Borsite Olecranica: Diagnosi Ecografica e Approccio Terapeutico

La borsite olecranica è un'infiammazione della borsa sierosa olecranica, situata nella parte posteriore del gomito, precisamente tra l'olecrano (la punta del gomito) e la pelle sovrastante.

Cos'è la Borsite Olecranica?

La borsa sierosa olecranica è una piccola sacca piena di liquido sinoviale che si trova nella regione posteriore del gomito. Questa struttura anatomica ha la funzione di ridurre l’attrito tra i tessuti che scorrono reciprocamente durante i movimenti di flessoestensione del gomito e di attutire eventuali traumi o urti. Normalmente, la borsa olecranica è molto sottile e difficilmente percepibile a livello superficiale.

L’infiammazione della borsa olecranica provoca la sovrapproduzione di liquido sinoviale, che causa un aumento di volume e la distensione della sacca sinoviale. I fenomeni di infiammazione cronica portano ad ispessimento fibrotico della zona. Tuttavia, può ingrandirsi o infiammarsi in risposta a traumi, ripetuti microtraumi, infezioni o condizioni infiammatorie come la gotta o l'artrite reumatoide. Questa condizione è nota come borsite olecranica. La borsa olecranica, essendo situata in una zona superficiale e molto esposta a urti o pressioni, è una delle borse più frequentemente colpite da borsiti traumatiche o infettive.

Tipi di Borsite Sierosa Olecranica

Ci sono tre tipi principali di borsite sierosa olecranica:

  • Borsite acuta sierosa: all’interno della borsa si crea un liquido sieroso e/o sieroematico.
  • Borsite acuta sierofibrinosa: il versamento contiene fibre.
  • Borsite acuta purulenta: il materiale presente nella borsa è dovuto a germi come streptococchi e stafilococchi.

Cause della Borsite Olecranica

La borsite olecranica si sviluppa spesso a causa di un trauma diretto o di microtraumi ripetuti nella parte posteriore del gomito. La borsite si sviluppa principalmente a causa di un microtrauma o di traumi diretti nella zona del gomito. Anche fenomeni di pressione ripetuta o prolungata a livello dell’olecrano possono frequentemente portare allo sviluppo di una borsite olecranica.

Altre cause comuni includono:

  • Traumi ripetuti sull’olecrano, la sporgenza ossea posteriore dell’ulna.
  • Pressione prolungata sulla punta del gomito, tipica di chi lavora per molte ore alla scrivania, appoggiando l’articolazione su superfici dure.
  • Movimenti ripetitivi del gomito, come nel caso di alcuni sport (sollevamento pesi, tennis, golf) o lavori manuali che sollecitano costantemente l’articolazione.
  • Infezioni locali, che possono penetrare nella borsa attraverso piccole lesioni cutanee o ferite aperte.
  • Alcune patologie preesistenti come il diabete mellito, l’artrite reumatoide, la gotta e l’insufficienza renale cronica rappresentano un fattore di rischio per lo sviluppo di una borsite olecranica.
  • Malattie metaboliche e reumatiche possono predisporre all'infiammazione delle borse.

Più rare, sono poi le situazioni in cui la borsite olecranica è causata da una patologia preesistente come il diabete mellito, l’artrite reumatoide, la gotta, l’alcolismo, delle infezioni causate da un taglio sulla pelle (da cui possono passare batteri), o insufficienza renale cronica.

Sintomi della Borsite Olecranica

Uno dei sintomi più evidenti della borsite olecranica è la comparsa di una massa gonfia o tumefazione sulla parte posteriore del gomito. In media, i pazienti trattati precocemente guariscono in 2-4 settimane. L'infiammazione si manifesta con gonfiore e tumefazione che può arrivare fino a 6-7 cm di grandezza.

Altri sintomi includono:

  • Gonfiore e arrossamento: la parte posteriore del gomito, sede della borsa olecranica, risulta tumefatta ed arrossata, spesso calda al tatto.
  • Dolore e disagio: solitamente il paziente percepisce dolore a livello del gomito, soprattutto nella parte posteriore, che può irradiarsi al braccio e all’avambraccio.
  • Limitazioni funzionali: durante le fasi di infiammazione e dolore risulta difficile compiere movimenti e sforzi con il braccio interessato. Sebbene il gomito possa non perdere completamente la sua capacità di movimento, l'infiammazione e il dolore possono ridurre l'ampiezza del movimento.
  • Iperestesia: cioè aumento della sensibilità agli stimoli.
  • Fistole: da cui fuoriesce materiale purulento.
  • Arrossamento e calore cutaneo: soprattutto in presenza di un’infezione. Nei casi di infezione (borsite settica), la pelle sovrastante la borsa può apparire arrossata, calda e lucida al tatto.

