I dati del Report "I numeri del cancro in Italia 2024" confermano che il tumore della mammella è la neoplasia più frequente nelle donne. Secondo i dati del report sono 925.000 le donne viventi in Italia dopo una diagnosi di tumore della mammella.
Importanza della Diagnosi Precoce
Scoprire il tumore al seno in fase precoce permette di aumentare le possibilità di guarigione, con trattamenti efficaci e, se possibile, poco invasivi. Per la diagnosi precoce del cancro al seno ogni donna dovrebbe sempre rivolgersi al proprio medico ed eseguire esami specifici in base alla propria età e rischio di sviluppo di una neoplasia mammaria, attuando un programma di prevenzione personalizzato.
Screening per la Diagnosi Precoce
Lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e si esegue con una mammografia ogni 2 anni. Il SSN offre gratuitamente un programma di screening dedicato, organizzato dalle ASL, che non si limita alla singola offerta di un test di screening, ma prevede anche richiami periodici che seguono la persona nel tempo. L'obiettivo è individuare una eventuale presenza di neoplasie in una fase precoce quando non danno nessun disturbo.
Programma di Screening del Tumore della Mammella
Le donne dai 50 ai 74 anni, ogni due anni, vengono invitate con una lettera personalizzata a un appuntamento prefissato per effettuare il test di screening. Chi, pur rientrando nella fascia d’età indicata, non ha mai ricevuto una lettera d'invito dalla propria ASL o non ha mai aderito al programma può:
- utilizzare il sistema di prenotazione online Screening Prenota Smart
- telefonare al Numero Verde della ASL di appartenenza per concordare un appuntamento (è possibile anche chiedere informazioni o spostare un appuntamento).
Il test di screening è la mammografia, una radiografia delle mammelle, l’esame più specifico, sensibile ed efficace per la diagnosi precoce del tumore al seno. La mammografia non è rischiosa (nello screening si usano mammografie digitali che utilizzano dosi molto basse di raggi X). Se l'esito del test risulta normale il centro di screening invia una lettera a casa con il risultato e dopo due anni invia una nuova lettera con l'invito a ripetere l'esame.
Se invece l'esito del test è dubbio e necessita di un approfondimento, la donna viene contattata telefonicamente e invitata presso le sedi di II livello per effettuare esami di approfondimento diagnostico ed eventualmente i trattamenti previsti. Le donne tra i 45 e i 49 anni non sono escluse dalla prevenzione, possono fare una mammografia gratuita ogni due anni: non ricevono una lettera di invito ma possono chiedere al loro medico curante una specifica impegnativa con esenzione.
Come test di screening si utilizza la mammografia che è in grado di individuare il tumore anche nella fase asintomatica. Il programma di screening è offerto gratuitamente, tutte le prestazioni previste di diagnosi, terapia ed eventuale ricostruzione della mammella sono a carico del SSN, non richiedono il pagamento di alcun ticket e non è necessaria l’impegnativa del medico curante.
Chi deve sottoporsi allo screening e quando
Lo screening per il cancro del seno, secondo le indicazioni del ministero della Salute italiano, si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni e prevede l'esecuzione gratuita della mammografia ogni due anni. In questa fascia d'età si concentra infatti la maggior parte dei tumori del seno e, secondo gli esperti dell'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), la partecipazione allo screening, organizzato su invito attivo con queste modalità e frequenza, in questa fascia di età può ridurre del 40 per cento la mortalità per questa malattia.
In alcune Regioni italiane si sta sperimentando l’efficacia di programmi di screening che coinvolgano una fascia di età più ampia, in particolare le donne tra i 45 e i 49 anni, invitate a sottoporsi alla mammografia ogni anno, e quelle fino ai 74 anni con cadenza ogni due anni. Secondo gli esperti della IARC, l'estensione della mammografia alle quarantenni potrebbe garantire una ulteriore riduzione della mortalità per cancro al seno, sebbene inferiore a quella che si ottiene nella fascia 50-69 anni. Allo stesso tempo, l'allungamento della durata media della vita e il protrarsi di un buono stato di salute anche in età più avanzata hanno fatto ritenere che possa essere vantaggioso offrire lo screening alle donne fino ai 74 anni.
Strumenti per la Diagnosi del Tumore al Seno
Gli strumenti per effettuare la diagnosi di tumore al seno sono molteplici. Le tecniche di diagnostica per immagini che vengono utilizzate nelle donne con sospetto cancro della mammella includono la mammografia, l’ecografia e/o la RM.
Mammografia
La mammografia, anche detta radiografia della mammella, è un esame di screening utile per evidenziare la presenza di noduli, micro-calcificazioni o altri segni che, direttamente o indirettamente, sono correlati alla diagnosi di tumore al seno. Attraverso questo esame è possibile identificare fino all’85-90% delle neoplasie non ancora palpabili. Questo esame, inoltre, presenta una grande sensibilità diagnostica utilizzando la dose minima di radiazioni.
