Grazie ai recenti progressi nella diagnosi e cura del tumore al seno, sono stati evitati più di 10mila decessi in 12 anni. Questi progressi hanno modificato significativamente i percorsi di cura delle pazienti, migliorandone la prognosi.
Cosa è cambiato nella cura del tumore al seno?
Michelino De Laurentiis, Direttore Oncologia Clinica Sperimentale di Senologia, IRCCS Fondazione “Giovanni Pascale” di Napoli, spiega come “tutto è cambiato” nella cura del tumore al seno rispetto a 20 o 30 anni fa. I tumori, anche quelli al seno, non sono tutti uguali. Per questo, per trattare le pazienti, abbiamo bisogno di strategie operative diverse che hanno portato e continueranno a portare nei prossimi anni a farmaci più efficaci per ogni singolo caso. Altro tassello importante, la grande novità degli ultimi anni, è l’immunoterapia. Abbiamo imparato ad armare il sistema immunitario contro il tumore, il quale in genere si nasconde alle nostre difese. Adesso abbiamo farmaci che scatenano l’attività del sistema immunitario contro i tumori.
Risultati importanti li abbiamo ottenuti con il melanoma, che adesso ha elevate speranze di guarigione grazie all’immunoterapia. Ma un simile approccio funziona molto bene con i tumori del polmone, con i tumori del rene e recentemente anche contro il tumore della mammella che erano considerati più resistenti all’immunoterapia.
Oncologia di Precisione e Terapie Personalizzate
La terapia su misura dei pazienti si costruisce “con l’oncologia di precisione”. Si tratta di studiare le caratteristiche del tumore alla ricerca di indizi che ci dicano se quella specifica neoplasia è sensibile o meno a determinate terapie. Questo ci ha permesso di avere a disposizione, oggi, trattamenti ‘personalizzati’ anche per le forme più gravi ed avanzate di carcinoma mammario.
Biopsia Liquida: Uno Strumento Diagnostico Innovativo
Esistono test che ci permettono di identificare le mutazioni presenti nel tumore e tra questi vi è la cosiddetta ‘biopsia liquida’: attraverso un semplice ed indolore prelievo del sangue possiamo meglio conoscere una malattia che si caratterizza per un elevato livello di eterogeneità. Tra i vari sottotipi, quello con l’espressione dei recettori ormonali e negativo per la proteina HER2 è la forma più diffusa, rappresentando il 78% delle neoplasie mammarie, per un totale, in Italia, di circa 37mila casi ogni anno. In questi casi, la terapia endocrina assume un ruolo fondamentale.
Resistenza alla Terapia Endocrina e Ruolo della Biopsia Liquida
Talvolta, le cellule del tumore diventano resistenti anche a questo trattamento, a causa di specifiche mutazioni nei geni che caratterizzano il DNA tumorale. Ed è proprio il DNA del tumore, presente nel sangue, che viene ricercato attraverso la biopsia liquida ed analizzato per la caratterizzazione molecolare. In questo modo, la selezione delle terapie a disposizione può essere fatta in modo più preciso, offrendo maggiori probabilità di efficacia. Sempre per questo tipo di neoplasie mammarie sono oggi disponibili i test genomici, usualmente proposti a pazienti con rischio intermedio di recidiva, al fine di stabilire se, dopo la chirurgia, sia effettivamente necessaria l’aggiunta della chemioterapia al trattamento endocrino.
L'Impatto dei Progressi sulla Sopravvivenza
Nel nostro Paese, grazie a progressi significativi nella diagnosi precoce e nei trattamenti personalizzati, sono state evitate ben 10.223 morti legate al tumore del seno tra il 2007 e il 2019. Stiamo parlando di una riduzione di circa il 6 per cento, che è tanto. Anche i tassi di sopravvivenza e guarigione risultano in costante aumento. Tuttavia, il tumore al seno rimane ancora la più frequente causa di morte oncologica tra la popolazione femminile.
Assicurare diagnosi quanto più precoci possibili è un nostro obiettivo primario e può essere raggiunto soprattutto attraverso i programmi di screening, molto spesso sottovalutati. Ma prima si individua il pericolo più tempestiva ed è efficace sarà la risposta.
Hydro-Seq: Una Tecnica Avanzata per l'Analisi delle CTC
Nel processo metastatico si osserva una forte eterogeneità delle CTC con la transizione delle cellule tumorali tra tipi di cellule epiteliali e mesenchimali. L’analisi della singola cellula delle CTC fornisce utilissime informazioni sulle metastasi del carcinoma. La possibilità di ottenere delle cellule tumorali con un prelievo di sangue, o biopsia liquida, rappresenta un’alternativa promettente alle biopsie del tumore per la caratterizzazione della eterogeneità molecolare tumorale come strumento diagnostico complementare.
Gli Autori presentano la tecnica Hydro-Seq, una tecnica idrodinamica modulabile per la scRNA-seq, che può essere impiegata per l’analisi delle CTC, raggiungendo un elevato rendimento. Questa tecnica costituisce un significativo miglioramento rispetto agli approcci attuali poiché comprende anche la variazione tra le cellule tumorali all’interno di un singolo paziente.
Gli Autori sono stati in grado di identificare i bersagli, per il cancro della mammella, di farmaci per terapie ormonali e terapie mirate e sono stati in grado di tracciare le singole cellule che esprimono i marcatori delle cellule staminali cancerose (CSC) e delle transizioni dello stato epiteliale/mesenchimale.
Biopsia Liquida e Tissutale: Confronto e Complementarietà
Uno studio ha coinvolto 1.794 pazienti con tumori solidi avanzati, arruolati tra il 2020 e il 2023. Ogni paziente è stato sottoposto sia a biopsia liquida che tissutale. In 400 casi sono state rilevate alterazioni “actionable”, cioè trattabili con terapie a bersaglio molecolare. In quasi la metà dei pazienti (49,2%), i due test hanno trovato le stesse mutazioni (gruppo T+L). Nel 34,7% le alterazioni erano presenti solo nel tessuto, nel 16% solo nel sangue.
