Biopsia del Pancreas: Rischi e Complicanze

Per diagnosticare un possibile tumore al pancreas è necessario eseguire vari esami, tra cui l’ecoendoscopia, attraverso la quale effettuare una biopsia. Approfondiamo insieme come viene effettuata la biopsia al pancreas e quali sono i rischi connessi a questa procedura.

Diagnosi del Tumore al Pancreas

La ESMO, European Society for Medical Oncology, ha redatto un documento dedicato al tumore al pancreas, in cui viene segnalata la difficoltà nel giungere a una diagnosi accurata. A tutt’oggi non esistono programmi di screening che possano essere raccomandati alla popolazione generale poiché non vi sono metodi di screening ideali per i tumori del pancreas.

Il cancro pancreatico in stadio precoce e le lesioni precancerose che lo precedono non causano sintomi. Pertanto, identificare precocemente un cancro del pancreas è difficile ed è raro che questa neoplasia venga diagnosticata quando è ancora agli stadi iniziali. Oltre ad un esame clinico basato sull’analisi di alcuni sintomi specifici, l’Ente raccomanda l’esecuzione di alcune indagini essenziali per diagnosticare il tumore al pancreas, in particolare:

  • Una ecoendoscopia (endoscopic ultrasound, EUS), che permette di identificare eventuali lesioni di piccole dimensioni.
  • Una risonanza magnetica (RM).

La ecoendoscopia è una ecografia combinata all’esplorazione endoscopica, ovvero l’impiego di una sonda teleguidata che consente di acquisire immagini degli organi interni, di prelevare un campione di tessuto per effettuare una biopsia al pancreas (agobiopsia), e di eseguire un agoaspirato per la diagnosi citologica.

Cos’è l’Ecoendoscopia al Pancreas

L’ecoendoscopia è, quindi, un esame essenziale nella diagnosi del carcinoma al pancreas, e consente di eseguire una biopsia e un esame cito-istologico. Si tratta di un esame ecografico, una procedura minimamente invasiva per valutare le malattie del tratto digerente e di altri organi e tessuti vicini, come il pancreas o il fegato, che prevede l’uso di un tubo sottile e flessibile, chiamato endoscopio, inserito nel tratto gastrointestinale, e un dispositivo che utilizza le onde sonore per creare immagini.

Un tubo endoscopico può essere dotato anche di un piccolo ago all’estremità per rimuovere campioni di fluido o tessuto per l’esame in laboratorio. Questa procedura è chiamata agobiopsia, quando viene prelevato un pezzettino di tessuto, o agoaspirato, quando il prelievo riguarda un campione cellulare.

Biopsia al Pancreas ed Esame Cito-Istologico

Se durante l’esame viene prelevato un campione di tessuto e di cellule del pancreas, si procede all’esame cito-istologico. Con esame istologico si intende l’analisi di laboratorio di un campione di tessuto, nel caso specifico del pancreas, eseguita da un anatomopatologo, che confermerà la diagnosi di cancro del pancreas e fornirà ulteriori informazioni sulle caratteristiche del tumore.

Questo esame è obbligatorio per i tumori che non possono essere asportati chirurgicamente o in caso di pianificazione di un altro trattamento prima della chirurgia.

L’esame citologico, invece, prevede il prelievo e la conseguente analisi di un campione di cellule. Come spiegato, la biopsia al pancreas può essere eseguita tramite l’impiego di un ago (agobiopsia o agoaspirato) posizionato direttamente nella presunta massa tumorale attraverso l’endoscopio sotto guida ecografica. Più raramente si procede a un intervento chirurgico di tipo esplorativo, come la laparoscopia.

Come Prepararsi all’Esame

Seppur poco invasiva, questa procedura presenta dei rischi rari ma da non sottovalutare, tra cui:

  • Sanguinamento
  • Infezione
  • Perforazione della parete di un organo
  • Pancreatite, se viene eseguita l’aspirazione con ago sottile del pancreas.

