La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto ai livelli standard. I livelli di glucosio nel sangue si misurano a 8 ore dall’ultimo pasto e vanno dai 70 ai 100 mg/dl: se questi valori aumentano, il paziente ha sviluppato un’iperglicemia. L’iperglicemia è l’elemento caratteristico del diabete mellito: in questo caso l’iperglicemia deve essere adeguatamente trattata, perché, se non si ripristinano i valori normali, il paziente può sviluppare complicanze croniche al sistema cardiovascolare, a quello nervoso, ai reni e agli occhi.
Cause e Fattori di Rischio
La causa della glicemia alta è dovuta nella maggior parte dei casi alle forme classiche di diabete mellito: il diabete di tipo 1 in cui c’è una assente produzione di insulina da parte del pancreas e il diabete di tipo 2 che è caratterizzato invece da una ridotta capacità delle cellule a utilizzare l’insulina, oltre a altri molteplici meccanismi che sono stati individuati negli ultimi anni e che hanno consentito di mettere a punto nuovi ed efficaci farmaci. Possono sviluppare glicemia alta anche persone non diabetiche ma soggette a condizioni o patologie che comportano fattori di rischio.
La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati.
Tra le principali concause del diabete figurano obesità e sovrappeso, spesso dovuti a uno stile di vita errato, in cui non viene praticata attività fisica.
Anche lo stress favorisce la glicemia alta, a causa della maggior secrezione di ormoni che aumentano i valori di glucosio nel sangue. Infine anche avere un riposo notturno regolare aiuta l’organismo a mantenersi in salute: poco riposo e un ritmo sonno-veglia irregolare favoriscono l’iperglicemia, proprio come lo stress.
Livelli elevati di zucchero nel sangue possono portare a gravi problemi di salute, come diabete, malattie cardiache e danni ai nervi.
Quando la glicemia è pari o superiore a 126 mg/dl a digiuno e 200 mg/dl dopo i pasti, in seguito alla somministrazione di glucosio o in qualunque momento della giornata, può essere un sintomo del diabete.
Strategie Alimentari per Abbassare la Glicemia
I pazienti con diabete, dunque, oltre a seguire le terapie indicate, dovrebbero anche prestare attenzione alla propria alimentazione. Va quindi favorita la dieta mediterranea, ricca delle fibre contenute nelle verdure, che vanno sempre quando possibile aumentate, mentre tra la frutta è opportuno limitare quella con maggiori quantità di zuccheri, come uva, banane, fichi o la frutta essiccata.
I formaggi vanno consumati con moderazione non più di 2-3 volte a settimana, privilegiando quelli freschi tipo ricotta, fiordilatte, primosale ed evitando quelli più grassi (es. mascarpone, gorgonzola) e stagionati. Anche il consumo di carne andrebbe limitato, in particolare le carni rosse, se lo si desidera si possono consumare moderatamente i tagli magri e le carni bianche, ma in generale è meglio inserire nella propria dieta altre fonti di proteine, come i legumi e il pesce.
E i carboidrati? Come abbiamo detto sono da evitare quelli raffinati, che vanno sostituiti dai cereali integrali (da consumare comunque con limitazione). Gli alimenti andrebbero conditi a crudo con olio extravergine di oliva e al sale sono da preferire le spezie e le erbe aromatiche. Le porzioni, inoltre, vanno contenute: regolare la quantità di calorie ingerite è utile a evitare picchi glicemici.
- Prediligere alimenti ricchi di antiossidanti non vitaminici: si tratta principalmente di polifenoli (fenoli semplici, flavonoidi, tannini).
- Moderano ulteriormente lo stress ossidativo e ottimizzano i parametri metabolici; peraltro, agiscono anche come agenti antinutrizionali riducendo la digeribilità dei carboidrati.
- Rispettare un lasso di tempo abbastanza ampio tra l'ultimo pasto della giornata e la colazione seguente. Alcuni studi riportano che aumentando il tempo di digiuno si può ottenere un miglioramento della glicemia.
- Fare piccoli pasti e spuntini durante il giorno può aiutare a evitare picchi di zucchero nel sangue.
