Biopsia Endometriale: Risultati e Interpretazione

La biopsia endometriale è una procedura diagnostica fondamentale per valutare la salute dell’endometrio, la mucosa che riveste internamente l’utero. Questa procedura permette di analizzare al microscopio la composizione, lo stato e gli effetti che gli ormoni hanno sulla fisiologia dei tessuti endometriali.

Come si esegue la Biopsia Endometriale?

Nel Centro Medico Tree of Life di Milano è disponibile un nuovo servizio di Biopsia Endometriale. Previa disinfezione dei genitali esterni, si procede ad evidenziare il collo dell’utero che viene pinzato con una pinza di Hegar per migliorarne la posizione. Si inserisce un catetere che viene fatto roteare sulle pareti uterine per raccogliere piccoli frammenti della mucosa endometriale.

In genere non è necessaria alcuna preparazione ma in alcuni casi per ridurre il fastidio può essere somministrato un antinfiammatorio non steroideo un’ora prima della procedura come raccomandato dalle linee guida per l’isteroscopia ambulatoriale scritte dalla Società Italiana di Endoscopia Ginecologica. Non è necessario essere a digiuno o eseguire esami preventivi.

Per le pazienti in età fertile c’è un’unica precauzione che consiste nell’esecuzione dell’esame nel giusto periodo della fase del ciclo (10°-24° giorno del ciclo) e astensione dai rapporti sessuali non protetti nei giorni intercorrenti fra l’ultima mestruazione e il momento dell’esame. Qualsiasi ritardo mestruale richiede l’esecuzione di un test di gravidanza in via preventiva. Per le pazienti in menopausa (non in terapia sostitutiva ormonale), l’esame può essere eseguito in qualsiasi momento.

Cosa succede dopo il prelievo?

Una volta prelevato il tessuto, viene inviato in laboratorio dove viene messo in coltura, e analizzato al microscopio con tecniche particolari di immunoistochimica. La parte che viene posta in coltura servirà per eseguire l’endometriocoltura, cioè per accertare la presenza di germi e batteri nella cavità uterina. Il resto del tessuto viene analizzato al microscopio per valutare la struttura dell’endometrio stesso, datarlo in modo da capirne la maturazione e verificare che sia sincrona rispetto al ciclo mestruale.

Approfondimento immunologico

Un’ulteriore indagine consiste nell’approfondimento immunologico, utile nei casi di infertilità soprattutto in donne che hanno avuto dei fallimenti di impianto ricorrenti. Nel sistema immunitario esistono infatti diversi tipi di cellule, ciascuno con un ruolo molto specifico nella difesa dell’organismo da infezioni e tumori. Fra le cellule più importanti ci sono le Natural Killer (NK), linfociti deputati a contrastare batteri, virus e cancro nelle fasi iniziali.

Le cause di una sovrapproduzione delle NK posso essere ricercate nella presenza di infiammazioni su diversi distretti (tube di Falloppio, endometriosi, sindrome ovarica policistica) o di una malattia autoimmune, o ancora per disfunzioni del sistema immunitario, spesso dovute a squilibri della tiroide. La questione NK rimane d’altra parte piuttosto controversa, anche per il fatto che uno studio cinese attesta che in realtà le natural killer uterine sono molecole preziose in placenta dato che aiutano la crescita del feto nelle prime settimane di gestazione, grazie alla produzione di particolari proteine, pleiotropina (che interessa fibre nervose, vasi sanguigni, ossa e cartilagini) e osteoglicina (cuore, pelle e occhi).

Risultati e Interpretazione

L’esame istologico permette di descrivere il colore, le dimensioni e il peso del campione biologico considerato. Se l'esame istologico risulta positivo il paziente viene chiamato a ritirarlo con precedenza rispetto ad altri casi meno urgenti, e possono bastare da pochi giorni ad una settimana.

Possibili complicanze

Tra le complicanze si può avere perdita ematica (solitamente contenuta), dolore al prelievo e sindrome vagale (formicolio agli arti, senzazione di nausea e sudorazione fino, in casi rari, allo svenimento) che solitamente si risolve in pochi minuti. Talvolta, per motivi indipendenti dall’operatore è possibile che il materiale raccolto non sia sufficiente all’analisi, pertanto è necessario ripetere il prelievo il mese successivo.

L'Esame Istologico: Un Approfondimento

L’istologia è la branca della medicina che studia i tessuti e le loro anomalie per diagnosticare eventuali malattie. L’esame istologico, detto anche istopatologico, è un’analisi condotta al microscopio di campioni di tessuti organici prelevati tramite biopsia, per individuare dei segni e delle alterazioni indici di malattia. Si tratta di un test di laboratorio fondamentale per esempio per la diagnosi di tumore, che sia maligno o benigno, ma anche di epatiti (infiammazioni del fegato), di nefriti (infiammazioni del rene), di infezioni dei linfonodi e di diverse malattie della pelle.

