Arco Corneale e Colesterolo: Cause, Sintomi e Trattamenti

L’arco senile, conosciuto anche come arcus senilis corneae o gerontoxon, è un anello di colore biancastro/grigio visibile a occhio nudo che si forma sulla zona periferica dell’iride, di fatto cancellandone i contorni. Come suggerisce il nome, l’arcus senile è ampiamente diffuso nella popolazione anziana ed è connesso all’avanzamento dell’età, facendo in tutto e per tutto parte delle condizioni oculari che insorgono con l’invecchiamento.

Cos'è l'Arco Corneale?

L’arco senile corneale, detto anche gerontoxon, è un anello bianco o grigio, presente sul margine corneale oppure un anello bianco posizionato di fronte alla periferia dell’iride. Si presenta inizialmente come un arco spezzato e colorato solo attorno alla parte superiore o inferiore della cornea.

L'arcus senilis o gerontoxon rappresenta la causa di opacità corneale più frequente nei soggetti anziani in assenza di fattori sistemici predisponenti. Si tratta di un’affezione bilaterale che può talora presentarsi in forma monolaterale. Si presenta come una banda grigiastra che circonda a 360 tutta la circonferenza corneale in posizione perilimbare. È dovuta alla deposizione stromale di lipidi.

Arco Corneale e Iperlipidemia

Talvolta l'arco corneale si associa a dislipoproteinemie familiari o non familiari. Però se tale anomalia si manifesta nei giovani, può essere correlata ad un alto livello di colesterolo e trigliceridi determinato da cause genetiche (es. ipercolesterolemia familiare).

Cos'è l'Iperlipidemia?

L’iperlipidemia è una condizione medica caratterizzata da concentrazioni anormalmente elevate di lipidi nel sangue, principalmente colesterolo e trigliceridi. I lipidi nel sangue vengono trasportati attraverso particelle chiamate lipoproteine, che hanno densità diverse e svolgono funzioni specifiche nel metabolismo dei grassi.

Di solito, valori elevati di grassi nel sangue non provocano alcuna sintomatologia diretta. In genere, la dislipidemia non presenta sintomi evidenti fino a quando non provoca danni agli organi, come l’accumulo di grassi sulle pareti arteriose che porta alla formazione di placche aterosclerotiche. Nella maggior parte dei casi, l’iperlipidemia è asintomatica nelle fasi iniziali, venendo spesso scoperta casualmente durante controlli di routine. Tuttavia, in alcuni casi, possono comparire:

  • xantomi (sottocutanei o tendinei)
  • xantelasmi (accumulo di colesterolo sulle palpebre)
  • arco corneale (o gerontoxon)

Tipi di Iperlipidemia

Esistono due tipi principali di iperlipidemia:

  • Iperlipidemia primaria: Deriva da difetti genetici che influenzano il metabolismo dei lipidi. Le mutazioni genetiche che colpiscono i recettori per il colesterolo LDL o gli enzimi coinvolti nel metabolismo lipidico rappresentano le cause primarie più importanti. La ipercolesterolemia familiare rappresenta la forma più comune, caratterizzata da mutazioni genetiche che impediscono la normale rimozione del colesterolo LDL dal sangue.
  • Iperlipidemia secondaria: Si sviluppa come conseguenza di altre condizioni mediche o fattori esterni.

Cause dell'Iperlipidemia Secondaria

L’iperlipidemia secondaria può essere causata da diversi fattori, tra cui:

  • Il diabete mellito altera profondamente il metabolismo dei lipidi, portando spesso a ipertrigliceridemia e riduzione del colesterolo HDL.
  • L’ipotiroidismo rallenta il metabolismo generale, inclusa la clearance del colesterolo, portando frequentemente a ipercolesterolemia.
  • Un’alimentazione ricca di grassi saturi e colesterolo contribuisce significativamente all’aumento dei lipidi plasmatici.
  • La sedentarietà riduce l’utilizzo dei grassi come fonte energetica e compromette il metabolismo lipidico.
  • Anche alcuni farmaci come corticosteroidi, diuretici tiazidici e beta-bloccanti possono influenzare negativamente il profilo lipidico.

Diagnosi dell'Iperlipidemia

La diagnosi si basa sul profilo lipidico completo, che include colesterolo totale, colesterolo LDL, colesterolo HDL e trigliceridi. I valori di riferimento variano in base al rischio cardiovascolare individuale. I valori di colesterolo possono essere misurati mediante un semplice prelievo ematico.

Nella diagnosi di arco corneale, trattandosi di una patologia visibile agevolmente a occhio nudo, l’arcus senile viene diagnosticato tramite semplice visita da parte di un oculista o un optometrista. Quando si presenta nel soggetto tipico, ossia all’avanzare dell’età e connesso con essa, si tratta di un disturbo benigno, il quale difficilmente mette a repentaglio la vista anche solo in maniera parziale.

Trattamento dell'Iperlipidemia

Le linee guida per affrontare la dislipidemia sottolineano l’importanza di intervenire prima di tutto sullo stile di vita, eventualmente integrando una terapia farmacologica quando necessario.

