Biopsia Prostatica Negativa: Cosa Significa?

La biopsia prostatica rappresenta l’esame diagnostico principale per arrivare alla diagnosi di tumore della prostata (adenocarcinoma prostatico). Il numero di biopsie prostatiche eseguite negli ambulatori urologici è estremamente elevato. Più della metà delle biopsie prostatiche risultano negative (ovvero senza evidenza di tumore prostatico nei campioni prelevati).

Nell’ambito di questi esami negativi, molto spesso viene dimostrata la presenza di lesioni chiaramente benigne come l’iperplasia prostatica, le prostatiti o l’atrofia. Tuttavia, è importante considerare anche i risultati che evidenziano la presenza di Hg-PIN e ASAP.

Hg-PIN e ASAP: Cosa Sono?

Sottolineiamo subito che PIN e ASAP non significano adenocarcinoma prostatico e che molti pazienti in cui sono stati riscontrati PIN e/o ASAP dopo biopsia prostatica non hanno nè avranno mai un tumore della prostata.

  • Il PIN - neoplasia prostatica intraepieliale - è (come dice il nome stesso) una lesione neoplastica non invasiva limitata all’epitelio duttulo-acinare della prostata. In passato si distinguevano tre tipi di PIN (PIN 1, 2 e 3) in base al grado di atipie cellulari, esattamente come accade per la neoplasia intraepiteliale della cervice uterina (CIN). Oggi si considerano solo due gruppi di neoplasie prostatiche intraepiteliali: il PIN a basso grado e quello ad altro grado (o HgPIN).
  • Si definisce ASAP la presenza nello stesso prelievo bioptico di un focolaio di PIN di alto grado adiacente a piccole ghiandole prostatiche atipiche; si tratta infatti di cellule prostatiche organizzate in gruppi di piccoli acini di aspetto atipico e sospetti per adenocarcinoma prostatico. L’analogia con le cellule tumorali è quindi incompleta: esistono alcune differenze tali da rendere ASAP una entità patologica a sé stante.

Gestione Clinica di Pazienti con ASAP e HgPIN

I pazienti con ASAP e HgPIN devono essere innanzitutto rassicurati: non hanno un tumore prostatico e in più della metà dei casi mai lo avranno. Esiste tuttavia un aumentato rischio di sviluppare un successivo tumore della prostata: è quindi fondamentale che questi pazienti vengano attentamente seguiti dall’urologo mediante controlli clinici, laboratoristici e strumentali. HgPIN e ASAP non equivalgono a una diagnosi di adenocarcinoma prostatico. Sono lesioni istologiche che non richiedono né giustificano alcun trattamento attivo.

La rebiopsia prostatica è un evento fondamentale nella gestione clinica di questi pazienti: dovrebbe essere eseguita entro 3-6 mesi in caso di ASAP e entro 12 mesi in presenza di HgPIN multifocale. I pazienti con HgPIN monofocale non devono essere obbligatoriamente sottoposti a rebiopsia: l’indicazione a rebiopsia va decisa sulla base degli altri dati clinici a disposizione (come l’andamento del PSA o i reperti all’esplorazione rettale). In corso di rebiopsia si potranno eseguire più prelievi nelle sedi in cui erano emersi alla prima biopsia HgPIN o ASAP. La rebiopsia dovrà comunque campionare per intero tutto il parenchima prostatico, compresa la zona di transizione (che normalmente non rientra nei prelievi della prima biopsia).

Prevenzione

Alcuni famosi studi scientifici hanno dimostrato come i pazienti in terapia con finasteride o dutasteride (avodart) abbiano un’incidenza di tumore prostatico più bassa rispetto ai gruppi di controllo. E’ stato ipotizzato che questo ruolo protettivo derivi da un’ azione diretta di questi farmaci nel ridurre l’attività cellulare di queste lesioni pre-cancerose. Si tratta di terapie comunemente utilizzate nei pazienti con ingrandimento benigno della prostata (iperplasia prostatica benigna o IPB), in grado di determinare la morte delle cellule prostatiche (apoptosi) e conseguente riduzione del volume ghiandolare.

Altre esperienze scientifiche suggeriscono un ruolo importante degli agenti anti-ossidanti nella prevenzione della progressione da HgPIN a tumore prostatico. Tra questi agenti anti-ossidanti il più promettente sembra essere il licopene, un carotenoide presente in particolare nei pomodori. La dieta ricca in pomodori non sembra invece comportare questi rischi e risulta quindi indicata in questi pazienti.