È importante ribadire che chi ha il diabete deve seguire i consigli e le terapie proposte degli specialisti diabetologi di riferimento, ma ci sono una serie di accortezze quotidiane che possono aiutare a contenere i fattori di rischio e diminuire il livello di glicemia nel sangue.
Idratazione e Glicemia
Una delle conseguenze dell’iperglicemia è la disidratazione: bere molta acqua aiuta a mantenersi idratati e a eliminare il glucosio in eccesso tramite le urine. Stai cercando di bilanciare la glicemia e di migliorare la tua salute e il tuo benessere? Una delle strategie principali che puoi utilizzare è quella di concentrarti su una buona idratazione.
L'acqua è fondamentale per il corretto funzionamento del corpo e per chi soffre di diabete o desidera mantenere stabili i livelli di glucosio nel sangue, può essere un alleato importante. Bere adeguatamente aiuta a diluire il glucosio nel sangue e facilita la sua eliminazione tramite le urine.
Una corretta idratazione è essenziale per mantenere in equilibrio molti processi vitali, incluso il metabolismo del glucosio. Se il corpo è disidratato, i livelli di zucchero nel sangue possono aumentare poiché il corpo trattiene acqua per altre funzioni vitali, riducendo così la capacità di eliminare il glucosio in eccesso.
In presenza di patologie diabetiche e iperglicemia gli esperti consigliano di consumare circa 1,5-2 litri di acqua al giorno, avendo cura di bere in modo continuativo durante l'intera giornata. Inoltre, è opportuno non esagerare nel consumo di acqua per evitare una serie di effetti indesiderati. L'acqua è la scelta migliore per abbassare immediatamente la glicemia perché lo zucchero in eccesso viene eliminato attraverso l'urina, bevendo molto si aiuta l’organismo a espellere lo zucchero più velocemente.
Oltre alla quantità d'acqua, anche la qualità dell’acqua che beviamo è fondamentale. Bere nei momenti giusti può aiutare a migliorare il metabolismo del glucosio. Non tutte le acque sono uguali. Le acque povere di sodio e a basso residuo fisso aiutano a mantenere un buon equilibrio elettrolitico, senza sovraccaricare il sistema renale. Un depuratore per acqua del rubinetto non solo elimina impurità, ma permette di ottenere un'acqua più leggera e gradevole al gusto, favorendo un consumo più regolare.
Bere acqua è fondamentale per mantenere stabili i livelli di glicemia. Un'acqua leggera, povera di sodio e con basso residuo fisso, ottenuta attraverso un sistema di depurazione domestico, migliora l'idratazione e contribuisce al benessere complessivo del corpo.
Attività Fisica e Gestione della Glicemia
Effettuare un’attività sportiva regolarmente, invece, aiuta a contenere il peso e favorisce l’utilizzo dello zucchero da parte dell’organismo, che lo trasforma in energia. Attività motoria: è il sistema migliore per ridurre la quantità di zucchero nel sangue e per migliorare l'efficienza metabolica. Infatti, l'allenamento fisico (soprattutto aerobico con picchi di alta intensità) interviene positivamente anche sulla sensibilità ormonale, migliorando la glicemia anche a riposo.
Un'attività fisica regolare può aiutare il tuo corpo a utilizzare l'insulina in modo più efficiente e può anche migliorare la tua salute e il tuo benessere.
Il Ruolo del Limone
Al limone si attribuiscono spesso tanti benefici. Si dice anche per esempio che il limone abbassa la glicemia. Ma è vero? Negli ultimi anni diversi studi si sono concentrati sulle proprietà di questo frutto, in particolare di rallentare l’assimilazione degli zuccheri nel sangue e di conseguenza di avere effetti benefici nella lotta contro l’insorgenza del diabete di tipo 2 e dell’insulina-resistenza.
Il limone è un frutto che può essere consumato da chi presenta alterazioni del metabolismo degli zuccheri, per esempio in caso di diabete. Ha infatti un contenuto ridotto di zuccheri facilmente assimilabili dall’organismo», spiega la nutrizionista Valentina Schirò.
