Con il termine pericardite si indica un‘infiammazione del pericardio, una sottile membrana a forma di sacchetto composto da due strati sottili, che circonda il cuore e riveste la sua superficie esterna.
Sebbene sia una condizione spesso sottovalutata o misconosciuta, la pericardite è molto diffusa e può avere effetti significativi sulla salute cardiaca. Infatti, è considerato il disturbo pericardico più comune nella popolazione: le malattie pericardiche rappresentano lo 0,1% dei ricoveri, di cui il 5% per dolore toracico.
La pericardite si configura come uno stato infiammatorio che coinvolge il pericardio, la membrana che circonda il cuore. Esso è costituito da due foglietti: un foglietto viscerale, attaccato al miocardio (il muscolo cardiaco), e un robusto foglietto fibroso parietale che lo avvolge.
Tra questi due strati è normalmente presente una modesta quantità di liquido, solitamente inferiore a 25-50 mL (definito “liquido pericardico”), fondamentale per permettere ai due foglietti di scivolare agevolmente l’uno sull’altro durante i movimenti del cuore.
Funzioni del Pericardio
Le funzioni del pericardio sono le seguenti:
- limitare la distensione cardiaca acuta;
- migliorare le interazioni meccaniche delle camere cardiache;
- fornire lubrificazione;
- proteggere il cuore da infezioni e tumori;
- impedire l’eccessiva espansione del cuore in caso di aumento del volume sanguigno, contribuendo all’efficienza cardiaca.
Quando il pericardio si infiamma, si parla, appunto, di pericardite. Questa infiammazione può causare un aumento del liquido nello spazio pericardico, portando alla formazione del cosiddetto versamento pericardico. Un versamento abbondante può compromettere la capacità del cuore di dilatarsi e riempirsi correttamente.
Tipologie di Pericardite
La pericardite può manifestarsi in diverse forme, classificate in base alla loro durata:
- Acuta: ha un esordio improvviso, dura meno di tre settimane o fino a quattro/sei settimane;
- Subacuta: dura da quattro a sei settimane fino a tre mesi in maniera continua;
- Cronica: i sintomi persistono per più di tre mesi, o generalmente oltre sei mesi.
Esiste anche una forma ricorrente, che si verifica settimane dopo un episodio acuto seguito da un periodo asintomatico.
Occasionalmente, l’infiammazione può portare a un marcato ispessimento e irrigidimento del pericardio, una condizione definita pericardite costrittiva, mentre l’accumulo eccessivo o rapido di liquido può causare una grave complicanza, il tamponamento cardiaco, in cui il pericardio rigido impedisce al cuore di riempirsi correttamente, riducendo la gittata cardiaca e potendo portare a shock e decesso.
Cause della Pericardite
La pericardite può avere origini diverse, e spesso la sua causa esatta rimane sconosciuta (pericardite idiopatica). Nonostante la complessità e la frequente natura idiopatica, esiste una vasta gamma di possibili fattori scatenanti.
Le cause della pericardite possono infatti essere classificate in diverse categorie principali:
- Infezioni: rappresentano una delle cause più comuni.
- Virali: sono le cause più frequenti di pericardite nei paesi sviluppati come l’Europa e gli Stati Uniti. Vari virus possono essere responsabili, tra cui Coxsackie B, Echovirus, HIV, virus dell’influenza, SARS-CoV-2, Herpes e Citomegalovirus;
- Batteriche: sebbene meno comuni delle virali, le infezioni batteriche possono causare pericardite purulenta, una forma potenzialmente più grave. Tra i batteri responsabili figurano bacilli Gram-negativi, Haemophilus influenzae (nei bambini), Malattia di Lyme, Febbre reumatica, Stafilococchi e Streptococchi.
- Tubercolosi (TBC): è la causa più frequente di pericardite nei Paesi in via di sviluppo come l’India e l’Africa;
- Fungine e parassitarie: meno comuni, ma possibili cause includono infezioni fungine (es. blastomicosi, candidosi, coccidioidomicosi, istoplasmosi) e parassitarie (es. amebiasi, echinococcosi, toxoplasmosi).
- Malattie autoimmuni e infiammatorie sistemiche: condizioni in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti del corpo, incluso il pericardio. Alcuni esempi sono l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi sistemica, amiloidosi, malattia infiammatoria intestinale e sarcoidosi.
- Lesioni e traumi: traumi al torace o lesioni iatrogene (causate da procedure mediche) come il cateterismo cardiaco, l’inserimento di pacemaker, il posizionamento di linee venose centrali o trattamenti percutanei come l’ablazione con radiofrequenza. La sindrome post-lesione cardiaca comprende la pericardite post-infarto miocardico (Sindrome di Dressler), la sindrome postpericardiotomica (dopo interventi cardiochirurgici) e la pericardite traumatica. L’infarto del miocardio stesso è una causa riconosciuta, responsabile del 7-12% dei casi acuti.
- Altre cause:
- Uremia (insufficienza renale).
- Ipotiroidismo.
- Neoplasie (tumori).
- Radioterapia.
- Farmaci e tossine.
Anche se l’eziologia può essere complessa e talvolta non identificabile, la tempestiva valutazione e diagnosi sono fondamentali per un trattamento adeguato e per prevenire complicanze.
Sintomi della Pericardite
La pericardite può manifestarsi con una varietà di sintomi, la cui gravità e tipologia dipendono dall’entità dell’infiammazione e dall’eventuale accumulo di liquido nello spazio pericardico. Non tutti i sintomi sono sempre presenti, e in alcuni casi la condizione può essere addirittura asintomatica o presentare sintomi molto lievi.
