Esami del Sangue nel Cancro al Pancreas: Quali Sono e Perché Sono Importanti

Il cancro al pancreas è un tumore a prognosi severa, spesso diagnosticato in fase avanzata. Le possibilità di sopravvivenza e guarigione dipendono dalla diagnosi precoce, dallo stadio e dalle caratteristiche della malattia e dalla possibilità di operare con un intento curativo. In totale, la sopravvivenza netta a cinque anni dalla diagnosi è dell’11-12 per cento; se si considerano i pazienti trattati che superano il primo anno dalla diagnosi, la percentuale arriva al 30 per cento.

Spesso il tumore del pancreas in fase iniziale non dà sintomi specifici. Possono comparire segnali generici: malessere addominale, disturbi digestivi, irregolarità intestinale. Quando la malattia è più avanzata, si può manifestare con ittero (colorazione gialla della pelle e delle sclere dell’occhio, spesso con feci chiare e urine scure), perdita di peso, stanchezza, dolore addominale irradiato al dorso (il cosiddetto dolore “a cintura”), nausea e vomito.

Diagnosi del Tumore al Pancreas

Se il medico sospetta un tumore del pancreas, in genere si prescrivono esami del sangue con l’analisi di alcuni marcatori tumorali, ecografia, TC o risonanza magnetica. La diagnosi di tumore al pancreas inizia con una visita durante la quale il/la medico/a può raccogliere l’anamnesi del paziente, valutare la presenza di eventuali fattori di rischio e osservare eventuali sintomi della malattia (per esempio l’ittero; alla palpazione possono risultare ingrossati il fegato o la cistifellea).

Sono però gli esami strumentali a poter confermare la presenza di un tumore in questa sede. Diverse tecnologie di imaging possono rivelare la presenza di lesioni cancerose al pancreas: una delle più impiegate è la TC, ma anche l’ecografia ha un ruolo importante. Quest’ultima può essere esterna oppure avvenire per via endoscopica (ecoendoscopia), inserendo una sonda flessibile dalla bocca. La conferma della diagnosi richiede comunque una biopsia, cioè il prelievo di un campione di tessuto da analizzare per verificare la presenza di cellule tumorali.

Marcatori Tumorali

È importante evidenziare che anche gli esami del sangue possono dare informazioni relative alla presenza di un tumore del pancreas. In particolare, è noto il marcatore tumorale CA 19.9, una molecola i cui livelli possono aumentare in caso di tumore al pancreas. Nei casi di tumore pancreatico si osserva spesso l’innalzamento nel sangue di un marcatore tumorale, una proteina chiamata CA 19.9 (o GICA). Il suo aumento non è necessariamente associato alla presenza di una neoplasia, ma può contribuire a interpretare la diagnosi o a monitorare l’evoluzione del tumore.

Nel sangue di molte persone con questa malattia, ma anche con tumori epatobiliari e dello stomaco, aumentano i livelli di uno zucchero chiamato CA19-9. Questa molecola fa parte dei cosiddetti “marcatori tumorali”, sostanze che possono essere usate per capire se nell'organismo è presente la malattia.

La concentrazione di CA19-9, tuttavia, non aumenta solo in caso di tumore, ma anche in presenza di condizioni benigne, come la pancreatite acuta, la colecistite e la cirrosi. La misurazione di CA19-9 nel sangue non è perciò sufficientemente univoca per la diagnosi il tumore del pancreas. Tuttavia, in caso di malattia già diagnosticata altrimenti, la misurazione della concentrazione di questo zucchero può fornire al medico importanti informazioni sulla progressione della malattia e sulla risposta alla terapia.

Di recente si è scoperto che nel sangue dei pazienti con tumore del pancreas sono presenti alti livelli di un altro zucchero chiamato sTRA. La concentrazione di questa molecola è elevata anche in molti pazienti in cui i livelli di CA19-9 sono invece bassi. I ricercatori hanno sviluppato un nuovo test in cui si misurano sia CA19-9 sia sTRA.

CEA: il riscontro di grandi quantità di CEA riguarda il 70% dei pazienti con carcinoma del pancreas. CA 19-9: livelli elevati di CA19-9 interessano ben 9 malati di carcinoma del pancreas ogni 10 (quindi il 90%).

Nuovi Test Diagnostici

Un tempo, questa forma di cancro era l’equivalente di una condanna a morte, ma adesso molte cose stanno cambiando. Un esame del sangue sarebbe in grado di individuarlo prima che si diffonda ad altri organi. Nel mirino degli scienziati è finita l’attività di un tipo di proteasi.

I risultati di questo studio, pubblicati di recente sulla rivista Nature, sembrano fornire un'opportunità senza precedenti per la diagnosi precoce di questo tipo di cancro e per la tempestiva progettazione di potenziali opzioni chirurgiche curative. Ecco perché la scoperta di Pac-Mann è un risultato eccezionale: il test funziona rapidamente e richiede solo piccoli campioni di sangue, suggerendo che potrebbe gettare le basi per un esame affidabile e non invasivo per identificare precocemente i tumori del pancreas.

Gli scienziati, analizzando piccole quantità di siero estratte da circa 250 pazienti con cancro al pancreas, hanno scoperto elevati livelli di uno specifico tipo di esosomi ricchi della proteina GPC1. Il risultato più importante emerso dallo studio consiste nel fatto che è stato possibile rilevare questi esosomi, denominati 'GPC1+ crExos', con assoluta specificità e sensibilità, riuscendo a distinguere i soggetti sani e gli individui affetti da malattia pancreatica benigna dai pazienti con carcinoma del pancreas in fase precoce o avanzata.

In uno studio retrospettivo, il test PAC-MANN ha dimostrato un’elevata efficacia, identificando campioni di tumore pancreatico con una sensibilità del 98% e una specificità del 73%. L’integrazione di PAC-MANN con il biomarcatore CA 19-9, già utilizzato in ambito clinico, ha ulteriormente migliorato la sensibilità nella diagnosi del tumore pancreatico in stadio I, portandola all’85%.

Fattori di Rischio e Prevenzione

Non tutti i fattori di rischio per il tumore del pancreas sono modificabili (è il caso della storia familiare e dell’età), per cui non c’è un modo per prevenirlo con certezza. Tuttavia, agire sui fattori di rischio modificabili, molti dei quali ben noti, consente di abbassare la probabilità di sviluppare questa forma tumorale. In quest’ottica, è fondamentale non fumare e mantenere il proprio peso corporeo nella norma. Infine, per le persone a maggior rischio di tumore al pancreas (per esempio per storia familiare o per la presenza di sindromi genetiche) è raccomandato sottoporsi a controlli regolari.

Alcune forme di tumore al pancreas sono legate a specifici geni e alle sindromi correlate. Per esempio, mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, noti come fattori di rischio per il tumore al seno, sono legati anche a un’aumentata probabilità di sviluppare tumore al pancreas. Altri fattori includono:

  • Età
  • Fumo di tabacco
  • Obesità
  • Diabete

Trattamento

Se il tumore viene individuato quando è ancora localizzato (o comunque non esteso lontano dal pancreas), la prima linea d’intervento può essere la rimozione chirurgica, se le condizioni del paziente lo consentono. La procedura dipende dalla posizione del tumore. In alcuni casi, prima dell’intervento può essere necessaria la chemioterapia per facilitare la rimozione del tumore e limitare il rischio di recidive; può inoltre essere necessario continuare la chemioterapia anche dopo l’intervento, eventualmente in associazione alla radioterapia.

leggi anche: