Tra gli esami più frequentemente richiesti dai medici, sia ospedalieri che di famiglia, vi è senz'altro la determinazione delle transaminasi, e non di rado vengono riscontrati valori al di sopra dei limiti di norma. Se ciò non pone problemi particolari in pazienti già noti come portatori di una malattia epatica cronica, altre volte, in soggetti altrimenti ritenuti sani, ricercarne la causa può implicare un percorso diagnostico relativamente complesso e non sempre in grado di fornire una spiegazione soddisfacente della alterazione enzimatica osservata.
Alcuni dati di letteratura mostrano che circa l'8-10% delle ipertransaminasemie persistenti resta ad eziologia sconosciuta nonostante un iter diagnostico approfondito. D'altro canto non sempre una ipertransaminasemia di lieve entità viene attentamente presa in considerazione dal medico, con il rischio di non identificare una malattia epatica potenzialmente curabile.
Transaminasi: Cosa Sono e Perché Sono Importanti
Le transaminasi sono enzimi che partecipano alla trasformazione degli amminoacidi in energia. La determinazione dei loro livelli nel sangue è utile soprattutto per valutare il corretto funzionamento epatico, ma può riflettere anche lo stato di salute del cuore e dell'apparato muscolo-scheletrico. In presenza di un danno o di un processo infiammatorio a carico di tali organi, si può verificare un aumento anomalo dei valori delle transaminasi.
Le transaminasi sono un gruppo di enzimi presenti in vari tessuti, ma concentrati soprattutto nelle cellule del fegato. Qui, regolano la deaminazione, ossia catalizzano la reazione che trasforma gli aminoacidi in eccesso in ammoniaca e sostanze idonee a essere utilizzate a scopi energetici. Le transaminasi più importanti sono l'alanina amino transferasi (ALT o GPT) e l'aspartato amino transferasi (GOT o AST).
- ALT (alanina amino transferasi): È un enzima del fegato che aiuta l’organismo a metabolizzare le proteine. Si tratta di una proteina sintetizzata esclusivamente in quest’organo e in caso di lesioni viene riversata nel sangue aumentando quindi la concentrazione presente oltre i limiti normali.
- AST (aspartato transaminasi): È un enzima che, come l’ALT, quando non ci sono problemi si trova nel sangue in minime quantità. L’aumento dei livelli può indicare una patologia o una lesione al fegato.
L'AST è presente soprattutto nei muscoli e nel miocardio, mentre l'ALT si trova essenzialmente nelle cellule del fegato. Quando le cellule del fegato, del cuore o dei muscoli sono danneggiate, le transaminasi si riversano nel circolo sanguigno, con aumento della loro concentrazione plasmatica.
Le transaminasi si trovano in ogni distretto corporeo (enzimi ubiquitari), ma sono particolarmente abbondanti nel fegato e nel muscolo scheletrico striato, incluso quello cardiaco.
Valori di Riferimento e Interpretazione
I valori di riferimento delle transaminasi possono cambiare in funzione di età, sesso e strumentazione in uso nel laboratorio analisi. Per questo motivo, è preferibile consultare i range riportati direttamente sul referto. Prima di sottoporsi al prelievo di sangue per l'esame delle transaminasi, è necessario osservare un digiuno di almeno 8-10 ore. Durante tale periodo, è possibile solo assumere una modica quantità di acqua. Inoltre, prima dell'esame occorre essere in posizione eretta da almeno 30 minuti. Se i risultati forniscono un valore superiore, l'esame dev'essere ripetuto dopo 7-15 giorni.
Il riscontro isolato di una transaminasi alta è spia di un probabile danno al fegato o alle vie biliari; il termine probabile è d'obbligo, in quanto abbiamo visto che tali enzimi - pur concentrandosi soprattutto a livello epatico - sono ubiquitari. Potrebbe quindi trattarsi, ad esempio, di un danno muscolare, pancreatico o cardiaco; per ottenere maggiori indizi sulle cause che hanno prodotto il rialzo anomalo di una singola transaminasi, è quindi necessario valutare allo stesso tempo i livelli degli altri enzimi epatici. Utile risulta anche il dosaggio della bilirubina, del tempo di protrombina, delle proteine plasmatiche e la ricerca di markers delle epatiti virali, oltre ad esami diagnostici strumentali come l'ecografia o la risonanza magnetica addominale, la biopsia epatica e la colangiopancreatografia.
In condizioni normali le transaminasi sono presenti in circolo a livelli molto bassi (inferiori alle 40 U/l) e simili fra loro, anche se il rapporto AST/ALT è in genere > 1 (maggiore di uno). La AST (Aspartato aminotransferasi) è una transaminasi mitocondriale e citoplasmatica che, similmente all'ALT, è presente negli epatociti ma anche nei tessuti non epatici, dove si trova però in proporzioni maggiori rispetto all'ALT.
