Biopsia Epatica: Procedura, Rischi e Preparazione

La biopsia epatica è un esame che si basa sul prelievo di una piccola porzione di tessuto epatico che viene successivamente sottoposta a esame al microscopio. La biopsia epatica è un esame che consente di prelevare tessuto epatico (cellule del fegato) in modo da poterlo esaminare al microscopio.

A cosa serve la biopsia epatica?

La biopsia epatica viene utilizzata per diagnosticare malattie del fegato acute e croniche. La biopsia epatica viene usata per diagnosticare patologie del fegato acute e croniche. Consente di formulare diagnosi e di chiarire eventuali dubbi sulla causa della patologia e permette di giudicare la severità della malattia e di prevederne l’evoluzione.

Tipologie di biopsia epatica

La biopsia epatica può essere eseguita attraverso la cute (per via percutanea), per via vascolare o durante un intervento chirurgico addominale. Questa procedura, di gran lunga la più utilizzata nella pratica clinica pediatrica, viene eseguita utilizzando un ago che, attraverso la parete addominale o toracica, consente di prelevare un frammento di tessuto epatico. Questa procedura viene eseguita in età pediatrica in casi selezionati, ad esempio in pazienti con importante versamento di liquido nell'addome (ascite), o con significative alterazioni dei test di coagulazione (a maggiore rischio emorragico).

Preparazione all'esame

È necessario che il paziente, prima di sottoporsi a questo esame, sia a digiuno sia di cibi solidi che liquidi da almeno sei ore. È necessario che il paziente, prima di sottoporsi a questo esame, sia a digiuno sia di cibi solidi che liquidi per almeno sei ore.

Il medico potrebbe richiedere, nei giorni precedenti l’intervento, la sospensione dell’assunzione di alcuni farmaci che potrebbero interagire con l’esame. Il medico potrebbe richiedere, nei giorni prima dell’intervento, la sospensione dell’assunzione di certi farmaci che potrebbero interagire con l’esame. Tra i farmaci dei quali può essere richiesta la sospensione ricordiamo gli antidepressivi, gli anticoagulanti, gli antiaggreganti piastrinici, i farmaci per la pressione alta, gli antibiotici, gli antiasmatici, i FANS. Tra i farmaci dei quali può essere richiesta la sospensione troviamo gli antidepressivi, gli anticoagulanti, gli antiaggreganti piastrinici, i farmaci per la pressione alta, gli antibiotici, gli antiasmatici, i FANS.

Come si svolge l'esame

All’esame si possono sottoporre tutti i soggetti con patologie croniche o acute a carico del fegato. All’esame si possono sottoporre tutte le persone con malattie croniche o acute a carico del fegato. Per eseguire la biopsia epatica, il paziente deve essere posizionato supino. Per eseguire la biopsia epatica, il paziente deve essere adagiato supino.

Il medico provvederà alla disinfezione della cute nel punto di ingresso dell’ago e alla somministrazione dell’anestesia locale. Il medico provvederà a disinfettare la cute nel punto di ingresso dell’ago e alla somministrazione dell’anestesia locale. La metodica prevede l’ausilio dell’ecografia che consente al medico di monitorare il tragitto dell’ago. La metodica prevede il supporto dell’ecografia che permette al medico di controllare il tragitto dell’ago.

L’ago della biopsia - in grado di prelevare una porzione di tessuto della lunghezza di 2-4 centimetri - verrà inserito e rimosso rapidamente. L’ago della biopsia - capace di prelevare una porzione di tessuto della lunghezza di 2-4 centimetri - verrà inserito e rimosso in rapidità.

Nelle prime 6-8 ore successive all'esecuzione dell'esame è previsto un controllo ripetuto della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, e un controllo dei livelli di emoglobina.

Rischi e complicanze

Se, da una parte, si può affermare che la biopsia epatica è un esame con un elevato margine di sicurezza e che non comporta particolari rischi per il paziente, dall’altra non si può non mettere in evidenza la sua natura di esame piuttosto invasivo. Se, da una parte, si può dire che la biopsia epatica sia un esame con un alto margine di sicurezza e che non comporta particolari rischi per il paziente, dall’altra non si può evitare di evidenziare la sua natura di esame piuttosto invasivo.

Se le gravi complicanze sono rare, alcune complicanze minori sono invece piuttosto frequenti: tra queste il dolore post intervento, che può arrivare a interessare 1 paziente su 3 (il dolore può insorgere nel punto dell’iniezione ed estendersi fino alla spalla destra) e il sanguinamento. Se le gravi complicanze sono rare, certe complicanze minori sono invece piuttosto frequenti: tra queste il dolore post intervento, che può arrivare a interessare 1 paziente su 3 (il dolore può insorgere nel punto dell’iniezione e arrivare fino alla spalla destra) e il sanguinamento.

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