Carico Glicemico degli Alimenti e lo Stile di Vita Life 120

Prima di parlare del carico glicemico è importante comprendere cos’è l’indice glicemico (IG). Per questo, nasce il concetto di carico glicemico, che considera anche la quantità di zuccheri presenti. Indice e carico glicemico non sono i fattori su cui basare la tua alimentazione: dai priorità al fabbisogno calorico, alla quantità e alla qualità degli alimenti.

Spesso, più salutari sono gli alimenti a basso indice glicemico, al contrario di quelli in genere considerati poco sani.

Indice Glicemico (IG) e Carico Glicemico (CG): Cosa Sono?

L’Indice Glicemico (IG) e il Carico Glicemico (CG) sono due indicatori molto importanti per valutare l’influenza che i cibi hanno sulla glicemia durante e dopo un pasto. Vediamo nel dettaglio entrambi gli indici.

Indice Glicemico (IG) di un Alimento

L’indice glicemico è un parametro nutrizionale elaborato agli inizi degli anni ’80 dal prof. Più è alto l’indice glicemico di un alimento, maggiore sarà il suo impatto sulla glicemia, fatto cento lo zucchero bianco da cucina (saccarosio).

Per molto tempo in passato si è ritenuto che tutti i carboidrati semplici (zucchero, dolci, bibite, succhi…) fossero uguali e facessero salire rapidamente il glucosio nel sangue; viceversa si riteneva che tutti i carboidrati complessi (farine e cereali, pizza, patate, gnocchi di patate, legumi, verdure, castagne) lo facessero salire lentamente e in modo graduale.

Negli ultimi quindici anni, molti studi scientifici hanno dimostrato direttamente o indirettamente l’interesse dell’indice glicemico nella lotta contro l’obesità ma anche nella prevenzione del diabete e delle malattie cardiovascolari.

Come si misura l’indice glicemico dei vari alimenti?

L’Indice Glicemico (IG) di un alimento è una misura qualitativa che ci dice quanto quell’alimento - rispetto allo zucchero bianco da cucina (che ha valore 100), è capace di far alzare la glicemia. Per il confronto oggi si usa anche il pane bianco (sempre considerando 100 come valore di riferimento).

Esistono delle tabelle di classificazione arbitraria in IG elevato, intermedio e basso che secondo la maggior parte degli autori è fissata nei range di valori indicati nella tabella sottostante. I cibi che fanno salire il glucosio rapidamente hanno un Indice Glicemico alto, quelli che lo fanno salire gradualmente hanno un IG basso.

Categoria IGValore
Alto70 o più
Medio56-69
Basso55 o meno

Che cosa possiamo dedurre? I cibi che hanno un alto indice glicemico vengono assorbiti più rapidamente e danno una risposta più rapida rispetto ai cibi a basso IG. Quindi se noi pensiamo a un alimento con alto IG che è 100 è lo zucchero bianco e infatti lo utilizziamo proprio quando vogliamo fare alzare la glicemia - nel corso di una crisi ipoglicemia - perché è quello più efficace nel breve tempo.

Perché è importante l’IG per una persona con diabete?

L’indice glicemico è un indicatore importante per chi soffre di diabete, considerato che deve evitare rapidi innalzamenti della glicemia. Seguire una dieta a base di alimenti con indice glicemico basso, per quanto possa sembrare complicato, può permettere un migliore controllo della propria glicemia. Secondo alcuni Esperti, inoltre, gli alimenti a indice glicemico più basso aiutano a tenere sotto controllo il peso perché provocano sazietà senza bisogno di molte calorie. E sentirsi sazi è importante sia per chi ha il diabete che per chi vuole dimagrire.

Indice glicemico: quali fattori lo influenzano?

Quando consumiamo qualche alimento che contiene carboidrati, questi - grazie all’insulina che funziona come una sorta di “chiave - passano dall’intestino al sangue e così i livelli di glucosio aumentano. L’ammontare di questo aumento dipende da diversi fattori:

  • la composizione dell’alimento;
  • il luogo di coltivazione e di raccolta;
  • il contenuto in amidi, proteine, fibre e grassi;
  • la combinazione con altri alimenti;
  • il tipo di cottura;
  • il grado di maturazione (per es. per la frutta)

sono tutti fattori che possono influenzare anche notevolmente gli effetti sulla glicemia; inoltre l’IG può presentare forti variazioni da una persona all’altra.