Livelli particolarmente elevati di transaminasi nel sangue (> 10 volte o più i valori basali) suggeriscono un danno epatico acuto e consistente. Un'elevazione cronica e contenuta delle transaminasi è tipica delle steatoepatite, della steatosi (fegato grasso), del danno da farmaci e delle epatiti virali in fase non acuta. In caso di colestasi intra ed extraepatica, oltre a transaminasi alte, si nota un tipico aumento della bilirubina, della fosfatasi alcalina (rialzo consistente) e della gamma-glutamil-transpeptidasi (GGT).
Cause di Ipertransaminasemia
A fronte di una ipertransaminasemia di recente scoperta occorre innanzitutto procedere ad una corretta anamnesi e ad uno scrupoloso esame obiettivo, poi, in assenza di elementi che possono fare sospettare la presenza di una epatopatia cronica, dovrà essere programmato un nuovo controllo enzimatico a distanza di 2-3 mesi, eventualmente esteso ad altri esami di funzionalità epatica (fosfatasi alcalina, gamma GT, bilirubinemia, emocromo, elettroforesi proteica).
Sono da approfondire i seguenti aspetti:
- Familiarità per epatopatia
- Tossicodipendenza
- Trasfusioni di sangue o emoderivati
- Ospedalizzazioni ed interventi chirurgici anche minori
- Analisi delle abitudini dietetiche con particolare riferimento alla assunzione di bevande alcoliche
- Presenza di malattie endocrinometaboliche (diabete, ipoipertiroidismo, etc)
- Presenza di malattie neuromuscolari, quali miopatie tipo Duchenne e polimiositi
- Uso di farmaci, tra cui i contraccettivi orali
- Recenti stress fisici
- Recenti traumi muscolari, quali ad es. una iniezione intramuscolare
- Presenza di scompenso cardiaco
- Storia di malassorbimento (es.
La diagnosi può essere difficile in quanto molti pazienti rimuovono il problema o sottostimano la quantità di bevande alcoliche consumate. Occorre eseguire una accurata anamnesi farmacologica, con particolare attenzione verso farmaci utilizzati con continuità, magari in assenza di prescrizione medica, come ad esempio gli antiinfiammatori non steroidei; altri farmaci che frequentemente possono dare ipertransaminasemia sono gli antibiotici, gli antitubercolari, gli antiepilettici, le statine e gli ipoglicemizzanti orali.
Epatiti Croniche Virali
I dati epidemiologci mostrano come la prevalenza di malattie epatiche nella popolazione generale italiana sia del 3-5%, di cui il 70% causate da virus. La prevalenza di positività per HbsAg nella popolazione adulta è di circa il 2,4% e quella per HCV-Ab del 3%: complessivamente si stima che vi siano almeno 3 milioni di individui affetti da epatite cronica (2 milioni da HCV ed 1 milione da HBV). L'epatite cronica da HCV rappresenta attualmente la causa principale di morbilità e mortalità tra le malattie epatiche.
Emocromatosi Ereditaria
La emocromatosi ereditaria è caratterizzata, come è noto, da un alterato metabolismo del ferro, con conseguente accumulo del minerale in alcuni organi, tra cui fegato, pancreas, testicoli, cuore e articolazioni. Si tratta di una anomalia non così rara nella nostra popolazione (prevalenza di circa 1,9-6/mille abitanti) e senz'altro sottostimata.
Epatite Autoimmune
E' una malattia relativamente rara, con una prevalenza nel nord Europa di circa 170 casi per milione, che interessa soprattutto il sesso femminile (rapporto di 4:1) ed è frequentemente associata all'aplotipo HLA A1 B8 DR3 e HLA DR4. E' caratterizzata dalla presenza di flogosi epatocellulare, di alterazione delle transaminasi, di ipergammaglobulinemia e di presenza di autoanticorpi sierici.
Malattia di Wilson
E' una malattia ereditaria caratterizzata da accumulo di rame a livello di alcuni organi, tra cui fegato e cervello, per un difetto nella sua escrezione. Può determinare malattia epatica con uno spettro che va dalla epatite acuta (anche fulminante), alla epatite cronica con ipertransaminasemia asintomatica fino alla cirrosi epatica.
Deficit di Alfa-1-Antitripsina
E' una causa rara di malattia epatica cronica dell'adulto, mentre è relativamente più frequente nei bambini, nei quali rappresenta la principale causa di epatopatia a trasmissione genetica. Il danno epatico è causato dall'effetto tossico della molecola mutata di alfa-1-antitripsina che si accumula nel reticolo endoplasmico degli epatociti. Nell'adulto si manifesta come epatite cronica e cirrosi epatica.
Steatoepatite Non Alcolica (NASH)
La prevalenza nella popolazione occidentale di steatosi epatica non correlata ad assunzione significativa di alcool è di circa il 20%. La steatoepatite non alcolica interessa circa il 3% della popolazione generale ed attualmente rappresenta la forma più frequente di danno epatico riscontrato in soggetti sottoposti a biopsia epatica per ipertransaminasemia ad eziologia indeterminata.
