Un vero e proprio linguaggio attraverso il quale le cellule della leucemia acuta mieloide comunicano tra loro, la cui comprensione può fornire informazioni preziose sulla malattia per arrivare a terapie sempre migliori e meno invasive. Antonio Curti, responsabile del gruppo di ricerca dell’Ematologia del Sant’Orsola (guidata dal professor Pierluigi Zinzani) che ha effettuato lo studio, spiega di cosa si tratta, i cui risultati sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica, Nature Communications.
La Comunicazione Cellulare nella Leucemia Mieloide Acuta
“Le cellule leucemiche non solo parlano tra di loro, ma anche con tutte quelle che sono presenti, ad esempio, nel midollo osseo. Lo fanno attraverso le vescicole extracellulari che hanno un contenuto vario, che è questo messaggio in codice, e può essere fatto di Rna, Dna, proteine. Attraverso questo messaggio ricevono informazioni che vanno a modificare dei processi della cellula - illustra -. Quello che abbiamo osservato in questo nostro lavoro, considerato che il linguaggio è molto articolato, fatto di tante ’parole’ che si combinano, sono i messaggi che vanno a modificare il metabolismo bioenergetico delle cellule (la produzione di energia, ndr)”.
Curti chiarisce che “questo è uno dei nostri ambiti di ricerca più importanti e abbiamo sviluppato un’area di lavoro di gruppo. Tutto quello che abbiamo scoperto non è mai il frutto di una singola mente, ma di tante persone. Nello specifico vorrei evidenziare l’impegno del mio giovane collaboratore e ricercatore, il dottor Dorian Forte, che è anche il primo autore dello studio. Ma vorrei anche ringraziare i pazienti e le loro famiglie che hanno messo a disposizione le loro cellule per la ricerca, un gesto fondamentale che ha reso possibile questo risultato”.
Lo stesso dottor Forte aggiunge che “con questa ricerca mostriamo un potenziale approccio diagnostico non invasivo. Poiché lo studio delle vescicole può essere fatto con un semplice prelievo di sangue periferico, la cosiddetta biopsia liquida, si possono ottenere tutte queste informazioni senza sottoporre i nostri pazienti al prelievo di midollo osseo”.
Ogni anno al Policlinico vengono diagnosticati circa 100 nuovi casi di leucemia mieloide acuta, la fascia di età più colpita va dai 65 anni in su, ma è presente anche nelle persone giovani e nei bambini.
Il Meccanismo di Funzionamento delle Cellule Leucemiche
Per avvicinarsi a questo importantissimo traguardo, il team di ematologia si è concentrato sullo studio di quello che, in termini tecnici, Curti descrive come «l’identificazione di un nuovo meccanismo di funzionamento delle cellule» che, metaforicamente, sarebbero in grado di comunicare tra loro, scambiandosi delle informazioni attraverso una sorta di «messaggio in codice».
«Le cellule rilasciano delle particelle, chiamate vescicole extracellulari, che passano da cellula a cellula un po' come se fossero codici». Queste vescicole, prosegue, «non sono vuote, ma hanno un contenuto in termini di messaggi: ovviamente quello che viene scambiato non è, propriamente, un messaggio di parole, ma di RNA, di DNA, di proteine e molecole biologiche, che attraverso il contatto internalizzato, andando dentro alle cellule con cui entrano in contatto, ne modificano la funzione. Quello che noi abbiamo visto in particolare è che modificano un aspetto molto importante: ovvero il modo in cui queste cellule producono energia, il cosiddetto metabolismo».
Il metabolismo bioenergetico, sottolinea poi Curti, «è un aspetto molto importante della fisiologia del corpo umano: il modo in cui le cellule producono energia è in qualche modo determinato dal contenuto delle vescicole e le stesse cellule leucemiche, ricevendo questi messaggi, possono cambiare il loro modo di produrre energia, diventando più o meno aggressive».
In conclusione «avendo capito tutto questo, si può decidere di bloccare questo o quel meccanismo, in modo da rendere le cellule meno aggressive». Alla fine, «decifrare questo messaggio ci permette di identificare nuovi marcatori, capaci di regolare il funzionamento metabolico delle cellule leucemiche.
Sugli sviluppi pratici dello studio, Curti tiene a sottolineare che, «al momento, la ricerca rimane a una fase preclinica, nel senso che non siamo propriamente nel letto del malato, ma con la possibilità di traslare le informazioni acquisite proprio per farle agire lì», cioè dove il malato soffre.
Le Parole del Dott. Curti
Il nostro gruppo si occupa di diagnosi e terapia dei Pazienti con Leucemia acuta e sindrome mielodisplastica. L’innovazione passa attraverso la Ricerca di nuove terapie capaci di migliorare le risposte alle terapie convenzionali, offrendo possibilità terapeutiche oltre le terapie standard. Cerchiamo di raggiungere questo obiettivo attraverso la Ricerca clinica, che ha come obiettivo un diretto coinvolgimento dei Pazienti in studi clinici, e attraverso la Ricerca traslazionale, che mira a portare in clinica le evidenze scientifiche prodotte in laboratorio. In laboratorio studiamo il rapporto fondamentale tra le cellule leucemiche e le componenti del microambiente midollare, soprattutto immune, per sviluppare innovative strategie di immunoterapia delle Leucemie.
