Nuovo Reparto di Oncoematologia Pediatrica al Bambino Gesù: Innovazione e Speranza

Sette stanze altamente tecnologiche compongono la struttura dedicata al trapianto emopoietico ed alle terapie cellulari del nosocomio romano. Il nuovo reparto, che va ad aggiungersi alle 6 già preesistenti, è stato inaugurato il 31 maggio, con la presenza del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

“In Italia - ha detto Lorenzin - ogni anno si ammalano di cancro 1.380 bambini in età pediatrica e 780 adolescenti. Negli anni Settanta sopravviveva il 40%, mentre oggi tra l’80-90% e anche oltre. Quindi oggi dal cancro si guarisce e questa è una fantastica nota, non solo di speranza, ma anche di certezza che dobbiamo dare ai genitori e alle famiglie, aiutandoli in questo percorso di guarigione".

La Necessità di una Rete Nazionale

“Non possiamo avere una struttura di altissima eccellenza come è questa in ogni regione - ha aggiunto Lorenzin - per le patologie più complesse dobbiamo creare una rete, per ottenere il massimo possibile”.

Trapianto Aploidentico e Immunoterapia Cellulare: Tecniche All'Avanguardia

Solo lo scorso anno sono stati trapiantati 55 bambini da genitore”, ha spiegato Franco Locatelli, responsabile del Dipartimento di onco-ematologia del nosocomio romano. Il trapianto da genitore al quale Locatelli si riferisce è il trapianto aploidentico, che letteralmente significa ‘identico a metà’ ed è stato messo a punto nel 2009-2010. Semplificando: un genitore, per definizione, ha il 50 per cento del patrimonio genetico in comune con il figlio, che tradotto in termini immunologici significa una sorta di compatibilità dimezzata.

Un dimezzamento che è stato superato dalla tecnica aploidentica appunto, che Alice Bertaina, a capo del nuovo reparto, spiega così: “Preleviamo sangue periferico del padre o della madre, lo trattiamo in laboratorio per eliminare i linfociti T alfa e beta positivi, che sono le cellule “cattive” responsabili delle reazioni avverse nei piccoli pazienti. E solo dopo trapiantiamo il bambino.

L’ultima evoluzione del trapianto aploidentico è l’infusione di linfociti T “trasdotti con il gene suicida della caspasi 9”. “Il problema è che i linfociti T alfa e beta positivi hanno una loro utilità - prosegue Bertaina - proteggono il piccolo paziente dalle infezioni. Allora, con una tecnica che utilizziamo da circa un anno e mezzo, prima di trasfonderle nel paziente le lavoriamo in laboratorio in modo da renderle capaci di autodistruggersi qualora diventassero effettivamente nocive per il paziente.

Ma per la fine dell’anno contiamo di mettere a punto una tecnica di immunoterapia cellulare, una tecnologia indipendente dal trapianto e che consiste nel fornire al bambino, ammalato di leucemia ma anche di tumori solidi, linfociti T ingegnerizzati cioè resi capaci di eliminare in modo elettivo le cellule tumorali: il senso è avere linfociti T ad hoc per leucemie, ad hoc per neuroblastomi e così via.

I Servizi Offerti dal Dipartimento di Oncoematologia Pediatrica

Fino all’arrivo del Prof. Allo stato attuale le tre unità si sono fuse, pur mantenendo una loro autonomia a livello logistico, dando vita al “Dipartimento di Onco-ematologia Pediatrica e Medicina Trasfusionale”, del quale è appunto responsabile il Prof.

In particolare vengono assistiti bambini affetti da tumori solidi maligni quali:

  • Tumori del sistema nervoso centrale
  • Tumori di origine neuroectodermica
  • Retinoblastoma
  • Sarcomi dei tessuti molli
  • Tumori renali
  • Tumori epatici
  • Tumori germinali
  • Istiocitosi
  • Tumori ossei
  • Tumori rari (ad es.)

L’Area Ematologica si occupa della diagnosi e cura dei bambini affetti da malattie del sangue.

  • Anemie congenite ed acquisite.
  • Leucemie.
  • Linfomi di Hodgkin.
  • Linfomi non Hodgkin.
  • Morbo di Hodking.
  • Istiocitosi e malattie del sistema monocito-macrofagico.
  • Coagulopatie congenite ed acquisite.

Presso il reparto MITA (Modulo Interdisciplinare di Terapie Avanzate) vengono seguiti pazienti provenienti dall’U.O. di Ematologia e dall’U.O.

Day Hospital di Oncoematologia

Il Day Hospital occupa una struttura completamente dedicata al servizio dove, oltre agli ambulatori e alle stanze di degenza, sono presenti una sala d'aspetto, una sala giochi e una cucina. La formula del Day Hospital consente di effettuare i trattamenti e gli accertamenti necessari nell'arco di una giornata, evitando così di far trascorrere ai pazienti e ai genitori la notte in Ospedale. Per i pazienti che devono trascorrere una giornata in Day Hospital sono previsti colazione e pranzo come durante il ricovero e sono disponibili servizi quali la scuola e svariate attività ludiche. Il Day Hospital di Oncoemetologia è aperto dal lunedì al sabato, dalle 7.30 alle 19.30.

Franco Locatelli: Profilo Professionale

Franco Locatelli, nato nel 1960 a Bergamo, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Pavia, dove ha ottenuto le specializzazioni in Pediatria ed Ematologia. Per apprendere le tecniche del trapianto di midollo osseo, è stato «Honorary Clinical Visitor» presso l’Hammersmith Hospital di Londra nel 1990. Dal settembre 2000 a gennaio 2010 è stato direttore del reparto di Onco-ematologia pediatrica dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) Policlinico San Matteo di Pavia. Dall’ottobre 2004 è Presidente dell’Associazione italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (Aieop); nello stesso anno è stato coordinatore nazionale del Gruppo italiano sui trapianti di midollo osseo da donatore non consanguineo. Coordinatore di numerosi progetti di ricerca nazionali ed internazionali, è autore di 290 pubblicazioni scientifiche apparse su riviste indicizzate. Ha ricevuto la medaglia d’oro al merito per la Sanità pubblica nell’aprile 2005.

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