La biopsia è un esame medico diagnostico che consiste nel prelievo di un campione biologico (parte di un tessuto o un solo frammento) per poterlo analizzare in laboratorio. Potrebbe essere prescritta nei casi in cui ad un primo test, di solito non invasivo, il tessuto esaminato risulti alterato rispetto al normale. La biopsia, infatti, serve a chiarire un sospetto diagnostico, e non necessariamente la presenza di un tumore.
Cos'è una Biopsia?
Ma cos’è una biopsia, a cosa serve, quando viene prescritta e come viene eseguita? Cosa si intende per campione di tessuto?
Il tessuto anomalo può essere definito una lesione, un tumore o una massa. La presenza di questa anomalia di natura ignota viene solitamente rilevata al tatto dal medico durante una visita, per esempio con l’esplorazione digito rettale della prostata, oppure per mezzo di un esame di imaging, come per esempio una ecografia.
La biopsia non viene utilizzata solo per comprendere le anomalie nei tessuti, ma anche per valutare la diffusione di un tumore o i casi in cui un organo trapiantato viene rigettato. Utilizzo a fini diagnostici, dunque, ma anche allo scopo di valutare altri tipi di problemi e scegliere il percorso terapeutico più idoneo.
Si parla di biopsia positiva quando l’ipotesi diagnostica è confermata, negativa quando è smentita.
Quando è Indicata una Biopsia?
Potrebbe essere prescritta nei casi in cui ad un primo test, di solito non invasivo, il tessuto esaminato risulti alterato rispetto al normale. La biopsia, infatti, serve a chiarire un sospetto diagnostico, e non necessariamente la presenza di un tumore.
Inoltre, è utile a chiarire lo stato di avanzamento di una grave polmonite e le cause di disturbi polmonari, che le classiche tecniche di diagnostica per immagini non hanno ancora portato alla luce. I tumori (o neoplasie). Le infiammazioni a carico di organi interni di estrema importanza, come per esempio il fegato o i reni. Tutte quelle condizioni in cui un determinato organo o un gruppo di organi ha subìto un declino delle proprie capacità funzionali (es: insufficienza renale, insufficienza epatica ecc).
La biopsia viene indicata in caso di:
- Linfoadenopatie persistenti (oltre 3-4 settimane);
- Caratteristiche cliniche sospette del linfonodo (dimensioni, durezza, fissità);
- Presenza di sintomi sistemici associati;
- Sospetto di linfoma, metastasi da tumori solidi o altre neoplasie;
- Necessità di classificazione istologica in fase di stadiazione oncologica.
Tipologie di Biopsia
Esistono svariate modalità di biopsia, a seconda della parte del corpo da cui si deve prelevare il tessuto e della natura del tessuto stesso. Esistono diversi tipi di biopsia, tra i quali ricordiamo in particolare:
- agobiopsia o biopsia per aspirazione, che utilizza un ago per asportare i campioni tissutali; la dimensione dell’ago varia in base alla quantità di tessuto che è necessario prelevare;
- biopsia guidata da tomografia computerizzata (TAC), in cui il medico utilizza la TAC per determinare la posizione esatta in cui inserire l’ago;
- biopsia ultrasuono-guidata, in cui il medico direziona l’ago con l’aiuto di un ecografo;
- biopsia ossea, che preleva tessuto dalle ossa e può essere effettuata mediante agobiopsia oppure “a cielo aperto”, ovvero mediante un vero e proprio intervento chirurgico sotto anestesia generale;
- biopsia del midollo osseo, effettuabile ambulatorialmente o in day hospital, viene eseguita mediante l’inserimento di un ago;
- biopsia della prostata, in cui l’ago viene inserito per prelevare diversi campioni di tessuto dalla ghiandola prostatica, e il medico osserva il posizionamento dell’ago con l’utilizzo di una sonda endoscopica (che contiene una telecamera miniaturizzata) inserita nel retto del paziente;
- biopsia chirurgica o incisionale, può essere eseguita sia “a cielo aperto” sia in laparoscopia, e serve per raggiungere quei tessuti collocati in aree del corpo difficili da raggiungere;
- biopsia escissionale, in cui si effettua un’incisione per rimuovere l’intera area sospetta, compresi i tessuti sani circostanti;
- biopsia cutanea o biopsia punch, in cui il medico utilizza un bisturi cilindrico monouso detto PUNCH, ruotandolo per asportare sezioni circolari di tessuto cutaneo.