Associate alla steatosi si possono avere alterazioni laboratoristiche, quali un modesto aumento delle transaminasi (con rapporto AST/ALT < a 1, a differenza di quanto avviene nella epatopatia alcolica), a volte con incremento delle fosfatasi alcaline e delle gamma GT. Il quadro ecografico di diffusa iperecogenicità è abbastanza caratteristico anche se assolutamente non specifico.
Creatinchinasi (CPK): Cosa È e Perché Aumenta
La creatichinasi (CPK) è un enzima vitale per il funzionamento muscolare che interviene nel meccanismo energetico associato alla creatina (è coinvolta nel processo di conversione del creatinfosfato in creatina) e si trova principalmente nei tessuti muscolari e cerebrali. L’esame del CPK, associato agli esami di LDH1 e AST, viene impiegato nella diagnosi dell’infarto del miocardio. In ambito sportivo, può essere utilizzato per valutare il grado di affaticamento muscolare.
Definizione di IperCKemia
Per iperCKemia si intende un aumento nel sangue dei valori della creatinkinasi (CK), nota anche come creatin-fosfokinasi (CPK), enzima fondamentale nel metabolismo energetico della cellula, che ha la proprietà di formare ATP (adenosintrifosfato) - la molecola energetica più importante per la cellula -, partendo da creatin-fosfato e ADP (adenosindifosfato). I globuli rossi non contengono CK, per cui i suoi livelli non sono influenzati dall’emolisi.
Cause di Aumento del CPK Sierico
Il CK viene dosato nel siero ed I valori normali sono espressi in Unità per Litro (U/L) e variano a seconda delle metodiche utilizzate e della temperatura alla quale viene effettuato il dosaggio (temperatura ambiente o 37 gradi), per cui si preferisce attualmente indicare l’iperCKemia in base a quante volte il valore osservato è superiore al limite massimo normale (ad esempio: 2X, 10X, etcc.).
Le cause di aumento del CPK sierico possono essere:
- Attività sportive: Alcuni tipi di attività sportiva intensa, quali ad esempio body building, sollevamento pesi, attrezzi, possono indurre un aumento dei valori di CK, che rientrano nei valori normali, dopo la sospensione dell’attività.
- Iniezioni intramuscolari: In considerazione delle alte concentrazioni di CK nei muscoli, è sufficiente una singola iniezione muscolare perché si possa avere un incremento dell’attività enzimatica, per azione diretta dell’ago sulla muscolatura striata o per effetto del farmaco iniettato.
- Assunzione di alcune categorie di farmaci: (statine, fibrati, immunosoppressori, beta-bloccanti, idrossiclorochina, isoretinoici) è stato dimostrato che una certa percentuale di soggetti trattati con le statine per ottenere la normalizzazione dei valori di colesterolemia, presentano un aumento dei valori di CK, che di solito regrediscono fino ai valori normali, dopo la sospensione del farmaco.
- Traumi Muscolari, Interventi chirurgici.
Condizioni Sistemiche Associate a IperCKemia
Diverse condizioni sistemiche possono essere associate a iperCKemia:
- Miosite virale acuta: Si caratterizza per l'insorgenza acuta di mialgie arti inferiori e difficoltà/rifiuto della deambulazione, sempre preceduta da sintomatologia simil-influenzale, e marcata iperCKemia, leucopenia con linfocitosi.
- Alterata funzione della tiroide: E' frequente il riscontro di valori elevati di CK legati a un cattivo funzionamento della ghiandola tiroide, spesso coinvolta in processi autoimmuni (tiroidite di Hashimoto).
- Alterazioni elettrolitiche acute: (ipokaliemia, ipernatriemia…)
- Predisposizione all’ipertermia maligna: I soggetti predisposti non manifestano di solito alcuna sintomatologia, ma possono presentare iperCKemia.
- Infarto acuto del miocardio: Tale condizione è di solito accompagnata da una sintomatologia evidente (dolore precordiale, sudorazione ecc.).
- Malattie muscolari: Un aumento dei valori della CK può essere presente sia nelle forme acquisite di malattie muscolari (dermatomiositi, polimiositi) che nelle forme genetiche (distrofie muscolari, distrofie muscolari congenite, miopatie congenite, miopatie metaboliche, amiotrofie spinali ecc.).
Nei pazienti asintomatici con iperCKemia, dopo avere escluso una familiarità ed eventuali patologie cardiache, è necessario avere conferma del dato, ripetendo il dosaggio per almeno tre volte, a distanza di un mese l’una dall’altra, in condizioni di riposo evitando l'attività fisica per almeno una settimana.
Considerazioni Finali
La prevenzione dei livelli elevati di CPK dipende dalla causa sottostante. Il trattamento dipende dalla causa specifica.
È essenziale in ogni caso effettuare indagini rivolte a definire la funzione del fegato, e in particolare prove di coagulazione e dosaggio dei livelli di albumina nel sangue (albuminemia). Il trattamento varia in relazione alla causa identificata che sarà diversa in relazione all'età del bambino. Non sempre è necessaria una terapia specifica e nella maggior parte dei casi si assiste alla risoluzione spontanea (soprattutto nelle forme causate da infezioni, da farmaci, etc).
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