Sindrome di Gilbert e Bilirubina Alta: Cause e Sintomi

La sindrome di Gilbert è un disordine ereditario del metabolismo della bilirubina, un pigmento giallo-arancione derivato dal catabolismo dei globuli rossi invecchiati o danneggiati.

Cos'è la Bilirubina?

La bilirubina è un pigmento giallastro che si forma quando i globuli rossi vecchi vengono smaltiti.

La bilirubina è una scoria prodotta dall’organismo, che deve essere eliminata. La bilirubina rappresenta il prodotto finale della fisiologica degradazione dell’eme contenuto nel globulo rosso.

In condizioni fisiologiche, tutta la bilirubina che si origina dall’emoglobina viene metabolizzata ed eliminata dall’organismo.

Il risultato? Normalmente il ciclo di vita di un globulo rosso è di circa 120 giorni, dopodiché l’emoglobina - il pigmento rosso adibito al trasporto di ossigeno nel flusso sanguigno - si scompone.

La bilirubina è uno dei prodotti di questa reazione. In una persona sana, il fegato trasforma la bilirubina in una forma che risulta solubile in acqua.

Inizialmente, la bilirubina circola nel sangue legata alle proteine (bilirubina indiretta o non coniugata).

Successivamente, viene trasportata al fegato dove subisce una trasformazione che la rende solubile in acqua (bilirubina diretta o coniugata).

La bilirubina coniugata, quindi, abbandona il fegato e raggiunge l’intestino, mescolata con la bile. Qui viene smaltita insieme alle feci.

Sindrome di Gilbert: Cos'è e Chi Colpisce

La Sindrome di Gilbert - conosciuta anche con il nome di Morbo di Gilbert - prende il proprio nome dal medico francese Augustin Nicolas Gilbert.

La sindrome di Gilbert è una condizione ereditaria benigna che interessa circa il 5-10% della popolazione. È una condizione abbastanza frequente che colpisce il 4-16% della popolazione secondo le aree geografiche e risulta caratterizzata da iperbilirubinemia, soprattutto non coniugata (>90% della bilirubina totale).

Come anticipato, la principale caratteristica della sindrome di Gilbert sta nel fatto che i valori della bilirubina sono cronicamente più alti del normale.

È causata da una mutazione genetica ereditaria, quindi si manifesta già alla nascita, ma di norma non viene diagnosticata per molti anni. I più colpiti sono gli uomini e di solito viene diagnosticata durante l’adolescenza.

Si manifesta generalmente dopo la pubertà ed è più frequente negli uomini rispetto alle donne; il più delle volte è innocua e priva di sintomi, mentre l'aspettativa di vita è assolutamente normale.

L’anomalia del gene che provoca la sindrome di Gilbert è piuttosto diffusa. Affinché si manifesti la sindrome di Gilbert normalmente ne sono necessarie due copie, ereditate quindi da ciascun genitore; si noti tuttavia che non tutti i soggetti con questa caratteristica genetica manifestano i sintomi tipici della sindrome, segno inequivocabile che sono coinvolti altri importanti fattori nella genesi del disturbo.

Cause della Sindrome di Gilbert

Alla base genetica della condizione vi è una mutazione che interessa il promotore del gene che produce l’enzima, mentre la struttura del gene (che codifica per la proteina) è normale.

Per indurre iperbilirubinemia, è necessario un fattore supplementare, come una iperemolisi (la vita media delle emazie è spesso ridotta), una diseritropoiesi o una diminuzione della captazione della bilirubinemia da parte del fegato.

Sintomi della Sindrome di Gilbert

Quando presenti, i sintomi più comuni della malattia di Gilbert comprendono stanchezza, debolezza, vaghi dolori addominali, dispepsia, anoressia (disappetenza) e lieve colorazione gialla delle sclere oculari e della cute (ittero).

Episodi di lieve ittero, con colorazione giallastra di cute e sclera. Altri sintomi possibili, poi, sono anche malessere generale, vertigini e sindrome dell’intestino irritabile.

Una minoranza di pazienti può manifestare sintomi aspecifici come algie addominali, cefalea, senso di malessere, affaticabilità.

Considerando che i sintomi sopra descritti possono essere ascrivibili anche ad altre condizioni patologiche, non sono - di per sè - elementi utili per formulare una diagnosi di sindrome di Gilbert.

Diagnosi della Sindrome di Gilbert

Per l'asintomaticità che spesso l'accompagna, in molti casi la sindrome di Gilbert viene diagnosticata occasionalmente durante esami di routine, condotti per indagare la presenza di altre condizioni o malattie. La diagnosi si esegue tramite un semplice esame del sangue, che in caso di positività evidenzia livelli di bilirubina indiretta lievemente aumentati, quando gli altri marker di funzionalità epatica rimangono nella norma.

