L'antitrombina III (ATIII) è una proteina che contribuisce a regolare la formazione del coagulo ematico. Nello specifico, l'antitrombina III è capace di bloccare la cascata enzimatica che porta alla trasformazione del fibrinogeno in fibrina. In pratica, questo fattore opera come un blando fluidificante del sangue.
Cos'è l'Antitrombina III (ATIII)?
L'AT III è una serina-proteasi, il più potente inibitore fisiologico del processo della coagulazione del sangue. L'antitrombina III è una glicoproteina plasmatica ad azione anticoagulante indipendente dalla vitamina K. Come suggerisce il nome stesso, l'antitrombina rappresenta il più importante inibitore fisiologico della trombina (IIa) e di molti altri fattori della coagulazione (VIIa, IXa, XIa, XIIa e soprattutto Xa). Viene prodotta dal fegato e dall'endotelio dei vasi sanguigni.
- L'ATIII, sintetizzata dal fegato, è un inibitore naturale della coagulazione capace di bloccare la cascata enzimatica che porta alla trasformazione del fibrinogeno in fibrina.
- L'ATIII ha la proprietà di rendere farmacologicamente attiva l’eparina, per questo è anche denominata cofattore eparinico.
- L'azione dell'ATIII necessita della presenza di eparina: il complesso ATIII - eparina neutralizza rapidamente la trombina prodotta dalla cascata coagulatoria attivata.
Funzione dell'Antitrombina III
In condizioni normali, quando un vaso sanguigno viene danneggiato, inizia un processo (chiamato emostasi) che conduce alla formazione di un coagulo e previene l'ulteriore perdita di sangue. In una serie di passaggi, viene innescata la reazione che porta all'attivazione dei fattori della coagulazione (cascata coagulativa). L'antitrombina III aiuta a modulare questo meccanismo, inibendo l'azione di questi componenti (inclusi la trombina ed i fattori Xa, IXa e XIa) per rallentare il processo e prevenire l'eccessiva e inappropriata formazione di coaguli (trombosi).
Valori Normali dell'AT3
Il test dell'antitrombina ne misura l'attività (funzionalità) e la concentrazione (quantità) nel sangue di un individuo. Il test utilizzato è "funzionale", misura cioè l'attività proteasica dell'ATIII; il risultato è espresso come attività percentuale rispetto al plasma di individui normali.
Il corretto equilibrio tra trombina e ATIII garantisce una corretta emostasi. L'equilibrio fisiologico (omeostasi) risulta dal bilanciamento tra ATIII e trombina.
Quando Richiedere il Test dell'Antitrombina III
Il tempo di protrombina viene richiesto soprattutto per riscontrare anomalie della coagulazione del sangue. Le prove dell'attività dell'antitrombina III sono richieste, di solito, insieme ad altri test che valutano i disordini da eccessiva formazione di coaguli.
Interpretazione dei Risultati
Nel caso non sia presente a livello plasmatico una quantità sufficiente di antitrombina III o questa non funzioni in maniera adeguata, i coaguli possono formarsi in maniera incontrollata. Una diminuita attività o quantità di antitrombina III aumenta il rischio di incorrere in una coagulazione del sangue inappropriata.
AT3 Basso
La carenza di ATIII può indurre un aumento del rischio trombo embolico. Tra i soggetti che presentano trombosi venose ricorrenti, il 5-20% evidenziano un deficit di ATIII. I risultati dovranno essere interpretati in funzione di un eventuale trattamento eparinico (in caso di deficit di ATIII è possibile una resistenza alla terapia eparinica).
Il riscontro di antitrombina bassa in un campione ematico può essere associato anche a coagulopatie da consumo, come avviene nella pericolosissima CID (coagulazione intravascolare disseminata), caratterizzata dalla presenza di numerosi coaguli anomali (trombi) nei vasi sanguigni dell'organismo. In tal senso, anche i gravi traumi fisici predispongono a deficit di antitrombina III. Anche il trapianto della ghiandola epatica può produrre il medesimo effetto negativo.
- Il deficit di ATIII può essere congenito (trasmissione autosomica dominante) e acquisito (sindrome nefrosica, terapia estro-progestinica, coagulazione intravascolare disseminata, gravidanza, periodo post-operatorio, insufficienza epatica).
- Altro aspetto molto importante è che esiste una malattia, chiamata deficit congenito di antitrombina III, in cui la carenza ha origini ereditarie.
- La carenza di antitrombina III condiziona negativamente anche l'attività terapeutica dell'eparina.
- In presenza di deficit congenito di ATIII, la coagulazione non risulta inibita ad un livello adeguato, portando ad uno stato di ipercoagulabilità con elevato rischio di trombosi.
AT3 Alto
Livelli aumentati di antitrombina non sono normalmente considerati un problema. Livelli aumentati di antitrombina non sono normalmente considerati un problema, sono in genere osservati in patologie quali l'epatite acuta o il blocco dei dotti biliari, la carenza di vitamina k o il trattamento anticoagulante con warfarin (COUMADIN®).
Fattori che Influenzano i Livelli di AT3
L'attività dell'ATIII si riduce in presenza di aumentati livelli di estrogeni (terapia contraccettiva, gravidanza). La concentrazione di antitrombina III può diminuire in seguito a terapia con contraccettivi orali o a presenza di malattie del fegato che comportano una minore sintesi della proteina.
Preparazione all'Esame
Prima del prelievo, è necessario osservare un digiuno di almeno 8 ore, durante le quali è ammessa l'assunzione di una modica quantità di acqua. Il test non è raccomandato qualora il paziente fosse stato trattato con eparina per contrastare l'evento trombotico.
Altri Test di Coagulazione
Fra gli esami di laboratorio ematologici di routine vengono di norma richiesti anche valori che indicano l’assetto coagulativo della persona.
- Tempo di Protrombina (PT): Il tempo di protombina (PT, dall'inglese Prothrombin Time) è un'analisi del sangue in grado di quantificare il tempo necessario alla formazione di un coagulo di fibrina. In condizioni normali, il tempo di protrombina varia indicativamente dagli 11 ai 13 secondi, in relazione alle metodiche analitiche adottate. Viene espresso mediante un indice detto INR (International Normalized Ratio), che tiene conto della sensibilità del reagente tromboplastinico utilizzato. Il tempo di protrombina, espresso come INR, è molto importante per il monitoraggio dei pazienti in terapia con anticoagulanti orali. In condizioni normali, il valore ottimale di INR è compreso tra 0,9 e 1,3. Per chi assume anticoagulanti, il valore di INR ideale è compreso tra 2 e 3.
- Tempo di Tromboplastina Parziale (PTT) e aPTT: L'attività degli altri fattori della coagulazione (via intrinseca e via comune) viene rilevata da un esame ematico di laboratorio definito tempo parziale di tromboplastina (PTT). Valutano l’efficacia della via intrinseca e della via comune della coagulazione. Per questo motivo il tempo rilevato dall’aPTT è più breve rispetto a quello del PTT. PTT e aPTT vanno a valutare la funzionalità dei fattori della coagulazione e la loro quantità.
- Fibrinogeno: Il fibrinogeno è una proteina prodotta dal fegato che interviene nel meccanismo della coagulazione. Il dosaggio di fibrinogeno permette di dosare la concentrazione di fibrinogeno circolante.
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