L'aspetto emotivo nel diabete è certamente importante. Sicuramente la presenza di agitazione e rabbia può peggiorare la qualità della vita dei soggetti diabetici, analogamente alla carenza di attività fisica e all’aumento della glicemia. Viviamo in un’epoca in cui la nutrizione non è solo cruciale per la salute fisica, ma anche per quella mentale. In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, parleremo della complessa interconnessione tra diabete, depressione e ansia, sottolineando l’influenza fondamentale della nutrizione in questo intricato rapporto e sulla salute complessiva dei pazienti.
Diabete e Disturbi dell'Umore: Un Legame Stretto
Secondo diversi studi, esiste una correlazione tra diabete e depressione: Andrea Fagiolini, Direttore della clinica psichiatrica e ordinario di psichiatria all’Università di Siena, ha sottolineato che chi è diabetico ha 2-3 volte la probabilità di soffrire di depressione rispetto a chi non ne soffre. Viceversa, il 40-60% delle persone con depressione presenta alterazioni del meccanismo di regolazione della glicemia che aumentano il rischio di diabete.
Infatti, i risultati mostrano che più del 40% degli adulti con diabete sperimenta ansia e circa il 25% sviluppa depressione, un dato preoccupante considerando che meno della metà di loro riceve diagnosi e trattamento. Questo fenomeno è alimentato da molteplici fattori, legati sia al carico psicologico di convivere con una patologia sia da alterazioni biologiche. Elementi come restrizioni dietetiche, monitoraggio costante della glicemia, variazioni di peso, disturbi del sonno, affaticamento, stress e una diminuzione della libido possono influire significativamente sull’umore dei pazienti, compromettendone la salute mentale. Inoltre, alterazioni nell’attività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e nella produzione di cortisolo, una risposta comune allo stress associato al diabete, possono contribuire all’insorgenza della depressione.
Non solo il diabete aumenta il rischio di disturbi mentali, ma individui affetti da depressione e ansia potrebbero essere a rischio maggiore di sviluppare il diabete. Stress mentale, ansia, depressione e comportamenti come abitudini alimentari non salutari e inattività fisica possono contribuire all’aumento di peso, all’incremento dell’attività dell’asse HPA e alla resistenza insulinica, con un aumento fino al 60% del rischio di sviluppare il diabete, soprattutto di tipo 2. L’attività elevata dell’asse HPA porta a un aumento della produzione di cortisolo (l’ormone dello stress), contribuendo a un aumento della produzione di glucosio e a una ridotta sensibilità insulinica.
Inoltre, lo stress cronico può innescare un disfunzionamento del sistema immunitario e causare un aumento della produzione di citochine infiammatorie che disturbano il normale funzionamento delle cellule β pancreatiche.
Chi soffre di depressione infatti, come conferma uno studio condotto dal professor Claudio Mencacci, Presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, riporta un livello di glicemia più alto e maggiore resistenza all’insulina e c’è una reale possibilità - fino al 30% - che le due patologie coesistano.
Studio sull'Associazione tra Diabete, Ipertensione e Sclerosi Multipla
Una ricerca ha valutato l’associazione tra diabete, ipertensione e sclerosi multipla concentrandosi su depressione, disturbi d’ansia (in comorbilità), farmaci psicotropi assunti, terapie modificanti la malattia, abitudine al fumo e indice di massa corporea (BMI). Di 111 partecipanti la maggior parte erano donne (82,9%), avevano una diagnosi di sclerosi multipla recidivante remittente (83,5%) ed una età media di 49,6 anni. Il 22,7% dei partecipanti soffriva di ipertensione, il 10,8% dei soggetti aveva il diabete, il 9,9% dei soggetti aveva una diagnosi di Depressione Maggiore, il 9,9% dei partecipanti soffriva di disturbi d’ansia. Le comorbilità mediche e psicologiche erano associate alla presenza di disfunzioni cognitive nei soggetti con sclerosi multipla.
Studio Longitudinale su Ansia, Depressione ed Esercizio Fisico nel Diabete di Tipo 2
Uno studio longitudinale ha esaminato questa associazione reciproca negli adulti con diabete mellito di tipo 2. Lo studio ha previsto che i sintomi di ansia o depressione si sarebbero intensificati nel tempo come conseguenza della bassa frequenza nella pratica dell’attività fisica e, analogamente, che tale frequenza sarebbe diminuita come conseguenza di maggiori sintomi di ansia o depressione.
