La biopsia epatica è un esame che si basa sul prelievo di una piccola porzione di tessuto epatico, che viene successivamente sottoposta a esame al microscopio. La biopsia epatica viene utilizzata per diagnosticare malattie del fegato acute e croniche.
Consente di formulare diagnosi e di chiarire eventuali dubbi sulla causa della patologia e permette di giudicare la severità della malattia e di prevederne l’evoluzione. Nella maggior parte dei casi, permette di formulare una diagnosi di certezza e di chiarire eventuali dubbi sull'etiologia (causa) e fornisce dati fondamentali perché si possa giudicare la severità della epatopatia e prevederne l'evoluzione.
È solitamente impiegata per le malattie croniche che hanno varia etiologia e che hanno come comune denominatore il perdurare di infiammazione del fegato. Tra le suddette cause risultano di gran lunga prevalenti le infezioni virali, in particolare quelle sostenute dal virus della epatite C (HCV), e l'alcol. In particolare, nell'area geografica del Sud Italia, l'etiologia virale è la prima per frequenza seguita dall'abuso etilico.
Come si Esegue la Biopsia Epatica Percutanea
Per eseguire la biopsia epatica, il paziente deve essere posizionato supino. Il medico provvederà alla disinfezione della cute nel punto di ingresso dell’ago e alla somministrazione dell’anestesia locale. Durante il prelievo, il paziente può avvertire un lieve dolore o una sensazione di pressione sulla pelle.
La metodica prevede l’ausilio dell’ecografia che consente al medico di monitorare il tragitto dell’ago. L’ago della biopsia - in grado di prelevare una porzione di tessuto della lunghezza di 2-4 centimetri - verrà inserito e rimosso rapidamente.
Nella maggior parte dei casi, si effettuano anche prelievi citologici per ago-aspirazione, nella speranza che la citologia ci possa fornire informazioni diagnostiche utili.
Preparazione all'Esame
La biopsia epatica viene eseguita a digiuno, per cui al paziente viene esplicitamente richiesto di non mangiare e bere nelle sei ore che precedono l'esame. È necessario che il paziente, prima di sottoporsi a questo esame, sia a digiuno sia di cibi solidi che liquidi da almeno sei ore.
Con sufficiente anticipo, il paziente dovrà informare il medico sui medicinali assunti abitualmente, nonché su eventuali allergie o malattie in corso. Il medico potrebbe richiedere, nei giorni precedenti l’intervento, la sospensione dell’assunzione di alcuni farmaci che potrebbero interagire con l’esame. Tra i farmaci dei quali può essere richiesta la sospensione ricordiamo gli antidepressivi, gli anticoagulanti, gli antiaggreganti piastrinici, i farmaci per la pressione alta, gli antibiotici, gli antiasmatici, i FANS.
La terapia con anticoagulanti o farmaci che interagiscono con i sedativi può infatti essere sospesa temporaneamente in vista dell'esame (in genere per una settimana).
Dopo la Biopsia Epatica
Al termine della biopsia epatica il paziente viene mantenuto a letto per alcune ore in decubito laterale destro, se l'approccio è stato intercostale, o supino se l'approccio è stato sottocostale. In entrambi i casi, una borsa del ghiaccio verrà applicata sull'area interessata dall'intervento.
Durante il soggiorno in ambulatorio (day hospital) il paziente potrà lamentare lievi dolori nel luogo dov'è stata eseguita la puntura, talvolta irradiati alla spalla. La loro insorgenza, legata ad una lieve irritazione della pleura e del peritoneo (membrane che avvolgono rispettivamente i polmoni e la maggior parte dei visceri), può essere controllata facilmente somministrando farmaci antidolorifici.
Inoltre, terminata la biopsia epatica, è prevista un'ulteriore fase di digiuno della durata di almeno sei ore. Il frammento di fegato prelevato dal medico epatologo viene inviato al laboratorio per essere analizzato al microscopio da un altro specialista, l'anatomo-patologo.
Dopo la dimissione è preferibile essere accompagnati a casa da un familiare, evitando di mettersi alla guida. Tornato a casa, il paziente dovrà assolutamente evitare di compiere sforzi fisici per le prime 24 ore. La notte successiva sarà trascorsa in assoluto riposo e - a scopo cautelativo - preferibilmente in prossimità di un presidio ospedaliero (a non più di 30 minuti di viaggio).
Rischi e Complicanze Possibili
Se, da una parte, si può affermare che la biopsia epatica è un esame con un elevato margine di sicurezza e che non comporta particolari rischi per il paziente, dall’altra non si può non mettere in evidenza la sua natura di esame piuttosto invasivo. Pur essendo un esame invasivo e cruento, la biopsia epatica è una procedura con un elevato margine di sicurezza, che non comporta rischi per il paziente.
Se le gravi complicanze sono rare, alcune complicanze minori sono invece piuttosto frequenti: tra queste il dolore post intervento, che può arrivare a interessare 1 paziente su 3 (il dolore può insorgere nel punto dell’iniezione ed estendersi fino alla spalla destra) e il sanguinamento.
La più comune, non certo grave perché facilmente gestibile, è il dolore post-intervento, che interessa fino al 20-25% dei pazienti, localizzandosi sul sito di puntura (la parte superiore destra dell'addome) e propagandosi abbastanza spesso alla spalla destra. Altra complicanza frequente, che non deve destare troppa preoccupazione, è il calo pressorio (10% dei pazienti). L'abbassamento della pressione è solitamente dovuto ad una reazione detta vaso-vagale, durante la quale i vasi sanguigni si dilatano ed il cuore diminuisce la propria frequenza.
Tra le complicanze più gravi, che possono richiedere intervento chirurgico e terapia trasfusionale, ricordiamo il sanguinamento (un caso su 500-1000 biopsie), che può essere lieve o più raramente (un caso su 2000) severo, al punto da richiedere l'ospedalizzazione con procedure di embolizzazione ed eventuale trasfusione. Il rischio di mortalità associato a biopsia epatica è vicinissimo allo zero (un caso su 10000-12000).
Un ulteriore, possibile, complicanza è la puntura accidentale di un viscere vicino (un caso su 3000), mentre in linea teorica esiste anche un potenziale rischio di disseminazione di cellule tumorali o diffusione dei processi infettivi.
Attualmente le complicanze sono drasticamente ridotte di numero e di gravità per l'introduzione della guida ecografica e di nuovi aghi di minore calibro e meno traumatici. La biopsia non determina alcuna modificazione a carico del fegato, né influisce sul decorso della malattia.
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