Angiocardiocintigrafia: Cos'è e Come si Esegue

L'angiocardiocintigrafia, nota anche come ventricolografia nucleare o radionuclidica quantificata, è una tecnica di imaging biomedico utilizzata in cardiologia per valutare la funzione cardiaca attraverso l'utilizzo di radioisotopi. Si tratta di una metodica che permette la visualizzazione scintigrafica della radioattività intracavitaria contenuta nelle sezioni destre e sinistre del cuore, ricavandone informazioni riguardanti in special modo i ventricoli.

Cos'è l'Angiocardiocintigrafia?

È una metodica che prevede la rilevazione scintigrafica sequenziale del primo transito di un bolo radioattivo attraverso le sezioni cardiache di destra, l'arteria polmonare ed i suoi rami, il circolo capillare polmonare, le cavità cardiache di sinistra e le parti prossimali dell'aorta. In alternativa, si può eseguire l'angiocardiocintigrafia all'equilibrio, in cui si attende che il radiofarmaco si distribuisca uniformemente nel pool ematico.

Come si Esegue l'Angiocardiocintigrafia?

L'esame si avvale dell'iniezione di una piccola quantità di materiale radioattivo, tipicamente un radionuclide come il Tecnezio-99m marcato a globuli rossi. Il radionuclide si mescola con il sangue e viene rilevato da una gamma camera che cattura immagini multiproiezionali del cuore durante il ciclo cardiaco.

Preparazione del Paziente

Generalmente, non è richiesta una preparazione specifica per questo esame, salvo una buona idratazione per favorire l'eliminazione del radiofarmaco, e non è necessario il digiuno.

Procedura

  1. Il radiofarmaco viene iniettato in una vena periferica (generalmente la basilica di un avambraccio). È indispensabile che l'iniezione sia impulsiva e che il volume del bolo radioattivo sia molto piccolo e comunque inferiore ad 1 ml, in modo che possa rimanere il più possibile "puntiforme" durante il suo transito fino al cuore.
  2. Le immagini possono quindi essere acquisite in proiezione obliqua anteriore DX, leggermente caudalizzata, che permette la miglior visualizzazione dei ventricoli.
  3. Il computer deve essere programmato per acquisire una serie di immagini di durata molto breve (20-40 msec). Ciò implica che vengano acquisite da 25 a 50 immagini/secondo (tante più quanto più alta è la frequenza cardiaca del paziente). L'acquisizione completa dura 30-40 secondi, che risultano sufficienti anche nei pazienti con circolo rallentato.

Radiofarmaci Impiegati

Anche se in teoria potrebbero essere utilizzati quasi tutti i radiofarmaci marcati con 99mTc (con l'ovvia eccezione di quelli che non passano i capillari polmonari) viene abitualmente impiegato il 99mTc-DTPA, perchè di basso costo e particolarmente favorevole dal punto di vista radioprotezionistico, grazie alla sua rapida eliminazione renale. Altri radiofarmaci includono:

  • Il 99mTc-MIBI o la 99mTc-Tetrofosmina per lo studio contemporaneo della perfusione miocardica.
  • Il semplice 99mTc-pertecnetato, qualora si vogliano marcare gli eritrociti per eseguire (con un'unica somministrazione di radioattività) anche una ventricoloscintigrafia "all'equilibrio".

Angiocardiocintigrafia all'Equilibrio

Con questa tecnica, a differenza della precedente, si attende che il radiofarmaco iniettato per via endovenosa si sia uniformemente distribuito nel pool ematico in modo tale che la sua concentrazione risulti la stessa (per questo la tecnica è detta "all'equilibrio") in tutto il compartimento cardiovascolare.

I globuli rossi del paziente vengono marcati con 99mTc utilizzando una metodica completamente "in vivo" o una "in vivo/vitro". Nel primo caso si inietta e.v. Vista la diluizione del tracciante nell'intero pool ematico il contenuto di radioattività che attraversa le camere cardiache per ogni singolo ciclo sisto-diastolico è nettamente inferiore rispetto alla metodica di primo transito, in cui la stessa dose di radioattività si muove in un volume estremamente più piccolo.

Ne deriva che per ottenere immagini di pari qualità è indispensabile acquisire i dati forniti da almeno alcune centinaia di cicli cardiaci. Per questo motivo l'acquisizione viene sincronizzata ("gated") con il segnale elettrocardiografico del paziente. Il computer suddivide l'intervallo R-R dell'ECG, corrispondente ad un ciclo cardiaco, in numerose frazioni (solitamente da 24 a 48) stabilite in base alla singola esigenza clinica. Ad ogni onda R il computer inizia l'acquisizione dei dati che termina alla successiva onda R.