Gli studi che invece hanno messo in evidenza i benefici di questo frutto nell’abbassamento della glicemia sono stati condotti per lo più in vitro e in relazione al consumo di amidi. In uno studio condotto sull’uomo un team di esperti ha messo in evidenza che il consumo del suo succo sia in grado di ridurre la risposta glicemica dell’organismo al glucosio che viene rilasciato dal consumo dell’amido del pane, abbassando significativamente il picco medio di concentrazione di glucosio nel sangue del 30% e ritardandolo di oltre 35 minuti.
Un altro studio ha evidenziato che il consumo del succo di limone è in grado di abbassare la risposta glicemica e aumentare sia le secrezioni gastriche sia la velocità di svuotamento. Sebbene questi studi condotti entrambi sull’uomo abbiano evidenziato benefici del succo di limone, al momento le prove a disposizione nella letteratura scientifica sono ancora poche e quindi insufficienti per poter consigliare il limone per abbassare la glicemia.
Il succo di questo frutto così come la scorza e la polpa sono ottimi per ridurre l’impiego di sale e di salse ricche di zuccheri e grassi, il cui consumo è associato a diversi problemi di salute. Ma i benefici dipendono anche da cosa si consuma all’interno del pasto. «Consumare per esempio un’insalata condita con succo di limone in un pasto ricco di carboidrati raffinati e ad alto indice glicemico come il riso, la pizza o le patate bollite non ha effetti miracolosi sulla glicemia. Lo stesso vale se si utilizza il limone nei dolci o in dessert, ricchi di zuccheri a rapido assorbimento.
Altri Rimedi e Consigli Utili
- Acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA): biologicamente i più attivi della famiglia omega 3. Sono contenuti nei prodotti della pesca e nelle alghe. Esercitano un ruolo protettivo da tutte le patologie metaboliche e riducono sensibilmente gli scompensi creati dalla glicemia alta.
- Acido alfa linolenico (ALA): è meno attivo dal punto di vista biologico ma esercita la stessa funzione dei precedenti.
- Galega officinalis: i semi contengono galegina (alcaloide ipoglicemizzante) che potenzia l'azione insulinica, migliora la captazione muscolare del glucosio, riduce il meccanismo epatico di glicogenolisi e la produzione pancreatica di glucagone.
- Mimetici delle incretine (ad es byeta, victoza, ristaben, xelevia, januvia ecc): potenziano l'attività del GLP-1, quindi riducono la secrezione di glucagone e stimolano l'insulina.
- Evitare caffeina e cioccolato nelle ore precedenti al sonno, non esporsi a schermi come quelli di televisione, computer o smartphone e creare una routine che introduca il corpo al riposo, possono essere semplici trucchi per dormire meglio.
Monitoraggio della Glicemia
Infine, per i pazienti diabetici in cui è indicato, è importante monitorare la glicemia mediante l’utilizzo degli appositi misuratori segnalati dagli specialisti. Controllare la glicemia e mantenere un diario giornaliero consente di autoregolarsi nell’alimentazione e nei farmaci quando necessari per gestire meglio i livelli di zucchero nel sangue.
Cosa non fare prima di misurare la glicemia? Non misurare la glicemia subito dopo aver mangiato o dopo l'esercizio fisico perché i risultati sarebbero poco affidabili.
Se si soffre di diabete è importante imparare a gestire i livelli glicemici prima che diventino fuori controllo quindi è opportuno parlarne approfonditamente con un medico. Alcuni sintomi vanno discussi con un medico perché capire tempestivamente se si soffre di questa patologia significa prevenire le complicanze del diabete e avere una salute migliore.
Tabella dei Livelli di Glicemia
Ecco una tabella riassuntiva dei livelli di glicemia:
| Condizione | Livello di Glicemia (mg/dL) |
|---|---|
| Normale (a digiuno) | 70-100 |
| Iperglicemia (a digiuno) | Superiore a 100 |
| Diabete (a digiuno) | Pari o superiore a 126 |
| Iperglicemia (post-prandiale) | Superiore a 140 |
| Diabete (post-prandiale o casuale) | Pari o superiore a 200 |
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