La biopsia della vulva o della cute perineale è una procedura medica utilizzata per diagnosticare varie condizioni patologiche che possono colpire queste aree delicate del corpo. È un esame estremamente utile nell'individuare la natura di lesioni sospette, infiammazioni croniche, cambiamenti cutanei o altre anomalie. Una biopsia è una procedura in cui viene prelevato un piccolo campione di tessuto da una specifica area del corpo per essere esaminato al microscopio. Nel caso della biopsia della vulva o della cute perineale, il campione viene prelevato dalle zone genitali femminili esterne (vulva) o dall'area situata tra gli organi genitali e l'ano (perineo).
Tipi di Biopsia Vulvare
Esistono diversi tipi di biopsia vulvare:
- Biopsia Escissionale: Questa procedura prevede la rimozione dell'intera lesione o area sospetta.
- Biopsia Incisionale: In questo tipo di biopsia, solo una parte della lesione viene asportata per l'analisi.
- Biopsia Punch: Utilizza uno strumento cilindrico chiamato "punch" per rimuovere un cilindro di tessuto che include tutti gli strati della pelle.
- Biopsia a Rasatura (Shave Biopsy): Preleva un sottile strato di tessuto dalla superficie della pelle.
Preparazione alla Biopsia Vulvare
La preparazione ad una biopsia ginecologica è relativamente semplice. La paziente dovrebbe informare il medico di eventuali allergie e dell’assunzione di farmaci in corso, in particolare anticoagulanti e antiaggreganti, così come di un eventuale stato di gravidanza. L’esame non viene eseguito, in genere, durante il ciclo mestruale, a meno che non sia strettamente necessario.
La Procedura di Biopsia Vulvare
Durante la biopsia vulvare viene prelevato un piccolo campione di tessuto dall’epidermide esterna della vulva.
Tutti i trattamenti effettuati a carico delle strutture vulvari, incluso ovviamente la procedura di biopsia di tessuto vulvare, devono essere sempre adeguatamente preceduti da un’adeguata “preparazione” ed infiltrazione con anestetico locale (comunemente conosciuta come “anestesia locale effettuata mediante iniezione”, e non solamente tramite l’applicazione di preparati anestetici locali di superficie). L’anestetico locale più comunemente usato è la “lidocaina” al 2%. L’infiltrazione di anestetico locale viene generalmente effettuata mediante un ago sottile, del calibro di 26 G (Gauge), un ago di quelli “da insulina” per intenderci.
Come conseguenza di tutto quanto sopra, a differenza della biopsia di portio, la biopsia di tessuto vulvare, lo ripeto, deve essere sempre adeguatamente “preparata” e preceduta da un’adeguata infiltrazione con anestetico locale (comunemente conosciuta come “anestesia locale effettuata mediante iniezione”, e non solamente tramite l’applicazione di preparati anestetici locali di superficie).
La biopsia vulvare rappresenta, per i clinico, sempre un momento molto importante, cruciale, sia in quanto è tanta la difficoltà di identificare la lesione, sia per il fatto che, a livello della vulva, spesso le lesioni sono “multifocali”, ovvero si manifestano contemporaneamente in più sedi differenti, e talora tra essi distanti.
Come conseguenza delle premesse appena esposte, la biopsia vulvare, talora richiede più prelievi di tessuto sospetto, anche includendo parte di tessuto sano, in modo da agevolare il medico anatomo-patologo nel trarre più agevolmente e con maggior sicurezza le proprie conclusioni. Talora, allo scopo di permettere una corretta guarigione delle sedi dalle quali stato asportato tessuto, è necessario ricorrere a qualche punto di sutura.
Oltre a quanto sinora esposto, bisogna anche ricordare che una certa parte della patologia vulvare sospetta per neoplasia, si manifesta a carico del tessuto periclitorideo e della parte superiore delle piccole labbra.
Queste sedi in particolar modo, sono caratterizzate da una innervazione particolarmente fitta, ricca, per cui la sensibilità dolorifica è molto elevata; ancor più che non nelle restanti aree della vulva che, già di per sé, sono pur essere riccamente innervata e pertanto molto sensibili.
Si aggiunga, ancora, che anche la vascolarizzazione è particolarmente ricca e che, pertanto, l’effettuazione di una buona emostasi richiede parecchio impegno pazienza, sia da parte del medico che da parte della paziente (tutto, comunque sempre fattibile e sempre superabile). In ogni caso, l’uso della moderna “tecnica elettrochirurgica con pinze bipolari” è quasi sempre in grado di risolvere l’inconveniente, realizzando una corretta emostasi senza arrecare danno ai tessuti.
Vulvoscopia: Esame Preliminare alla Biopsia
La vulvoscopia può essere eseguita da sola o durante una colposcopia. La paziente viene fatta distendere su un lettino ginecologico, in modo che il ginecologo, avvalendosi del colposcopio, possa osservare in dettaglio la superficie vulvare e in particolare: il clitoride, le piccole e le grandi labbra, l'imene, il meato urinario, lo sbocco delle ghiandole vaginali e il perineo. L'intera procedura, non invasiva e non dolorosa, può avere una durata variabile a seconda del caso clinico. La vulvoscopia può essere integrata con la palpazione delle zone interessate e con l’esecuzione di una biopsia, vale a dire il prelievo di un piccolo campione di tessuto da inviare in laboratorio.