“Capire la discordanza tra biopsia liquida e tissutale è una delle grandi sfide dell’oncologia di precisione - dice Marchetti -. Ogni sede tumorale può esprimere mutazioni diverse.
“Le informazioni biologiche che abbiamo ottenuto sono la base per migliorare le tecnologie di profilazione - conclude Marchetti -. Potremmo integrare i test con nuove piattaforme e sistemi di intelligenza artificiale, per aumentare sensibilità e specificità. Una rivoluzione che, unendo i punti di forza delle due tecniche, potrebbe cambiare per sempre il modo in cui trattiamo i tumori avanzati.
Tabella: Confronto tra Biopsia Liquida e Tissutale
| Caratteristica | Biopsia Tissutale | Biopsia Liquida |
|---|---|---|
| Invasività | Invasiva | Minimamente invasiva |
| Precisione | Alta | Variabile |
| Rappresentatività | Limitata a una singola area del tumore | Potenzialmente più rappresentativa dell'eterogeneità tumorale |
| Rilevazione mutazioni | Precisa, ma limitata al campione prelevato | Può non rilevare mutazioni se il tumore non rilascia abbastanza DNA nel sangue |
Esosomi e Diagnosi Precoce
Uno studio sullo sviluppo di nuove molecole importanti per la diagnosi precoce, non invasiva e per la terapia del cancro alla mammella si è concentrato sulle cellule tumorali che rilasciano “grandi quantità di piccole vescicole definite esosomi”.
Gli studiosi hanno spiegato che proprio gli esosomi “sono anche rilasciati nel sangue e possono essere quantificati ed analizzati”. Fanno parte, dunque, dei cosiddetti marcatori, considerati promettenti in un nuovo approccio diagnostico, chiamato “biospia liquida”. Lo studio ha permesso così di identificare molecole sintetiche di Rna capaci di riconoscere specificamente gli esosomi derivati dalle cellule di tumore mammario, marcatori circolanti utili per poter identificare il tumore in fase ancora iniziale, cioè quando è maggiormente curabile.
Applicazioni e Limitazioni Attuali della Biopsia Liquida
Le informazioni genetiche contenute nelle cellule tumorali e nel DNA o RNA delle stesse, presenti in circolo, possono fornire importanti indicazioni sul tumore, come la probabilità di risposta o di ricaduta dopo il trattamento o sulla risposta alla terapia.
La biopsia liquida è più tollerabile della biopsia tradizionale per il paziente, oltre ad essere più indicata per il campionamento frequente eseguito nel corso del monitoraggio dei tumori. Oltre ad applicazioni nella rilevazione e nel trattamento del cancro, la biopsia liquida potrebbe essere utilizzata per la diagnosi, il monitoraggio e la diagnosi precoce dei tumori.
Tipi di Test nella Biopsia Liquida
- DNA tumorale circolante (ctDNA): questo test ricerca il DNA tumorale rilasciato dalle cellule tumorali nel sangue.
- Conta delle cellule tumorali circolanti (CTC): analizza le cellule tumorali intere nel sangue per contribuire a determinare la prognosi del tumore al seno, al colon o alla prostata che si è diffuso agli organi vicini o lontani (metastasi).
La biopsia liquida, attualmente, è maggiormente impiegata per individuare le mutazioni con valore predittivo della resistenza o meno al trattamento nel tumore polmonare, oltre che per stabilire la prognosi in alcuni tipi di cancro. In futuro, questo test potrebbe essere impiegato in una più ampia gamma di tumori.
Integrità del DNA libero circolante (cfDI)
In questa revisione, riassumiamo gli studi sul cfDI nel BC e nel PCa. Gli studi in letteratura dimostrano che il cfDI nel BC ha il potenziale per essere utilizzato ai fini di migliorare la diagnosi precoce, individuare le metastasi e la recidiva in modo anticipato.Nel complesso, i risultati suggeriscono che nel BC il cfDI potrebbe essere utilizzato come uno dei parametri insieme ad altri biomarcatori di biopsia liquida (ad esempio, cfDNA, ctDNA, CTC, ecc.) o a marcatori biochimici, radiologici e/o a dati antropometrici ai fini clinici. In particolare, il cfDI potrebbe essere utile per migliorare la diagnosi precoce e i programmi di screening per popolazioni specifiche (ad esempio, donne con familiarità o ereditarietà per il BC) nonché per una più accurata prognosi e per predire la risposta alle terapie.Molto interessante è il potenziale del cfDI per differenziare tra pazienti con BC triplo negativo (TNBC) e non-TNBC al fine di identificare precocemente pazienti TNBC. Al contrario, nel PCa gli studi sul cfDI sono limitati e pertanto il potenziale valore clinico del cfDI deve essere ancora definito.Sicuramente per poter far entrare il cfDI nella pratica clinic, sono necessari ulteriori sforzi nella ricerca per standardizzare l'analisi attraverso l’attuazione di precisi protocolli preanalitici, che preservino le caratteristiche chimico-fisiche del DNA circolante libero, e l'uso di tecnologie di alta qualità in grado di garantire specificità, sensibilità e riproducibilità della metodica analitica.
Conclusioni
La biopsia liquida rappresenta un campo in rapida evoluzione conil potenziale di trasformare la gestione del cancro al seno, dalla diagnosi precoce al monitoraggio della risposta terapeutica. Ulteriori ricerche e studi clinici sono necessari per validare completamente il suo ruolo e integrarlo nella pratica clinica standard.
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