Sono stati studiati 1691 adulti con diabete di tipo 2 i quali hanno fornito misure di riferimento della glicemia effettuate nel 2011 e 2 valutazioni annuali successive (follow-up 1 e follow-up 2). I sintomi depressivi e ansiosi sono stati valutati utilizzando questionari specifici. E’ stata valutata la frequenza degli esercizi effettuati nell’ultimo mese (valutato in giorni).
L'Influenza dello Stress sulla Glicemia
Lo stress ha un effetto che può essere variabile: nella maggior parte dei casi tende ad alzare il livello della glicemia, in quanto si riduce la sensibilità all’insulina ma in alcune persone può fare aumentare il rischio di ipoglicemia. Non esistono al momento studi autorevoli che abbiamo chiarito in modo definitivo il ruolo degli ormoni dello stress nelle persone diabetiche.
Il cortisolo, un ormone prodotto dal surrene su impulso del cervello, è l’ormone simbolo dello stress: nei momenti di maggior tensione determina l’aumento di glicemia e grassi nel sangue, mettendo a disposizione l’energia di cui il corpo ha bisogno. Insieme al cortisolo vengono poi liberate adrenalina e noradrenalina (catecolamine); la combinazione di questi tre elementi aumenta la pressione sanguigna per migliorare le prestazioni fisiche e la prontezza.
Passata la situazione di stress l’organismo torna in equilibrio (diminuiscono tono muscolare, respiro frequenza cardiaca e pressione sanguigna) e il corpo si rilassa. Questa fase è essenziale: senza di essa si verificano le condizioni per l’esaurimento.
Il Ciclo dello Stress
Lo stress è una condizione ciclica, il cui corso si può dividere in tre fasi:
- Allerta: l’organismo appronta le risorse necessarie ad affrontare la situazione stressante;
- Resistenza: periodo in cui si prolunga lo stress. L’organismo raziona in maniera efficiente le risorse a disposizione, rilasciando l’energia accumulata sotto forma di grasso grazie all’azione del cortisolo, un ormone prodotto dal surrene su impulso del cervello, che in questa fase rimane a livelli costantemente alti. Ciò causa quindi una perdita di peso. A mano a mano che le risorse si esauriscono però, si prospetta una condizione di stress cronico;
- Esaurimento: le ghiandole surrenali non riescono più a secernere la quantità richiesta di cortisolo, il cui livello si abbassa fino appunto all’esaurimento. È un fatto naturale che si verifica quando la situazione di stress diventa insopportabile, cui segue uno stato di malessere fisico e psichico.
Stress Cronico e Cortisolo
Lo stress incide sulla curva del cortisolo, facendo in modo che il livello di cortisolo resti alto anche alla fine della giornata. Ciò consente di lavorare fino a notte fonda, ma ostacola il sonno e a lungo andare modifica il ritmo sonno-veglia: al mattino ci si sente stanchi perché i livelli di cortisolo sono bassi, ma aumentano nell’arco della giornata fino a raggiungere picchi eccessivi di sera.
In caso di stress cronico, chi ha i livelli di cortisolo alti alla sera corre maggiori rischi di sviluppare forme di arteriosclerosi legate all’ipertensione, che aumentano a loro volta il rischio cardiovascolare. Inoltre un eccesso cronico di cortisolo debilita il sistema immunitario e può favorire patologie come l’osteoporosi.
Come Gestire Ansia e Glicemia
Prima di tutto è opportuno calmarsi e ragionare. Quindi, controllare con maggior frequenza i livelli glicemici, per verificare fino a che punto lo stress ha influito sul metabolismo. Se accusate lo stress in modo eccessivo, potete confidarvi con i familiari e gli amici: vi aiuteranno a comprendere che anche altri hanno lo stesso tipo di reazione emotiva e vi permetteranno, con la loro esperienza, di affrontare meglio il problema.
Importante, comunque sia, è cercare di ridurre la tensione cui siete sottoposti: andate al cinema, leggete un buon libro, in altre parole, distraetevi. Provate ad esempio, ad allentare la tensione muscolare, mettendo volontariamente in tensione un muscolo o un gruppo di muscoli per qualche secondo, poi allentandolo di colpo. Cominciate dai piedi e risalite progressivamente lungo le gambe, fino al torso, al collo, alla testa. Quando rilassate un muscolo, focalizzate mentalmente la vostra attenzione sulla sensazione di rilassamento e la avvertirete chiaramente.