Dal momento che nelle persone affette da Sindrome di Gilbert la bilirubinemia indiretta varia in relazione ai suddetti fattori, l'esame può essere ripetuto più volte o essere eseguito dopo un digiuno di 24 ore.

Un'eventuale ecografia epatica escluderà ogni altra malattia, epatocellulare o delle vie biliari, potenzialmente responsabile dei sintomi avvertiti dal paziente.

Il medico vi visiterà e vi chiederà se manifestate i classici sintomi delle malattie epatiche, ad esempio dolori addominali e urine più scure della norma. Vi può consigliare gli esami del sangue per escludere i problemi al fegato che potrebbero far aumentare la bilirubina.

Trattamento della Sindrome di Gilbert

La malattia è benigna e non necessita, in genere, di alcun trattamento. La prognosi della sindrome di Gilbert è, come già illustrato in precedenza, buona. Nei soggetti affetti non è indicata alcuna terapia.

La sindrome di Gilbert è, nella maggior parte dei casi, asintomatica e non richiede quindi trattamenti o terapie particolari. Allo stesso tempo, è importante mantenere un buon equilibrio sonno-veglia, dormendo almeno otto ore per notte.

Trattandosi di una malattia genetica, la sindrome di Gilbert non conosce ancora cure adeguate; tuttavia, poiché nella maggior parte dei casi non determina alcun problema, in genere non necessita di alcun trattamento.

Il paziente con sindrome di Gilbert viene comunque invitato a seguire uno stile di vita più attento alla salute del proprio fegato, evitando l'acqua fluorurata (il fluoruro è un inibitore enzimatico) e determinati eccessi alimentari (alcolici, fritture, alimenti ed integratori proteici, e cibi ricchi di grassi, specie se cotti); è inoltre utile imparare a gestire lo stress e cercare di prevenire le infezioni, anche le più banali (ad es. lavandosi spesso le mani).

In presenza di sindrome di Gilbert, inoltre, è particolarmente importante informare il proprio medico o farmacista prima di assumere un qualsiasi farmaco; il deficit enzimatico può infatti amplificarne gli effetti collaterali, inclusi quelli del comune paracetamolo (tachipirina).

Induttori enzimatici, come il fenobarbital, possono essere somministrati per favorire la regressione dell'ittero quando causa preoccupazioni cosmetiche o ripercussioni psicologiche importanti al pazente con sindrome di Gilbert.

Bilirubina Alta: Cause e Sintomi

Quando i livelli di questa sostanza nel sangue superano i valori normali, si parla di bilirubina alta o iperbilirubinemia.

I valori normali della bilirubina totale nel sangue variano tra 0,3 e 1,2 mg/dL. Quando questi valori superano la soglia massima, potrebbero essere presenti alterazioni del metabolismo o patologie che richiedono un'attenta valutazione medica.

L'aumento della bilirubina indiretta può essere causato da diverse condizioni che interferiscono con il normale processo di degradazione dei globuli rossi o con il trasporto della bilirubina al fegato. Tra le cause più comuni troviamo la sindrome di Gilbert, una condizione genetica benigna che colpisce circa il 7% della popolazione, caratterizzata da lievi aumenti intermittenti della bilirubina.

L'incremento della bilirubina diretta, invece, è spesso associato a problematiche che interessano il fegato o le vie biliari. Le cause principali includono l'epatite virale, la cirrosi epatica, l'ostruzione delle vie biliari dovuta a calcoli o tumori, e la colestasi, una condizione in cui il flusso della bile è rallentato o bloccato.

Anche alcuni farmaci possono interferire con il metabolismo della bilirubina, causandone un aumento.

Sintomi di Bilirubina Alta

La presenza di bilirubina alta nel sangue può manifestarsi attraverso diversi segnali che è importante saper riconoscere tempestivamente. Il sintomo più caratteristico è l'ittero, una colorazione giallastra della pelle e delle sclere (la parte bianca degli occhi) che si verifica quando i livelli di bilirubina superano i 2,5-3 mg/dL. Il primo segnale di un aumento significativo dei valori è rappresentato dall’ittero.

Oltre ai sintomi già menzionati, è importante prestare attenzione ad altri segnali che potrebbero essere correlati all'aumento della bilirubina. Alcuni pazienti potrebbero manifestare disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione o una sensazione generale di malessere. In casi più severi, soprattutto nei neonati, livelli molto elevati di bilirubina potrebbero causare problemi neurologici.