Grazie alle recenti tecniche innovative è stata sviluppata una nuova tecnica mammografica digitale che permette di fornire delle immagini ad alta definizione utilizzando, quindi, dosi di radiazioni ancora più basse. La mammografia è ottimale per l’analisi di un seno adiposo e, per tale motivo, non è consigliata alle donne sotto i 40 anni che, generalmente, presentano un seno più denso e ghiandolare.
Ecografia
Un esame diagnostico per lo screening del carcinoma mammario è rappresentato dall’ecografia. Questo esame impiega le onde sonore ad alta frequenza per generare delle immagini delle strutture interne del corpo. Durante l’ecografia mammaria, una sonda ecografica manuale permette al medico di esplorare le mammelle e i linfonodi ascellari. L’esito di questa tecnica permette di avere informazioni sulla presenza di un nodulo, che sia solido o una cisti piena di liquido.
L'ecografia, invece, può essere utile solo in casi particolari, soprattutto nelle donne più giovani o per approfondire la natura di un nodulo, e non è raccomandata in generale come test di screening in sostituzione o in aggiunta alla mammografia.
Risonanza Magnetica
Nelle donne con elevato rischio di sviluppare un carcinoma mammario viene consigliato di eseguire una risonanza magnetica, usualmente con liquido di contrasto. La risonanza magnetica è un esame che utilizza campi magnetici ed è caratterizzato da elevata sensibilità in quanto permette di identificare la presenza di una neoplasia anche nei casi in cui gli altri esami di screening, come la mammografia e l’ecografia, non siano stati in grado di farlo. Per sicurezza la risonanza magnetica deve essere sempre effettuata parallelamente a mammografia ed ecografia in quanto i risultati, se non integrati dalle informazioni degli esami di screening tradizionali, possono portare anche a errori nella diagnosi (falsi positivi).
Per le donne sane ma con un’importante storia familiare di carcinoma mammario o portatrici di una mutazione, che quindi hanno un rischio più alto di sviluppare un tumore del seno, è previsto un programma di sorveglianza clinico-strumentale personalizzato: dal 2012 diverse Regioni hanno attivato percorsi specifici che prevedono una risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto a cadenza annuale, a seconda dei casi associata a mammografia e/o ecografia; questo screening per chi ha fattori di rischio ereditari viene effettuato a partire dai 25 anni oppure, verificato a quale età i vari membri della famiglia hanno sviluppato il tumore, 10 anni prima dell’età di insorgenza della malattia nel familiare più giovane.
Test Genetici
Il test genetico per la predisposizione al tumore al seno deve essere eseguito solo dopo un colloquio con un genetista e un oncologo. Tali specialisti, avendo un quadro generale sulla storia clinica e familiare di ogni donna, sono in grado di valutare se sussistono i presupposti per procedere con l’indagine.
In linea generale, i principali criteri che possono far sospettare la presenza di mutazioni ereditarie collegate al tumore al seno sono i seguenti:
- 2 familiari con diagnosi di carcinoma al seno al di sotto dei 50 anni di età
- 3 familiari di cui almeno uno sotto i 40 anni
- presenza di casi in famiglia di tumore al seno maschile
- donna in famiglia con tumore al seno in entrambe le mammelle o sia al seno sia all’ovaio
- presenza in famiglia di una donna con diagnosi di tumore al seno al di sotto dei 35 anni di età
Qualora non vi sia nessuna di queste condizioni, non è necessario sottoporsi al test genetico, anzi è sconsigliato. In presenza di esito positivo non si ha comunque l’assoluta certezza di sviluppare il tumore al seno bensì si ha una stima del rischio individuale più precisa e, quindi, è possibile mettere in atto un programma personalizzato di prevenzione.
Prevenzione Tumore al Seno Gratuita
Il Sistema Sanitario Nazionale prevede un programma di screening mammografico gratuito, ogni 1 o 2 anni, per tutte le donne comprese nella fascia di età di maggior rischio per il tumore al seno. In particolare, tra i 25 e i 40 anni, oltre all’autopalpazione almeno una volta al mese dopo il ciclo mestruale, è consigliata una visita senologica ed ecografica mammaria. Tra i 40 e i 50 anni, invece, oltre alla visita senologica si consigliano la mammografia e l’ecografia, almeno una volta ogni 1-2 anni. Vicini all’età della menopausa, ovvero dopo i 50 anni, i principali esami di screening devono essere eseguiti in toto almeno una volta all’anno.
La prevenzione del tumore della mammella passa anche per stili di vita corretti. Inoltre, va evitato il consumo rischioso e dannoso di alcol.