I valori dell’Indice Glicemico pur essendo un parametro utile soprattutto per la qualità della propria dieta, vanno considerati, tuttavia, come valori puramente indicativi perché si riferiscono sempre e solo all’alimento puro, considerano solo gli zuccheri e non gli altri nutrienti (grassi, proteine, fibre che sappiamo influenzare il metabolismo degli zuccheri) presenti nell’alimento, e - limite importante - non considerano la quantità effettivamente consumata di quel determinato alimento (carico glicemico).

Rispetto a una dieta classica che fornisce le quantità esatte da consumare, quella dell’IG è necessariamente più imprecisa. Il consiglio quindi è quello di usare l’Indice Glicemico come ausilio complementare ad altri tipi di dieta consultandoti con il tuo medico.

Deamidare il riso aiuta a ridurne l’Indice Glicemico

Sappiamo che ci sono diverse varietà di riso e ciascuna ha un Indice Glicemico diverso, mediamente pari a IG = 70 (per 100 g di riso, 330 kcal, CHO 85 g, proteine 7 g, fibre 1 g). Se si ha a disposizione un po’ di tempo, è possibile de-amidare il riso prima di consumarlo, così da ridurne l’Indice Glicemico:

  1. Mettere il riso in ammollo in una ciotola di acqua fredda.
  2. Lasciare in ammollo per 2-3 ore o più, cambiando spesso l’acqua. In questo modo, parte dell’amido rimane nell’acqua.
  3. Sciacquare.
  4. Procedere con la cottura.

La quantità consumata di alimento fa la differenza

Molti alimenti con un indice glicemico basso sono integrali e sono ricchi di nutrienti come fibre, vitamine, minerali e altri componenti importanti per la salute, perciò è consigliabile inserirne molti nel proprio menù quotidiano. Tuttavia, è importante tenere sempre d’occhio anche la quantità che si assume di ciascun alimento.

Che cos’è il carico glicemico (CG)?

Il carico glicemico è un secondo indicatore nutrizionale che valuta l’effetto sulla glicemia di un alimento basandosi sulle quantità effettivamente consumate. Di conseguenza è un parametro più adatto per calcolare il consumo quotidiano dei vari alimenti. a porzione

La formula per calcolare il Carico Glicemico è molto semplice, perché basta calcolare la quantità di alimento che stiamo consumando in gr di carboidrati per il suo Indice Glicemico e poi dividere tutto per 100.

A seconda delle dimensioni della porzione, infatti il carico glicemico di alimenti diversi può risultare simile nonostante l’indice glicemico degli stessi sia molto diverso.

Il Carico Glicemico è quindi un indicatore molto più interessante e utile per l’uso quotidiano perché considera le quantità effettivamente consumate.

Tabelle e app per l’indice glicemico e il carico glicemico

Esistono diversi libri, pagine web e application che riportano tabelle con l’indice glicemico dei vari alimenti.

Lo Stile di Vita Life 120

Lo stile di vita Life120 propone un’alimentazione basata su un carico glicemico contenuto e priva di cibi che potrebbero infiammare l’organismo; in più sfrutta materie prime di estrema qualità, proponendo anche una corretta integrazione ed attività fisica.

Spesso il nostro corpo è appesantito notevolmente dalle cattive abitudini alimentari, dallo stile di vita sedentario e dalla carenza di nutrienti e vitamine. La rivoluzione Life120 permette di sopperire alla mancanze nutrizionali della vita moderna, di sfiammare l’organismo, di dimagrire, guadagnando notevolmente sul fronte salute.

Nel momento in cui iniziamo a controllare il carico glicemico degli alimenti e la qualità dei cibi che consumiamo, il corpo inizia subito a rispondere positivamente e potrete notare miglioramenti notevoli del peso e della salute già in 15 giorni. Il motivo è semplice, se mangiamo molti carboidrati li sfruttiamo ai fini energetici, trasformando gli eccessi in grasso.