Tipi di Biopsia Cutanea
Esistono diversi tipi di biopsie cutanee, ciascuno indicato per specifiche situazioni cliniche:
- Biopsia escissionale: consiste nella rimozione completa della lesione, inclusi i margini di pelle circostante. Questa tecnica è spesso preferita per lesioni sospette come il melanoma, poiché consente sia la diagnosi sia il trattamento con un unico intervento.
- Biopsia incisionale: è una procedura semplice che utilizza un bisturi o un piccolo strumento cilindrico (punch) per prelevare un campione cutaneo. È ideale per lesioni di piccole dimensioni, o di grandi dimensioni laddove è consigliata una piccola biopsia per una conferma diagnostica prima di procedere all’intera asportazione. Inoltre, è usata in aree delicate o in cui si preferisce un approccio meno invasivo, come il volto.
- Biopsia “saucerization” (shave profonda): con questa tecnica si rimuove la lesione con un margine di pelle circostante tramite una tecnica di rasatura. È rapida, non richiede sutura e garantisce un buon risultato cosmetico, soprattutto in ambito ambulatoriale.
Tipi di Biopsia Linfonodale
La biopsia linfonodale può prevedere sia la rimozione completa del linfonodo sia il prelievo di una sola parte, a seconda della tecnica utilizzata e delle indicazioni cliniche.
- Agoaspirato linfonodale (FNA): Si preleva solo un piccolo campione di cellule dal linfonodo tramite un ago sottile. Non viene rimosso il linfonodo intero;
- Core biopsy: Si preleva un piccolo cilindro di tessuto linfonodale con un ago più spesso. Anche in questo caso, il linfonodo resta in sede e si analizza solo una parte;
- Biopsia escissionale: Si rimuove chirurgicamente tutto il linfonodo sospetto. Questa tecnica viene scelta quando serve un campione più ampio o quando è necessario esaminare l’intera struttura linfonodale per una diagnosi più precisa.
Come si Svolge la Procedura
A seconda del tipo di biopsia, la procedura può variare:
- Biopsie con ago (agoaspirato o core biopsy): Si eseguono in ambulatorio con anestesia locale; Durano pochi minuti; Non comportano incisioni; Non richiedono ricovero.
- Biopsia chirurgica (escissionale): Può essere eseguita in anestesia locale o generale, a seconda della sede; Prevede una piccola incisione e l’asportazione completa del linfonodo; Si effettua in day hospital o con breve ricovero.
Solitamente la procedura viene effettuata in ambulatorio, quindi non è sempre necessario recarsi in ospedale. Il medico che la esegue deve informare il paziente riguardo ai motivi che lo portano a eseguire la biopsia e al tipo di procedura usata. Il paziente deve informare il medico sulla sua storia clinica, su eventuali allergie a farmaci e anestetici locali, e su eventuali trattamenti in corso.
Esistono vari tipi di biopsia. Il ricorso a un tipo di biopsia, piuttosto che a un altro, dipende da dove deve avvenire la raccolta del campione cellulare.
Anestesia
In base al tipo di biopsia che verrà effettuato, si può decidere quale tipo di anestesia utilizzare tra:
- anestesia locale, ovvero un’iniezione che va ad intorpidire l’area che verrà sottoposta a biopsia;
- sedazione cosciente (sedo-analgesia), detta anche anestesia monitorata, serve a rilassare il paziente, che rimane sveglio durante la procedura, e può accompagnare l’anestesia locale;
- sedazione generale, meglio conosciuta come anestesia generale, rende il paziente incosciente durante tutta la biopsia.
L'esame viene generalmente eseguito in anestesia generale (nei casi di biopsia frameless neuronavigata) o in anestesia locale (nei casi di biopsia stereotassica con casco). In entrambi i casi il dolore è ben neutralizzato e un eventuale lieve disagio post-operatorio può essere controllato con semplici analgesici.
