Il ferro è un microelemento essenziale per l'organismo, costituente principale dell’emoglobina e della mioglobina. È coinvolto nel trasporto di ossigeno ai tessuti, nel trasporto di elettroni, nella sintesi del DNA e nella produzione di energia, e ha un'importante funzione nel sistema immunitario. Dai valori dell’emoglobina, la molecola contenuta nei globuli rossi ed essenziale per il trasporto dell'ossigeno nel sangue, è possibile individuare una carenza di ferro. Ma quali sono le cause e i sintomi di questo disturbo? E quali i rimedi?
Anemia da Carenza di Ferro: Un Approfondimento
L’anemia da carenza di ferro è il tipo più comune di anemia, viene anche chiamata anemia sideropenica o anemia marziale. Il ferro è un minerale fondamentale per alcune funzioni biologiche, tra le quali la formazione dell’emoglobina, la proteina deputata al trasporto dell’ossigeno nel sangue. Quando c’è una mancanza di ferro, provocata da uno scarso apporto con l’alimentazione, da problemi nell’assorbimento, da perdite ematiche, la produzione di emoglobina è insufficiente e questo determina una scarsa circolazione di ossigeno attraverso l’organismo, nonché l’alterazione di svariati processi metabolici.
Cause dell'Anemia da Carenza di Ferro
L’anemia da carenza di ferro si verifica quando l’organismo non ha livelli di ferro sufficienti a produrre l’emoglobina. L’emoglobina è una proteina presente nei globuli rossi che si lega all’ossigeno e lo trasporta attraverso il sangue per alimentare muscoli, tessuti e organi. Le cause principali includono:
- Emorragie e sanguinamenti: La perdita di sangue, anche se non evidente o interna, può comportare una riduzione dei livelli di ferro. Ciò si verifica di frequente nelle donne in età fertile, durante le mestruazioni. Il sanguinamento può essere anche occulto, lento e cronico, ad esempio quando la perdita di sangue si determina all’interno del corpo, per un’ernia iatale, un polipo del colon-retto, un’ulcera peptica, un tumore o anche malattie infiammatorie intestinali che comportano erosione della mucosa intestinale con micro-sanguinamenti.
- Scarso apporto nell’alimentazione: L’anemia può essere causata da una dieta in cui è drasticamente ridotto l’apporto di ferro.
- Scarso assorbimento del ferro: In alcuni casi possono esserci difetti del metabolismo che non consentono di assorbire a sufficienza il ferro introdotto con l’alimentazione. In diversi frangenti l’origine può essere riscontrabile in un deficit nell’assorbimento del ferro stesso.
- Gravidanza e allattamento: Durante la gravidanza e l'allattamento, il fabbisogno di ferro aumenta notevolmente. Il ferro è essenziale per la nutrizione e la crescita del bambino e della placenta, in particolare durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza.
- Interventi chirurgici.
Sintomi dell'Anemia da Carenza di Ferro
I sintomi dell'anemia da carenza di ferro (o anemia sideropenica) sono molteplici e cambiano nel corso del tempo. Inizialmente possono essere lievi, perché l’organismo si approvvigiona dai depositi di ferro presenti sotto forma di ferritina. Non va dimenticato che il ferro è un componente essenziale dell'emoglobina, ma anche di un gran numero di sostanze che favoriscono e aumentano la velocità delle reazioni chimiche (enzimi) e sono coinvolte in altri processi metabolici. Alcuni sintomi comuni includono:
- Stanchezza e astenia
- Colorito pallido
- Capelli fragili o sfibrati
- Unghie che si spezzano facilmente
- Sensazione di freddo o brividi frequenti
- Irritabilità e umore basso
- Crampi muscolari o dolori articolari
- Perdita di capelli
- Vertigini e nausea
Hai un colorito pallido, capelli fragili o sfibrati, unghie che si spezzano facilmente? Indipendentemente dall’età o dal sesso, il deficit di ferro comporta sempre una evidente riduzione della soglia del dolore, fa mal sopportare il freddo, aumenta in maniera significativa la caduta dei capelli e diminuisce l’efficienza del sistema immunitario. In pratica si è sempre malaticci e si ha un aspetto poco sano.
Problemi come irritabilità, umore basso e persino depressione possono dipendere da livelli di ferro troppo bassi. Se la quantità di ossigeno nelle nostre cellule e nei nostri tessuti si abbassa si possono provare, oltre alla stanchezza, anche vertigini e nausea.
Diagnosi dell'Anemia da Carenza di Ferro
Fondamentali, per la diagnosi dell’anemia da carenza di ferro, sono gli esami del sangue, che verranno esaminati dal medico tenendo in considerazione alcuni parametri. In particolare, saranno valutati i livelli di emoglobina, la grandezza dei globuli rossi (mediante volume corpuscolare medio, MCV), i livelli di ferro, ferritina e transferrina e il valore delle piastrine.
