Colonscopia: Preparazione, Importanza e Come Affrontarla

Sul fatto che possa salvare la vita, non ci sono dubbi. Il tumore al colon retto rappresenta, in Italia, una delle patologie tumorali più diffuse nella popolazione.

In Italia, ogni anno, abbiamo circa 50.000 nuovi casi di cancro al colon retto. Attualmente sono 300.000 le persone affette da questa patologia nel nostro Paese. Sono numeri ancora molto alti, soprattutto visto che si tratta di una forma tumorale evitabile attraverso una prevenzione efficace.

L'Importanza della Colonscopia nella Prevenzione

Quando si parla di prevenzione la colonscopia rappresenta l’esame ottimale. La colonscopia offre finalità diagnostiche e terapeutiche. Nel 95% dei casi, infatti, un tumore al colon retto insorge a seguito di una lesione benigna, un polipo dell’intestino. Grazie alle attività di screening il tumore al colon retto è attualmente in calo e l’aspettativa di vita dei malati si è allungata.

È importante sottoporsi a colonscopia a partire dai 50 anni. Ai miei pazienti e ai miei amici ricordo sempre che per questo traguardo anagrafico, oltre a una festa, dovrebbero regalarsi anche una colonscopia. È estremamente importante, perché è a partire da questa fascia di età che la curva di rischio tumorale inizia progressivamente a salire.

In genere è un esame consigliato alla popolazione fra i 50 e i 69 anni, seppur negli ultimi anni stia diminuendo l’età media di chi vi si sottopone. Se durante l’esame vengono individuati dei polipi, sarà necessario ripetere poi la colonscopia ogni 2-3 anni a seconda della severità delle lesioni riscontrate. Se, invece, non viene rilevato nulla è consigliato effettuare l’esame con una cadenza di 5 anni.

Tuttavia, se in famiglia è presente un parente di primo grado - il papà, la mamma, un fratello o una sorella - che abbiano avuto un tumore intestinale è opportuno avviare l’attività preventiva in ogni caso almeno 10 anni prima dell’età di comparsa del cancro nel congiunto.

Affrontare la Colonscopia con Serenità

Per il paziente può apparire impegnativo, ma in realtà grazie alle nuove tecnologie endoscopiche e farmacologiche oggi risulta essere un esame relativamente semplice, poco invasivo e indolore. Vorrei sfatare questo mito. Quando si parla di colonscopia le persone la associano spesso al concetto di esame invasivo.

Si parla di invasività perché si entra nel corpo del paziente al fine di esaminarne il colon, che è lungo circa 1,5 metri. Si tratta di un esame sofisticato e complesso, ma non lo definirei invasivo nel senso critico del termine. Inoltre, oggi è possibile effettuare l’indagine senza generare ansia o dolore al paziente mediante l’impiego di farmaci innocui con effetto ansiolitico e analgesico.

In casi molto particolari, si può far riscorso anche alla sedazione profonda con intervento dell’anestesista. Come in qualsiasi atto chirurgico e medico, possono esserci complicanze ma se l’esame è eseguito correttamente e con tecnologie idonee le possibilità che insorgano effetti collaterali sono minime. L’unico caso nel quale è sconsigliata questa pratica, è la presenza di una cardiopatia di tipo ischemico. Se si ha avuto recentemente un infarto, è prassi ottimale attendere almeno 6 mesi prima di effettuare una colonscopia.

Colonscopia endoscopica e colonscopia virtuale

La colonscopia “endoscopica”, prevede l’inserimento di una sonda per via rettale, consentendo all’operatore di esaminare con una analisi diretta ogni piccolo dettaglio del percorso intestinale. Il secondo, invece, consiste in una TAC virtuale, ovvero una tecnica radiologica.

Inoltre, per la colonscopia endoscopica il paziente è sedato, mentre in quella virtuale non lo è. Per questo motivo, spesso si pensa che la colonscopia virtuale sia più semplice e meno fastidiosa, ma in realtà spesso non è così perché il paziente è del tutto vigile durante l’esame. Inoltre, la colonscopia virtuale non consente allo specialista di essere operativo, quindi non è possibile effettuare procedure interventistiche, biopsie di lesioni particolari o rimozioni di polipi.

Preparazione alla Colonscopia: Dieta e Istruzioni

«Oggi prepararsi a una colonscopia è più facile rispetto al passato. La dieta può essere modificata anche ventiquattro ore prima dell'accertamento e il volume di liquidi contenenti lassativi da assumere alla vigilia s'è dimezzato, negli ultimi vent'anni. Di conseguenza sono diminuiti i disagi per i pazienti, a cui in vista dell'esame è richiesto di seguire una dieta povera di alimenti di origine vegetale, ma sopratutto di bere molta acqua».

Prima della colonscopia il paziente dovrà attenersi con scrupolo alle disposizioni riguardanti la dieta alimentare (povera di fibre) per i tre giorni che precedono la visita e l’assunzione di farmaci lassativi. Inoltre nelle 6-8 ore precedenti l’esame non sarà possibile assumere cibi o bevande.

La preparazione a tavola è distinta in tre momenti: uno di avvicinamento (da 5 a 2 giorni prima), uno riguardante le scelte da compiere il giorno prima dell'esame, l'ultimo relativo alle ore immediatamente precedenti la colonscopia (lo stesso giorno). Nei giorni precedenti è necessario effettuare una preparazione affinché l’intestino appaia pulito. Il paziente deve seguire una dieta a base di proteine e liquidi e priva di scorie, evitando il consumo di frutta, verdura, pane, pasta e affini.

Inoltre, il pomeriggio precedente la colonscopia è necessario effettuare un lavaggio intestinale. Questo aspetto è molto importante perché se l’intestino non è pulito l’esame può essere più lungo e complesso. La cena della sera precedente l’esame dovrà essere liquida. In media, comunque, la colonscopia ha una durata di 15-20 minuti.

A poche ore dall'esame, la preparazione va completata bevendo l'ultima dose di lassativo (quantitativo dipendente dal prodotto utilizzato: da richiedere sempre al proprio specialista). La colazione è possibile, ma soltanto in forma liquida.

È un esame che la maggior parte delle persone teme in quanto può indurre disagio a causa dell’invasività.

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