"Finanziare AIL Bologna significa dare un impulso, un sostegno, un motore a questa ricerca, che è finalizzata alla cura del malato e finalizzata a produrre innovazione, che è finalizzata a far sì che i nostri pazienti possano accedere a cure efficaci molto tempo prima di quanto non sia garantito dal SSN..."
Attività di Ricerca Clinica e Preclinica
Antonio Curti è il Responsabile Scientifico del Programma di Unità Operativa per la diagnosi e la terapia delle leucemie acute e delle sindromi mielodisplastiche. L’attività di ricerca clinica svolta è indirizzata allo sviluppo di trials clinici basati sull’impiego di nuove molecole e di nuove strategie terapeutiche nella cura dei pazienti affetti da leucemia acuta. L’attività di ricerca preclinica di laboratorio è indirizzata in particolare allo studio dei meccanismi immunologici di regolazione della risposta immune ai tumori, ed in particolare alle leucemie, alla caratterizzazione del microambiente leucemico, sia immunologico che stromale, per lo sviluppo delle leucemie.
All’interno dell’unità operativa operano l’Istituto di Ematologia intitolato alla memoria di Lorenzo e Ariosto Seràgnoli e il Dipartimento di Medicina Specialistica Diagnostica e Sperimentale (DIMES) dell’Università di Bologna. L’Istituto si avvale di un Centro per le Ricerche Cliniche, volto a dare spazio e migliore gestione organizzativa al già consolidato nucleo di ricercatori, study-coordinator, data-manager e clinical-monitor che gestisce più di 20 nuove sperimentazioni cliniche/anno.
Collaborazioni e Progetti
Per quanto riguarda gli studi tissutali, è attivo il protocollo Hemaomics (Genomica, Metabolomica, Trascrittomica e Studio della Risposta Farmacologica in vitro di Neoplasie Ematologiche), di cui l’ Istituto è Promotore, il cui obiettivo è di identificare biomarkers che possano svolgere un ruolo importante nella definizione della patogenesi, evoluzione, sensibilità farmacologica e prognosi delle principali malattie ematologiche. Sono inoltre attivi alcuni protocolli di registro epidemiologico sulle leucemie acute.
Per quanto riguarda gli studi spontanei promossi dall’Istituto, si segnalano due studi volti a valutare la fattibilità e l’efficacia clinica di una strategia di immunoterapia adottiva con cellule Natural Killer alloreattive sia nel consolidamento di pazienti anziani, che abbiano ottenuto la remissione completa, non idonei a trapianto di cellule staminali allogeniche sia come terapia della malattia minima residua in pazienti candidati a trapianto allogenico.
Nel contesto della FISiM (Fondazione Italiana Sindromi Mielodisplastiche) di cui il Dr Carlo Finelli è attualmente presidente, e referente per l’UOC di Ematologia di Bologna, il gruppo di Bologna è partner del progetto Harmony (per lo studio sul ruolo degli agenti ipometilanti nei pazienti con MDS ad alto rischio) e del progetto Harmony Plus, ai quali contribuisce con il suo patrimonio del Registro MDS.
Il Registro Nazionale MDS comprende la Rete dei Registri Regionali delle MDS, a cui afferisce il Registro Regionale che coinvolge tutti i Centri Ematologici della Regione Emilia-Romagna, e che ha l’obiettivo di creare un archivio elettronico delle MDS nella Regione Emilia-Romagna. Inoltre, l’UOC di Ematologia partecipa all’“International Working Group for Prognosis in MDS (IWG-PM)”, un gruppo internazionale di ricerca promosso dalla “MDS Foundation” in collaborazione con il Memorial Sloan Kettering Institute (NY, USA), che ha lo scopo di studiare le caratteristiche cliniche e biologiche delle MDS e al progetto Eurobloodnet nell’ambito dell’ ERN (European Reference Network) per le Malattie Rare.
Il Ruolo dell'Associazione Italiana contro le Leucemie (AIL)
Costituita nel 1992, l'Associazione ha sede nell'Istituto di Ematologia "L. e A. Seràgnoli" dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna. L'associazione contribuisce al finanziamento dell'attività dell'Istituto di Ematologia "L. e A. Seràgnoli" del Policlinico S.Orsola-Malpighi di Bologna e finanzia le Ricerche Scientifiche sulle leucemie, linfomi, mieloma e altre malattie del sangue svolte da Medici e Ricercatori dell'Istituto "L. e A. Seràgnoli".
L'AIL inoltre gestisce e sostiene le spese di Casa AIL, la Casa di Accoglienza che ospita gratuitamente i pazienti non residenti a Bologna durante i lunghi periodi di cura presso l'Istituto "L. e A. Seràgnoli", organizza e finanzia il progetto di prolungamento dell'Orario del Day Hospital dell'Istituto "L. e A. Seràgnoli" e fornisce assistenza ai pazienti e ai loro familiari presso il Punto di Accoglienza e fornisce servizi di supporto ai pazienti presso il Day Hospital e nei Reparti di degenza dell'Istituto "L. e A. Seràgnoli".
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