Biopsia Endometriale: Procedura, Scopo e Importanza Diagnostica

La biopsia endometriale è una procedura diagnostica volta a prelevare un frammento della mucosa che tappezza internamente la cavità uterina - chiamata endometrio nel gergo medico - e a consentirne una valutazione al microscopio. La biopsia endometriale è una procedura medica in cui viene raccolto un piccolo pezzo di tessuto dall'endometrio, la mucosa che riveste internamente l'utero.

La biopsia endometriale è uno strumento diagnostico fondamentale per valutare e monitorare la salute dell'endometrio. Sebbene la procedura possa essere associata a qualche disagio, l'informazione ottenuta è vitale per diagnosticare correttamente e trattare condizioni potenzialmente gravi come l'iperplasia endometriale e il cancro endometriale.

Come si svolge la procedura

La paziente viene invitata a collocarsi sul lettino in posizione ginecologica (quindi, con gli arti inferiori sollevati, separati e appoggiati su un supporto). Il ginecologo introduce uno strumento, chiamato speculum, per dilatare il canale vaginale e consentire l’osservazione della cervice uterina (ovvero, il collo dell’utero). ♦ L’intera procedura avviene sotto l’occhio vigile di un ecografista e dura pochi minuti.

Prima della procedura, al paziente potrebbe venir chiesto di evitare determinati farmaci o di informare il medico di eventuali condizioni mediche esistenti. La biopsia endometriale è generalmente eseguita come procedura ambulatoriale e può durare pochi minuti. Dopo l'esame, è normale che la paziente avverta crampi simili a quelli mestruali e un leggero sanguinamento per alcuni giorni.

Altre tipologie di biopsie ginecologiche

  • Durante la biopsia vulvare viene prelevato un piccolo campione di tessuto dall’epidermide esterna della vulva.
  • La biopsia vaginale comporta il prelievo di un piccolo campione di tessuto dalla parete vaginale.
  • Durante la biopsia cervicale viene prelevato un piccolo campione di tessuto dal collo dell’utero (cervice). Questa tipologia di biopsia è spesso eseguita durante la colposcopia.
  • La biopsia dell’endometrio comporta il prelievo di un piccolo campione di tessuto dalla mucosa dell’utero, appunto l’endometrio.

Quando eseguire la biopsia endometriale

Il momento migliore per l’esecuzione di una biopsia è a metà del ciclo mestruale. La preparazione ad una biopsia ginecologica è relativamente semplice.

Isteroscopia e Biopsia Mirata

L’isteroscopia permette lo studio diretto del canale cervicale e della cavità uterina per mezzo di uno strumento rigido (isteroscopio) collegato a una ottica e una telecamera. Tale strumento viene introdotto attraverso l’orifizio uterino esterno prima nel canale cervicale e poi nell’utero; l’utilizzo di soluzione fisiologica infusa tramite lo strumento stesso permette di determinare espansione della cavità per una corretta valutazione della stessa (forma, struttura delle pareti, presenza di irregolarità come miomi, setti o polipi, struttura dell’endometrio).

Tramite lo stesso isteroscopio inoltre, mediante l’uso di piccolissimi strumenti della dimensione massima di 5 Fr. a freddo o a elettrodo bipolare inseriti nel canale operativo, è possibile inoltre eseguire biopsie mirate e procedere a rimozione di formazioni patologiche di piccole dimensioni (minimi setti, polipi del diametro inferiore a 1,5 cm, piccoli miomi, sinecchie) nello stesso momento in cui vengono diagnosticate (metodica See anche Treat).

Scratch Endometriale

Lo scratch endometriale consiste nell’effettuare un piccolo “graffio” (scratch) o “lesione” sull’endometrio, la mucosa che riveste la parete interna dell’utero. Si utilizza un cateterino sottile e morbido che prende il nome di Pipelle de Cornier. Lo scopo è quello di aumentare la probabilità di impianto degli embrioni trasferiti migliorando la ricettività endometriale. L’impianto dell’embrione in utero rappresenta una delle tappe limitanti del percorso di Fecondazione in Vitro ed è noto che si verifica in un periodo di tempo ben definito che prende il nome di “finestra di impianto”.

Test ERA e Microbioma Uterino

In alcuni casi particolari e selezionati in base ai dati clinici, è possibile analizzare tale fase di ricettività endometriale per poter personalizzare il più possibile il trattamento. Il test ERA (Endometrial Receptivity Analysis) permette di valutare lo stato di ricettività endometriale mediante l’analisi dell’espressione genica del tessuto endometriale.

Studi recenti dimostrano che la disbiosi della cavità uterina è associata a un minor tasso di successo riproduttivo nelle pazienti sottoposte a PMA. La presenza di batteri patogeni o al contrario la riduzione della percentuale in lattobacilli può determinare uno squilibrio del microbiota uterino che interferisce con la normale interazione tra utero ed embrione. Presso il centro Futura è possibile effettuare lo studio del microbioma uterino mediante test di screening specifici che si basano sull’analisi NGS del Dna estratto dal campione di endometrio prelevato.

Importanza della Biopsia Endometriale

La biopsia endometriale è una procedura diagnostica che serve per analizzare al microscopio la mucosa che riveste internamente l’utero, l’endometrio, allo scopo di valutarne la composizione, lo stato e gli effetti che gli ormoni hanno sulla fisiologia dei suoi tessuti.

Le Cellule Natural Killer (NK)

Nel sistema immunitario esistono infatti diversi tipi di cellule, ciascuno con un ruolo molto specifico nella difesa dell’organismo da infezioni e tumori. Fra le cellule più importanti ci sono le Natural Killer (NK), linfociti deputati a contrastare batteri, virus e cancro nelle fasi iniziali. Le cause di una sovrapproduzione delle NK posso essere ricercate nella presenza di infiammazioni su diversi distretti (tube di Falloppio, endometriosi, sindrome ovarica policistica) o di una malattia autoimmune, o ancora per disfunzioni del sistema immunitario, spesso dovute a squilibri della tiroide.

La questione NK rimane d’altra parte piuttosto controversa, anche per il fatto che uno studio cinese attesta che in realtà le natural killer uterine sono molecole preziose in placenta dato che aiutano la crescita del feto nelle prime settimane di gestazione, grazie alla produzione di particolari proteine, pleiotropina (che interessa fibre nervose, vasi sanguigni, ossa e cartilagini) e osteoglicina (cuore, pelle e occhi).

Possibili Complicanze

Tra le complicanze si può avere perdita ematica (solitamente contenuta), dolore al prelievo e sindrome vagale (formicolio agli arti, senzazione di nausea e sudorazione fino, in casi rari, allo svenimento) che solitamente si risolve in pochi minuti. Talvolta, per motivi indipendenti dall’operatore è possibile che il materiale raccolto non sia sufficiente all’analisi, pertanto è necessario ripetere il prelievo il mese successivo.

La Society of Radiologists in Ultrasound ha rilasciato un parere consensuale, affermando che sia la biopsia endometriale, sia l’ecografia transvaginale sono efficaci come primo passo diagnostico nella valutazione di un sanguinamento nella post menopausa.

A CURA DI dottor Edoardo Rosati giornalista medico-scientifico

Riferimenti

  • [1] J Reprod Immunol. 2011 Jun;90(1):105-10. Uterine and circulating natural killer cells and their roles in women with recurrent pregnancy loss, implantation failure and preeclampsia.
  • [2] Am J Reprod Immunol. 2009 Dec;62(6):371-80. Correlation between natural cytotoxicity receptors and intracellular cytokine expression of peripheral blood NK cells in women with recurrent pregnancy losses and implantation failures.

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