Statine e Glicemia: Effetti Collaterali e Rischi

Negli ultimi anni, evidenze crescenti hanno sollevato il dubbio e poi documentato chiaramente che le statine possono aumentare il rischio di diabete di tipo 2. Le statine rappresentano farmaci essenziali nei pazienti che hanno avuto un infarto miocardico o un ictus e in prevenzione primaria nei soggetti con alto profilo di rischio cardiovascolare (>20%).

Il Rischio di Diabete Associato alle Statine

La prima dimostrazione di un rapporto causale tra statine e diabete di nuova insorgenza è apparsa nel 2008 con lo studio JUPITER in cui la rosuvastatina (20mg/ die) veniva confrontata con placebo in oltre 17.000 soggetti senza coronaropatia, ma con alti livelli di proteina C. Dopo 2 anni, nel gruppo di intervento si era osservata una maggiore incidenza di diabete rispetto al gruppo di controllo. Dopo lo studio JUPITER, la relazione tra statine e diabete è stata indagata da tre metanalisi che sono giunte a conclusioni simili.

Una in particolare, la più importante per numerosità di studi (13 RCT) e casistica (più di 91.000 pazienti arruolati), riporta un aumento del 9% del rischio di diabete. Il periodo di osservazione medio è stato di 4 anni per cui appare ragionevole considerare questo arco temporale come tempo medio necessario per sviluppare nuovi casi di diabete. Tradotti in termini pratici, questi dati significano che ogni 255 pazienti trattati con una statina per 4 anni si avrà un caso di diabete in più.

Uno studio recente, che ha interessato la coorte di oltre 153.000 donne americane in post-menopausa seguite dalla metà degli anni '90 nell'ambito del Women's Health Initiative, indica un incremento del rischio di diabete del 48% a 10 anni. Il risultato va accettato come conferma dell'effetto diabetogeno delle statine, mentre l'entità della stima, trattandosi di uno studio osservazionale, appare poco attendibile.

L'effetto diabetogeno è un effetto di classe, comune a tutte le statine. Le metanalisi in cui i pazienti sono stati stratificati per tipo di statina (atorvastatina, lovastatina, pravastatina, rosuvastatina, simvastatina) non hanno rilevato differenze nell'incidenza di diabete tra le varie molecole.

Fattori di Rischio e Meccanismi Coinvolti

I soggetti maggiormente predisposti all'insorgenza di diabete sono quelli con glicemia >100mg/dl, trigliceridi >150mg/dl, BMI>30 (fattori comunemente associati alla sindrome metabolica) e con storia di ipertensione arteriosa. La coesistenza di alterata tolleranza al glucosio, ipertrigliceridemia, obesità e ipertensione aumenta di 20 volte il rischio di diabete.

Le statine interferirebbero con il segnale insulinico direttamente o indirettamente, ma si ipotizza anche che l'infiammazione muscolare indotta dalle statine possa avere un effetto iperglicemizzante.

Benefici vs. Rischi: Un Equilibrio da Considerare

Tuttavia, va detto che qualsiasi effetto avverso teorico delle statine sul rischio cardiovascolare (CV) che potrebbe derivare da piccoli aumenti della glicemia (o da qualsiasi altro meccanismo) è già ampiamente tenuto in considerazione nella riduzione complessiva del rischio CV osservata con la terapia con statine in questi studi.

Ma in effetti si tratta di persone già con disglicemia, quindi con aumentato rischio cardiovascolare, che viene ridotto proprio grazie alle statine. Le statine non causano il diabete - come qualcuno ha scritto -, ma in persone cha hanno già una glicemia alterata possono indurre minime ulteriori elevazioni di questa; ciò fa sì che quando vengano considerate vaste popolazioni, ci sia un aumento del numero di nuove diagnosi di diabete.

E sono numerosi gli studi che hanno concluso che i benefici cardiovascolari raggiunti con le statine superano di gran lunga i rischi di un possibile diabete di nuova diagnosi, in chi ha già una alterata glicemia.

Prevenzione Secondaria e Gestione del Rischio

Nulla in prevenzione secondaria, perché il beneficio del trattamento, inteso come rapporto tra morti evitate per effetti benefici e morti associate alle complicanze del diabete (a 10 anni) risulta nettamente superiore (da 74 a 171 volte) ai potenziali rischi di decessi indotti da diabete.

A dispetto di ogni possibile rischio e implicazione ancora nel del tutto stimata, la raccomandazione degli esperti italiani in persone a rischio CV, potenzialmente già in una condizione di prediabete, è di associare alla prescrizione di statina strategie comprovate per prevenire o ritardare il diabete, come il calo ponderale e l’aumento dell’attività fisica.

Farmaci che Aumentano la Glicemia

Oltre alle statine, altri farmaci possono influenzare i livelli di glucosio nel sangue:

  • I cortisonici, insostituibili per controllare importanti stati infiammatori.
  • Preparati ad uso psichiatrico (come clozapina, olanzapina) per il trattamento di importanti disturbi psicotici, ma che favoriscono un aumento del peso.
  • Alcuni, ma non tutti, beta bloccanti come il metoprololo e l’atenololo, che incrementano il peso.
  • Gli inibitori della proteasi e della transcrittasi inversa, antivirali che bloccano l’evoluzione dell’infezione da Hiv in Aids conclamato, ma che aumentano l’insulinoresistenza.
  • Diuretici tiazidici, usati soli o assieme ad altre molecole per l’ipertensione.

L'Importanza di un Approccio Personalizzato

Prescrivere un farmaco significa sempre capire quale peso va dato a uno specifico problema per quel paziente nel suo complesso e quindi giudicare se è indicato o meno intraprendere un certo trattamento. Va poi scelta una molecola fra le tante potenzialmente disponibili, con relativo dosaggio e tempo di uso (cronico? estemporaneo?), soppesando attentamente l’obiettivo da raggiungere a fronte di possibili effetti collaterali.

Consigli Pratici per la Gestione del Rischio

Il primo consiste nell’affidarti a un medico con cui instaurare un rapporto di fiducia, che possa aiutarti a valutare se nel TUO caso specifico l’aumento del rischio di diabete, così come degli altri possibili effetti collaterali, sia giustificato dai benefici.

Il secondo consiglio è quello a cui tengo di più; abbiamo detto che colesterolo alto e diabete condividono tanto le cause, quanto le possibili complicazioni. Non conto più i pazienti che, grazie a questo approccio, hanno davvero potuto diminuire le dosi della statina, quando non addirittura sospenderla; questo è davvero il modo migliore che hai per ridurre in un colpo solo rischio di diabete, di colesterolo alto, di infarto e di ictus. Perdi peso se necessario, questo è probabilmente in ultima analisi il fattore che più di tutti può fare la differenza. Riduci o, meglio, evita il consumo di alcolici.

Conclusione

È fondamentale che i pazienti e i medici siano consapevoli di questi rischi e che si adottino strategie per mitigarli, come il monitoraggio regolare della glicemia e l'adozione di uno stile di vita sano. La decisione di utilizzare le statine deve essere presa considerando attentamente i benefici cardiovascolari rispetto ai potenziali rischi di sviluppare il diabete, soprattutto in individui già predisposti.

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