece più affinità con il III e IV gruppo fondamentale (cereali, patate e leguminose).
Le calorie sono fornite principalmente dai carboidrati complessi, seguiti da modeste percentuali di proteine e lipidi. I glucidi sono tendenzialmente complessi, costituiti da amido (anche se circa l'8% è a base di saccarosio, glucosio e fruttosio), e i peptidi a medio valore biologico (amminoacido limitante: triptofano); gli acidi grassi sono verosimilmente insaturi (non è disponibile il dettaglio specifico).
Il contenuto di fibre è molto elevato, addirittura superiore a quello di quasi tutti i frutti, ortaggi, cereali, legumi, patate ecc. (reggono il confronto solo i semi oleosi); tra le fibre, peraltro, compaiono anche certi “glucidi non disponibili”, soprattutto stachiosio e raffinosio, responsabili della tipica produzione di gas intestinali causata dall'assunzione di castagne. Colesterolo, lattosio e istamina sono invece assenti. L'unico allergene in esse contenuto è costituito dalle proteine ma, statisticamente, l'allergia alle castagne è abbastanza rara.
Non contengono vitamina A ma, in base alla “USDA Nutrient Database”, apportano quantità significative di vitamina C (il dato non è confermato dalla database dell'INRAN). Ad ogni modo, gran parte di questa vitamina viene perduta durante la cottura, procedimento indispensabile poiché le castagne crude NON sono edibili. In merito ai sali minerali, paiono abbastanza rilevanti i livelli di potassio e rame; per quel che concerne le vitamine, invece, sono notevoli le concentrazioni delle idrosolubili B2 (riboflavina) e PP (niacina). Come anticipato nel paragrafo precedente, secondo una fonte americana (USDA Nutrient Database) le castagne sarebbero ricche di vitamina C. D'altro canto, per renderle eduli, è indispensabile cuocerle a lungo.
Castagne e Colesterolo Alto: Cosa Sapere
Avete qualche problemino con il colesterolo e vi state domandando se chi ha il colesterolo alto può mangiare le castagne? Soprattutto nel periodo autunnale rinunciare al sapore di questo delizioso frutto è davvero difficile. Quando si hanno problemi di ipercolesterolemia, quindi valori di colesterolo molto elevati, è importante prestare una maggiore attenzione a tavola.
Chi ha livelli elevati di colesterolo corre un rischio maggiore di sviluppare problemi cardiovascolari, come infarto e ictus, che sono attualmente tra le principali cause di morte prematura a livello globale. Ma che cos'è il colesterolo in termini semplici? "Il colesterolo", come riportato sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità, "è una sostanza lipidica essenziale per il corretto funzionamento del nostro corpo. È coinvolto nella produzione di alcuni ormoni, della vitamina D ed è un componente fondamentale delle membrane delle cellule animali". Il colesterolo viene prodotto dal fegato, ma può anche essere introdotto attraverso l'alimentazione, spiega la nutrizionista Nicoletta Bocchino. «Esistono due tipi di colesterolo: quello buono, detto HDL, che protegge la salute, e quello cattivo, chiamato LDL, che invece aumenta i rischi».
Le castagne sono frutti con uno scarsissimo contenuto lipidico. Basta soffermarsi ai loro valori nutrizionali. «Essendo dei vegetali, le castagne sono del tutto prive di colesterolo e hanno un basso contenuto di grassi, in particolare insaturi, quindi buoni tra cui l'acido oleico e quello linoleico, che mantengono in salute i vasi sanguigni e indirettamente proteggono dall’ipercolesterolemia».
Arriviamo alla fatidica risposta dell'esperta: chi ha il colesterolo elevato quindi può mangiare le castagne oppure no? «Un consumo elevato di zuccheri può avere effetti negativi sull’assetto lipidico e sul colesterolo. Dal punto di vista nutrizionale le castagne apportano in prevalenza questi nutrienti, in particolare amidi. Ma possono essere consumati anche dai soggetti che hanno elevati livelli di colesterolo, a patto che lo si faccia con moderazione».
Le castagne apportano anche una serie di nutrienti e sostanze che inserite all’interno di una dieta sana ed equilibrata aiutano a tenere sotto controllo il colesterolo. «Contengono oltre a tocoferoli, steroli vegetali chiamati anche fitosteroli, molecole strutturalmente simili al colesterolo, che contrastano l’assorbimento intestinale sia di quello presente nei cibi sia di origine biliare, riducendo quello cattivo LDL.
«Anche se il colesterolo viene per la gran parte prodotto dal fegato, una minima parte viene assimilata attraverso l’alimentazione. Le castagne specialmente per il loro elevato contenuto di amido, consumate in grande quantità e in un pasto già ricco in carboidrati potrebbero indirettamente favorirne l’aumento» spiega la nutrizionista Nicoletta Bocchino.
Benefici e Controindicazioni
Utilizzate correttamente, le castagne bollite si prestano alla maggior parte dei regimi alimentari. Mangiate senza alcuna accortezza, invece, possono essere considerate inappropriate nella terapia alimentare contro: sovrappeso, diabete mellito tipo 2, ipertrigliceridemia e sindrome metabolica in genere. Costituiscono una valida alternativa ai cereali contenenti glutine in caso di celiachia.
Grazie al notevole contenuto di fibre, le castagne bollite svolgono un ruolo lassativo abbastanza importante, a patto che vengano consumate con il giusto quantitativo d'acqua. Nelle persone che non hanno problemi di stipsi, quantità rilevanti di castagne possono determinare: aumento delle evacuazioni, meteorismo e flatulenza, distensione addominale e gonfiore.
La porzione media di castagne bollite, utilizzate come fine pasto, è di 60-80 g (circa 100-130 kcal). Volendo inserirle al posto di un primo piatto, la porzione media è di 200 g (circa 330 kcal).
Ricetta delle Castagne Bollite
La ricetta delle castagne bollite è semplice. Prima di tutto, al momento dell'acquisto, è necessario verificare che la materia prima sia di buona qualità. Durante lo stoccaggio e la conservazione, le castagne perdono fino all'1% del peso in un giorno; al tatto, devono quindi risultare turgide e piene, senza spazi vuoti. Scelte le castagne, vanno lavate in acqua corrente; durante questa fase, se alcune galleggiano, vanno eliminate.
Si immergono poi in un tegame con abbondante acqua fredda, eventualmente aromatizzata a piacere. Accendere il fuoco e, dal momento del bollore, stimare un tempo di cottura pari a 20' per le castagne molto piccole, 30-40' per quelle medie e >40' per le grandi. Dunque, scolarle e avvolgerle in un canovaccio pulito e “strizzarle” (per facilitare la successiva fase di sbucciatura). Ancora calde, sbucciarle privandole sia del rivestimento esterno liscio che di quello interno peloso. Se le castagne non si sbucciano adeguatamente, aiutarsi con un coltello spelucchino.
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