Per questo motivo, è necessario seguire le istruzioni del medico e prepararsi in modo adeguato. Ecco cosa fare:

  • Digiuno: In genere viene richiesto il digiuno per almeno le sei ore che precedono il test.
  • Pulizia del colon: Se la EUS verrà eseguita attraverso il retto, il medico potrebbe prescrivere una soluzione per la pulizia del colon, una dieta liquida o un lassativo prima della procedura.
  • Farmaci: È essenziale informare il medico dei farmaci e integratori alimentari assunti regolarmente, il quale valuterà se e come sospendere temporaneamente la terapia.

Durante l’esame potrebbero essere somministrati dei sedativi per rilassare il paziente o un’anestesia. Per questo motivo si consiglia di recarsi all’appuntamento in compagnia di una persona in grado di poter accompagnare il paziente a casa, stargli accanto per il resto della giornata e intervenire qualora notasse l’insorgere delle seguenti complicanze:

  • Febbre
  • Dolore addominale grave o persistente
  • Dolore al collo o al petto
  • Nausea o vomito gravi
  • Vomito di sangue

In questo caso è necessario rivolgersi subito a un medico o recarsi al pronto soccorso per eventuali approfondimenti.

Ruolo dell’Ecoendoscopia nella Diagnosi del Tumore del Pancreas

L’ecoendoscopia ha un ruolo molto importante, perché quando le altre metodiche radiologiche pongono il sospetto di una neoplasia pancreatica, aiuta a definire la diagnosi differenziale fra adenocarcinoma e tumore neuroendocrino e permette di avere una diagnosi di certezza grazie alla possibilità di eseguire un prelievo bioptico ecoendo-guidato.

A parte i casi “semplici” nei quali la diagnosi è già più o meno orientata dalla TC o dalla RM, l’ecoendoscopia ha un ruolo fondamentale in tutti quei casi in cui c’è un forte sospetto clinico di tumore ma sia la TC che la RM non lo vedono.

Sappiamo bene che fino al 10% dei tumori pancreatici sono isodensi rispetto al tessuto circostante, cioè si mascherano, hanno caratteristiche che permettono loro di non farsi riconoscere rispetto al tessuto adiacente. L’ecoendoscopia, grazie alla vicinanza della sonda al pancreas (lo si studia dallo stomaco e dal duodeno), all’alta risoluzione delle immagini ottenuta con sonde ultrasonografiche ad alta frequenza, e grazie all’integrazione di tecniche di magnificazione delle immagini quali elastografia e mezzo di contrasto ecografico, permette di evidenziare spesso tumori “nascosti” e la conferma arriva poi dalla biopsia. È una tecnica minimamente invasiva, ma sicura e altamente accurata per arrivare alla diagnosi anatomopatologica di malattia.

Tabella: Rischi e Benefici della Biopsia Ecoendoscopica

AspettoDettagli
BeneficiDiagnosi accurata, identificazione di tumori "nascosti", guida al trattamento.
RischiSanguinamento, infezione, perforazione, pancreatite (raro).
PreparazioneDigiuno, pulizia del colon (se necessario), sospensione temporanea di alcuni farmaci.

Linee Guida AIOM sull’Utilizzo della EUS

Le linee guida AIOM del 2018 inseriscono l’EUS nella fase diagnostica in tumori non metastatici. Nel caso di tumori metastatici, se sono presenti metastasi epatiche e se fattibile, viene fatta una biopsia al fegato con guida ecografica per via transaddominale. Nei tumori resecabili, localmente avanzati e borderline, viene richiesta una EUS, soprattutto per la conferma bioptica nei non operabili.

Sui resecabili è discutibile: se il sospetto che sia un tumore è molto elevato alcune linee guida suggeriscono di eseguire direttamente la chirurgia senza conferma bioptica, ma è preferibile effettuarla comunque, per avere una diagnosi di certezza e per escludere altre patologie (benigne) che potrebbero sembrare cancro (pancreatite autoimmune), o per fare diagnosi differenziale con altri cancri (tipo lindoma, NET), che richiederebbero cure diverse. Come si vede, dalle linee guida AIOM emerge anche il ruolo fondamentale del team multidisciplinare.

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