Anticorpi Anti Cellule Parietali Gastriche: Interpretazione e Significato Clinico

Gli anticorpi anti cellule parietali gastriche (APCA) sono autoanticorpi rivolti contro le cellule della mucosa gastrica. Essi rappresentano un marker diagnostico importante per diverse condizioni autoimmuni a carico dello stomaco.

Ruolo Diagnostico degli APCA

Gli APCA sono un marker diagnostico di gastrite autoimmune e anemia perniciosa, condizioni caratterizzate dalla presenza di atrofia del corpo gastrico; il loro riscontro può precedere di molti anni le lesioni atrofiche nello stomaco. Questi anticorpi svolgono un ruolo non solo nella diagnosi di gastrite cronica atrofica autoimmune (GCAA), ma anche nello screening di pazienti con altre malattie autoimmuni.

Gastrite Cronica e Autoimmunità

La gastrite cronica è correlata, in un discreto numero di casi, ad una eziologia autoimmune dimostrata dalla presenza di anticorpi diretti contro le cellule parietali della mucosa gastrica (APCA).

Anemia Perniciosa

Questo test viene utilizzato come ausilio per la diagnosi di anemia perniciosa. Il 90% circa della popolazione con questa malattia risulta avere nel sangue alti livelli di questi anticorpi con il conseguente malassorbimento della vitamina B12.

Metodiche di Rilevazione degli APCA

Gli APCA circolanti nel siero possono essere rilevati mediante diverse tecnologie comunemente disponibili in laboratorio, tra cui l’immunofluorescenza indiretta (IFI) e i saggi in fase solida immunoenzimatici (ELISA), fluoroimmunoenzimatici (FEIA) e l’immunoblot (IB). In letteratura sono presenti scarse informazioni riguardanti studi comparativi di questi metodi.

  • Immunofluorescenza Indiretta (IFI): L’IFI soffre di un’elevata variabilità inter-osservatore e manca di standardizzazione; inoltre, come l’IB, esprime i risultati solo in modo qualitativo o semiquantitativo.
  • ELISA e FEIA: Sulla base dei pochi studi disponibili, ELISA e FEIA si comportano meglio dell’IFI nella rilevazione degli APCA, dimostrando una maggiore sensibilità e utilità nel monitoraggio della malattia.

Tradizionalmente l’IFI viene utilizzato come test di screening per la ricerca degli APCA, ma alla luce della ottima performance diagnostica dei test ELISA e FEIA non deve essere considerato quale unica possibilità per lo screening diagnostico di GCAA. L’utilizzo di metodiche per discriminare gli anticorpi diretti verso una specifica subunità di H+/K+-ATPasi (α o β) è attualmente confinato al mondo della ricerca.

Interpretazione dei Risultati

Gli APCA sono rilevabili anche nel siero del 2,5-9% della popolazione adulta sana, anche se una frazione di queste persone sieropositive, che non presenta segni o sintomi, non svilupperà mai GCAA o anemia perniciosa.

Gli anticorpi anti-mucosa gastrica (APCA) possono essere presenti a basso titolo in numerose patologie, come nel diabete mellito e in alcune malattie della tiroide o, con maggiore significatività e quindi con un titolo più elevato, nel 50-60% dei casi di gastrite atrofica e in una percentuale ancora maggiore dei casi di anemia perniciosa. Una positività aspecifica può essere rilevata anche in soggetti sani specie dopo i 50 anni. Il titolo di 1:80 rappresenta una positività borderline. I titoli vanno al raddoppio e si comincia a dar loro peso quando sono 1:320, o maggiori di 1:640.

Essi sono presenti, circa il 60 - 70 % dei casi, anche nei soggetti affetti da gastrite atrofica. Nei soggetti anziani può essere presente una debole positività aspecifica. In ogni caso una bassa positività alla immunofluorescenza può essere presente in molti soggetti normali.

Possono risultare positivi anche nei pazienti affetti da ulcera o carcinoma gastrico. E’ inoltre presente una positività aspecifica nelle patologie tiroidee (in particolare nella tiroidite), nel diabete mellito e nelle anemie sideropeniche.

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