L'ittero è un segno di comune riscontro sia nei neonati prematuri che in quelli nati a termine. La caratteristica più lampante dell'ittero è la comparsa di evidenti sfumature cutanee giallognole, sostenute dall'aumento dei livelli di bilirubina nell'organismo.
Cos'è la Bilirubina?
La bilirubina è una sostanza di colore giallo-arancione presente nel sangue. Si forma dopo la degradazione dei globuli rossi ormai invecchiati che vengono distrutti dalla milza. Quando i globuli rossi vecchi vengono distrutti, l’emoglobina, ovvero la proteina che trasporta l’ossigeno, viene convertita in bilirubina.
La bilirubina è un pigmento giallo-arancione derivato dalla degradazione splenica dell'emoglobina contenuta nei globuli rossi, resa poi solubile dal fegato per essere eliminata con la bile e le urine. L'ittero cutaneo del neonato, in particolare, si manifesta quando tale pigmento raggiunge e supera concentrazioni di 5/6 mg su 100 ml di sangue.
La bilirubina è comunemente misurata in tre forme:
- Bilirubina totale: è la somma della bilirubina diretta e della bilirubina indiretta nel sangue.
- Bilirubina diretta (o coniugata): è il prodotto della bilirubina indiretta che è stata metabolizzata nel fegato. Viene coniugata (legata a una molecola di acido glucuronico) nel fegato, rendendola solubile in acqua e pronta per essere escreta attraverso la bile.
- Bilirubina indiretta (o non coniugata): è la forma di bilirubina che circola nel sangue legata all’albumina, è insolubile in acqua e non può essere escreta direttamente attraverso la bile. Deve essere trasformata in bilirubina diretta nel fegato prima di poter essere espulsa.
In effetti, la bilirubina frazionata è una misurazione più dettagliata dei diversi tipi di bilirubina presenti nel sangue, che può essere utile nel diagnosticare specifiche condizioni mediche e nel determinare la causa dell’ittero.
Ittero Fisiologico
L'ittero fisiologico appare all'incirca verso il secondo giorno di vita, raggiunge l'apice durante il terzo o quarto giorno e poi inizia a regredire fino ad annullarsi nel giro di una o due settimane nei neonati a termine e oltre due settimane nel pretermine. L'ittero fisiologico riguarda circa il 50% dei neonati sani a termine di gravidanza.
Per quanto detto nella parte introduttiva, l'itterizia neonatale fisiologica è caratterizzata da iperbilirubinemia indiretta, mentre sono considerati anomali gli episodi itterici accompagnati ad elevati livelli di bilirubina coniugata.
Il fatto che un neonato abbia l’ittero, cioè sia “giallo”, è però considerato normale solo in base a certe caratteristiche: l’ittero nei neonati deve comparire dopo la prima giornata di vita, deve raggiungere la massima intensità fra il terzo e il quinto giorno e deve scomparire dopo due settimane al massimo, senza nessun trattamento.
I valori di bilirubina del neonato devono crescere lentamente ogni giorno e non superare determinati livelli di guardia stabiliti da apposite tabelle (circa 12 mg per decilitro nei nati a termine e 15 mg nei neonati pretermine), al di là dei quali questa sostanza potrebbe entrare nelle cellule del cervello e causare un danno al sistema nervoso centrale.
Se l'ittero viene inquadrato come fisiologico, o in caso di ittero da latte materno, occorre solo sorvegliare clinicamente il neonato fino a che la colorazione della pelle ritorni normale.
Ittero da Allattamento al Seno
Un'altra forma di ittero è quella correlata all'allattamento al seno. A volte ha una lunga durata, fino alle 12 settimane di età. Appena dopo la nascita, l’allattamento svolge un ruolo positivo: se il neonato viene attaccato al seno subito dopo la nascita e le poppate sono frequenti, la bilirubina in eccesso viene eliminata più rapidamente nelle feci.
Diverso è il cosiddetto "ittero associato all'allattamento al seno" nei casi in cui, nei primi giorni di vita, il bambino allattato al seno non si alimenti bene e cali di peso. In particolare, se l'ittero è "da latte materno", non va assolutamente interrotto l'allattamento al seno. La diagnosi di ittero da latte materno deve essere confermata "attivamente" dalla assenza di elementi clinici che possano suggerire un'anemizzazione (riduzione dei livelli di emoglobina, pallore) o una malattia epatica (ingrossamento del fegato e/o della milza, decolorazione delle feci o urine colorate che "macchiano" il pannolino).
Ittero Patologico
L'ittero si definisce patologico quando non sono rispettati i criteri dell'ittero fisiologico. Ma quali sono le cause dell’ittero neonatale “patologico”? Quando il neonato rimane giallo oltre le due settimane di vita (tre settimane nel caso di un prematuro), si parla di ittero “protratto”.