Rimedi e Trattamenti per l'Anemia da Carenza di Ferro
Per curare l’anemia da carenza di ferro, vanno in primis trattate le cause che ne stanno alla base. Per reintegrare le riserve di ferro, verrà inoltre prescritto un integratore a base di solfato ferroso o di altre sostanze, tendenzialmente da assumere per via orale. Le dosi abituali sono di circa 100-200 mg giornalieri e l’assunzione dell’integratore va proseguita fino a quando i parametri normali non saranno ristabiliti, di solito in 4-6 mesi circa.
Quando si parla di anemia da carenza di ferro, risultano importanti anche le scelte alimentari. Gli alimenti di origine animale, infatti, contengono alti livelli di ferro emico, che viene assorbito dall’organismo velocemente e in quantità elevate. Trattandosi di carne rossa, la sua assunzione deve essere controllata da uno specialista dietologo. I vegetali, invece, contengono il ferro non emico, che viene assorbito in quantità inferiori: circa il 10%. Si consigliano le verdure a foglia verde e la frutta secca. Altre fonti proteiche ricche di ferro da integrare nella dieta sono poi i legumi e il tofu.
Il ferro deve essere assunto in modo costante nella vita e questo avviene tramite gli alimenti che abbiamo elencato qui sopra.
Quando i livelli di ferritina sono bassi, è essenziale agire per ripristinare le riserve di ferro. Le strategie principali includono una dieta ricca di ferro e, se necessario, l’ausilio di integratori alimentari.
Alimenti Ricchi di Ferro
La prevenzione è molto importante per evitare l’anemia sideropenica. Il ferro presente negli alimenti si divide in due tipi: ferro eme e ferro non-eme. Il ferro eme si trova negli alimenti di origine animale ed è più facilmente assorbibile dal corpo rispetto al ferro non-eme, che si trova invece negli alimenti di origine vegetale.
- Carne e pesce: la carne rossa (in particolare fegato e frattaglie), carne di maiale, carne bovina, di cavallo, di pollo, tacchino e faraona sono tra le migliori fonti di ferro eme. Il fegato, in particolare, è estremamente ricco di ferro.
- Legumi: lenticchie, fagioli, ceci e piselli sono ottime fonti di ferro non-eme.
- Verdure a foglia verde: spinaci, cavolo riccio e altre verdure a foglia verde sono buone fonti di ferro.
- Frutta secca e semi: mandorle, anacardi, semi di zucca e semi di sesamo sono ricchi di ferro e rappresentano un ottimo snack per chi necessita di aumentare le proprie riserve di ferritina.
- Cereali integrali e quinoa: alcuni cereali integrali e la quinoa contengono ferro e possono essere inseriti nella propria dieta quotidiana al posto della pasta.
- Funghi: in particolare i funghi secchi contengono una buona dose di ferro.
- Tuorlo d’uovo: il tuorlo di gallina e di anatra sono un’ottima fonte di ferro.
A questi alimenti si possono affiancare cibi con alto contenuto di vitamina C che migliorano l’assorbimento di ferro, come limone, con cui si possono condire gli alimenti, pomodori, peperoni, cavoli, broccoli, kiwi e uva. Una di queste è l’abitudine di abbinare alimenti ricchi di ferro a fonti di vitamina C, come agrumi, fragole, peperoni e pomodori. A tale scopo, si consiglia ad esempio di condire la porzione di spinaci con olio e limone. Al contempo, può essere utile evitare alimenti e bevande che possono ridurre l'assorbimento del ferro, come quelli ricchi in calcio (latticini) o tannini (caffè, tè, vino rosso, cioccolata). Per questo motivo è sconsigliato consumarli in associazione con alimenti ricchi di ferro nelle persone con carenza di ferritina.
Integratori di Ferro
In alcuni casi, l'alimentazione da sola potrebbe non essere sufficiente per aumentare i livelli di ferritina, soprattutto se la carenza è significativa. In questi casi, può essere utile l'assunzione di integratori di ferro, sotto consiglio del proprio medico. Gli integratori di ferro sono disponibili in diverse forme, come compresse, capsule o granuli. È importante seguire scrupolosamente le indicazioni del dosaggio riportato sulle confezioni, poiché un sovradosaggio può causare effetti collaterali come nausea, vomito, stitichezza o diarrea.
Alcuni integratori di ferro disponibili includono:
- Floradix Linfa D'Erbe: Integratore alimentare di Ferro e Vitamine C, B2, B1, B6 e B12 che aiuta a ridurre la sensazione di stanchezza.
- Biosid: Integratore di Ferro e di Acido Folico, efficace nella riduzione della stanchezza, perfetto in caso di carenza di ferro, mestruazioni, anemia, difficoltà di concentrazione e gravidanza.