Il sintomo più comune e spesso caratteristico della pericardite è il dolore toracico, causato dallo sfregamento tra gli strati infiammati e irritati del pericardio.
Caratteristiche del Dolore Toracico
- Tipologia: è spesso descritto come acuto, lancinante, trafittivo (“come una fitta”), o talvolta sordo, acheo o pressorio. Non è solitamente oppressivo come il dolore dell’infarto;
- Localizzazione: tipicamente localizzato dietro lo sterno (retrosternale) o nella parte sinistra del torace (precordiale). Può irradiarsi al collo, alla cresta del trapezio (specialmente a sinistra) o alle spalle;
- Fattori aggravanti: il dolore peggiora con i movimenti del torace, la tosse, il respiro profondo, la deglutizione del cibo, o sdraiandosi supini;
- Fattori allevianti: spesso trova sollievo sedendosi e piegandosi in avanti (posizione genupettorale o da preghiera maomettana).
Altri Sintomi Comuni
- Febbre, generalmente lieve, ma frequente;
- Fiato corto (dispnea), specialmente quando ci si sdraia;
- Tosse, che può essere secca o non produttiva;
- Affaticamento/debolezza;
- Palpitazioni, ovvero una sensazione di battito cardiaco accelerato o irregolare;
- Accumulo di liquido negli arti inferiori (gambe e caviglie) o nell’addome (ascite), specialmente nelle forme croniche o con versamento significativo;
- Dolore al collo, schiena o spalla sinistra.
Un segno obiettivo importante che il medico può rilevare durante l’esame fisico è lo sfregamento pericardico o strofinamento; si tratta di un suono secco dovuto alla frizione degli strati infiammati del pericardio che può essere auscultato con il fonendoscopio.
Manifestazioni Cliniche
Le manifestazioni cliniche possono variare anche a seconda del tipo di pericardite:
- Pericardite acuta: i sintomi tendono a comparire improvvisamente e includono dolore toracico, febbre, sfregamento e talvolta dispnea;
- Versamento pericardico: di per sé è spesso indolore, ma se si sviluppa rapidamente o diventa abbondante, può comprimere il cuore;
- Tamponamento cardiaco: questa grave complicanza del versamento rapido o abbondante si manifesta con sintomi simili allo shock cardiogeno;
- Pericardite costrittiva cronica: l’ispessimento e l’irrigidimento del pericardio ostacolano il riempimento cardiaco. I sintomi predominanti sono legati alla congestione venosa sistemica.
È fondamentale sottolineare che molti sintomi della pericardite, in particolare il dolore toracico, sono simili a quelli di condizioni cardiache o polmonari gravi come l’infarto del miocardio o l’embolia polmonare. Pertanto, la comparsa di dolore toracico o altri sintomi sospetti richiede sempre una tempestiva valutazione medica per stabilire la causa esatta e ricevere il trattamento adeguato.
Diagnosi della Pericardite
La diagnosi di pericardite si basa su una combinazione di elementi clinici e strumentali. Spesso, l’obiettivo diagnostico non è solo confermare l’infiammazione del pericardio, ma anche identificarne la causa sottostante e valutare l’entità di eventuali versamenti o l’insorgenza di complicanze.
Il processo diagnostico include tipicamente i seguenti passaggi:
- Anamnesi ed esame fisico: il medico raccoglie una storia clinica dettagliata, focalizzandosi sulla descrizione del dolore toracico e sulla sua insorgenza. Durante l’esame fisico, un segno obiettivo importante che il medico può ricercare è lo sfregamento pericardico.
- Elettrocardiogramma (ECG): è un test non invasivo fondamentale nella diagnosi di pericardite acuta. Può mostrare alterazioni caratteristiche dei segmenti ST e PR e delle onde T, spesso in più derivazioni.
- Ecocardiogramma: è una tecnica di imaging cruciale che utilizza ultrasuoni per visualizzare il cuore e il pericardio. È utile per rilevare l’infiammazione del pericardio e soprattutto l’eventuale presenza e il volume di un versamento pericardico.
- Radiografia del torace: può essere eseguita per escludere altre condizioni polmonari e per valutare le dimensioni e la forma del cuore.
- Esami del sangue: vengono eseguiti per cercare segni di infezione o infiammazione. Possono mostrare leucocitosi ed elevati livelli di marcatori infiammatori come la Proteina C-reattiva (PCR) e la velocità di eritrosedimentazione (VES).
- Tomografia computerizzata (TC) e risonanza magnetica (RM): forniscono immagini più dettagliate del cuore e del pericardio rispetto alla radiografia.
Biopsia Polmonare
La biopsia è una procedura medica che consiste nel prelevare ed asportare un pezzo di tessuto da un organo per esaminarlo microscopicamente ed evidenziare eventuali anomalie.
Esistono due tipi principali di biopsia:
- Biopsia con ago: viene eseguita prelevando un campione di tessuto con un ago, dopo aver anestetizzato la cute della persona. Per individuare la giusta sede si utilizza l’ausilio della TAC (si parla di “biopsia TAC - guidata”). La biopsia con ago viene anche definita transtoracica o percutanea.
- Biopsia aperta: viene eseguita in sala operatoria, previa visione diretta dei polmoni.
Le evidenze scientifiche raccomandano di eseguire una TC del torace prima di eseguire una biopsia polmonare. Le immagini della TC devono aiutare il medico a scegliere la procedura più indicata, a seconda della zona che deve essere aggredita.
La biopsia polmonare viene fatta a scopo diagnostico. Essendo una procedura invasiva, la biopsia polmonare non è esente da rischi.
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