Pelle e sclere assumono in tal modo una colorazione giallastra (pelle gialla, occhi gialli). La bilirubina in eccesso si deposita a livello della cute e delle sclere degli occhi, provocando l’ittero.

Alcune condizioni possono aumentare i livelli di bilirubina nei soggetti con morbo di Gilbert e tra queste si annoverano per esempio l’influenza, il digiuno o una dieta molto ipocalorica, la disidratazione, lo stress e lo sforzo fisico.

Cause dell'Aumento della Bilirubina

Da cosa dipende l’aumento della concentrazione di tale sostanza nel sangue?

Spesso l’aumento di bilirubina nel sangue è legato a una patologia del fegato o della rete delle vie biliari intra-epatiche localizzate all'interno del fegato. In questo caso l’aumento è dovuto a un problema di ostruzione delle vie biliari a monte e va ricercato fuori dal fegato.

In generale, quando si verifica un aumento significa che nel sistema di produzione, trasporto ed escrezione qualcosa non funziona. Si verifica quando la produzione di bilirubina aumentano a tal punto che i trasportatori non riescono a fare fronte a questa maggiore richiesta di trasporto o non sono sufficienti per trasportare una quantità superiore di bilirubina rispetto alla norma.

Analizziamo le diverse tipologie di ittero:

  • Ittero emolitico: è dovuto ad una produzione eccessiva di bilirubina, dovuta ad una distruzione eccessiva di globuli rossi, come nel caso delle malattie che provocano emolisi.
  • Ittero ostruttivo: un’ostruzione a livello epatico impedisce al pigmento presente nella bile di abbandonare il fegato per raggiungere l’intestino tenue ed essere quindi escreta con le feci.
  • Ittero neonatale: nella maggior parte dei bambini appena nati compare una forma di ittero fisiologico, dovuta al fatto che nel loro fegato il sistema di degradazione dell'emoglobina non ancora maturo.

Condizioni che possono causare l'aumento della bilirubina:

  • Sindrome di Gilbert: è una condizione genetica benigna e relativamente frequente (si stima interessi il 5-8% della popolazione di razza caucasica), che comporta un ritardo, da parte del fegato, nel catturare e processare la bilirubina indiretta presente nel sangue, la quale si accumula. È quindi presente una iperbilirubinemia indiretta cronica.
  • Malattie associate all’ostruzione delle vie biliari: la presenza di calcoli biliari, tumori del fegato (o metastasi epatiche) o del pancreas o colestasi (ridotta secrezione della bile) può ostacolare il flusso della bile dal fegato all'intestino, riducendo la capacità di escrezione della bilirubina e causando un aumento dei livelli della bilirubina coniugata o diretta.
  • Calcoli biliari: Quasi sempre, dopo una o più coliche, un calcolo si può spostare nel coledoco (ossia il dotto che trasporta all'interno dell'intestino la bilirubina che fuoriesce dalla colecisti) ostruendo più o meno. È una delle cause più frequenti dell'aumento della bilirubina nel sangue. La presenza dei calcoli può essere rilavata in modo occasionale durante indagini di routine, oppure durante una colica biliare dove un calcolo si muove e viene spinto all'interno del coledoco dove può eventualmente entrare.
  • Aumentata distruzione dei globuli rossi: Si tratta di una patologia caratterizzata da un’aumentata distruzione dei globuli rossi con conseguente aumento nel sangue della bilirubina e riduzione dei globuli rossi.

Come viene misurata la Bilirubina?

Tale pigmento può essere dosato tramite un prelievo di sangue da una vena del braccio.

Viene eseguito tramite prelievo di sangue da una vena del braccio, che deve essere eseguito preferibilmente al mattino, a digiuno da almeno 6-8 ore.

È importante evitare di interpretare i risultati degli esami del sangue come una diagnosi: perché tali esiti possano essere significativi dal punto di vista medico, devono essere analizzati nel contesto di tutto il quadro clinico del paziente e di tutte le altre indagini eseguite.

Come abbassare i livelli di bilirubina?

I livelli di bilirubina nel sangue si riducono trattando la causa sottostante (tumore del fegato, tumore del pancreas, epatite, cirrosi epatica, anemia emolitica, anemia falciforme, …).

In generale, si possono mettere in atto strategie palliative per accelerare la sua eliminazione, una volta che è stata istituita la terapia, laddove è possibile farlo. In questi casi, viene consigliata una alimentazione ricca di antiossidanti, in particolare frutta e verdura, e apportatrice di proteine magre.

A chi rivolgersi in caso di bilirubina alta?

Lo specialista di riferimento è, di solito, l’epatologo e occasionalmente il gastroenterologo.

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