Cambiamento delle abitudini alimentari

Il cambiamento delle abitudini alimentari rappresenta il primo approccio terapeutico. Sul fronte alimentare, la prevenzione delle dislipidemie passa attraverso una dieta mediterranea, basata prevalentemente su alimenti di origine vegetale, ricchi di fibre, antiossidanti e grassi salutari.

Alimenti da evitare o limitare:

  • Grassi saturi: contenuti in carni rosse, burro, margarina, formaggi non scremati, fritti e prodotti industriali.
  • Zuccheri raffinati: presenti in dolci, bevande zuccherate, prodotti da forno industriali e snack confezionati.
  • Alcol: un consumo eccessivo può aumentare i trigliceridi e il rischio di malattie cardiovascolari.

Alimenti consigliati:

  • Frutta e verdura: ricche di fibre, vitamine e antiossidanti che aiutano a ridurre lo stress ossidativo e l’infiammazione.
  • Frutta secca e semi: noci, mandorle, semi di lino e di chia contengono grassi buoni che migliorano il profilo lipidico.

Altri Interventi sullo Stile di Vita

Oltre alla dieta, smettere di fumare è una delle misure più efficaci per ridurre il rischio cardiovascolare. Il fumo favorisce l’infiammazione dei vasi sanguigni, accelera la formazione di placche aterosclerotiche e aumenta il rischio di infarto e ictus.

Farmaci per l'Iperlipidemia

Le statine rappresentano la classe di farmaci più utilizzata per il controllo dell’ipercolesterolemia. Le statine sono i farmaci più utilizzati per ridurre il colesterolo LDL (“cattivo”). Agiscono inibendo l’enzima HMG-CoA reduttasi, responsabile della sintesi del colesterolo nel fegato. Possono produrre una riduzione dei valori di colesterolo LDL fino al 50% circa.

Altri farmaci utilizzati includono:

  • Inibitori dell’assorbimento del colesterolo: come l’ezetimibe, riducono l’assorbimento intestinale del colesterolo alimentare, abbassando i livelli di LDL nel sangue.
  • Acido bempedoico: un farmaco relativamente nuovo che inibisce un enzima coinvolto nella sintesi epatica del colesterolo, riducendo i livelli di LDL.
  • In casi particolari, quando il paziente ha patologie cardiovascolari e non tollera le statine o in aggiunta alle stesse se non è stato raggiunto il livello di colesterolo ottimale, si può ricorrere all’inclisiran e agli anticorpi monoclonali inibitori del PCSK9 (come alirocumab e evolocumab). Entrambi agiscono bloccando, con modalità differenti, il PCSK9, una proteina che degrada i recettori epatici del colesterolo LDL.

Complicazioni dell'Iperlipidemia

La complicazione più grave dell’iperlipidemia è lo sviluppo di aterosclerosi, un processo infiammatorio cronico che porta alla formazione di placche nelle arterie. Le arterie perdono la propria elasticità a causa dell’accumulo di colesterolo, cellule infiammatorie, calcio e materiale fibrotico. La malattia cardiovascolare rappresenta la prima causa di morbilità e mortalità, soprattutto nel mondo occidentale.

Altre Degenerazioni Corneali

Per degenerazioni della cornea si intende un gruppo di patologie ereditarie, ma a volte secondarie ad altre patologie, che provocano alterazioni della cornea. Oltre all'arco senile, esistono altre degenerazioni corneali:

  • Degenerazione o infiltrazione grassa: è legata ad accumulo di sostanze lipidiche a livello della cornea secondario ad alterazioni del metabolismo dei grassi o patologie locali. Si presenta con depositi di colore biancastro localizzati nello stroma profondo e l’infiltrazione presenta un andamento centripeto da limbus al centro della cornea.
  • Degenerazione calcarea: è dovuta ad accumulo di calcio a livello della cornea e solo in pochi casi deriva da una condizione di ipercalcemia (iperparatiroidismo) o da una condizione ereditaria.
  • Degenerazione ialina: All’esame biomicroscopico sono presenti piccole masse sferiche o irregolari di colore bianco opaco a volte giallastre in corrispondenza dell’epitelio e dello stroma corneale.
  • Degenerazione marginale di Terrien: Solitamente bilaterale è caratterizzata da un assottigliamento paralimbare che interessa i quadranti superiori della cornea mentre il margine inferiore presenta opacità puntiformi bianco-giallastre. Nella zona di degenerazione sono presenti depositi lipidici mentre l’epitelio di rivestimento non subisce alterazioni.
  • Ulcera di Mooren: La lesione iniziale, rappresentata da erosioni, si sviluppa nelle aree marginali della cornea interessando dapprima l’intera circonferenza e successivamente l’area centrale. Mentre queste progrediscono verso il centro della cornea, le aree periferiche vanno incontro a riparazione mediante cicatrizzazione e neovascolarizzazione con perdita della trasparenza corneale e riduzione dell’acuità visiva.

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