Preparazione all'Esame
La preparazione del paziente ad una biopsia varia in base al tipo di esame che viene effettuato e alla sede del tessuto da prelevare. In alcuni casi è necessario il digiuno e la sospensione delle terapie farmacologiche in corso. È importante che il paziente riferisca al medico eventuali patologie, allergie o reazioni ai farmaci che potrebbero influenzare la scelta dell’anestetico da somministrare.
La biopsia epatica viene eseguita a digiuno, per cui al paziente viene esplicitamente richiesto di non mangiare e bere nelle sei ore che precedono l'esame. Con sufficiente anticipo, il paziente dovrà informare il medico sui medicinali assunti abitualmente, nonché su eventuali allergie o malattie in corso. La terapia con anticoagulanti o farmaci che interagiscono con i sedativi può infatti essere sospesa temporaneamente in vista dell'esame (in genere per una settimana).
Come prepararsi alla biopsia dei linfonodi:
- Agoaspirato e core biopsy:
- Non è necessario il digiuno
- Non occorre sospendere i farmaci abituali, salvo diversa indicazione
- Biopsia escissionale:
- Può essere richiesto il digiuno di 6-8 ore
- È spesso necessario sospendere terapie anticoagulanti o antiaggreganti (aspirina, warfarin, DOAC)
- È opportuno informare il medico su eventuali allergie, patologie pregresse o farmaci in uso
Rischi e Complicanze
La biopsia può produrre degli effetti collaterali e alcuni rischi, seppure rari, quali infezioni, dolore persistente, febbre, danneggiamento involontario delle aree limitrofe, sanguinamento copioso e ingrossamento della zona sottoposta ad esame. Il paziente deve essere correttamente informato sui vantaggi e i rischi della procedura, così come sul suo svolgimento.
La biopsia dei linfonodi è generalmente una procedura sicura e ben tollerata. Possibili effetti indesiderati includono:
- Dolore localizzato o fastidio;
- Ecchimosi o ematomi;
- Infezioni locali (rare);
- Sanguinamento (in caso di disturbi della coagulazione o uso di anticoagulanti).
Le complicanze gravi sono molto rare, soprattutto se l’esame è eseguito in ambito ospedaliero e da personale esperto.
Pur essendo un esame invasivo e cruento, la biopsia epatica è una procedura con un elevato margine di sicurezza, che non comporta rischi per il paziente. Le gravi complicanze sono infatti alquanto rare. La più comune, non certo grave perché facilmente gestibile, è il dolore post-intervento, che interessa fino al 20-25% dei pazienti, localizzandosi sul sito di puntura (la parte superiore destra dell'addome) e propagandosi abbastanza spesso alla spalla destra. Altra complicanza frequente, che non deve destare troppa preoccupazione, è il calo pressorio (10% dei pazienti). L'abbassamento della pressione è solitamente dovuto ad una reazione detta vaso-vagale, durante la quale i vasi sanguigni si dilatano ed il cuore diminuisce la propria frequenza. Tra le complicanze più gravi, che possono richiedere intervento chirurgico e terapia trasfusionale, ricordiamo il sanguinamento (un caso su 500-1000 biopsie), che può essere lieve o più raramente (un caso su 2000) severo, al punto da richiedere l'ospedalizzazione con procedure di embolizzazione ed eventuale trasfusione. Il rischio di mortalità associato a biopsia epatica è vicinissimo allo zero (un caso su 10000-12000). Un ulteriore, possibile, complicanza è la puntura accidentale di un viscere vicino (un caso su 3000), mentre in linea teorica esiste anche un potenziale rischio di disseminazione di cellule tumorali o diffusione dei processi infettivi.
Nonostante sia una procedura meno invasiva di un intervento “a cielo aperto”, la biopsia stereotassica cerebrale è un intervento chirurgico a tutti gli effetti: non mancano perciò i rischi, anche se sono poco frequenti. Questi possono includere possibili sanguinamenti o infezioni nella sede della perforazione. Inoltre, esiste la possibilità che non si riesca a fare una diagnosi certa, perché i campioni patologici acquisiti sono insufficienti o perché la zona in cui si è effettuato il prelievo non è abbastanza rappresentativa della lesione.
Le informazioni di questa pagina non sostituiscono il parere del medico.
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