Quando seguiamo un’alimentazione con un carico glicemico contenuto, il corpo, trovando pochi zuccheri disponibili, lascerà che sia il cervello ad usufruirne (perché il quest’ultimo non può utilizzare i grassi) e sfrutterà tutti i lipidi ai fini energetici per le altre cellule, non permettendone quindi un accumulo. Questo meccanismo può attivarsi sin dai primissimi giorni e vi permetterà quindi di notare velocemente dei risultati anche sul peso.

Questo ci permette di mangiare bene, senza avvertire la sofferenza del senso di fame. Quando mangiamo molti zuccheri, il corpo ne è dipendente e il più delle volte possono verificarsi sintomi fastidiosi se non integriamo subito una nuova dose di carboidrati.

Invece se riduciamo l’apporto di carboidrati, il nostro corpo utilizza i grassi. Questi ultimi sono già depositati nel nostro organismo e quindi non abbiamo necessità di integrarli dall’esterno con la stessa frequenza con cui dobbiamo farlo con i primi. Ecco perché seguendo lo stile di vita Life120 il senso di fame non vi attanaglierà e potrete dimagrire senza inutili sofferenze.

Life 120 non si limita al consiglio di integratori, ma propone uno stile di vita, del quale l’integrazione fa parte. La proposta degli integratori è finalizzata a sopperire alle mancanze nutrizionali dell’alimentazione moderna.

E’ preferibile fare 3 pasti al giorno evitando gli spuntini. Se hai necessità di inserire una merenda a metà mattina o metà pomeriggio puoi utilizzare con moderazione uno dei prodotti lowcarb creato appositamente con la nuova tecnologia alimentare e che trovi solo nei nostri punti vendita Life 120 Lo Spaccio,frutta secca, cioccolato fondente, formaggio stagionato, affettato, cocco, avocado.

L’alimentazione consiste principalmente in carne, pesce, uova, verdure, che si possono accompagnare con il pane Life 120, la pasta Life 120 e gli altri prodotti alimentari che lo stile di vita propone nella giusta moderazione. I grassi sono importanti e devono essere inseriti naturalmente, non servono supplementi aggiunti (es. non serve un cucchiaio di burro al mattino dopo le uova, basta utilizzare carni grasse oppure utilizzare una quantità normale di condimento per insaporire il piatto ma senza aggiungerne più del necessario) si possono utilizzare olio d’oliva (preferibilmente a crudo), burro anche in cottura (ancora meglio se chiarificato), strutto (anche in cottura o per friggere).

Si possono consumare tè, tisane e caffè, senza eccedere con tè e caffè poiché sono eccitanti (da 0 a 3 al giorno, a stomaco pieno e mai di sera), meglio amari o con poco fruttosio. Frutta secca, formaggi stagionati (sopra i 20/24 mesi), mascarpone, frutta fresca (massimo 1 frutto al giorno, preferibilmente dopo la colazione e mai a stomaco vuoto), vino (da 0 a 1 bicchiere di vino rosso al pasto), fruttosio ed eritritolo, semi, panna e gorgonzola devono essere consumati con moderazione.

Non sono concessi gli alimenti ad alto carico glicemico e infiammatori come pane, pane integrale, pasta, pizza, patate, patate americane o batate, segale, crusca d’avena, riso, legumi, latte e derivati, farro, orzo, mais, grano saraceno, quinoa, amaranto, sorgo, teff, miglio, soia, cous-cous, biscotti, fette biscottate, polenta, arachidi, castagne, chufa, tapioca, manitoba, carruba, bibite zuccherate es. cocacola, platano, succhi di frutta e centrifugati, cioccolato e cioccolato fondente, zucchero bianco e zucchero di canna, miele, sale iodato.

Dopo questo periodo in poi andrebbe eseguito ogni tre mesi, evitando i periodi troppo caldi e cercando di farlo quando si hanno giornate poco impegnative. Consiste in cinque giorni in cui non bisogna mangiare nulla; si possono bere tisane come camomilla o erbe non eccitanti, senza fruttosio né dolcificanti. Non si possono bere caffè, tè e bevande eccitanti o bibite tipo cocacola o succhi di frutta.

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