L’esame istologico non è sinonimo di esame citologico: l'esame citologico si occupa infatti nel dettaglio dello studio delle cellule del tessuto esaminato, per capire se vi sono in esse delle mutazioni genetiche che indicano la presenza di una malattia. L’esame istologico esamina frammenti del tessuto allo scopo per valutarne la struttura. Chiaramente ogni referto istologico è diverso perché dipende qual è la condizione che si esamina.

Come si esegue l'esame istologico?

  • Inclusione: il campione, privato della componente acquosa, viene incorporato in paraffina liquida.
  • Sezionamento: il materiale biologico viene sezionato in “fette” sottilissime per essere osservato al microscopio.
  • Colorazione: vengono usati coloranti per evidenziare tessuti che sono trasparenti.

Iperplasia Endometriale

La diagnosi di iperplasia endometriale viene effettuata mediante analisi istopatologica dell’endometrio. Di conseguenza, è necessaria una biopsia endometriale. Pertanto, questa biopsia endometriale può essere eseguita “ad occhio” o mirata.

Tuttavia, l’iperplasia endometriale con atipie suppone un rischio per la paziente trattandosi di una lesione precancerosa. Il trattamento ideale in questo caso sarebbe l’isterectomia ma per pazienti giovani che vogliono preservare la loro fertilità e non accettano di sottoporsi a un intervento chirurgico (giovani, cicli mestruali regolari, nessuna necessità di terapia con estrogeni per la gravidanza, assenza di altri rischi clinici e genetici di cancro all’endometrio) si può applicare una terapia conservatrice a base di progestinici per sei mesi, eseguendo biopsie endometriali ogni tre mesi e se dopo 12 mesi non si riscontra alcun miglioramento bisogna riconsiderare l’intervento chirurgico.

Sebbene l’iperplasia endometriale non sia una patologia completamente evitabile, è stata strettamente associata all’obesità.

La struttura dell’endometrio può esserne compromessa e appare frequentemente nei pazienti con anovulazione cronica, con sindrome dell’ovaio policistico o con problemi di obesità, entrambi costituiscono fattori di rischio. Avere una condizione genetica (come la sindrome di Lynch) che aumenta il rischio di cancro dell’endometrio rappresenta anch’esso un fattore di rischio. Il sintomo più frequente è il sanguinamento uterino disfunzionale, anche se può anche essere asintomatico.

Tabella: Fattori di Rischio per Iperplasia Endometriale

Fattore di Rischio Descrizione
Anovulazione Cronica Assenza di ovulazione regolare
Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) Disturbo endocrino comune nelle donne in età riproduttiva
Obesità Eccessivo accumulo di grasso corporeo
Sindrome di Lynch Condizione genetica che aumenta il rischio di cancro

Endometrio Secretivo e Procreazione Medicalmente Assistita

Fondamentale è la fase secretiva dell’endometrio, il periodo precedente alla mestruazione durante il quale l’endometrio si prepara all’annidamento dell’ovulo fecondato. L’endometrio è la mucosa che riveste l’utero nella sua parte più interna, il posto dove l’embrione si “attaccherà” (in termini corretti, si anniderà). E’ quindi chiaro come questo sia fondamentale per attecchimento e lo sviluppo della gravidanza.

L’endometrio può essere in fase PROLIFERATIVA (cioè quando i follicoli stanno crescendo e non è ancora avvenuta l’ovulazione, oppure se si stanno assumendo estrogeni) oppure SECRETIVA (cioè dopo l’ovulazione oppure dopo l’inizio del progesterone).

Endometrio Proliferativo

Nella fase PROLIFERATIVA, cioè la fase nella quale si sviluppano i follicoli oppure quando vengono assunti estrogeni l’endometrio deve avere due caratteristiche:

  • Endometrio trilaminare
  • Endometrio di spessore maggiore o uguale a 7 millimetri

Endometrio Secretivo

Nella fase SECRETIVA vanno valutati due elementi:

  • Aspetto dell’endometrio secretivo (deve essere un aspetto “compatto”, ecograficamente “bianco”)
  • Spessore dell’endometrio secretivo (non ha particolare importanza, ma è normale una riduzione del 20-30% rispetto allo spessore massimo raggiunto nella fase proliferativa)

Isteroscopia Diagnostica

L'isteroscopia diagnostica è l'isteroscopia avente lo scopo di valutare dall'interno lo stato di salute dell'utero. Prelevare un campione di endometrio da sottoporre, successivamente, a opportune analisi di laboratorio (biopsia).

Preparazione per l'isteroscopia diagnostica

  • Un'accurata anamnesi (o storia clinica).
  • Un tampone cervico-vaginale.
  • Un'ecografia transvaginale.
  • Analisi del sangue.
  • Un test di gravidanza.

Per le donne mestruate, il momento più indicato per eseguire un'isteroscopia diagnostica (ma anche quella operativa) è nei primi 7 giorni che seguono le mestruazioni.

Dopo l'isteroscopia diagnostica

Alle donne che hanno sostenuto un'isteroscopia diagnostica, i ginecologi raccomandano l'astensione dall'attività sessuale per circa 7 giorni o, in presenza di sanguinamento vaginale, fino al termine di quest'ultimo.

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