L’esame delle urine è da considerarsi il primo esame diagnostico sviluppato nella storia della medicina e, lungo i secoli necessari per lo sviluppo di una scienza medica degna di questo nome, ha accompagnato lo sviluppo del corpus di conoscenze scientifiche. Il concetto che l’analisi delle urine prodotte nell’arco di un giorno siano una buona fotografia dello stato di salute di un individuo è ampiamente accettato nella pratica clinica.
Tuttavia, deve essere ricordato che l’urina è una matrice che presenta una serie di peculiari problematiche analitiche dovute alla presenza di composti inorganici e organici, di molecole a bassa massa molare ma anche di polimeri, oltre alla possibile presenza di cellule, batteri o funghi che modificano rapidamente la sua composizione nel tempo. Si tratta quindi, a tutti gli effetti, di una matrice complessa, che richiede metodi che siano in grado di coprire un ampio intervallo di concentrazioni con adeguata accuratezza.
Sebbene l’esame della matrice urinaria su campione estemporaneo (spot), tramite l’uso di strisce reattive (dipstick) offra indubbi vantaggi in termini di costi, velocità di esecuzione e facilità di accesso per i pazienti, esso resta un esame semi-quantitativo e l’interpretazione e l’utilizzo dei risultati sono soggetti a notevoli limitazioni, cui è possibile, almeno in parte, ovviare eseguendo le misurazioni su raccolta temporizzata.
Raccolta Urine delle 24 Ore
La raccolta delle urine in un arco di 24 ore è da considerarsi lo standard di riferimento per la misura quantitativa degli analiti di comune interesse; l’arco temporale delle 24 ore, coprendo le ore diurne e notturne, compensa l’impatto sia dell’attività fisica che del ritmo circadiano sulla escrezione di alcune molecole. Riguardo a specifici quesiti clinici, nelle situazioni di urgenza clinica o nel caso di scarsa compliance del paziente, può essere utilizzata anche una raccolta a 2 ore oppure ad 8 ore, sebbene, in questi casi l’interpretazione dei dati necessiti di cautela.
La raccolta delle 24 ore offre vantaggi per la standardizzazione delle misure e l’interpretazione dei risultati, tuttavia, la letteratura concorda nell’indicare tale procedura come importante fonte di errore preanalitico; la comunicazione al paziente circa le corrette modalità di raccolta e conservazione è quindi la prima condizione necessaria per ottenere dati affidabili.
Analisi eGFR: Valutazione della Funzionalità Renale
Per eGFR (acronimo di Estimated Glomerular Filtration Rate) s’intende il tasso di filtrazione glomerulare stimato. Per spiegare meglio cos’è l’eGFR, i glomeruli sono una fitta rete di capillari arteriosi, deputata alla depurazione del sangue. Il sangue viene filtrato quotidianamente dai reni, nella misura di circa 200 litri, producendo 2 litri di urina. Se la velocità di filtrazione diminuisce è il segno di una riduzione della funzionalità renale, dovuta a un danno o a una patologia.
Misurazione dell'eGFR
Il calcolo dell’eGFR si basa sulla concentrazione di creatinina nel sangue. Nel primo caso, è sufficiente il prelievo di un campione dalla vena del braccio. Solitamente gli uomini hanno livelli di creatinina più alti rispetto alle donne. E in ogni caso, la capacità di filtrazione glomerulare tende a diminuire con l’età e a causa di alcune patologie. Anche alcuni farmaci come la gentamicina o alcune cefalosporine possono alterare i livelli di creatinina.
Inoltre, alcune patologie che interferiscono con il funzionamento dei reni, contribuiscono ad abbassare il valore dell’eGFR. Di solito l’esame dell’eGFR viene richiesto insieme ad altre valutazioni, come l’esame dell’albumina, dell’azotemia e della cistatina C.
Valori di Riferimento dell'eGFR
I valori di riferimento degli esami di laboratorio possono variare a seconda della metodologia di analisi dei campioni, quelli indicati in questa scheda hanno uno scopo puramente informativo.
Interpretazione dei Risultati dell'eGFR
Un eGFR basso indica che il rene non sta funzionando come dovrebbe. L’eGFR è alto quando il suo valore supera i 120 ml/min. Questo indice non costituisce un dato preoccupante: al contrario, significa solo che i reni sono particolarmente efficienti, e riescono a depurare il sangue in maniera ottimale.
Insufficienza Renale
In questa condizione, si assiste a un progressivo abbassamento del valore del eGFR, fino a una fase avanzata, in cui si manifestano sintomi gravi, dovuti principalmente all’accumulo di urea nel plasma. Nella sua fase terminale, l’insufficienza renale può essere trattata attraverso la dialisi e il trapianto renale.
Aumentare i Valori dell'eGFR
I danni renali sono generalmente irreversibili.
Azotemia e Creatinina
L’AZOTEMIA (UREA) e la CREATININA sono entrambi esami di laboratorio consigliati dal medico per poter valutare il corretto funzionamento dei reni. Si tratta di analisi del sangue che vengono eseguite per verificare il corretto funzionamento dei reni. Nel sangue, infatti, sono presenti proteine fondamentali per il nostro organismo, ma anche prodotti di rifiuto che vengono trasportati agli organi la cui funzione è di rimuoverli dal nostro organismo.
Un esame ancora molto richiesto dai medici, purtroppo, però, è troppo correlato alle proteine presenti nel sangue, per questo risulta influenzato dal tipo di alimentazione: in caso, infatti, di una dieta ricca di proteine, l’azotemia potrebbe essere alta anche se il rene funziona perfettamente.
La creatina è una proteina presente in abbondanza nei muscoli che ha il compito di conservare l’energia chimica delle cellule muscolari. Se il risultato è più alto del normale e la persona non è muscolosa/ non ha effettuato attività fisica nel giorno precedente il prelievo (perché la creatinina è un valore legato alla massa muscolare), significa che il rene non sta funzionando in modo corretto.
Puoi eseguire il prelievo del sangue dal lunedì al sabato dalle 7:00 alle 10:30 senza prenotazione e senza ricetta medica.
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