- Ferrofast Forte: Integratore alimentare di ferro a rapido assorbimento, utile anche per lunghi periodi, in cui è previsto un aumentato fabbisogno, ma anche per rimediare a perdite ematiche durante il ciclo mestruale.
- Pediafer Plus gocce: Integratore alimentare di ferro, efficace in caso di carenza o aumentato fabbisogno, contribuendo alla normale formazione dei globuli rossi e dell’emoglobina, al trasporto di ossigeno nel corpo e risulta utile per ridurre stanchezza e debolezza.
- Sideral forte: Integratore alimentare a base di ferro liposomiale e vitamina C, efficace nell’ovviare alle carenze alimentari o agli aumentati fabbisogni di ferro, come in caso di sideropenia, anemia da carenza di ferro, ridotto assorbimento di ferro, anemie.
Carenza di Vitamina D: Cause, Sintomi e Rimedi
Si parla di deficit di vitamina D, o ipovitaminosi D, quando nell’organismo i suoi livelli ematici sono minori di 30 ng/L. La vitamina D, chiamata anche vitamina del sole, è presente nel corpo umano in due forme: la vitamina D2 (ergocalciferolo), assunta attraverso l’alimentazione, e la vitamina D3 (colecalciferolo), ormone sintetizzato dall’organismo a livello cutaneo grazie all’esposizione ai raggi ultravioletti B (UVB). È nota soprattutto per la sua azione nell’assorbimento di calcio e fosforo, ma ha un ruolo importante anche in altri processi metabolici.
Perché Manca la Vitamina D?
Le cause di carenza di vitamina D possono essere molteplici, tra cui:
- Un'inadeguata esposizione al sole (in particolare ai raggi UVB).
- Insufficiente apporto alimentare.
- Alterato assorbimento intestinale.
- Aumento del fabbisogno.
- Uso eccessivo di creme solari.
- Ridotta attività fisica all'aria aperta.
- Pelle scura.
- Vivere in zone molto distanti dall'equatore.
- Fattori che impediscono la sua conversione nella forma attiva nell’organismo, come nel caso di malattie renali ed epatiche o assunzione di farmaci quali ipocolesterolemizzanti, antiepilettici, glucocorticoidi (ormoni steroidei), antimicotici e farmaci per l’HIV.
La carenza di vitamina D può dipendere da fattori che impediscono la sua conversione nella forma attiva nell’organismo, come nel caso di malattie renali ed epatiche o assunzione di farmaci quali ipocolesterolemizzanti, antiepilettici, glucocorticoidi (ormoni steroidei), antimicotici e farmaci per l’HIV.
Tra i fattori di rischio più comuni di carenza di vitamina D sono: fumo di sigaretta, età avanzata, obesità, allattamento al seno (il latte materno è una scarsa fonte di vitamina D), morbo di Crohn, celiachia, bypass gastrico, insufficienza renale ed epatica. Inoltre, è più esposto ai deficit di vitamina D chi soffre di osteoporosi, iperparatiroidismo (patologia causata da un eccesso di ormone paratiroideo) e linfomi, come anche i pazienti affetti da malattie granulomatose (ovvero caratterizzate dalla comparsa a livello di diversi organi di granulomi, formazioni di natura infiammatoria), come la sarcoidosi, la tubercolosi e l’istoplasmosi.
Sintomi del Deficit di Vitamina D
La carenza di vitamina D è spesso asintomatica e si manifesta soltanto quando il deficit è molto grave. I sintomi possono includere:
- Dolore alle ossa
- Dolore alle articolazioni
- Dolori muscolari
- Debolezza muscolare
- Ossa fragili
- Contrazioni muscolari involontarie
- Stati confusionali
- Difficoltà a pensare in modo chiaro
- Stanchezza ricorrente
- Ansia e disturbi del sonno
- Sentimenti di depressione
Conseguenze della Carenza di Vitamina D
Visto il suo ruolo nel mantenere la salute ossea, tra le conseguenze dell’ipovitaminosi D vi sono patologie legate al metabolismo osseo, come rachitismo, osteomalacia e osteoporosi. La carenza di vitamina D può favorire anche la parodontite, patologia dentale detta anche piorrea, causata dell’indebolimento delle ossa mascellari. Il deficit di vitamina D sembra connesso anche con molte altre condizioni mediche, tra cui diabete, ipertensione, cancro, patologie neurologiche (come la sclerosi multipla) e reumatiche (come la fibromialgia). Alcuni studi, inoltre, hanno messo in evidenza un rapporto tra carenza di vitamina D e disturbi cutanei come prurito, orticaria e allergie alimentari. Infine, se si verifica una carenza di vitamina D in gravidanza, anche il feto avrà livelli ridotti di questa vitamina.
