L’ovariectomia è un intervento chirurgico che consiste nella rimozione di una o di entrambe le ovaie della paziente. Si parla, rispettivamente, di ovariectomia monolaterale o bilaterale. L'ovariectomia combinata alla salpingectomia prende il nome di salpingo-ovariectomia. L'ovariectomia eseguita in combinazione alla salpingectomia e all'isterectomia si chiama più propriamente salpingo-ovariectomia con isterectomia (o isterectomia con salpingo-ovariectomia).
L’operazione viene eseguita in regime di anestesia generale e può durare alcune ore. Una volta terminato l’intervento, in ogni caso, la paziente viene ricoverata in osservazione per monitorare l’andamento post-operatorio.
Che cos'è la laparoscopia?
La laparoscopia è una tecnica chirurgica mininvasiva che si svolge tramite l’introduzione nella cavità addominale, attraverso piccole incisioni cutanee, di una specifica strumentazione dotata di una telecamera. L’immagine viene ingrandita e proiettata su schermi ad alta definizione (per questo viene detta anche video-laparoscopia): il chirurgo può così vedere all’interno della cavità stessa, cogliendo anche particolari invisibili ad occhio nudo, e intervenire chirurgicamente dove necessario.
La procedura dipende dalla tecnica scelta dal chirurgo, dal momento che l’ovariectomia può essere effettuata sia in laparotomia che in laparoscopia. Nel primo caso l’intervento prevede l’apertura di un’unica ampia incisione a livello del basso addome, ed è solitamente più veloce ma richiede tempi di recupero più lunghi. Nel secondo, al contrario, l’operazione risulta di gran lunga meno invasiva: gli strumenti, infatti, vengono inseriti attraverso piccoli fori praticati sulla parete addominale, e i medici portano a termine l’operazione grazie all’ausilio di uno speciale strumento dotato di telecamera (il laparoscopio, per l’appunto). In entrambi i casi, l’ovariectomia può essere eseguita come procedura a sé stante o come parte di un più complesso intervento chirurgico sull’apparato genitale femminile.
Rispetto alla chirurgia tradizionale, infatti, questa procedura permette un recupero più rapido delle condizioni di forma ottimali, meno dolore post-operatorio, cicatrici più piccole, un minor rischio di infezioni e un’ospedalizzazione più breve.
Quando è indicata l'ovariectomia?
L’ovariectomia è indicata per il trattamento di diverse patologie ginecologiche. In particolare, spesso l’operazione viene eseguita in caso di tumori delle ovaie, ma i medici possono scegliere di ricorrervi anche in presenza di cisti ovariche, gravidanza extrauterina o endometriosi.
Preparazione all'intervento
- Smettere di fumare (ciò ha senso, chiaramente, se la paziente è una fumatrice).
- Presentarsi, nel giorno della procedura, a digiuno completo da almeno 8 ore.
- A un giorno dall'intervento, assumere un prodotto per la pulizia intestinale.
- Preparare una valigia o una borsa che contenga tutti quegli oggetti personali (vestiti, biancheria, articoli per l'igiene personale ecc.) utili per affrontare un ricovero ospedaliero di qualche giorno.
L'anestesia generale comporta l'addormentamento della paziente per tutta la durata dell'intervento.
Convalescenza e tempi di recupero
I tempi di convalescenza e di pieno recupero dipendono molto dal tipo di procedura chirurgica scelta. Concludendo è bene sottolineare come i tempi ed i modi di ripresa dell’organismo dopo un intervento di chirurgia laparoscopica sono molto rapidi e dipendono da fattori fisici ed emotivi del singolo paziente.
Sebbene la chirurgia mini-invasiva e la laparoscopia in genere provochi conseguenze minori rispetto alla chirurgia tradizionale ci sono alcuni disturbi postoperatori che il paziente deve conoscere.
Disturbi post-operatori comuni
Nelle prime 24-48 ore il paziente può provare dolore, non tanto a livello delle piccole ferite chirurgiche, quanto a livello della base del collo e della spalla, per lo più a destra. Questo dolore è dovuto al fatto che il gas usato per effettuare l’intervento in laparoscopia, è lievemente irritante, soprattutto sul nervo frenico, che si trova sotto al diaframma e che decorrendo alla base del collo irradia proprio lì il dolore, questo sintomo scompare da solo entro le 48 ore dall’intervento.