Risonanza Magnetica Multiparametrica

Non è ben chiaro se ASAP e HgPIN siano effettivamente lesioni dalle quali possa nascere in futuro un tumore vero e proprio o se siano lesioni che si trovano associate alla presenza del tumore. Se fosse vera la seconda ipotesi una biopsia con diagnosi di HgPIN o ASAP potrebbe semplicemente aver “mancato” le cellule tumorali. In quest’ottica - nei pazienti con dati clinici associati particolarmente sospetti - potrebbe essere utile eseguire dopo alcune settimane dalla biopsia una risonanza magnetica multiparametrica della prostata.

Iter Diagnostico

Solitamente l’iter diagnostico comincia dal medico di medicina generale, che effettua una visita e raccoglie informazioni sulla storia familiare e sulle condizioni generali.

  • Esplorazione rettale digitale: esame che l’urologo esegue, dopo aver indossato un guanto lubrificato, inserendo un dito attraverso l’ano per palpare la prostata, valutandone le dimensioni e la consistenza, e riscontrare l’eventuale presenza di noduli sospetti. Può essere fastidioso, ma in generale non è doloroso.
  • Test del PSA: semplice prelievo di sangue che consente di misurare il livello dell'antigene prostatico-specifico (PSA).
  • Ecografia transrettale (TRUS): tecnica di diagnostica per immagini che utilizza gli ultrasuoni per visualizzare le strutture interne di una regione corporea.
  • Biopsia: consiste nel prelievo di alcuni campioni di cellule dalla prostata che sono poi inviati al laboratorio di anatomia patologica per l’esame istologico al microscopio.

Altri esami che possono essere prescritti includono: scintigrafia ossea, tomografia computerizzata (TC), risonanza magnetica multiparametrica (MP-RM) e tomografia ad emissione di positroni (PET-TC). Inoltre, esistono test come PCA3 e il -2proPSA e il cosiddetto indice di salute prostatica (PHI), anche se il loro impatto clinico è ancora in fase di valutazione.

Biopsia Prostatica Mirata con Tecnica “Fusion” Risonanza-Ecografia

La biopsia prostatica rappresenta l’esame diagnostico fondamentale nella diagnosi del tumore della prostata. Questa procedura si basa sull’esecuzione di prelievi di tessuto prostatico sotto guida ecografica (biopsia prostatica “eco-guidata”).

Per utilizzare le informazioni della RM-mp e trasformare le zone sospette in reali bersagli per la biopsia si può ricorrere alla nuova tecnica di fusione (“fusion”) delle immagini della risonanza con quelle ecografiche. La possibilità di fusione delle immagini è resa possibile dalla messa a punto di apparecchi ecografici di ultima generazione in cui è possibile “caricare” e integrare quanto riscontrato dalla RM-mp. A questo punto - azionando un apposito comando - avviene la procedura software di fusione delle immagini ecografiche con quelle ottenute dalla risonanza magnetica.

I risultati ottenuti in termini di accuratezza diagnostica sono così elevati che alcuni nuovi protocolli di biopsia prostatica prevedono di eseguire i prelievi solo nelle aree sospette identificate dalla RM-mp.

Le complicanze più frequenti sono rappresentate dalla presenza di perdite di sangue nelle urine (“ematuria”), nel liquido seminale (“emospermia”) o dal retto (“proctorragia”). Nella biopsia transrettale esiste un rischio di infezioni urinarie dovute al passaggio di germi presenti nel retto verso la ghiandola prostatica.

Biopsia: vantaggi e svantaggi

Eseguire una biopsia prostatica comporta l'uso di aghi sottili per prelevare piccoli campioni di tessuto dalla prostata. Il tessuto prelevato viene quindi esaminato al microscopio per verificare la presenza o meno di carcinoma.

Vantaggi:

  • È l'unico modo per scoprire con certezza se c’è un cancro all'interno della prostata.
  • Può aiutare a scoprire quanto aggressivo il cancro potrebbe essere.
  • Può permettere di individuare subito un tumore a crescita più rapida.
  • Se hai il cancro alla prostata, la biopsia può aiutare il tuo il medico a decidere le opzioni di trattamento che potrebbero essere più adatte a te.

Svantaggi:

  • La biopsia può mostrare solo se c’è il cancro nei campioni prelevati.
  • Può rilevare un tumore a crescita lenta o non aggressivo che potrebbe non causare alcun sintomo né problemi nel corso della vita.
  • Una biopsia ha effetti collaterali e rischi, tra cui quello di contrarre infezioni.

Prima di sottoporti ad una biopsia dovresti riferire al tuo medico di medicina generale o all’oncologo se stai assumendo qualche medicinale, in particolare farmaciche fluidificano il sangue. Ti verranno somministrati alcuni antibiotici da assumere prima della biopsia, che possano aiutare a prevenire eventuali infezioni.

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