Altrimenti provate la tecnica della meditazione: si può fare ripetendo costantemente una parola o un suono, fissando intensamente un oggetto, oppure focalizzando l’attenzione sul ritmo della respirazione, oppure ascoltando musica. Si può praticare semplicemente da casa, sedendosi comodamente e ispirando lentamente e profondamente attraverso il naso ed espirando poi dalla bocca.
Infine, è molto importante fare dell’esercizio fisico che aiuti a rilassare i muscoli spesso contratti dallo stress. Questo contribuisce a ridurre il livello di glucosio nel sangue, oltre a migliorare il tono psichico. L’iperglicemia dei soggetti diabetici spesso migliora con l’esercizio fisico.
Il Ruolo della Nutrizione
La nutrizione svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione e gestione di diabete. Uno stato nutrizionale scadente e abitudini alimentari non salutari aumentano infatti il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Al contrario, specifiche diete salutari, caratterizzate da frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e grassi sani, riduce il rischio e migliora il controllo glicemico.
Altrettanto significativa è la connessione tra nutrizione e salute mentale. Aderire a diete di alta qualità è correlato a una migliore salute mentale, mentre un elevato consumo di cibi ultra-processati è stato associato a un aumento del rischio di depressione. Specifici comportamenti alimentari, come un elevato apporto di fibre, una dieta a basso indice glicemico e l’assunzione di grassi insaturi, possono giocare un ruolo chiave nel ridurre il rischio di sviluppare ansia e depressione, e alleviare i sintomi di queste condizioni.
Non solo i modelli alimentari, ma anche determinati nutrienti come acidi grassi omega-3, vitamina D e vitamine del gruppo B, risultano essenziali nella prevenzione o riduzione dei sintomi del diabete e dei disturbi mentali.
Fattori che Influenzano la Glicemia
I livelli di glicemia possono essere influenzati da quasi tutto ciò che avviene nel nostro organismo. Oltre agli alimenti e soprattutto al loro contenuto in carboidrati o zuccheri anche altri fattori influiscono in modo variabile sui valori della glicemia nell’arco della giornata.
- Gli zuccheri semplici (come quello che si usa in cucina) aumenta rapidamente la glicemia perché è subito disponibile mentre gli zuccheri complessi (presenti nella pasta, nei cereali, nel pane etc) determinano un incremento glicemico più lento perché le catene di zuccheri devono essere scisse prima di poter essere utilizzate.
- La vita sedentaria o la riduzione dell’ attività fisica abituale (per esempio d’inverno o nelle giornate di pioggia o di vento o durante i giorni di festa) favoriscono un aumento della glicemia.
- Le malattie tendono ad aumentare i livelli di zucchero nel sangue.
Lo sport e l’esercizio fisico aiutano a ridurre la glicemia grazie al maggior consumo di energia che inducono e che favoriscono un utilizzo ottimale dell’insulina. Proprio per questo il primo trattamento del diabete di tipo 2 prevede le sole modifiche della dieta associate ad una regolare attività fisica: non si parla di sport estremi ma di un’attività moderata ma da praticare in modo costante. Se dopo un certo periodo questi cambiamenti nelle abitudini di vita non fossero sufficienti a tenere sotto controllo il diabete, si dovrà ricorrere ai farmaci ipoglicemizzanti orali, che come dice il nome stesso, aiutano ad abbassare i livelli di zucchero nel sangue. La terapia ipoglicemizzante (metformina e altri farmaci) va sempre associata a uno stile di vita adeguato sia per quanto riguarda la dieta (personalizzata sulle singole esigenze individuali) e la pratica regolare di un’attività fisica.
| FATTORE | EFFETTO |
|---|---|
| Cibi contenenti carboidrati | ↑ Aumentano la glicemia, in rapporto al tipo e alla quantità di carboidrati contenuti |
| Esercizio fisico | ↓ Abbassa la glicemia, favorisce un utilizzo ottimale dell’insulina, consentendo un maggiore consumo di energia |
| Farmaci ipoglicemizzanti | ↓ Riducono i livelli di glicemia |
| Stress | ↑ Si pensa che tenda ad aumentare la glicemia, ma non ci sono prove scientifiche certe |
| Malattie | ↑ Tendono, spesso, ad aumentare la glicemia |
Fonte: Diabete: Le risposte a tutte le vostre domande, Tecniche Nuove, 2008
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