Analogamente potreste avvertire dolore a livello della parete addominale e toracica, provocati, questa volta dalla distensione addominale che, sempre lo stesso gas, provoca, tale sintomo si può mitigare lavorando in addome con un basso livello di pressione della Co2. Altro piccolo disturbo è dato dal gonfiore addominale. Più o meno evidente, a seconda dei soggetti, è dovuto a più fattori. Da un lato lo stretching dei muscoli addominali che sono stati descritti prima, dall’altro al cocktail di farmaci usati per l’anestesia.
Una parte di questa distensione addominale scompare non appena l’intestino si canalizza ai gas, cosa che in chirurgia laparoscopica si verifica il primo o secondo giorno postoperatorio.
Consigli per una pronta ripresa
- Esercizio fisico: L’esercizio fisico è molto utile nella ripresa del metabolismo e della sensazione di “star bene”. Sì consiglia, solitamente, almeno due passeggiate al giorno, la cui durata viene progressivamente aumentata di giorno in giorno. Alcune persone mi dicono “io faccio molto movimento camminando avanti ed indietro in una casa grande”. Questo è sbagliato.
- Dieta: Quando un intervento in laparoscopia può essere programmato con debito anticipo è bene che venga preceduto da un calo di peso ed un aumento della quota proteica della dieta, riducendo l’assunzione di carboidrati ed aumentate le fibre.
- Attività motoria: Anche l’attività motoria deve essere aumentata ma senza esagerazioni. Tutto va rapportato all’età ed alle condizioni fisiche. L’ideale è quella che viene chiamata “fit walking”, ovvero passeggiata ad andatura sostenuta che senza sollecitare eccessivamente l’organismo mette in moto la circolazione ed il rilascio delle endorfine, la droga naturale prodotta dal nostro organismo.
- Idratazione: Altro consiglio, molto ovvio in realtà, è quello di consumare molti liquidi. Non importa se sia acqua del rubinetto o orzo o tisane, l’importante è bere. Sia per eliminare per via renale i farmaci eventualmente assunti, sia per reidratare l’organismo. La disidratazione, dovuta al digiuno, ed all’intervento, spesso non è sufficientemente bilanciata dalla somministrazione di fleboclisi che, tra l’altro, vengono sospese precocemente dopo la laparoscopia.
- Attenzione alla stipsi: Alla scarsa assunzione di liquidi è legata la stipsi che alcune pazienti lamentano dopo un intervento di chirurgia laparoscopica. Nessuna paura. Dopo qualche giorno l’intestino tenderà a riprendere le sue abitudini, buone o cattive che siano; in caso contrario si può intervenire con degli integratori alimentari o con dei farmaci per stimolare l’evacuazione.
- Riposo: Stare a riposo, senza però eccedere. Evitare di sollevare oggetti pesanti per almeno 4 settimane.
Altro disturbo è quello delle alterazioni digestive, peraltro comune a tutta la chirurgia addominale; in laparoscopia sono molto meno frequenti ed importanti. La prima cosa da ricordare è che non troverebbero strano avere dolore salendo le scale dopo un intervento al ginocchio e che si affiderebbero alla fisioterapia per la riabilitazione; altrettanto vale per l’apparato digerente negli interventi in laparoscopia sull’addome. In questo caso, però, la riabilitazione consiste nella dieta.
Possibili disturbi post-operatori
- Può essere avvertito dolore alle spalle, alla schiena o all’addome: sono sensazioni dovute alla diffusione del gas utilizzato per distendere la cavità addominale.
- Può persistere anche per parecchi giorni una modesta perdita di sangue dalla vagina.
- La cicatrizzazione delle ferite sull’addome richiede di solito 7-10 giorni.
- Come in tutti gli interventi chirurgici, può comparire nausea o, più raramente, vomito e fastidio alla deglutizione a causa dell’intubazione tracheale.
- Talvolta la Paziente lamenta difficoltà di concentrazione nelle ore successive l’intervento a causa dei farmaci utilizzati (le attività che richiedono particolare concentrazione, come guidare l’automobile, devono essere evitate per 48 ore).
Tempi di degenza e ripresa delle attività
La degenza post-operatoria è breve, generalmente 1-2 giorni; già la sera dopo l’intervento è possibile consumare un pasto leggero. Solo raramente è necessario prolungare la degenza: in caso di interventi radicali o coinvolgenti l’apparato urinario o digerente. La convalescenza domiciliare è breve: di regola è possibile ritornare alle normali attività entro 7-10 giorni. I rapporti sessuali possono essere ripresi dopo 7-8 giorni dall’intervento.
Rischi della laparoscopia
La laparoscopia è un intervento molto sicuro.
Conseguenze per le donne non in menopausa
Nel caso di donne non ancora in menopausa la conseguenza principale è la perdita della fertilità, ossia la donna non potrà più rimanere incinta.
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