In fase infiammatoria acuta possono essere presenti arrossamenti e sensazione di liquidità alla palpazione, anche se non è infrequente la sensazione di “chicchi di riso” all'interno della borsa.

Diagnosi della Borsite Olecranica

La diagnosi della borsite olecranica si basa sulla storia clinica del paziente e sull'esame obiettivo. La diagnosi è suggerita dalla sintomatologia, dalla presenza di segni clinici e supportata dalla diagnostica per immagini. In casi particolari possono essere necessari esami di laboratorio. Presso il nostro centro specializzato in microchirurgia, la diagnosi viene eseguita in tempi brevi e con la massima precisione, grazie all’esperienza consolidata del Dott. Merendi e del Dott.

Gli esami diagnostici includono:

  • Anamnesi: il chirurgo della mano presterà attenzione ai sintomi lamentati dal paziente, inquadrandoli dal punto di vista diagnostico.
  • Esame obiettivo: il chirurgo della mano condurrà un esame fisico ed interpreterà i segni riscontrati. L'esame clinico della borsa olecranica infiammata evidenzia solitamente un rigonfiamento morbido e fluttuante, e talvolta può essere necessario aspirare il liquido in eccesso per diagnosticare la causa dell'infiammazione o per alleviare il dolore.
  • RX del gomito: si esegue per evidenziare la presenza di eventuali lesioni ossee e verificare la eventuale presenza di osteofiti (formazioni ossee appuntite) che vanno rimossi chirurgicamente perché possono contribuire a fenomeni di irritazione cronica della borsa olecranica.
  • Ecografia: per la valutazione del contenuto liquido della borsa olecranica e delle sue caratteristiche. L’ecointerventistica permette una valutazione accurata della borsa e delle strutture circostanti. Questo approccio migliora la precisione nella diagnosi e nella gestione della borsite olecranica. La presenza di liquido corpuscolato è suggestiva per pus, che è necessario evacuare mediante incisione e drenaggio chirurgico.
  • Esami di laboratorio: per la valutazione dell’emocromo e degli indici di infiammazione, la valutazione di patologie metaboliche quali gotta e diabete ed eventuali esami colturali sul liquido presente nella borsa.
  • Aspirazione del liquido sinoviale: questa procedura ambulatoriale ha sia valore diagnostico che terapeutico.

Terapie per la Borsite Olecranica

È possibile curare la borsite olecranica eliminando i traumi che l’hanno causata per favorire la risoluzione dell’infiammazione. Il trattamento tempestivo e adeguato può aiutare a migliorare la qualità della vita per chi soffre di boriste olecranica. Per questo motivo, nel nostro centro specializzato nella cura della borsite del gomito a Roma, offriamo un approccio personalizzato, basato sull’esperienza clinica, sulla valutazione attenta dei sintomi e sull’impiego di tecniche aggiornate.

Le opzioni terapeutiche includono:

  • Terapia conservativa: viene intrapresa per stadi iniziali di malattia, episodi acuti con scarsa tendenza a recidivare, ed infiammazioni non associate ad infezioni con raccolte purulente. Essa si avvale di:
    • Tutori di scarico per il gomito, confezionati su misura dai nostri terapisti della mano, al fine di mantenere il gomito in una posizione di riposo ed evitare traumi sulla borsa olecranica.
    • Riposo funzionale dell’arto superiore affetto.
    • Farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): assunti per via sistemica o sotto forma di preparati per uso topico. I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) possono alleviare il dolore, inibire l'infiammazione e aiutare a ridurre il gonfiore.
    • Crioterapia: applicazione di impacchi freddi a cicli. I primi interventi da annoverare sono l’applicazione di ghiaccio sulla parte gonfia per 20 minuti tre volte al giorno, e la compressione con un bendaggio elastico che può controllare il gonfiore.
    • Antibiotici: nei casi in cui si sospetti una eziologia batterica della borsite olecranica o una sovrainfezione della raccolta di liquido sinoviale. Gli antibiotici sono necessari solo se i batteri hanno scatenato la borsite o intensificato un'infiammazione esistente.
    • Infiltrazioni con corticosteroidi: indicate se il dolore persiste nonostante i trattamenti conservativi. L'uso dell'ecografia per guidare l'infiltrazione di corticosteroidi o altre sostanze terapeutiche permette di ridurre l'infiammazione in modo rapido ed efficace.
  • Terapia chirurgica: in caso di sintomi gravi e persistenti, tendenza alla recidiva della borsite o formazione di ispessimenti che comportino dolore, disagio e disturbi funzionali al paziente, l’ortopedico potrebbe raccomandare un intervento chirurgico noto come bursectomia olceranica. Se la terapia è resistente alle misure conservative, viene eseguita la rimozione chirurgica della borsa, circa nel 4.5% dei casi, (Raas C., et al.; 2017).
    • L’intervento si svolge in anestesia di plesso ed in regime di Day Hospital.
    • Se si sospetta la presenza di una raccolta purulenta nella borsa olecranica, in fase acuta è necessario procedere ad incisione e drenaggio chirurgico della sacca, seguita da lavaggi e medicazioni seriate fino a che il processo di guarigione porta alla chiusura della cavità.
    • Chirurgia mininvasiva nei casi refrattari o recidivanti: in rari casi, se la borsite non risponde alle terapie conservative o si ripresenta frequentemente, può essere necessario intervenire chirurgicamente per rimuovere la borsa infiammata.
  • Riabilitazione fisioterapica specifica per il gomito: fondamentale per recuperare la piena mobilità e rinforzare l’articolazione.
    • Le tecniche di terapia manuale, come mobilizzazioni articolari, possono migliorare la mobilità del tessuto.
    • Mentre grazie alla laserterapia, alla tecarterapia e agli ultrasuoni si riesce a stimolare la i processi biologici della borsa, riducendo il dolore e riportando il controllo sull’articolazione.

Presso la Clinica San Martino è possibile avvalersi della valutazione e del trattamento in modo integrato da parte di medici specializzati nella chirurgia della mano e del polso e di terapisti della mano che seguono il paziente dalla diagnosi fino a completamento del percorso riabilitativo.

Eco-Interventistica per la Borsite Olecranica

L'eco-interventistica si dimostra una soluzione efficace, rapida e sicura per trattare la borsite. Con la diminuzione dell'infiammazione e del dolore, i pazienti recuperano gradualmente la mobilità e la funzionalità dell'articolazione. Grazie alla natura poco invasiva delle tecniche eco-guidate, i tempi di recupero sono molto più brevi rispetto ad altre opzioni terapeutiche, come la chirurgia.

I vantaggi dell'eco-interventistica includono:

  • Elevata precisione grazie alla visualizzazione in tempo reale della borsa infiammata.
  • Minima invasività, riducendo i rischi di complicanze.
  • Tempi di recupero più brevi rispetto alla chirurgia tradizionale.
  • Personalizzazione del trattamento in base alle specifiche esigenze del paziente.

Come si cura la borsite olecranica con l'eco interventistica

Il trattamento eco-interventistico si avvale dell'ecografia per localizzare con precisione la borsa infiammata, riducendo al minimo i rischi di danneggiare le strutture circostanti, come nervi, tendini o vasi sanguigni. L'aspirazione ecoguidata del fluido accumulato nella borsa infiammata consente una significativa riduzione del volume della borsa.

Durante l’intervento, l’ecografia fornisce un feedback in tempo reale, consentendo di monitorare la risposta immediata alla terapia e di adattare il trattamento in base alle necessità del paziente.

Decorso Postoperatorio dopo Intervento per Borsite Olecranica

In fase postoperatoria si mantiene una medicazione con garze sterili, ovatta e un bendaggio della mano per circa 10 giorni, durante i quali si deve evitare di bagnare la ferita e di eseguire sforzi. Ad alcunipazienti viene consigliato l’utilizzo di un tutore di gomito fino a due settimane dopo l’intervento. Nel postoperatorio, il gomito viene immobilizzato in una stecca del braccio o in un tutore fino a quando la ferita non guarisce.

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