Limiti dello Screening Mammografico
Come per tutti gli esami diagnostici, anche la mammografia, pur avendo attualmente raggiunto standard di affidabilità molto elevati, non è infallibile in quanto possono verificarsi casi di falsi negativi, di falsi positivi o di sovradiagnosi. Attualmente la mammografia è l’indagine più efficace e specifica per individuare precocemente i tumori della mammella, ma come tutti gli esami diagnostici ha dei limiti dovuti a la densità del tessuto mammario e/o alle caratteristiche di alcuni tipi di tumori che possono manifestarsi in forma subdola.
In caso di esito nella norma il centro di screening invia la comunicazione del risultato negativo direttamente a casa con una lettera e dopo due anni provvede a inviare un nuovo invito per effettuare una nuova mammografia. Nel caso in cui la mammografia presenti delle inadeguatezze tecniche o rilevi una anomalia o una lesione del tessuto mammario, la donna è contattata telefonicamente per concordare un appuntamento presso un centro di II livello del programma di screening.
Verranno quindi effettuate le indagini necessarie per ottenere la diagnosi (visita senologica, ecografia, ulteriori proiezioni mammografiche, ago aspirato, etc.). Gli eventuali approfondimenti e trattamenti successivi, se necessari, sono prenotati ed erogati direttamente e gratuitamente sempre dalla Asl di appartenenza.
Falsi Negativi e Falsi Positivi
Eccezionalmente può accadere che dalla mammografia non si rilevi una microlesione in atto facendo risultare gli esiti come falsi negativi, che non rilevano cioè la presenza di tumori microscopici successivamente individuati da mammografie successive. La periodicità della mammografia è fondamentale per evitare importanti ritardi diagnostici.
Può anche accadere invece, che gli esiti siano falsi positivi, cioè risposte che evidenziano lesioni non a carattere tumorale portando a sovradiagnosi, con approfondimenti diagnostici non necessari che possono generare nella donna ansia e stress. Siano falsi positivi, cioè risposte che evidenziano lesioni non a carattere tumorale portando a sovradiagnosi, con approfondimenti diagnostici non necessari che possono generare nella donna ansia e stress.
Carcinomi di Intervallo
Inoltre, ci sono tumori che possono crescere rapidamente dopo una mammografia negativa. I tumori che si manifestano nel periodo che intercorre tra gli esami biennali si definiscono “carcinomi di intervallo”. È quindi importante prestare sempre attenzione a eventuali cambiamenti delle mammelle ed effettuare sistematicamente l’autopalpazione delle mammelle e dei cavi ascellari. Si consiglia di contattare il coordinamento screening in caso di comparsa di un nodulo, alterazione della cute o secrezione dal capezzolo.
Cosa Succede se l’Esito dell'Esame è Positivo
In caso di esito positivo, la donna viene invitata a eseguire una seconda mammografia, un’ecografia e una visita clinica che confermino l'effettiva presenza di un tumore, prima di procedere al trattamento che prevede, nella quasi totalità dei casi, un intervento chirurgico per rimuovere i tessuti malati.
Programmi di Screening per Gruppi Specifici
Screening Oncogenetico per Forme Familiari
Il 5-7 per cento dei tumori del seno è legato a fattori di rischio di tipo ereditario, tra cui anche la mutazione dei geni BRCA 1 o BRCA 2.
Screening per Chi ha Fatto Radioterapia al Torace
Le donne che tra i 10 e i 30 anni sono state sottoposte a radioterapia al torace per curare un tumore hanno un rischio più alto di sviluppare un carcinoma della mammella proprio a causa dell’irradiazione.
Informazioni Utili
- Per altre informazioni o per spostare un appuntamento chiama il numero verde della tua Asl
- Lo screening dei tumori della mammella, in tutte le fasi del suo percorso, è un servizio completamente gratuito.
- Le donne che hanno avuto un tumore in genere sono seguite da un centro oncologico di riferimento e rientrano in percorsi specialistici.
- Se il tumore non riguarda il seno in genere non ci sono problemi. In caso di presenza in famiglia di casi di tumore al seno che possano far sospettare un rischio aumentato, il tuo medico di fiducia valuterà il tipo di rischio e i controlli necessari.
- Sì, non ci sono controindicazioni. Informa il tecnico di radiologia che lo segnalerà ai radiologi. Se necessario, sarai ricontattata per completare lo screening con altri esami.
- Si può eseguire, ma può risultare più dolorosa.
Prevenzione e Stile di Vita
- Mantenere uno stile di vita sano. Ciò include seguire una dieta bilanciata e ricca di frutta, verdura, cereali integrali e limitare il consumo di cibi ad alto contenuto di grassi saturi, zuccheri e sale.
- Osservarsi e praticare l’autopalpazione. Monitorare attentamente l'aspetto del proprio seno e praticare l'autopalpazione regolarmente sono pratiche importanti per individuare eventuali cambiamenti o anomalie.
- Sottoporsi a programmi di screening con periodicità in base alla propria età e ai fattori di rischio individuali è cruciale per individuare precocemente eventuali tumori al seno.
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