Un’altra causa, ben più grave, di ittero protratto è una malattia chiamata “atresia delle vie biliari”: è molto rara (un caso ogni 15.000 nati) e all’inizio non facile da diagnosticare, ma la prognosi è tanto più grave quanto più tardi ci si accorge del problema. Perché l’intervento chirurgico possa avere successo, infatti, deve essere effettuato entro i primi due mesi di vita.
In questo ittero, causato dall’aumento di un tipo particolare di bilirubina, detta “diretta”, il bambino è giallo, la milza e il fegato sono ingranditi, le feci sono bianche o grigie e la pipì, anziché essere chiara e trasparente, appare scura, quasi arancione. Dato che inizialmente non tutti i sintomi sono evidenti, una maniera per accorgersi in tempo del problema è osservare le feci del neonato: il pediatra utilizza delle tavole cosiddette “colorimetriche” che permettono ai genitori di confrontare il colore delle feci del proprio piccolo con quelli riportati sulla scheda. I colori “normali” vanno dal giallo oro nei bambini allattati al giallo canarino/verdognolo in quelli che assumono una formula artificiale; sono comunque normali tutte le sfumature di giallo e di verde.
Altre cause meno frequenti sono rappresentate dal riassorbimento di emorragie (ad es. in caso di cefaloematoma), da alcune anomalie congenite del globulo rosso, da infezioni, da deficit di alcuni enzimi (ad es. In quest'ultimo caso è l'elevato numero di globuli rossi a determinare un aumento della produzione di bilirubina.
Un'altra comune causa di itterizia è legata alle anemie neonatali, caratterizzate da una ridotta sopravvivenza delle emazie e da un aumentato catabolismo delle forme anomale. Anche infezioni od intossicazioni di vario tipo e l'assunzione di determinati farmaci o sostanze tossiche si accompagnano tipicamente ad ittero da aumentata emolisi.
Una causa di ittero neonatale è l'incompatibilità materno-fetale ed è dovuta al passaggio, attraverso la placenta durante la gravidanza o durante il travaglio, di anticorpi materni contro antigeni presenti sui globuli rossi fetali; la forma più grave si verifica in genere a partire dalla seconda gravidanza nei neonati Rh positivi con madri Rh negative non adeguatamente trattate.
L'ittero patologico va sempre trattato in funzione delle sue cause.
Sintomi di Bilirubina Alta
I sintomi della bilirubina alta possono variare a seconda della causa sottostante e della gravità del problema. L'ittero si rende evidente quando la quantità di bilirubina totale nel sangue supera i 3 mg per decilitro. La colorazione giallastra si manifesta dapprima al volto e alle sclere, per poi estendersi al tronco, alle braccia e alle gambe.
Questi sono solo alcuni dei sintomi che possono essere associati a livelli elevati di bilirubina nel sangue.
ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica.
Diagnosi
La diagnosi precisa richiede solitamente una valutazione medica completa, che può includere test di laboratorio, esami di imaging (es.
Cause di Aumento della Bilirubina
Un aumento della bilirubina può essere causato da diverse problematiche e patologie.
- Calcoli biliari: i calcoli biliari si formano quando alcune sostanze, come il colesterolo o la bilirubina, si calcificano e si accumulano nella cistifellea, organo deputato alla produzione di bile. I calcoli bloccano il passaggio di bile nell’intestino e di conseguenza la bilirubina non viene escreta e i valori ematici aumentano.
- Disfunzione epatica: qualsiasi condizione che influenza la funzionalità epatica può comportare un accumulo di bilirubina. È secondario ad un malfunzionamento del fegato e ad un aumento della bilirubina indiretta.
- Ostruzioni nelle vie biliari che impediscono il flusso normale della bile dal fegato all’intestino tenue. In questa condizione vi è un’ostruzione a livello epatico che impedisce alla bilirubina di lasciare il fegato.
- È secondario ad una produzione eccessiva di bilirubina, dovuta ad una distruzione eccessiva di globuli rossi, come nel caso di emolisi.
- malfunzionamento del fegato, che può causare un accumulo di bilirubina nel sangue.
Trattamento
Ove richiesto, i livelli di bilirubina possono essere abbassati irradiando il bambino con speciali sorgenti luminose (fototerapia). Il bambino va esposto alla fototerapia fin quando la bilirubina si riduca a valori non pericolosi. Solo se la fototerapia non si rivela efficace, in casi particolari e selezionati, è necessario ricorrere alla c.d. exsanguinotrasfusione.
In alternativa o in associazione a questo intervento, l'iniezione endovenosa di albumina può evitare il deposito del pigmento nei tessuti, mentre attende di essere adeguatamente smaltito dal fegato.
Appena dopo la nascita, l’allattamento svolge un ruolo positivo: se il neonato viene attaccato al seno subito dopo la nascita e le poppate sono frequenti, la bilirubina in eccesso viene eliminata più rapidamente nelle feci.
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