Diagnosi della Carenza di Vitamina D
La diagnosi di carenza di vitamina D si ottiene con il test di dosaggio del 25-OH-D (25-idrossicalciferolo o calcidiolo), la forma in cui la vitamina D circola nel sangue. Questo test si effettua su un campione ematico. Un individuo presenta un'adeguata quantità di vitamina D quando la concentrazione di 25-OH-D è compresa tra le 75 nmol/l (30ng/ml) e le 200 nmol/L (80ng/ml).
Rimedi e Trattamenti per la Carenza di Vitamina D
Per curare il deficit di vitamina D nelle persone malate è indispensabile intervenire sulla malattia; nelle persone, invece, possiamo aumentare i livelli di vitamina D modificando la dieta e lo stile di vita, ed assumendo integratori o una terapia farmacologica a base di vit. I rimedi per la carenza di vitamina D variano in base alle cause che l’hanno provocata e alla gravità del deficit. Per esempio, se la causa è un apporto insufficiente attraverso l’alimentazione viene prescritto un regime dietetico appropriato.
- Prima di tutto, la modalità di esposizione solare che contraddistingue l'uomo contemporaneo è "sbagliata". E' troppa nei periodi in cui i raggi sono più intensi, e ciò avviene senza un'adeguata preparazione. Al contrario, l'esposizione solare dovrebbe avvenire costantemente nell'anno, ed essere maggiore quando i raggi sono "tollerabili".
- Normalmente l’esposizione ai raggi del sole senza creme solari per almeno 15 minuti al giorno (evitando le ore centrali della giornata per salvaguardare la salute della pelle) garantisce una produzione di vitamina D tra l’80-90% del fabbisogno giornaliero.
Alimenti Ricchi di Vitamina D
Gli alimenti ricchi di vitamina D sono l’olio di fegato di merluzzo e gli oli di pesce in generale, latte e burro, tuorlo d’uovo, pesce (in particolare salmone, trota, aringa, pesce spada, anguilla, sgombro, tonno, carpa) e funghi porcini. Sono disponibili in commercio anche alimenti arricchiti con vitamina D, come latte e yogurt, margarina, latte di soia, cereali per la prima colazione.
Integratori di Vitamina D
Spesso è consigliata l’assunzione di vitamina D attraverso specifici integratori alimentari o farmaci. È importante seguire le indicazioni del medico perché l’assunzione in eccesso di vitamina D può essere pericolosa e ha effetti collaterali dannosi soprattutto a carico di reni e cuore. Vomito, diarrea, stipsi e confusione mentale possono essere i sintomi di un’intossicazione da vitamina D.
Esempi di integratori di vitamina D disponibili includono:
- Gloryfeel Vitamina D3 + K2: Contiene 200 compresse di vitamina D3 + K2 con 2000 UI (50 µg) di vitamina D3 colecalciferolo e 100 µg di vitamina K2 MK-7 per compressa.
- WeightWorld Vitamina D 2000 ui: Integratore con alta biodisponibilità, fornendo 400 compresse per una fornitura di oltre 1 anno.
- Integratore di Vitamina D Dr. Martino Giorgini: Prodotto con estratti integrali in forma liquida e secca, senza principi attivi di sintesi.
- Vitamina D3 ad alto dosaggio La Bottega degli integratori: Utile per la salute di ossa e denti, l'assorbimento e utilizzazione del calcio e del fosforo, la funzione muscolare e il funzionamento del sistema immunitario.
Correlazione tra Carenze Minerali e Funzione Tiroidea
Alcune carenze minerali e vitaminiche possono avere una correlazione metabolica con la funzione tiroidea. Si tratta dell’anemia e dell’ipovitaminosi D. Molto più indicativa di carenza è la ferritina, che rappresenta le scorte di ferro dell’organismo. Se la ferritina è bassa significa che l’organismo ha dovuto più volte far fronte a momenti di emergenza, saccheggiando il “magazzino scorte”. I fogli analitici suggeriscono valori superiori a 10-12 ng/mL, ma valori corretti dovrebbero essere di 30-40 ng/mL per garantire un buon supporto in caso di necessità. In alcuni casi il valore è bassissimo, fino a 2 o 3 ng/mL. In quei casi le scorte sono davvero azzerate e serve intervenire quanto prima. Nell’arco di poche settimane i valori della ferritina devono tornare normali.
Considerazioni Importanti
Va sempre ricordato che per produrre vitamina D dal colesterolo servono due diverse esterificazioni: una avviene nel rene, l’altra nel fegato. Se rene o fegato sono malati è possibile che anche la sintesi di vitamina D sia insufficiente. Ecco ancora una volta ribadita la necessità di considerare l’uomo un tutto integrato e non una somma di organi affiancati l’uno all’altro.
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