Per i motivi sopra citati, queste immagini sono estremamente povere di dati e sarebbero inutilizzabili a fini clinici. Per ovviare a questo problema il programma di acquisizione prevede che i dati acquisiti ad ogni successivo ciclo cardiaco non vengano utilizzati per generare nuove immagini, ma vengano sommati a quelle dei precedenti cicli cardiaci, in modo sincronizzato ed isofasico. Ciò in pratica significa che i dati di ciascuna "frazione" (ad es. quella telesistolica) si sommano con quelli delle precedenti, omologhe frazioni (ad es. le precedenti telesistoli) così da migliorare progressivamente la qualità delle immagini.

Eventuali aritmie cardiache, provocando cicli di durata diversa che "sfasano" la sincronizzazione delle "frazioni" potrebbero inficiare la metodica. Per ovviare, almeno in parte, al problema è possibile programmare il computer in modo che calcoli la durata media dei cicli cardiaci del singolo paziente e "accetti" solo i dati provenienti da cicli di durata pari alla durata media ± uno scostamento deciso dall'operatore (solitamente pari al 20%).

Informazioni Fornite dall'Angiocardiocintigrafia

L'angiocardiocintigrafia consente di valutare:

  • La funzionalità globale dei ventricoli.
  • La frazione di eiezione (FE) senza necessità di conoscere il volume ventricolare telediastolico (VTD) e telesistolico (VTS) e senza dover approssimare geometricamente la morfologia dei ventricoli.

Questo metodo di calcolo della frazione di eiezione ventricolare, non richiedendo approssimazioni geometriche sulla morfologia del ventricolo (al contrario dell'Ecografia e della Cine-Ventricolografia che utilizzano immagini bidimensionali) è in grado di fornire dati quantitativi molto accurati. Ciò, anche in considerazione del fatto che la metodica implica un'esposizione a radiazioni ionizzanti di modesta entità, la rende particolarmente adatta per essere impiegata come "gold standard" nei confronti di tecniche alternative o per applicazioni cliniche o di ricerca in cui sia richiesta un'elevata accuratezza e riproducibilità .

A Cosa Serve l'Angiocardiocintigrafia?

L'angiocardiocintigrafia all'equilibrio rappresenta un avanzato strumento diagnostico fondamentale nella cardiologia moderna. Grazie alla sua capacità di offrire immagini dettagliate e misurazioni precise, è diventata una risorsa inestimabile per la valutazione e la gestione di molteplici condizioni cardiache, tra cui:

  • Dopo un infarto del miocardio, per valutare il danno subito dal cuore e monitorare la funzione cardiaca durante la fase di recupero.
  • Malattie delle valvole cardiache, che possono alterare la normale dinamica del cuore.
  • Cardiotossicità di alcuni farmaci chemioterapici.
  • Anomalie congenite, che possono richiedere un monitoraggio continuo della funzione cardiaca.

L'Angiocardiocintigrafia è un Esame Sicuro?

L'indagine è priva di significativi effetti collaterali e risulta ben tollerata da pazienti di qualunque età. La non invasività e la bassa dose di irradiazione, accanto alle caratteristiche sopra descritte, rendono l'indagine ripetibile, se necessario, anche entro brevi periodi di tempo. La quantità di radioisotopo utilizzata è molto bassa e la radiazione ricevuta è minima, comparabile a quella di una radiografia toracica.

Scintigrafia miocardica e coronarografia

La scintigrafia miocardica e la coronarografia sono due indagini diagnostiche di riferimento nello studio delle ostruzioni alle coronarie. Le due metodiche rilevano in maniera diversa la stessa patologia. La scintigrafia analizza e marca, infatti, il flusso coronarico, ed è in grado di determinare la quantità di sangue che irrora il miocardio, in tutti i distretti. La coronarografia è un esame morfologico che studia l’andamento delle coronarie e le modificazioni che nel loro ambito si realizzano.

La scintigrafia miocardica, metodica non invasiva, permette di raccogliere informazioni sul funzionamento del cuore nei pazienti in cui si sospetta una cardiopatia ischemica, oppure in persone con malattia già nota (valutazione post-infarto, post-angioplastica, post-bypass), per monitorare il comportamento del cuore a riposo e sotto sforzo.

La coronarografia, data la sua invasività, è di solito prescritta dopo altri test non invasivi come l’elettrocardiogramma, l’ecocardiogramma, il test da sforzo e la scintigrafia miocardica, se i risultati fanno sospettare la presenza di ostruzioni alle coronarie.

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