Allo stesso modo della colposcopia, la vulvoscopia prevede l'osservazione ingrandita (fino a 40 volte) e ben illuminata della mucosa vulvare, per evidenziare al meglio eventuali lesioni non visibili a occhio nudo. L'esame vulvoscopico delle grandi e piccole labbra consente di evidenziare punti dolenti, arrossamenti, gonfiori o secrezioni anomale. Durante la vulvoscopia, inoltre, possono esser riscontrati segni indicativi di herpes genitale (gruppetti di piccole vescicole), lichen simplex (traumatismi evocativi esterni, come il grattamento, per un prurito vulvare), condilomi acuminati (escrescenze a livello perianale o vulvare) e bartolinite (infiammazione delle ghiandole di Bartolini).
La vulvoscopia può essere utile per evidenziare infiammazioni, infezioni in corso o processi degenerativi a carico dei genitali femminili esterni. La vulvoscopia permette anche l'esame del perineo, cioè l'area di forma romboidale che si estende, in senso sagittale, dal margine inferiore della sinfisi pubica all'apice del coccige. La vulvoscopia è un'indagine diagnostica ginecologica di secondo livello. Le lesioni che possono essere evidenziate con la vulvoscopia sono numerose: infettive, flogistiche, degenerative cutanee ecc.
Biopsia Ginecologica Eco-guidata
La biopsia ginecologica eco-guidata è una procedura diagnostica utilizzata per valutare lesioni sospette o neoplasie. Tale esame combina l’impiego della biopsia e dell’ecografia: quest’ultima tecnica viene infatti utilizzata come guida visiva in tempo reale per indirizzare l’ago della biopsia verso l’area sospetta all’interno dell’utero, delle ovaie o di altre parti dell’apparato genitale. La procedura è semplice e tendenzialmente indolore. La paziente viene invitata a sdraiarsi sul lettino in una posizione confortevole. Per ridurre il disagio, nell’area interessata può essere somministrato un anestetico locale. Una volta completate le procedure di preparazione, il medico inserisce un ago sottile nell’area sospetta aiutandosi con le immagini provenienti dall’ecografo.
Dopo la Biopsia
Dopo la procedura, è possibile provare un leggero dolore o fastidio, gestibile con farmaci analgesici.
Una volta terminata la procedura la paziente viene trattenuta per circa un’ora prima di essere dimessa: in assenza di complicanze a breve termine può fare rientro a domicilio.
I risultati saranno discussi con il medico che fornirà una diagnosi e discuterà i possibili trattamenti.
Potenziali Complicazioni
Sebbene rara, l'infezione è una possibile complicazione.
Altre Procedure Ginecologiche: Biopsia Vaginale, Cervicale ed Endometriale
- Biopsia Vaginale: La biopsia vaginale comporta il prelievo di un piccolo campione di tessuto dalla parete vaginale.
- Biopsia Cervicale: Durante la biopsia cervicale viene prelevato un piccolo campione di tessuto dal collo dell’utero (cervice). Questa tipologia di biopsia è spesso eseguita durante la colposcopia.
- Biopsia dell’Endometrio: La biopsia dell’endometrio comporta il prelievo di un piccolo campione di tessuto dalla mucosa dell’utero, appunto l’endometrio. Il momento migliore per l’esecuzione di una biopsia è a metà del ciclo mestruale.
Altre Condizioni Vulvari e Trattamenti
Alcune condizioni vulvari, come cisti e ascessi della ghiandola del Bartolini, coalescenza delle piccole labbra e lesioni traumatiche, richiedono trattamenti specifici.
- Cisti ed ascesso della ghiandola del Bartolini: La cisti infetta ed ascessualizzata, la cui diagnosi è clinica, ma l’“accertamento” vero e proprio è di pertinenza ecografica, con la dimostrazione dei caratteristico quadro ecografico e vascolare; essa va affrontata con un’immediata antibioticoterapia, prima di procedere all’incisione chirurgica della cisti, seguita dal suo svuotamento (drenaggio) ed alla creazione, mediante specifici punti di sutura, di un nuovo sbocco delle secrezioni ghiandolari verso l’esterno (marsupializzazione). Tali procedure possono serenamente svolgersi in anestesia locale, eventualmente coadiuvata da una blanda sedazione, con il normale strumentario ed assistenza che caratterizzano un “ambulatorio chirurgico” ben organizzato.
- Coalescenza delle piccole labbra: Nella “coalescenza” vera, tipica delle bambine, dopo un pretrattamento estrogenica locale, si può effettuare la lisi (separazione delle piccole labbra) in anestesia locale oppure, spesso più indicata, durante una procedura di sedazione, prassi che consente alla bambina, od alla paziente in generale, di non conservare alcuna memoria traumatica dell’evento occorso.
- Lesioni traumatiche vulvari: A seconda della complessità della lesione, la terapia potrà richiedere una grande varietà di “forze professionali” da far partecipare, per una corretta terapia.
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